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	<title>Commenti a: Dal Nimby alla Banana. Nè nel mio cortile, nè altrove.</title>
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	<description>Web, politica, giornalismo</description>
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		<title>Di: Adriano</title>
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		<dc:creator>Adriano</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Jun 2007 09:53:13 +0000</pubDate>
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		<description>Il problema è che in Italia si contesta tutto a prescindere, e così il movimento del NIMBY, diventa il movimento della BANANA.
Riflettete gente, riflettete....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il problema è che in Italia si contesta tutto a prescindere, e così il movimento del NIMBY, diventa il movimento della BANANA.<br />
Riflettete gente, riflettete&#8230;.</p>
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		<title>Di: Zanaboni Davide</title>
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		<dc:creator>Zanaboni Davide</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jun 2007 21:59:02 +0000</pubDate>
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		<description>Buongiorno, se domani per Voi tutti potra&#039; essrlo.
Premesso che purtroppo e&#039; palese agli occhi di tutti che nessuno di noi vuole nel suo cortile i var inceneritori, centrali, tralicci, discariche ecc. ecc..
Ma purtroppo e&#039; altrettanto palese che nessuno di noi rinuncia al produrre rifiuti di alcun genere e/o di richiere eneria in quantita&#039; illimitata.
Ed allora come fare?
Seppur possa essere assai complicato, sembrerebbe essere altrettanto molto semplice.
L&#039;uovo di colombo direte Voi? No, semplicissima concretezza, non politica o passione di sorta.
Abbiamo i rifiuti? Bisogna smaltirli, e non in casa d-altri.
Vogliamo l;energia? dobiamo trasportarla? ma non in casa d-altri.
Vogliamo migliorare i trsporti? Si, ma non in casa d-altri? e allora.........
Semplice possiamo farceli costruire in casa nostra, ma obbligando semplicemente i costruttori ad utilizzare le migliori tecnologie a livello mondiale. E&#039; vero forse non sono sicure lo stesso ma sicuramente se prese da quei paesi che hanno il massimo rispetto per l;ambiente forse avremmo il massimo al momento disponibile, con una clausola contrattuale che il gestore degli impianti, di qualunque tipo essi siano si impegna sin dalla costruzione a mantenere l&#039;impianto in funzione utilizzando la miglior tecnologia ecocompatibile presente sul mercato.
Non direi che cosi&#039; avremmo quadrato il cerchio, ma sicuramente penso che vivremmo tutti molto meglio.
D&#039;altronde gi&#039; lo fanno gli Svedesi, i Finlandesi, i Norvegesi, i Danesi, i Finlandesi ecc. ecc. tutti popoli che salvo smentite sono i migliori protetori della natura.
Cosa ne dite se ci provassimo anche noi????
O siamo sempre il solito popolo rimasto all;epoca dei Romani?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Buongiorno, se domani per Voi tutti potra&#8217; essrlo.<br />
Premesso che purtroppo e&#8217; palese agli occhi di tutti che nessuno di noi vuole nel suo cortile i var inceneritori, centrali, tralicci, discariche ecc. ecc..<br />
Ma purtroppo e&#8217; altrettanto palese che nessuno di noi rinuncia al produrre rifiuti di alcun genere e/o di richiere eneria in quantita&#8217; illimitata.<br />
Ed allora come fare?<br />
Seppur possa essere assai complicato, sembrerebbe essere altrettanto molto semplice.<br />
L&#8217;uovo di colombo direte Voi? No, semplicissima concretezza, non politica o passione di sorta.<br />
Abbiamo i rifiuti? Bisogna smaltirli, e non in casa d-altri.<br />
Vogliamo l;energia? dobiamo trasportarla? ma non in casa d-altri.<br />
Vogliamo migliorare i trsporti? Si, ma non in casa d-altri? e allora&#8230;&#8230;&#8230;<br />
Semplice possiamo farceli costruire in casa nostra, ma obbligando semplicemente i costruttori ad utilizzare le migliori tecnologie a livello mondiale. E&#8217; vero forse non sono sicure lo stesso ma sicuramente se prese da quei paesi che hanno il massimo rispetto per l;ambiente forse avremmo il massimo al momento disponibile, con una clausola contrattuale che il gestore degli impianti, di qualunque tipo essi siano si impegna sin dalla costruzione a mantenere l&#8217;impianto in funzione utilizzando la miglior tecnologia ecocompatibile presente sul mercato.<br />
