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29/04/2007

ZenaCamp: libertè, egalitè, trenettè.

di Antonio Sofi, alle 23:55

Pizza bianca? Naaa, focaccia - foto di AndyE’ stato un grande Barcamp, lo ZenaCamp di ieri. Riuscitissimo: grande atmosfera, tanta gente, interstizi molto conversati. Rispettato il geniale copy delle magliette: libertè, egalitè, trenettè.
E, insomma, lo posso dire a ragion veduta e frequentata, visto che (ho fatto il conto) sono stato a sei dei dieci BarCamp finora svolti, dal primo di Milano passando per Torino, Roma, Ancona, Casalecchio e finendo per ora in bellezza ieri a Genova (chi mi batte?).

Quando ci si trova bene ringraziare non è un obbligo, ma un piacere.

Straordinari, innanzitutto, gli organizzatori – perchè organizzare un BarCamp è mille volte più difficile che organizzare una conferenza tradizionale. In ordine casuale, Marco, Andrea, Federico, Marina, Tambu, Mitì e mi scuso se ho dimenticato qualcuno – esperti barcamper che sanno cosa ci vuole per soddisfare 200 blogger rompiballe che arrivano da ogni parte d’Italia (nell’ordine: wi-fi, cibo e interstizi; ai contenuti ci pensano da soli). Quindi gli sponsor tutti – che hanno fatto cosa buona e giusta e hanno così acquistato un posto d’onore nei miei marchi preferiti. E infine tutti gli amici vecchi e nuovi che erano lì e con i quali ho avuto il piacere di chiacchierare, discutere e fare quattro risate.

Ora. Ammesso e non concesso che il mio score quanto a barcamp frequentati mi dia una qualche autorevolezza sul formato, ecco le mie proposte per il futuro:
1. Scritte glitterate enormi con l’url del blog da appiccicarsi da qualche parte, magari sulla schiena. E quando dico enormi, penso ENORMI (andate a fare un giro sui blog degli under 16 per capire cosa sono le scritte glitterate, e perché loro hanno capito tutto della disattenzione digitale dei tempi moderni). Non voglio più tornare a casa da un BarCamp e scoprire che c’era gente che avrei voluto conoscere e che non sapevo fossero lì.
2. Al fine di scongiurare il pericolo del 20/80 o del 1/9/90 (più o meno, e chi deve capire capisce) e “costringere” tutti a presentare e/o conversare, slot da 20 minuti – a metà ci si ferma e si discute. Il rispetto del minutaggio dev’essere assoluto: mi impegno a portare un numero bastevole di rumorosissime sveglie da caricare ad inizio presentazione. Quando suona ci si blocca a mezz’aria e a mezza parola, come i presidenti degli Stati Uniti nei debate elettorali.
3. Stanze il più possibile destrutturate: puff, tavolini da bar, poltrone, tappeti, panchine, tavole rotonde, strapuntini scomodi. Tutto il possibile pur di lasciarci alle spalle l’architettura castrante e tipografica dell’aula scolastica, con i banchi in ordinata fila uno dietro l’altro.

[tags]Zenacamp, genova, barcamp[/tags]


  • Ode ai Barcamp (sogno 10 tavole rotonde in un campo di calcio wifizzato)
  • ZenaCamp e le scienze delle conversazioni

  • 34 Commenti al post “ZenaCamp: libertè, egalitè, trenettè.”

    1. Digital Moleskine: appunti caotici di Sid05
      maggio 2nd, 2007 12:50
      1

      ZenaCamp: libertè, egalitè, trenettè.

    2. [•] - RSS/ATOM Feeds Aggregator
      maggio 25th, 2007 17:23
      2

      Riprendo commento e discussione nel post precedente, e la madre di tutti i barcamp (cit. Gaspar che cit. Zuck) è solo uno spunto per riflettere su questo formato straordinario che è il BarCamp. [Beggi, Kurai, Suz] [IMG Beggi, Kurai, Suz]Ho messo foto e commenti più emotivi in un

    3. andreamartines.com
      settembre 20th, 2007 15:39
      3

      imprimatur del filosofo Sartori e la sinistra evocazione delle armi di Mazza, si mormora che Grillo stia per calare da Genova per la presa di Annozero (dove sono rinchiusi i dissidenti al regime), al gridozenacampistadi “Liberté, egalité, trenetté“. Tutto torna.

