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Post scritti nel settembre, 2007

29/09/2007

Leggende fresche di bufala (e viceversa)

di Antonio Sofi, alle 23:55

[Giusto per arricchire il discorso iniziato sulle bufale con questo caso, un piccolo approfondimento uscito su E Polis di ieri, con il titolo “Leggende fresche di bufala” – qui con alcune modifiche e aggiunte. as]

Le leggende urbane sono storie troppo belle per essere vere – scriveva Jan Harold Brunvand, uno dei maggiori esperti mondiali dell’argomento. Ma quando si parla di leggende urbane spunta spesso anche questa massima di Petronio, scrittore satirico vissuto 2000 anni fa: «Mundus vult decipi, ergo decipiatur». Ovvero: il mondo vuole essere ingannato, che lo si inganni dunque. La sapeva lunga Petronio. Ma è che la logica delle leggende urbane è rimasta più o meno immutata anche nell’era digitale: si muove con il passaparola, di bocca in bocca (word of mouth, dicono gli anglosassoni – che ne hanno fatto anche materia di marketing). Al massimo di sito in sito.

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27/09/2007

Scopri oggi la nostra bufala quotidiana

di Antonio Sofi, alle 18:24

Avete presente la storia del pensionato di Cagliari che avrebbe rubato pasta e formaggio in una bottega per poi essere perdonato dal gestore e aiutato da una colletta di quartiere?

Ebbene era una bufala. Non esisteva né il pensionato né la bottega. Una storia inventata da un cronista dell’Unione Sarda (che ora si scusa, e accusa un po’ di maretta) e subito ripresa da agenzie, quotidiani, televisioni, blog. Con tanto di commenti indignati e tirate di giacchetta politiche da una parte e dall’altra.

Una storia narrativamente perfetta, con tanto di doppia o tripla morale – perfetta per stare dentro ad un’agenda mediatica dominata dalla difficoltà di arrivare a fine mese, dall’aumento del costo della vita. Una storia troppo bella per essere vera, come dice Brunvand parlando delle leggende urbane.

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26/09/2007

Il partito chiama e Zoro risponde.

di Antonio Sofi, alle 15:58

20 anni di sinistra dal punto di vista dello zoccolo (semi)duro. Ovvero perché bisogna votare per il Partito Democratico. Un piccolo capolavoro di satira, ironia e sano cinismo a cura di Diego Bianchi. Che male non fa anche ad un pupo come il nascente Pd.

Ogni militante sa che quando il Partito chiama non si può far finta di niente, anche se il Partito che ti chiama ancora non esiste, anche se tu di fatto non militi più da tempo. Ma il richiamo l’ho sentito, lo ammetto. (Zoro e video su YouTube)

25/09/2007

Le news liberate del NYT e il gioco win-win del giornale gratis

di Antonio Sofi, alle 21:46

E’ una questione che mi sta molto a cuore – e da tempo; dal 2005, complice una chiacchierata con Ben Hammersley al mitologico NeuWeb di Firenze. Ne ho poi detto pubblicamente ad un convegno della FNSI, a gennaio di quest’anno, insieme all’amico Alberto D’Ottavi – ne è uscito fuori un fantomatico “Movimento per la liberazione degli archivi dei quotidiani online”, sulla falsariga di quello dei nani da giardino. Mentre lavoro a qualcosa di più completo, pubblico qui sotto (con qualche modifica) una rassegna di taglio divulgativa uscita ieri, come ogni lunedì, per i quotidiani di E Polis. Che mette insieme tre segnalazioni che indicano una strada. Di cui molti hanno scritto (google news, e anche sui blog, ma non riuscendo a trovare una key search su blogbabel che li racchiuda degnamente, mi affido al come sempre ottimo Federico Fasce su Apogeonline per qualche link analogico)

Liberare le news.
È la (vecchia, nuova) parola d’ordine del giornalismo online. E’ la scelta (ma già altri quotidiani online, da tempo e alla spicciolata, hanno intrapreso questa strada) del New York Times, uno dei più importanti quotidiani al mondo.

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21/09/2007

La politica che verrà, tra territorio e social network

di Antonio Sofi, alle 10:56

Considerato che si continua a parlare di politica (danese, di piazza e grillesca), riprendo un video girato e pubblicato da Nicola Mattina al mitologico RomagnaCamp, una chiacchierata incrociata mia e della bravissima Elena sulle varie e tentacolari configurazioni della politica 2.0 (specie del partito democratico).

[Fino a domenica sarò a Pordenone ospite di Sergio, Stefania e di un giovanissimo blogger. Il pretesto è PordenoneLegge, tradizionale rassegna libresca, e la presentazione da profeta in patria del libro di Sergio “La parte abitata della Rete” (del quale, come per molte cose cui tengo molto e nelle quali mi sento in parte coinvolto, non sono in questi mesi riuscito a scrivere come si deve – ma è un libro che merita, senza se e senza ma). Per chi c’è ci vediamo là (e magari riusciamo a fare un salto anche al GhiradaCamp).]