Non direi che cosi&#8217; avremmo quadrato il cerchio, ma sicuramente penso che vivremmo tutti molto meglio.<br />
D&#8217;altronde gi&#8217; lo fanno gli Svedesi, i Finlandesi, i Norvegesi, i Danesi, i Finlandesi ecc. ecc. tutti popoli che salvo smentite sono i migliori protetori della natura.<br />
Cosa ne dite se ci provassimo anche noi????<br />
O siamo sempre il solito popolo rimasto all;epoca dei Romani?</p>
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		<title>Di: PI Telefonia: Palude WiMax, ecco come se ne può uscire</title>
		<link>http://www.webgol.it/2007/05/08/dal-nimby-alla-banana-ne-nel-mio-cortile-ne-altrove/comment-page-1/#comment-48024</link>
		<dc:creator>PI Telefonia: Palude WiMax, ecco come se ne può uscire</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Jun 2007 22:22:59 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;!--%kramer-ref-pre%--&gt;[...] Palude WiMax, ecco come se ne può uscire venerdì 25 maggio 2007     StampaSegnala via emailSharingDiggOkNotizieCommenti (3)  function ShareURL() {return encodeURIComponent(&#039;http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2001187&#039;);}function ShareTitle() {return encodeURIComponent(&#039;Palude WiMax, ecco come se ne può uscire&#039;);}function ShareAbstract() {return encodeURIComponent(&#039;di Michele Favara Pedarsi - Una strada c è ed è nelle mani e nelle possibilità del ministro delle Comunicazioni. L unica via per ribaltare l impostazione del WiMax all italiana è la flessibilità. Il quadro&#039;);}function ShareID() {return encodeURIComponent(&#039;2001187&#039;);}  Roma - Dopo la panoramica, dopo anche essermi disperato, vengo finalmente a dire la mia sul WiMax: sono d&#039;accordo con tutti tranne quelli che non hanno considerato gli altri, dove per &quot;altri&quot; intendo anche il sistema paese. Si chiama &quot;fare sistema&quot; ed &#232; il contrario del partito NIMBY-BANANA. E in questo senso sembra andare il documento presentato congiuntamente da DS e Margherita il 5 aprile scorso e contenente una proposta di gestione delle frequenze; ma anche quel documento, proposta forse ancora un po&#039; acerba anche se nell&#039;ottica giusta, non basta a respingere le pressioni delle lobby.La palla WiMax al momento &#232; al Ministero delle Comunicazioni ai piedi del Ministro Paolo Gentiloni, il quale pu&#242; fare tutto quel che serve indipendentemente da quanto statuito dall&#039;Autorit&#224; TLC. Ma far&#224; quello che serve al paese solo se gli indichiamo con forza qual &#232; il pubblico interesse - se non ti esprimi, non esisti - e vorr&#224; farlo perch&#233; anche lui ci tiene ad aggregare il consenso necessario ad essere rieletto. Internet, al contrario della TV, vi permette di dire la vostra, e senza dover spostare le natiche dalla poltrona, perdere giornate di stipendio per andare a manifestare, e nemmeno spendere soldi per il francobollo: non importa se non avete fatto neanche le scuole medie o siete invece dei guru delle TLC, fatelo.Quella che segue, attenzione, non &#232; la mia (possessivo) ricetta; io sono soltanto uno che scrive una possibile miscela di tutto ci&#242; che gi&#224; esiste nell&#039;ottica della flessibilit&#224;; unico vero punto di convergenza universale.Credo che per soddisfare quello che al momento sembra essere l&#039;orientamento europeo per il mercato, dare priorit&#224; agli interessi del paese - ovvero collegare tutti, prima possibile, simmetricamente - ascoltare il mondo accademico cos&#236; come i rantoli dell&#039;industria, dovremmo dividere lo spettro in 3 parti uguali: un terzo (21Mhz) regolato con il metodo tradizionale; un terzo (21Mhz) regolato con il metodo market driver, introducendo cio&#232; la possibilit&#224; per gli operatori di cedersi l&#039;un l&#039;altro la concessione; un terzo (21Mhz) regolato con il modello open spectrum con una normativa cio&#232; che non esprime chi pu&#242; usarlo o come deve essere usato, e che non crei dei gradini d&#039;ingresso di nessuna natura (es: