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16/05/2007

Un futuro di mezze misure (e stagioni)

di Antonio Sofi, alle 12:46

[Una versione leggermente modificata di questo pezzo è stata pubblicata su Il Firenze di oggi. Il tema dei cambiamenti climatici è ben più importante di questo pezzullo, che si sofferma più sui giocosi paradossi di “denaturalizzazione” del clima – ma mi permette di segnalare (e rimandare) al gran bel lavoro di coverage blog a lunga durata che sta facendo Beppe Caravita da un bel po’ di tempo sul suo blog. Qui una selezione dei contributi, da compitare attentamente.]

In questi giorni in molte parti d’Italia il termometro è arrivato a sfiorare i 30 gradi. Da un giorno all’altro spuntano pantaloncini corti, magliette scollate e scarpe aperte (anche degli autoctoni, che i turisti in Italia si vestono così anche in inverno). Non ci sono più le mezze stagioni, insomma. C’è frase più “fatta” di questa?

Eppure qualcosa di vero c’è, a computare i dati comparati delle temperature stagionali. Una curiosa (è un eufemismo ovviamente) conseguenza della modernità che viviamo: senza spigoli e senza mezze misure. O estate, o inverno. O bianco, o nero. Con soluzione di continuità.

Con alcuni paradossi provocati dalle amate-odiate tecnologie. Ché se le mezze stagioni non ci sono più è anche un po’ colpa loro (e di noi che le usiamo male). Come l’aria condizionata, che tra un po’ sarà accesa dovunque e comunque, e che, come rivela il nome stesso, giudica il clima qualcosa che si deve poter “condizionare” a piacimento.

Quando fuori fa caldo, dentro l’aria condizionata è accesa a temperature polari.
E quando fuori fa freddo, il riscaldamento è settato su un livello di fusione dei metalli duri.
Un click e opla!: il giochino, con un doppio salto carpiato, capovolge le stagioni, rendendo l’estate inverno e l’inverno estate.
L’horror vacui dell’uomo moderno: “denaturalizzare” la natura. Con la conseguenza che invece di sentir caldo d’estate e freddo d’inverno proveremo freddo d’estate e caldo d’inverno.
(E quando fuori è temperato entriamo in confusione e non sappiamo cosa accendere: arriverà il momento che a qualcuno verrà in mente di accendere il freddo e il caldo contemporaneamente).

Contenti noi. Ed è anche per questo scriteriato uso delle opportunità di condizionarlo che il clima si ribella. A New York in queste ore si sta tenendo il “C40 Large Cities Climate Summit”, una riunione che vede coinvolte le 40 più grandi città del pianeta per affrontare il tema dell’effetto serra e del consumo energetico urbano. I dati sono impietosi: i grandi centri urbani coprono l’1% del pianeta ma sono responsabili per tre quarti del consumo d’energia mondiale. Il sindaco Bloomberg, promotore del summit, a metà aprile aveva lanciato un pacchetto di 100 proposte per New York, tra cui il pedaggio di otto dollari per entrare al volante nel centro di Manhattan.

E noi, a cosa siamo disposti a rinunciare per riavere un futuro di mezze misure (e stagioni)?


  • Venice Sessions. Il futuro dei media (ma meglio puntare al viceversa)
  • Taggare poco, taggare tutto (o tutti)
  • La vignetta di Mak. Poltiglia sarai te.
  • Le vignette di Mak. Alitalia, rivoluzione francese in che senso?

  • 6 Commenti al post “Un futuro di mezze misure (e stagioni)”

    1. Blog Notes - Blog Aggregator 3.3
      maggio 16th, 2007 17:29
      1

      […] Webgol, monografie blog Un futuro di mezze misure e mezze stagioni se rinunciamo a qualcosa (più un vai così a Caravita) View blog reactions […]

    2. Network Games
      maggio 17th, 2007 00:18
      2

      […] Un altro amico ha capito quello che sto cercando di fare qui.Bene. Che ne dici? [commentCounter (6741)] 11:22:02 PM     […]

    3. Sid
      maggio 17th, 2007 11:12
      3

      Bellissima domanda e gran bel post (pardon, pezzo ;))
      così su due piedi non saprei cosa rispondere e non saprei nemmeno se preoccuparmi di più per la rigidità naturale (estate o inverno) o per quella innaturale (destra o sinistra, cristiani o mussulmani, credenti o non credenti, PC o Mac)…

    4. Antonio Sofi
      maggio 19th, 2007 18:56
      4

      grazie sid. oltre che mezze stagioni, anche mezze misure – in tutto…

    5. enore savoia
      maggio 24th, 2007 20:53
      5

      @Antonio il “punto di non ritorno” è ormai oltrepassato … non possiamo altro che tentare di preservare ! a riguardo di cambiamenti climatici, credo che ne avremo delle “belle da vedere” un pò come la rete internet :) !

    6. D.
      maggio 28th, 2007 01:18
      6

      e tutto ciò mi ha ricordato un designer (da pronunciarsi come e’ scritto) milanese che in un terribile luglio di una decina d’anni fa mi ha detto:
      non vedo l’ora che venga inverno per poter dire “cazzo che freddo!”.

      direi che il suo sogno si e’ realizzato nel tuo post :D

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