20/09/2007

Questo Capecchi è impazzito. Oppure è danese.

di Antonio Sofi, alle 09:46

Ho il piacere di conoscere Riccardo Capecchi da tempo. Ci siamo conosciuti durante la tornata elettorale del 2001, quando abbiamo anche fatto insieme una bella, sfortunata ma divertente campagna ad Agrigento tra comizi sulle ribaltine dei camion (appunto) e mille appuntamenti al giorno. E’ una persona seria e capace (che per un po’ si era inventato una rassegna stampa semi-cifrata via sms per gli amici, che mi dava le giuste coordinate per comprare i giornali la mattina).

Ecco perché non mi sono stupito quando ho letto che ha fatto una cosa così poco italiana come questa. E ovviamente il “poco italiana” è un complimento.

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19/09/2007

Il comizio che non c’è più (tranne per Grillo) e l’anamorfismo della politica

di Antonio Sofi, alle 19:50

[Molte cose da scrivere e poco tempo per farlo. Qui sotto un pezzo uscito oggi sulle pagine de Il Firenzeancora in parte nella lunghissima onda lunga dell’affaire Grillo. Metto in cantiere l’importante domanda contenuta in un post di Vittorio Zambardino che, scusandomi, banalizzerei con un “perché i blogger non leggono i quotidiani?” e che forse può essere messa in connessione fruttuosa con la notizia della liberazione degli archivi appena fatta dal New York Times. as]

Quando parlare in piazza era la politica, la politica era un’altra cosa.
Edoardo Novelli su La Stampa (non on line, appunto – ndr), prendendo spunto dal comizio di chiusura di Fassino alla Festa dell’Unità (forse l’ultimo grande evento di una tradizione che ha fatto del discorso di piazza una formidabile arma comunicativa), racconta proprio dei fasti comizianti del passato, quando l’ars oratoria faceva la differenza tra politico e politico.

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12/09/2007

Grillo e lo sparo a salve. Il rinculo, l’invidia del pene blog e la logica del ping pong

di Antonio Sofi, alle 20:16

Il V-Day di Beppe Grillo continua a tenere banco. L’onda lunga delle opinioni sulla giornata dei vaffanculo grilliani (che come prevedibile fanno ombra alle tre proposte di legge popolare) continua anche oggi sui quotidiani italiani (vedi Quinta di Copertina). Si scomoda in giorno non festivo anche Eugenio Scalfari, con una lunga lenzuolata delle sue (a me stupisce sempre la capacità del Fondatore di infilare en passant un sapido riferimento a Giuglielmo Giannini e al Partito dell’Uomo Qualunque – qualunque sia l’argomento, appunto).

Al di là delle pedanterie sui numeri (“perché, dati dei giornali il giorno dopo, a Roma e a Milano il V-Day ha raccolto solo 5000 firme?”) o delle valutazioni sui contenuti delle tre proposte di legge (in parte condivisibili), trovo più interessante, per deformazione personale e professionale, osservare gli aggiustamenti di tiro e i nuovi equilibri messi in atto dai mille attori della opinione pubblica sui temi riguardanti la Rete. Nuovo equilibrio necessario, dopo un evento di questo tipo – in cui la Rete ha avuto un suo ruolo importante.

Partecipanti al V-Day di Beppe Grillo
Partecipanti al V-Day di Beppe Grillo

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10/09/2007

E Polis comes back (e Grillo vince solo in periferia)

di Antonio Sofi, alle 23:38

Non avevo scritto niente nelle settimane scorse perché, nonostante i problemi che lo hanno tenuto lontano dalle edicole e dagli esercizi commerciali per parte dell’estate, ero in qualche modo sicuro che una esperienza come quella di E Polis avrebbe trovato il modo di ritornare in pista. E infatti, eccolo di nuovo uscire oggi, dopo qualche aggiustamento societario, organizzativo e di foliazione, nelle solite 15 edizioni – scaricabili integralmente in pdf dal sito epolis.sm.

Evviva. E’ una buona notizia per il giornalismo italiano (a parte il piacere personale, visto che vi collaboro da un bel po’ e che ho care le idee e l’entusiasmo di molte tra le persone che lo pensano e vi lavorano).

E Polis Roma, numero del rientro, 10 settembre 2007

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06/09/2007

La comunicazione scientifica tra l’incudine dei media e il martello del web (meglio il martello).

di Antonio Sofi, alle 23:52

Oggi su Nòva del Sole 24 Ore c’era un bell’intervento di Massimiano Bucchi, che insegna Sociologia della scienza a Trento e che personalmente stimo molto.
(Bucchi ha anche un blog su Nòva 100, uno dei pochi ma buoni dell’iniziativa del Sole 24 Ore che ho messo nell’aggregatore per ora, e che purtroppo viaggia alla media di un post al mese)

L’intervento di Bucchi su Nòva riprende presumibilmente parte del lavoro appena uscito per i tipi della Routledge insieme a Martin Bauer, dal titolo “Journalism, Science and Society: Science Communication between News and Public Relations“; e io lo riprendo a mia volta nell’ultima Quinta di Copertina.

In ulteriore sintesi, Bucchi ritiene che la comunicazione scientifico-tecnologica sia ormai sempre più strettamente dipendente da un campo giornalistico velocizzato e avidissimo, e come se non bastasse continuamente alimentato di notiziabilità varie per via endovenosa da professionisti delle pubbliche relazioni.

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