pagamento di una gabella). Il tutto amalgamato da regole generali, trasversali cio&#232; a tutte le fasce di utilizzo, che impongono interoperabilit&#224; e interconnessione; quest&#039;ultima caratterizzata da un livello minimo di qualit&#224;. Questo - analogamente a quanto segnalato da Stefano Quintarelli - se si vuole assumere subito un assetto flessibile e quindi competitivo.Il regolamento infimo appena varato dall&#039;Autorit&#224; TLC individua 3 licenze per macroregione, il governo, se proprio deve dividere lo spettro, pu&#242; trasformare queste licenze in 3 ecosistemi indipendenti - servizio pubblico finalizzato al solo servizio universale entry-level, market-driven e open spectrum - che daranno tra qualche anno dati concreti, e facilmente comparabili, sulle performance dei 3 diversi modelli di gestione. Fermo restando che, come rilevato dallo stesso Fulvio Sarzana S. Ippolito in un suo articolo, chiunque prenda in concessione lo spettro radio nei due ecosistemi dove &#232; prevista concessione, deve essere obbligato - e nell&#039;ecosistema market-driven l&#039;obbligo deve essere reiterato ad ogni passaggio di consegne - a raggiungere obiettivi definiti in modo netto e collocati nel tempo, pena la restituzione automatica della risorsa pubblica all&#039;interno dello stesso ecosistema di appartenenza. A questo ultimo punto aggiungerei soltanto l&#039;idea quintarelliana di abbreviare l&#039;iter di accertamento e sanzione in caso di non copertura del territorio. Per garantire un qualsiasi assetto normativo si devono per&#242; decidere fin da ora le modalit&#224; di accertamento e sanzione per i segmenti di spettro concessi ai privati (market-driven), ed evitare il clientelarismo per l&#039;ecosistema a gestione tradizionale.Michele Favara PedarsiGli altri scenari di MFP sono disponibili a questo indirizzo     Tag:wimax, ministero tlc, italia, frequenze, autorità tlc          Commenti alla notizia Feed xmlUltime discussioni - Clicca qui per leggerle tutte (3) Cablare Roma con 15.000 euro. - mik.fpwifi a 300km pltcnc to con 4soldi+linwimax è morto.      &#160; [...]&lt;!--%kramer-ref-post%--&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><!--%kramer-ref-pre%-->[...] Palude WiMax, ecco come se ne può uscire venerdì 25 maggio 2007     StampaSegnala via emailSharingDiggOkNotizieCommenti (3)  function ShareURL() {return encodeURIComponent(&#8217;http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2001187&#8242;);}function ShareTitle() {return encodeURIComponent(&#8217;Palude WiMax, ecco come se ne può uscire&#8217;);}function ShareAbstract() {return encodeURIComponent(&#8217;di Michele Favara Pedarsi &#8211; Una strada c è ed è nelle mani e nelle possibilità del ministro delle Comunicazioni. L unica via per ribaltare l impostazione del WiMax all italiana è la flessibilità. Il quadro&#8217;);}function ShareID() {return encodeURIComponent(&#8217;2001187&#8242;);}  Roma &#8211; Dopo la panoramica, dopo anche essermi disperato, vengo finalmente a dire la mia sul WiMax: sono d&#8217;accordo con tutti tranne quelli che non hanno considerato gli altri, dove per &#8220;altri&#8221; intendo anche il sistema paese. Si chiama &#8220;fare sistema&#8221; ed &egrave; il contrario del partito NIMBY-BANANA. E in questo senso sembra andare il documento presentato congiuntamente da DS e Margherita il 5 aprile scorso e contenente una proposta di gestione delle frequenze; ma anche quel documento, proposta forse ancora un po&#8217; acerba anche se nell&#8217;ottica giusta, non basta a respingere le pressioni delle lobby.La palla WiMax al momento &egrave; al Ministero delle Comunicazioni ai piedi del Ministro Paolo Gentiloni, il quale pu&ograve; fare tutto quel che serve indipendentemente da quanto statuito dall&#8217;Autorit&agrave; TLC. Ma far&agrave; quello che serve al paese solo se gli indichiamo con forza qual &egrave; il pubblico interesse &#8211; se non ti esprimi, non esisti &#8211; e vorr&agrave; farlo perch&eacute; anche lui ci tiene ad aggregare il consenso necessario ad essere rieletto. Internet, al contrario della TV, vi permette di dire la vostra, e senza dover spostare le natiche dalla poltrona, perdere giornate di stipendio per andare a manifestare, e nemmeno spendere