04/06/2007
Lampredotto reloaded. Un fotoracconto dalle strade di Firenze
di Antonio Sofi, alle 22:29
Torna il lampredotto su questo blog (dovrei quasi farci una categoria). E’ come un vecchio amico, questo cibo di strada fiorentino.
Chi non lo hai mai assaggiato paga pegno, da queste parti (ma è pure vero che io ho un amore incontrollabile per qualsiasi cosa sia venduta in un baracchino di strada). Il lampredotto è una trippa. E questo fa scappare la metà delle persone. La metà che rimane però è una metà fortunata. Perché il lampredotto è una trippa morbida, una trippa ruminante, scura e odorosa, frastagliata come scandinavo fiordo, che s’usa spezzettare lessa nel pane bagnato e ricoprire di salsa verde dalla segretissima ricetta. Così si mangia a Firenze.
Il lampredotto è un vecchio amico perché fu protagonista del post (forse) più commentato all’epoca in cui questo blog stava ancora alle prime armi, e su splinder (correva l’anno 2003).
Ne riscrive e fotografa Valeria di S-punti di vista, blog locale fiorentino.
(che partecipa, insieme ad altri bravissimi studenti, a Bloglab, una creatura che sta riuscendo a mettere letteralmente in Rete talenti e competenze degni di nota. Se non lo seguite, Bloglab, fate male, come con il lampredotto).
Quella di Valeria è una fotostoria di alcuni barroccini di lampredottai in giro per il centro di Firenze. Intervistati e fotografati.
Uno dei due, quello di Via dei Cimatori, è il migliore di Firenze, a mio immodesto parere. Si accetta dibattito.






giugno 7th, 2007 11:12
è una metàfortunata. Perché il lampredotto è una trippa morbida, una trippa ruminante, scura e odorosa, frastagliata come scandinavo fiordo, che s’usa spezzettare lessa nel pane bagnato e ricoprire di salsa verde dalla segretissima ricetta. Antonio Sofi
giugno 8th, 2007 21:08
lui
febbraio 9th, 2008 13:49
minuto di una, in termini eufemistici descrivibile, logorroica telefonata – l’ideale dopo una settimana lunghissima- facendo il giro del centro n volte con la mia proverbiale andatura da podista, avevo giàsmaltito il pranzo a base di ottimolampredotto, quando, cambiando direzione, mi sono trovata davanti questo autobus. (Ho attaccato il telefono,ndr.) Giàquesta scritta, liberamente ispirata al noto emistichio virgiliano, mi conquista.
giugno 4th, 2007 23:20
Il lampredotto!!!
Che malinconia…
a proposito, quando mi fai fare un giro a Bloglab? :)
giugno 4th, 2007 23:25
Lo sapevo che ti agganciavo con questo facile amo culinario, lì sperduto nella fredda albione. :)
Per bloglab, la prossima volta su sl, ti faccio un sunto (magari con voice 3d) :)
giugno 5th, 2007 00:41
Ehi, parli di lampredotto a una toscana e mi scende la lacrimuccia dell’emigrante!
giugno 5th, 2007 09:34
io parlo con questo trasporto solo del gelato di una precisa gelateria. è una sorta di innamoramento.
a questo punto vedremo come si può fare per sentire questa sublime pietanza.
giugno 5th, 2007 10:05
W il lampredotto, al prossimo incontro fiorentino di Bloglab propongo di pranzare con un bel panino al lampredotto. Ho sempre osservato con curiosità i baracchini del lampredotto, hanno secondo me anche uno stile comunicativo tutto particolare! Magari ne farò un post su ilcomunicatore! Ciao Professore!!!
giugno 5th, 2007 20:58
Io voto per quello di piazza dalmazia, non mi ha mai tradito!
giugno 5th, 2007 23:15
io ultimamente sto apprezzando molto quello di via Gioberti
giugno 5th, 2007 23:24
A me fa senso (come d’altra parte la bistecca al sangue)…forse le mie radici terrone sono più forti di quelle fiorentine…
giugno 5th, 2007 23:55
Tiziana: l’albionica terra è piane di lacrime al lampredotto. Chi ve l’ha fatto fare di andare così lontani?
