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25/07/2007

MicroWaveCamp. Un barcamp embedded ad alta temperatura

di Antonio Sofi, alle 23:53

Finalmente sono riuscito ad uploadare alcune foto fatte al Wavecamp. Sono 66 scatti, e non tutti sono pessimi (altri migliori si trovano su Flickr con il tag Wavecamp; su blogbabel invece i post)

[Foto dal WaveCamp e dintorni, Luglio 2007]
Set WaveCamp su Webgol Flickr

Alcune considerazioni.

Punto primo: il caldo – Al Wavecamp, barcamp embedded all’interno della manifestazione di ItaliaWave, ha fatto caldo. E questo si sapeva. Ma molto molto caldo. Per i tre giorni del camp non c’è stata una nuvola nel cielo dell’Osmannoro, e il sole sembrava sempre allo zenith, bloccato lì a fare pernacchie. Ho visto gente cercare di strappare a morsi il tendone del Media Center per cercare un refolo di vento. Ad un certo punto, però, dopo i primi momenti d sconforto, è subentrata una sorta di allegria fantozziana, che ha reso il WaveCamp una epica prova di surviving estremo, con stoici relatori disidratati da sale-forno e ancor più stoici ascoltatori che cercavano di non crollare stesi come mosche. MicroWaveCamp appunto: un camp al microonde. E infatti alcuni di noi hanno cominciato a pensare di organizzare il prossimo barcamp sul Monte Bianco, sotto una tempesta di neve – giusto per sfidare i limiti umani e la capacità degli hot-spot di sparare connettività.

Punto secondo: gli interventi – Interventi interessanti: i tre moschettieri della connettività (Ivan, Matteo e Manuel) che irradiano wi-fi da campanili chiesastrici a chilometri di distanza utilizzando, novelli McGyver, lattine di pomodoro e potenziatori fatti in casa, Stefano Quintarelli, l’uomo dalle idee fresche e lucide pure a 45 gradi, passando per lo storico Polaroid, Luca Mascaro, Maureen Cassera di Yahoo Musica, Manlio Mallia della Siae (graziato dai blogger accaldati) e Fabrizio Meli di Tiscali – che ha annunciato la ennesima IpTv. La scelta ibrida però di fornire una scaletta in parte prefissata ha da una parte fatto saltare interventi messi in orari improponibili, dall’altra un po’ limitato la proposta di interventi “liberi” da parte dei barcamper che ne avevano le forze: io per esempio ero calendarizzato alle 11.00 di venerdì, quando ovviamente c’eravamo solo io, Stefano e la canicola. Ma questo è valso anche per altri interventi. Meglio confidare nella capacità dei barcamper di organizzarsi autonomamente e in modo elastico tempi e spazi, magari intervenendo all’ultimo momento per cambiamenti e sostituzioni – come spesso e volentieri è successo in passato. E poi, forse, e dico in generale per il futuro: un giorno basta e avanza.

Punto terzo: la manifestazione
– Non ero mai stato ad ArezzoWave, che di ItaliaWave è storico papà (la manifestazione si è spostata alle porte di Firenze solo quest’anno, dopo mille vicissitudini). E quindi non posso fare confronti con il passato. Ma a me ItaliaWave è piaciuta. Un posto con spazi ampi e ben organizzati, con una logica degli stage e dei concerti a fisarmonica che ha funzionato (iniziava uno e finiva l’altro su un altro stage distante qualche centinaio di metri), tanta musica (non tutta eccezionale, ma son gusti) e molti eventi. Nota negativa: i prezzi ai bar, troppo alti. Il WaveCamp, da questo punto vista, come barcamp embedded in una manifestazione altra, aveva un grande punto di forza. Ovvero tutto ciò che c’era intorno. Chi tra i barcamper ha deciso di snobbare l’evento e, visto che era lì, non viverlo fino in fondo, secondo me ha fatto male – e si è perso la possibilità di piacevoli interstizi musicali. Senza il sole si stava bene e a spulciare nel programma qualche chicca si trovava (ma devo ringraziare Elisa e Roberta, splendide compagnelle di cazzeggio). Oltre i The Good, the Bad & the Queen e Capossela, ho ascoltato con piacere i Leningrad, i My Awesome Mixtape, il mito cult DjClick e, ultima straziante ciliegina domenica notte, Petra Magoni & Ferruccio Spinetti gridare alla notte e alle stelle.


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  • 15 Commenti al post “MicroWaveCamp. Un barcamp embedded ad alta temperatura”

    1. Blog Notes, weblog di Giuseppe Granieri
      novembre 30th, -0001 00:00
      1

      Antonio Sofi MicroWaveCamp. Un barcamp embedded ad alta temperatura

    2. coComment -
      novembre 30th, -0001 00:00
      2

      view blog [IMG]

    3. tostoini
      luglio 26th, 2007 10:32
      3

      sempre a disposizione quando c’é da cazzeggiare, sir.