soldi per il francobollo: non importa se non avete fatto neanche le scuole medie o siete invece dei guru delle TLC, fatelo.Quella che segue, attenzione, non &egrave; la mia (possessivo) ricetta; io sono soltanto uno che scrive una possibile miscela di tutto ci&ograve; che gi&agrave; esiste nell&#8217;ottica della flessibilit&agrave;; unico vero punto di convergenza universale.Credo che per soddisfare quello che al momento sembra essere l&#8217;orientamento europeo per il mercato, dare priorit&agrave; agli interessi del paese &#8211; ovvero collegare tutti, prima possibile, simmetricamente &#8211; ascoltare il mondo accademico cos&igrave; come i rantoli dell&#8217;industria, dovremmo dividere lo spettro in 3 parti uguali: un terzo (21Mhz) regolato con il metodo tradizionale; un terzo (21Mhz) regolato con il metodo market driver, introducendo cio&egrave; la possibilit&agrave; per gli operatori di cedersi l&#8217;un l&#8217;altro la concessione; un terzo (21Mhz) regolato con il modello open spectrum con una normativa cio&egrave; che non esprime chi pu&ograve; usarlo o come deve essere usato, e che non crei dei gradini d&#8217;ingresso di nessuna natura (es: pagamento di una gabella). Il tutto amalgamato da regole generali, trasversali cio&egrave; a tutte le fasce di utilizzo, che impongono interoperabilit&agrave; e interconnessione; quest&#8217;ultima caratterizzata da un livello minimo di qualit&agrave;. Questo &#8211; analogamente a quanto segnalato da Stefano Quintarelli &#8211; se si vuole assumere subito un assetto flessibile e quindi competitivo.Il regolamento infimo appena varato dall&#8217;Autorit&agrave; TLC individua 3 licenze per macroregione, il governo, se proprio deve dividere lo spettro, pu&ograve; trasformare queste licenze in 3 ecosistemi indipendenti &#8211; servizio pubblico finalizzato al solo servizio universale entry-level, market-driven e open spectrum &#8211; che daranno tra qualche anno dati concreti, e facilmente comparabili, sulle performance dei 3 diversi modelli di gestione. Fermo restando che, come rilevato dallo stesso Fulvio Sarzana S. Ippolito in un suo articolo, chiunque prenda in concessione lo spettro radio nei due ecosistemi dove &egrave; prevista concessione, deve essere obbligato &#8211; e nell&#8217;ecosistema market-driven l&#8217;obbligo deve essere reiterato ad ogni passaggio di consegne &#8211; a raggiungere obiettivi definiti in modo netto e collocati nel tempo, pena la restituzione automatica della risorsa pubblica all&#8217;interno dello stesso ecosistema di appartenenza. A questo ultimo punto aggiungerei soltanto l&#8217;idea quintarelliana di abbreviare l&#8217;iter di accertamento e sanzione in caso di non copertura del territorio. Per garantire un qualsiasi assetto normativo si devono per&ograve; decidere fin da ora le modalit&agrave; di accertamento e sanzione per i segmenti di spettro concessi ai privati (market-driven), ed evitare il clientelarismo per l&#8217;ecosistema a gestione tradizionale.Michele Favara PedarsiGli altri scenari di MFP sono disponibili a questo indirizzo     Tag:wimax, ministero tlc, italia, frequenze, autorità tlc          Commenti alla notizia Feed xmlUltime discussioni &#8211; Clicca qui per leggerle tutte (3) Cablare Roma con 15.000 euro. &#8211; mik.fpwifi a 300km pltcnc to con 4soldi+linwimax è morto.      &nbsp; [...]<!--%kramer-ref-post%--></p>
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		<title>Di: PI: Palude WiMax, ecco come se ne può uscire</title>
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		<dc:creator>PI: Palude WiMax, ecco come se ne può uscire</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 May 2007 22:09:55 +0000</pubDate>
