Makkox è un genio vero.
Fumettari come lui, in giro, non ce n’è.
SarĂ pure in stato di grazia: e dopo anni passati a nascondere nel cassetto (e colpevolmente) il suo talento pazzesco, lo sta riversando sulla Rete con ammirevole generositĂ .
[Ne ho scritto qualche mese fa, e nel frattempo Marco Dambrosio, questo il suo nome, ha prodotto capolavori come la prima parte di un vero e proprio romanzo di formazione, e le altre strisce di Canemucca (in questa, il meccanismo di lettura dello scrolling verticale dato dal format delle lunghe tavole che Marco s'è inventato è di fatto, in sè, un escamotage per tirar la risata) o il suo progetto di strip comics Fly, storie di mosche e format a controcopertina, giusto per abbondare anche in questo caso. E sabato prossimo debutta su Apogeonline Bit Comics, la rassegna di fumetti dal web, sul tema della tecnologia, che curo con soddisfazione quasi fisica per l'amato Apogeonline]
Così, e visto che spesso d’estate, negli anni scorsi, abbiamo trattato i temi noir (il sodale Enrico Bianda ne è fine conoscitore), ci siamo messi d’accordo con Marco per una serie (autoconclusiva, autoconcludente, inconcludente, ancora non si sa, e come al solito a periodicitĂ umorale) su un tal Jeppo ‘o killèr, assassino sfigato che in ogni striscia perde la vita. Un killer non stupido, anzi particolarmente metodico ed ingegnoso, ma che paga continuamente l’altrui stupiditĂ o l’effetto falena (di cui non sa nulla). Jeppo è come Wile il Coyote, che torna comunque sempre in ottima forma ad ogni nuovo microepisodio, che è l’ingegno (previdente) contro l’universo (imprevedibile). Sono parole di Marco, e io mi fido :)
Qui sotto la prima striscia, nel suo classico formato a sviluppo verticale. Lui, di solito, sta sempre qua.

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