Elena: io l’innamoramento ce l’ho per il vero cibo di strada. Anche la vostra piadina eh (ma meno)
L.T: la comunicazione del lampredotto mi mancava. Vedremo che tiri fuori. :)
Michele: Piazza Dalmazia: onesto. A questo punto, essendo in zona, meglio quello di Careggi oppure Aurelio a Piazza Tanucci, sua specialità (per variare): lampredotto all’uccelletto.
Franco: sei un intenditore (ricordi? la foto dell’epoca me la desti tu)
ALe: fai parte dell’altra metà che si perde il meglio. Dico io: ma come si fa a NON assaggiare qualcosa? ;)
giugno 6th, 2007 00:11
Anch’io mi perdo il meglio. Mi piglia male solo a sentire l’odore. ‘Un ce la fo a mangiare le budella…
giugno 6th, 2007 17:59
Io concordo con aLe e ironica! ..però Valeria è stata strepitosa :)
giugno 6th, 2007 19:50
pavide! ;)
giugno 6th, 2007 22:56
una discussione da aprire sarebbe quella su cosa si deve bere con il lampredottto. la domanda è questa: è lecito bere il cocacola?
giugno 6th, 2007 23:49
è una gran domanda
mi metti in crisi
giugno 7th, 2007 00:13
Beh, una birretta per me è obbligo con il lampredotto.
giugno 7th, 2007 08:53
CocaCosa??
giugno 7th, 2007 14:52
ho abitato a FI per quasi due anni e la puzza, se permettete, di questa cosa qui, era nauseante.
La trippa alla romana col sugo rosso, ajo ojo e peperoncino, è squisita, ma questo proprio no. A S. Lorenzo c’era un tizio col baracchino e i fumi si sentivano da lontano, peggio di quelli dei gas di scarico..
(sorry Sofi:))
giugno 7th, 2007 18:44
@franco: col lampredotto si beve il vino rosso servito nel bicchiere di plastica. Rigorosamente uscito dal frigo, perché freddo, anzi “diaccio marmato” si sente meno che è di scarsa qualità .
giugno 7th, 2007 19:45
@franco: Lampredotto e CocaCola…tipo esempio di combinazione Glocal…(cmq disapprovo…viva il Chinotto!)
@phibbi: ehehehe mitico! Hai proprio ragione!
@Antonio: Ok, io il lampredotto non lo mangio nemmeno quando vado allo stadio a vedere la Fiorentina…però non direi che faccio parte della metà che si perde il meglio…diciamo che è l’altra metà (quelli che si mangiano il lampredotto) che si perdono il meglio (cioè la mia compagnia… =P )
giugno 8th, 2007 12:31
Enrica: ah, crudele! :) me lo state facendo diventare un cibo di genere!
Phibbi: diaccio marmato è stupendo e verissimo. :) Mi svelo: io di solito non ci bevo niente, per non inquinare il sapore. E il vino scadente (e forte) nel bicchiere di carta dal bordo tagliente proprio mi da noia. La birra mi pare troppo dissonante. A livello teorico propenderei per l’acqua pazza, come ho visto spesso ordinare ai saggi anziani fiorentini: l’acqua gassata frizza il vino e lo ammorbidisce. Dovrei provare la spuma, ma non oso.
giugno 8th, 2007 14:24
Sofi! Ho letto il tuo ultimo commento e l’impressione che ho avuto di te allo Zena si è rafforzata: sei un essere a dir poco strrrrrano.
Inquinare il sapore????? ma dici sul serio??
Io non mangio più carne da una decina di anni (17, ad esser sinceri), altrimenti ti avrei cucinato la trippa alla romana: avresti visto assaggiato odorato e degustato quello che tu maschilmente tu chiami lampredotto e che fa onore al genere: è maschile, è livido e puzza. La trippa è femminile ed è morbida, odorosa e colorata.
