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19/10/2007

Le primarie di Veltroni e la nuvoletta di qualche metro di diametro

di Antonio Sofi, alle 15:44

[E’ un pezzullo, qui augmented di link e digressioni, uscito due giorni fa su Il Firenze. E’ una piccola riflessione laterale, che vuole solo un baluginìo di idea su quanto – tanto – s’è già scritto sulle primarie. Ché le competizioni elettorali sono spesso metafora utilissima seppure iperbolica per capire molte delle cose nostre di ognidì.]

Un microfono al vincitore: «Sono contento di essere arrivato uno. Saluto i miei genitori, che sono la mia mamma e il mio papà». Chi l’ha detto? Non si sa*. E’ una delle frasi più variamente attribuite (di solito ad uno sportivo). Anche Walter Veltroni è “arrivato uno” alle primarie per il Partito Democratico che si sono svolte domenica. Ha stravinto, con più del 75% dei voti.

[Unità vorrei, cercando, foto di Danyanais. Altre, splendide foto con il tag “primarie” su Flickr]
foto di danyanais

Ma non credo il sindaco di Roma si sia sorpreso così tanto da sbagliare sintassi nelle dichiarazioni del dopo vittoria. Queste primarie, una volta scelto di agganciare alla elezione dell’assemblea costituente anche l’indicazione del segretario, sono di fatto diventate una sorta di incoronazione annunciata (e la costituente depotenziata concettualmente alla stregua di assemblea dei grandi elettori – come scrivevo pochi giorni dopo della decisione e come gli eventi dei mesi di campagna non m’hanno fatto cambiare idea). Come nel caso delle primarie di Romano Prodi nel 2005. Con barlumi di competizione, chiaro: che nessuno ci sta a perdere. In cui però alla fine, l’unico elemento dirimente era quanto e come e se, il risultato delle votazioni, avrebbe legittimato il vincitore.

Veltroni, da questo punto di vista, può stare tranquillo: il partito è suo. Anche se l’identità del nuovo soggetto politico è ancora da costruire, sommando senza troppi resti le storie (importanti) dei partiti che prima furono – con tutti i problemi tipici delle fusioni aziendali e atipici della politica italiana. Il partito è suo, con partecipazione confortante, contati quei 3 milioni e passa di votanti.
(Quello che pensano, i votanti, è un altro discorso**)

Tre milioni e passa di votanti che qualcuno ha provato inutilmente a mettere a confronto e competizione con quelli mobilitati da Grillo per il V-Day – che peraltro crescono di giorno in giorno, le fila irrobustite dal ricordo. E curiosamente lo ha fatto sia il ministro Melandri, che i grillini (Travaglio, ma non riesco a ritrovare il link o il riferimento) – ognuno tirando la coperta troppo corta delle cifre dalla propria parte del letto.

Ma nonostante della vittoria di Veltroni nessuno davvero osava dubitare, spesso il troppo coinvolgimento non ci aiuta a vedere oltre il proprio naso. Ne scriveva Luca Sofri nel suo Wittgenstein qualche giorno fa, in un post opportunamente intitolato “Tutti mi amano“. Riportava una frase di Rosy Bindi, che a leggerla adesso è impietosa: «Se mi votano tutti quelli che incontro e che mi dicono che mi voteranno, chi l’ha detto che vince lui?». Lui inteso Veltroni. Ecco una proprietà transitiva che è spesso quella che fa il “re nudo”. Proprio il “se tutti quelli che incontro mi amano!”. Tipico peraltro dei politici in campagna elettorale, avidi di feedback e di speranza. Secondo Sofri la frase di Rosy Bindi è illuminante su un «meccanismo diffusissimo per cui tutti noi pensiamo che il mondo sia la nuvoletta che ci circonda, e che non ha più di qualche metro di diametro».
Allora, meglio fare in modo di incontrare anche gente diversa, ogni tanto.
Distaccata. Che non è d’accordo con noi, non ci ama e ci dice le cose come stanno.

* Pare, da un commento, che il più accreditato del gioiello sia Gustav Thoeni
** Su Spindoc, che si occupa di comunicazione e consulenza politica, nei prossimi giorni i risultati integrali e argomentati di una ricerca effettuata in collaborazione con l’associazione Modem e il Master in Comunicazione e Consulenza Politica. Ne scrive anche Panorama.it


  • «Siamo (come minimo) un milione». Il numero mitico della folla e le piazze spannometriche.
  • I (discutibili) vantaggi di andare avanti e indietro
  • Il discorso di Walter Veltroni in una tag cloud. Più noi che io, più nord che sud, Berlusconi non pervenuto.
  • Firenze e le primarie competitive. Adelante senza troppo juicio

  • 4 Commenti al post “Le primarie di Veltroni e la nuvoletta di qualche metro di diametro”

    1. Blog Notes, Weblog di Giuseppe Granieri
      ottobre 19th, 2007 14:11
      1

      Antonio SofiLe primarie di Veltroni e la nuvoletta di qualche metro di diametro

    2. Cristian
      ottobre 19th, 2007 17:55
      2

      Ragazzi, abbiamo bisogno di voi. Come potete leggere sul nostro blog, è successa una cosa bella e di estrema importanza, perchè frutto di una pura idea democratica.
      Partecipate al sondaggio su UnMareDiStelle, commentando il post: dimostriamo che la DEMOCRAZIA DIRETTA è l’unica RIVOLUZIONE possibile!

    3. silvia
      ottobre 21st, 2007 17:29
      3

      Walter non mi convince, si sforza di essere naturale, il suo comportamento non verbale non coincide. invece Rosy un po’ meglio, non sempre approvo quello che dice, ma mi sembra genuina. oggi ho fatto un post su loro. Ciao, come ti chiami ?

    4. anais
      novembre 15th, 2007 11:13
      4

      Sono contenta che tu abbia postato una mia foto.
      Grazie, un saluto
      Danyanais

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