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25/09/2007

Le news liberate del NYT e il gioco win-win del giornale gratis

di Antonio Sofi, alle 21:46

E’ una questione che mi sta molto a cuore – e da tempo; dal 2005, complice una chiacchierata con Ben Hammersley al mitologico NeuWeb di Firenze. Ne ho poi detto pubblicamente ad un convegno della FNSI, a gennaio di quest’anno, insieme all’amico Alberto D’Ottavi – ne è uscito fuori un fantomatico “Movimento per la liberazione degli archivi dei quotidiani online”, sulla falsariga di quello dei nani da giardino. Mentre lavoro a qualcosa di più completo, pubblico qui sotto (con qualche modifica) una rassegna di taglio divulgativa uscita ieri, come ogni lunedì, per i quotidiani di E Polis. Che mette insieme tre segnalazioni che indicano una strada. Di cui molti hanno scritto (google news, e anche sui blog, ma non riuscendo a trovare una key search su blogbabel che li racchiuda degnamente, mi affido al come sempre ottimo Federico Fasce su Apogeonline per qualche link analogico)

Liberare le news.
È la (vecchia, nuova) parola d’ordine del giornalismo online. E’ la scelta (ma già altri quotidiani online, da tempo e alla spicciolata, hanno intrapreso questa strada) del New York Times, uno dei più importanti quotidiani al mondo. Che ha deciso in questi giorni di rendere gratuita la sua versione online, rimuovendo tutti i servizi a pagamento: gli archivi dal 1987 ad oggi saranno liberamente consultabili senza alcun abbonamento. I numeri erano tutt’altro che insignificanti: l’accantonato TimesSelect, il sistema per accedere ai contenuti d’archivio, aveva ben 227 mila abbonati (che ora andranno risarciti) e 10 milioni di dollari di entrate. L’editore Arthur Sulzberg, che qualche mese fa profetizzò la fine dei giornali di carta entro il 2010, è definitivamente impazzito? Per niente. Come spiega Vivian Schiller, responsabile del sito nytimes.com, i soldi persi dagli abbonamenti verranno recuperati facilmente con le pubblicità sulle pagine liberate e visibili a tutti. Insomma, meglio gli spot degli abbonamenti. Una classica operazione win-win tipica della Rete, in cui tutti vincono: l’editore (che guadagna di più), gli investitori pubblicitari (che hanno più pagine pronte ad accogliere le loro campagne) e i lettori – che possono leggere o linkare liberamente gli articoli vecchi.

Interessante notare come nella lettera di Vivian Schiller, più che le strategie commerciali, si evocano con convinzione i vantaggi delle pagine liberate rispetto alle logiche del web. Logiche che da una parte garantiscono una “vitalità duratura” ai contenuti migliori, sfruttando i meccanismi di coda lunga; e dall’altra forniscono “materiale da link” ai lettori più attenti all’approfondimento.

In light of this shift, we believe offering unfettered access to New York Times reporting and analysis best serves the interest of our readers, our brand and the long-term vitality of our journalism. We encourage everyone to read our news and opinion – as well as share it, link to it and comment on it.

Sulla scia del New York Times anche un altro tra i più autorevoli quotidiani al mondo, il Wall Street Journal – da poco passato, dopo lungo corteggiamento, sotto l’ala proprietaria del tycoon australiano Rupert Murdoch. Il quale ha già fatto capire che sta pensando seriamente di aprire le news a tutti, rinunciando agli abbonamenti e investendo sugli accessi e sulla pubblicità. La strategia è la stessa. «Chi dice che a renderlo gratis un giornale ci perde, sbaglia» – così sentenzia il proprietario di News Corp.

Quando una intuizione sembra essere quella giusta, tutti velocemente si accodano. E ora è la volta della televisione. L’emittente Nbc ha annunciato che renderà gratuitamente visibili da Internet tutti i suoi programmi, per una settimana dalla loro messa in onda. Una decisione che è anche uno schiaffo alla Apple di Steve Jobs. Che fino a tre settimane fa gestiva la vendita dei programmi della Nbc tramite la sua piattaforma online iTunes. L’intenzione, a partire dal 2008, è quella di vendere i propri programmi televisivi (tra cui serie di successo come Heroes) in proprio.