E’ un coso che solo i fiorentini amano. Eppure, hanno secoli di raffinata civiltà alle spalle…:)
giugno 8th, 2007 14:32
Enrica: no, please, il cibo di genere no! Io parlo da fan, e i fan si sa un po’ esagerano ;)
grazie per lo strano, lo prendo come un complimento :)
giugno 9th, 2007 14:28
Se mi permettete… essendo una perfetta estranea… direi che il lampredotto è stupendo, che ci si beve il vino nei bicchieri di vetro e che il migliore è quello che cucino io! (…scusate…)
giugno 12th, 2007 21:37
lampredotto mon amour. Il migliore? quello in piazza puccini, che lo fa anche in inzimino. Spettacoloso.
giugno 14th, 2007 07:57
Ciao Antonio, W il lampredotto, ma dalle mie parti c’è un piatto ancor più prelibato: le busecchie; lo conosci?
giugno 14th, 2007 11:57
@profemate: ma certo che permettiamo (anche io mi diletto nel cucinarlo, ogni tanto) :)
@emanuele: ottimo all’inzimino
@Gianpiero: busecchie? mai provate…
giugno 15th, 2007 02:40
[...] A seguito della mezza idea ( “magari ne farò un post su ilcomunicatore” ) espressa qualche giorno fa su Webgol propongo alcune riflessioni sullo stile comunicativo del lampredotto. [...]
giugno 15th, 2007 10:07
Pensando al lampredotto mi viene in mente “u panninu cca meusa”(panino con le interiore di maiale)che vendono per le strada a Palermo!
Dalla descrizione mi è ritornato in mente quel profumo/odore di carne che assorbe anche tutti gli altri odori di strada in um mix di sapori…
Non so a Firenze, ma a Palermo il tutto è completato con il il tipico schiamazzo/richiamo dei venditori>(panino con la milza , chi mangia il panino con la milza non muore mai!)
Che da un tocco di Verismo al tutto…
giugno 16th, 2007 22:39
Ciao Antonio, le busecchie, busicchi, busicchie, ciambudèi, ciancianbusicchi o cenciabudelli erano, quando io ero piccolo, abbastanza diffusi in tutta l’Italia centrale (non c’è nessun lettore senese che se ne ricordi?). Il piatto viene così definito”: “budello gentile di maiale seccato e affumicato sul camino. Si mangia abbrustolito in graticola a fuoco vivo”.
luglio 14th, 2007 15:44
[...] Vi lascio con wikipedia, che dice ancora troppo poco. Ci pensa webgol a raccontarci negli anni qualcosa in più e leggendo i suoi post scopro anche il bel fotoracconto di S-Punti di vista dedicato ai trippai. Chiudo con l’amico Aurelio, amico e strepitoso re del lampredotto, della porchetta e di piazza Tanucci! [...]
luglio 24th, 2007 20:03
[...] che ci ha sopportati con pazienza biblica e mi ha fatto finalmente assaggiare il mitico lampredotto!!! [...]
ottobre 4th, 2007 14:12
@Giampiero
Volevi un senese? Eccolo! :-)
Sanbudello dalle parti di Castelnuovo Berardenga…Divino…
ottobre 17th, 2007 08:43
è la quinta essenza per bontà buona giornata
luglio 7th, 2008 12:14
Chiariamo. Il Lampredotto è uno stomaco (l’abomaso) del vitello. I migliori lampredottai sono a mio modesto parere, nell’ordine, quello al POrcellino, quello alla mercafir e quello di via aretina. Per il bere ci vuuole solo un bel vino rosso.
gennaio 6th, 2009 12:49
i’lampredotto piu’ bono e si mangia dall’Alessio e Cristina in piazza di Varlungo e lo fanno in tante maniere ma tutte bone. Anche la Margotte in via dell’ariento la uni scherza mi’a.
gennaio 10th, 2009 17:03
sono di nascita pugliese e di adozione marem=
mana,amo assaggiare qualsiasi cosa prima di dire che non mi piace, ho assaggiato il lam=
predotto,quasi 40 anni fà , e purtroppo non ho avuto altre occasioni per riassaggiarlo.
L’anno scorso,durante una manifestzione gastro=
nomica dove abito,l’ho rimangiato e l’ho fatto
assaggiare anche a mia moglie che ne è rimasta
entusiasta.
Ricordiamoci che la parti molli o callose degli
animali,sono stati sempre usati,nei tempi andati dalle persone meno abbienti,che non potevano permettersi “la ciccia” e quindi si
arrangiavano.