    4. Antonio Sofi
      luglio 26th, 2007 10:52
      4

      Non ne avevo dubbi, madame :)

    5. dema
      luglio 26th, 2007 11:35
      5

      Bello l’header con la foto B&W di Aliaksei :)

    6. Folletto Malefico
      luglio 26th, 2007 13:08
      6

      …ma ancora a fare l’errore di prefissare la scaletta? :D
      Credevo che i precedenti BarCamp che avevano seguito questa situazione avessero insegnato abbastanza. :P

      Vabbeh, vado a scriverlo a caratteri cubitali sulla guida. :P

      Comunque, i BarCamp hanno ancora il problema di esportare quello che si è detto, uff. :/

    7. Sweetmisery
      luglio 26th, 2007 16:21
      7

      anch’io ovviamente a disposizione.. e speriamo di ri-cazzeggiare insieme al più presto :D

    8. Pank
      luglio 26th, 2007 17:56
      8

      Io ci sono stato sabato sera. Ho preferito il palco global (Orchestra di Piazza Vittorio) ho sbirciato i Leningrad, sono fuggito alla terza canzone di Vinicio, ché si doveva rientrare a Siena. Mi sono affacciato con discrezione, senza presentarmi. Un paio di facce da blog le ho riconosciute, ma ci saranno altre occasioni.
      Mi avrebbe fatto molto piacere, sicuro

    9. Antonio Sofi
      luglio 26th, 2007 18:12
      9

      Pank, accidenti, e che ci voleva a presentarsi, avrebbe fatto molto piacere anche a me. La prossima volta però se non lo fai la piglio come un’offesa eh? :)

      (ti dirò, spesso è una questione di vicinanze: dopo i Leningrad, l’Orchestra di Piazza Vittorio m’è sembrata moscetta) ;)

    10. Pelodia
      luglio 26th, 2007 20:05
      10

      Io alla fine sono molto orgoglioso di essere riuscito a far venire Mallia, Chiariglione, Enzo-Polaroid, Gabriele Lunati, Sasaki Fujika e Luka Carnifull. Gente che in condizioni normali non sarebbe mai venuta a un barcamp ma che in questo caso ha deciso di fare eccezione portando interventi più che interessanti.

      Il caldo ci ha colti tutti impreparati.
      La tuborg che portà metà dei frigo preventivati ci ha colti impreparati.
      Le aziende esterne che gestivano la ristoranzione ci hanno fatto incazzare; vendere l’acqua a un euro emmezzo quando fuori ci sono 43 gradi è un qualcosa di criminale.

      A conti fatti non mi lamento, credo sia andato bene nonostante abbia passato il tempo a correre per tra un’emergenza e l’altra per tutto il festival.

      Faremo in modo di organizzare un LampredottoCamp in cui l’unica preoccupazione sia quella di trovarsi a fare un po’ di sano cazzeggio :)

    11. Antonio Sofi
      luglio 26th, 2007 20:31
      11

      Ma quale LampredottoCamp. La cosa va ASSOLUTAMENTE rifatta l’anno prossimo, con giusto qualche minimo aggiustamento. Su questo non si discute :)

      Lode a te e al tuo gruppo per il gran lavoro e la gentilezza costante (quante volte l’avrò detto?)

    12. Pelodia
      luglio 26th, 2007 21:53
      12

      Ma guarda, vedendo la mia media di 3 ore di sonno a notte, la nottata di ieri passata a sognare l’elettricista che non arriva e la nottata prima passata a sognare Fonera che mi inseguono… io mi accontenterei anche solo di un LampredottoCamp.

      [mi andrebbe bene anche un festival con meno calore, con i volontari che si presentano al laovoro in cui magari i fornitori non vengano solo a fare i cacciatori di galline dalle uova d’oro :) ]

    13. Sara
      luglio 27th, 2007 23:46
      13

      Ho capito.A parte il caldo che in questi giorni è snervante davvero ovunque, è evidente che sia stato davvero interessante.Ci vorranno secoli perchè ce ne sia un altro così vicino.E io me lo sono perso :-(

    14. Sweetmisery
      luglio 28th, 2007 19:04
      14

      (canterellante)
      tutti amici col lampredot-to
      tutti amici col lampredot-to..

    15. Smeerch
      luglio 28th, 2007 20:59
      15

      Dunque mi sono perso tutto questo?
      Maledetta sia Trenitalia, i suoi scioperi e i piromani.

    16. Marco
      luglio 30th, 2007 15:07
      16

      avrei un sacco di cose da dire sulle cause e gli accadimenti del MicroWaveCamp, per ora mi concentro su 3 riflessioni principali che ti/vi propongo:

      1) se si invitano a un barcamp “personalità” (tipo Chiariglione, Mallia, Quintarelli, Tiscali, etc.) è inevitabile dover fare una “forzatura” sull’auto-organizzazione della scaletta. La loro presenza è stata apprezzata da tutti, la “forzatura” sulla scaletta no, ma credo che le due cose siano inscindibili…

      2) mi chiedo, dopo l’esperienza del WaveCamp, se abbia senso cercare sponsorizzazioni “importanti” (vedi Tiscali) per i barcamp. Credo ci sia (stato) un problema di aspettative: se parti con aspettative molto alte su quello che un barcamp dovrà essere c’è un rischio elevato di rimanere delusi, se le aspettative rimangono quelle di partecipare a una giornata di non-conferenze interessanti e di conoscere altri campers, allora si torna a casa molto soddisfatti…

      3) sono d’accordo sulla formula “barcamp in una sola giornata”. Al massimo possono diventare 2, ma specificando bene che la prima è quella sulla quale ci si concentra, la seconda quella “dei superstiti”, delle presentazioni “rimaste”, più di relax e di cazzeggio… Non concentrarsi su una giornata significa non capire bene chi/quanta gente verrà e quando, con conseguenti problemi organizzativi…

      Che ne pensi/pensate?

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