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  • 11 Commenti al post “Le news liberate del NYT e il gioco win-win del giornale gratis”

    1. Blog Notes, Weblog di Giuseppe Granieri
      settembre 26th, 2007 06:56
      1

      Antonio SofiLe news liberate del NYT e il gioco win-win del giornale gratis

    2. antonio vergara
      settembre 26th, 2007 11:11
      2

      è deprimente vedere che tutte le belle rivoluzioni avvengano sempre fuori dall’italia…

    3. alberto dottavi
      settembre 26th, 2007 12:05
      3

      grande antonio… :)

      tutti gli indicatori c’erano da tempo. solo che l’editoria, come molte altre industrie, ha bisogno di case studies

      credo che il successo della free press, negli anni recenti, abbia un suo ruolo: penso il tema sia anche “andare a prendere lettori nuovi” (o diversi), e il web ha un pubblico sterminato. Per di più con i costi rovesciati: più “tiri” di un giornale più spendi, mentre sul web più lettori hai più ammortizzi gli investimenti infrastrutturali (a parte la banda)

      perdona la banalità, solo l’ennesimo bit di conferma del valore dei contenuti “liquidi”… ;)

    4. Antonio Sofi
      settembre 26th, 2007 16:07
      4

      già antonio. Mi piacerebbe capire le motivazioni per non farlo, questo sì.
      Alberto: hai ragione sui case studies. Non solo l’editoria, ma soprattutto l’editoria, e soprattutto quella italiana. E concordo anche sul “traino” cognitivo della free press

    5. Le notizie liberate, la coda lunga e Apogeonline › Sergio Maistrello
      settembre 27th, 2007 10:49
      5

      […] A proposito della scelta del New York Times di abolire gli abbonamenti a pagamento e, più in generale, del benemerito “movimento per la liberazione degli archivi dei giornali online” (sull’una e sull’altra cosa si trova ispirata documentazione su Webgol), aggiungo al dibattito un dato di prima mano. […]

    6. Renato
      settembre 27th, 2007 14:49
      6

      Hai scritto gli archivi dal 1987, in realtà saranno “liberati” anche gli archivi dal 1851 al 1922 in quanto si tratta di materiale di pubblico dominio, mentre rimarranno per il momento a pagamento alcuni materiali degli archivi dal 1923 al 1987. Trovo sia una cosa assolutamente straordinaria che tali archivi siano stati digitalizzati e siano a disposizione di tutti, ecco per esempio la notiia che annuncia la probabile vittoria di Lincoln, dal NYT del 7 novembre 1860: http://tinyurl.com/34ag9n

    7. Antonio Sofi
      settembre 27th, 2007 14:53
      7

      Renato, giustissimo. Grazie della precisazione sugli altri anni. Ovviamente lo avevo letto anche io, sulla versione cartacea l’ho eliminato per questioni di spazio, ma qui sul blog potevo aggiungere due righe. Ma è il bello dei blog, l’hai fatto tu :) (e comunque c’era nei link che ho messo). E sì, anche io trovo che sia una cosa straordinaria – specie per quei contenuti ormai storici. Grazie di nuovo.

    8. Liberare gli archivi: Nanoscopico atto di pirateria (video) - Infoservi.it
      settembre 30th, 2007 16:01
      8

      […] \ Infoservi.it : Articolo Liberare gli archivi: Nanoscopico atto di pirateria (video) Di alberto dottavi (del 30/09/2007 @ 12:38:59, in Video and TV, letto 19 volte) Torna, quasi per una serie di coincidenze, il tema della “Liberazione degli archivi” di Antonio Sofi, di cui si era parlato tempo fa. Antonio riprende il discorso commentando la già nota decisione del NYT. Sergio Maistrello offre la testimonianza, direi preziosa, del “suo” ottimo Apogeonline. Del tema, che aveva interessato anche Dario Salvelli, ho accennato in occasione del convegno TV Digitali (qui il mio report, qui i contributi video realizzati dall’infaticabile Caterina Di Iorgi, che ringraziamo :) per mancanza di tempo ho potuto citare solo en passant due video a cui tengo in modo particolare, e che non ho mai pubblicato qui. Rimedio, e pubblicamente confesso la mia pirateria. Non ricordo più dove li ho trovati (e, anche se fosse, non dirò mai la fonte, solo nome e numero di matricola ;). Sono un video di Django Reinhard (che suona praticamente con due dita) con Stephane Grappelli (“Mr. Hot Jazz”) e uno spezzone di “8 e 1/2” di Federico Fellini, la mitica Rumba della Saraghina. Ditemi voi se non ne vale la pena… […]

    9. Se una notte d'inverno un giornalista
      ottobre 5th, 2007 13:30
      9

      Fronte (movimento) per la liberazione degli archivi, che fare?…

      Oggi, giorno del compleanno di Alberto D’Ottavi (auguri!), rilancerò quella proposta mezza seria mezza scherzosa (anzi, trequarti seria e un quarto – o forse meno – scherzosa) di cui anche lui parlò in gennaio. Antonio Sofi insieme ad Alberto lanciaro…

    10. Thomas Friedman, la generazione Q e internet « mastroblog
      ottobre 12th, 2007 20:12
      10

      […] PS: lo sfogo linkato non sarebbe stato possibile, ovviamente, se il New York Times non avesse, per usare un’espressione che mi piace assai, liberato i suoi archivi. […]

    11. Idee gratis: l’edicola online at Sergio Maistrello
      marzo 14th, 2008 12:27
      11

      […] le varie frontiere dell’informazione su Internet che pure seguo e auspico, come la “liberazione” degli archivi, l’evoluzione polimediale della testata o le forme di informazione […]

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