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		<content:encoded><![CDATA[<p><!--%kramer-ref-pre%-->[...] Anno XII n. 2773 di venerdì 25 maggio 2007 (PI Telefonia &#8211; Commenti)  Palude WiMax, ecco come se ne può uscire   di Michele Favara Pedarsi &#8211; Una strada c&#8217;è ed è nelle mani e nelle possibilità del ministro delle Comunicazioni. L&#8217;unica via per ribaltare l&#8217;impostazione del WiMax all&#8217;italiana è la flessibilità. Il quadro        &nbsp;     ForumScrivi nuovo  Roma &#8211; Dopo la panoramica, dopo anche essermi disperato, vengo finalmente a dire la mia sul WiMax: sono d&#8217;accordo con tutti tranne quelli che non hanno considerato gli altri, dove per &#8220;altri&#8221; intendo anche il sistema paese. Si chiama &#8220;fare sistema&#8221; ed &egrave; il contrario del partito NIMBY-BANANA. E in questo senso sembra andare il documento presentato congiuntamente da DS e Margherita il 5 aprile scorso e contenente una proposta di gestione delle frequenze; ma anche quel documento, proposta forse ancora un po&#8217; acerba anche se nell&#8217;ottica giusta, non basta a respingere le pressioni delle lobby.       La palla WiMax al momento &egrave; al Ministero delle Comunicazioni ai piedi del Ministro Paolo Gentiloni, il quale pu&ograve; fare tutto quel che serve indipendentemente da quanto statuito dall&#8217;Autorit&agrave; TLC. Ma far&agrave; quello che serve al paese solo se gli indichiamo con forza qual &egrave; il pubblico interesse &#8211; se non ti esprimi, non esisti &#8211; e vorr&agrave; farlo perch&eacute; anche lui ci tiene ad aggregare il consenso necessario ad essere rieletto. Internet, al contrario della TV, vi permette di dire la vostra, e senza dover spostare le natiche dalla poltrona, perdere giornate di stipendio per andare a manifestare, e nemmeno spendere soldi per il francobollo: non importa se non avete fatto neanche le scuole medie o siete invece dei guru delle TLC, fatelo.Quella che segue, attenzione, non &egrave; la mia (possessivo) ricetta; io sono soltanto uno che scrive una possibile miscela di tutto ci&ograve; che gi&agrave; esiste nell&#8217;ottica della flessibilit&agrave;; unico vero punto di convergenza universale.Credo che per soddisfare quello che al momento sembra essere l&#8217;orientamento europeo per il mercato, dare priorit&agrave; agli interessi del paese &#8211; ovvero collegare tutti, prima possibile, simmetricamente &#8211; ascoltare il mondo accademico cos&igrave; come i rantoli dell&#8217;industria, dovremmo dividere lo spettro in 3 parti uguali: un terzo (21Mhz) regolato con il metodo tradizionale; un terzo (21Mhz) regolato con il metodo market driver, introducendo cio&egrave; la possibilit&agrave; per gli operatori di cedersi l&#8217;un l&#8217;altro la concessione; un terzo (21Mhz) regolato con il modello open spectrum con una normativa cio&egrave; che non esprime chi pu&ograve; usarlo o come deve essere usato, e che non crei dei gradini d&#8217;ingresso di nessuna natura (es: pagamento di una gabella). 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Ippolito in un suo articolo, chiunque prenda in concessione lo spettro radio nei due ecosistemi dove &egrave; prevista concessione, deve essere obbligato &#8211; e nell&#8217;ecosistema market-driven l&#8217;obbligo deve essere reiterato ad ogni passaggio di consegne &#8211; a raggiungere obiettivi definiti in modo netto e collocati nel tempo, pena la restituzione automatica della risorsa pubblica all&#8217;interno dello stesso ecosistema di appartenenza. A questo ultimo punto aggiungerei soltanto l&#8217;idea quintarelliana di abbreviare l&#8217;iter di accertamento e sanzione in caso di non copertura del territorio. Per garantire un qualsiasi assetto normativo si devono per&ograve; decidere fin da ora le modalit&agrave; di accertamento e sanzione per i segmenti di spettro concessi ai privati (market-driven), ed evitare il clientelarismo per l&#8217;ecosistema a gestione tradizionale.Michele Favara PedarsiGli altri scenari di MFP sono disponibili a questo indirizzo          Canali: &nbsp; Attualità &nbsp; Cyber diritti &nbsp; Italia &nbsp; Sviluppo della rete &nbsp; Telefonia e connettività &nbsp; WiMax &nbsp; [...]<!--%kramer-ref-post%--></p>
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		<title>Di: Smeerch</title>
		<link>http://www.webgol.it/2007/05/08/dal-nimby-alla-banana-ne-nel-mio-cortile-ne-altrove/comment-page-1/#comment-43770</link>
		<dc:creator>Smeerch</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 May 2007 01:13:26 +0000</pubDate>
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		<description>Vabbè ma si ti metti anche a citare Gibran diventi  il mio nuovo guru di riferimento. :)</description>
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