    4. Nicola Mattina
      aprile 30th, 2007 00:58
      4

      Si, concordo su tutto: scritte grandi grandi, un po’ di disciplina e molte più postazioni per parlare con molte meno sedie per ascoltare :-)
      Poi, magari, qualcuno che twitteri cosa si dice, qualcuno che lo strimmi, qualcuno che conservi quello che si dice… Un po’ di memoria storica non guasterebbe…
      Ci si vede a Matera :-)
      Nicola

    5. RedPill
      aprile 30th, 2007 08:37
      5

      Grazie Antonio! Ottime osservazioni, e devo dire che per le sveglie ci abbiamo pensato [su suggerimento di Folletto], anzi, c’erano. Tre timer da cucina colorati e rumorosissimi uno per ogni sala, ma non so perché non li abbiamo usati. ;)

    6. pseudotecnico:blog » Blog Archive » Come migliorare i BarCamp?
      aprile 30th, 2007 08:54
      6

      […] Prendo spunto da un post di Antonio Sofi per fare qualche riflessione sull’argomento. 1. Scritte glitterate enormi con l’url del blog da appiccicarsi da qualche parte, magari sulla schiena […]

    7. Citazioni per Marco Formento // Cailloux » BlogBabel
      aprile 30th, 2007 08:59
      7

      […] ZenaCamp: libertè, egalitè, trenettè. 11 ore, 4 minuti fa in Webgol […]

    8. mformento
      aprile 30th, 2007 09:03
      8

      A dire la verità abbiamo provato (merito di Marina) ad introdurre il timer ‘autoimpostabile’, perché è importante: avere uno slot più o meno costante ti permette di far parlare tutti e di non annoiare: se hai da dire di più lasci il palco e crei il tuo cappannello di approfondimento;)

    9. Giovanni Calia
      aprile 30th, 2007 09:20
      9

      A Matera causa pochi sponsor, probabilmente non avremo nemmeno le spille. Inventerò qualcosa di alternativo però.
      Per quanto riguarda le sale…vedrete. ;)

    10. paola
      aprile 30th, 2007 09:37
      10

      Io ho avuto poco tempo, poca voce e ho chiaccherato pochissimo…(ero passata da sola apposta x conoscervi e chiccherare). C’era Tanto rumore e poi, carichi di gadgets com’eravamo (thanks!) si faceva fatica a spostarsi da una parte all’altra..Ho visto tante faccine conosciute, ho tentato di presentarmi (avranno pensato: chi é questa intrusa?mai vista pirma!), ma non ho avuto abbastanza tempo ed energia (chiaccheravano così bene fra_di_loro, mi sembrava da maleducati intromettermi!)…

    11. Sid
      aprile 30th, 2007 09:57
      11

      URL appiccicato alla schiena e cubitale… saggio accorgimento che dovrebbe diventare obbligatorio (anche prima della location)… per il resto è stato veramente un ottimo camp ;)

    12. Antonio Sofi
      aprile 30th, 2007 10:50
      12

      Erano anche un po’ scherzose le mie osservazioni, eh ;)

      La verità è che il formato BarCamp, perfettamente interpretato da Genova, è una goduria assoluta. Evangelico.

      Mette in pratica e dimostra agli scettici un altro modo di stare insieme, di incontrarsi per condividere la conoscenza (quindi non solo una festa) – che non si preoccupa della performance, degli applausi, della scaletta rigida, del palco degli invitati, dei saluti dell’autorità, del porto i saluti dell’onorevole/preside/rettore/vescovo che è rimasto bloccato da impegni istituzionali, dei paper tronfi e interminabili, del non alzarsi dalla sedia, dei costretti a non alzarsi dalla sedia, del facciamo parlare quello anche se non ne sa niente perchè ci fa comodo, ecc. ecc.

      In questo senso, secondo me, da una parte bisogna spingere quanto possibile verso le sperimentazioni avanguardistiche (io per esempio sogno un barcamp da X tavole rotonde in un campo da calcio wifizzato), dall’altra bisogna importare piccoli semini di pesto barcampico anche negli altri incontri normali che facciamo.

      Sono bastati pochi anni e il web s’è blogizzato, sono sicuro che tra anche meno gli incontri in presenza si barcampizzeranno – banalmente perchè sono una go-du-ria. :)

    13. Gioxx
      aprile 30th, 2007 10:56
      13

      Pur non essendoci stato, ma basandomi sull’esperienza (poca) di quelli fatti, posso solo concordare con le considerazioni fatte.

      L’url sarebbe fondamentale proprio per “beccare” quelle persone che, in una grande folla, si confondono facilmente (e devi fare i salti mortali per conoscerle). Idem per la disposizione dei posti a sedere e della sala stessa. Se è una “non conferenza”, tale deve rimanere. L’aula messa li per far parlare una persona e ascoltare tutte le altre, “fa conferenza” ed è impossibile smentirlo :)

    14. Antonio Sofi
      aprile 30th, 2007 11:20
      14

      Paola, non avevo letto. La prossima volta intromettiti, intromettiti, promesso? io lo faccio sempre, e spesso funziona :)

    15. arsenio bravuomo » Blog Archive » LitCamp - siamo agli sgoccioli
      aprile 30th, 2007 11:21
      15

      […] sono d’accordo al mille percento con quello che dice antonio sofi. se leggete il suo post fino in fondo, lui dà tre indicazioni per i barcamp futuri. […]

    16. max - la piccola casa
      aprile 30th, 2007 11:33
      16

      E’ stato veramente un signor BarCamp, direi quasi un esempio di democrazia partecipativa. se si volesse migliore sono d’accordo con quello che hai proposto te, in particolare il nome del blog/aka/sito scritto grande. IN questo modo si ha il vero passaggio online/offline

      max
      http://lapiccolacasa.blogspot.com

    17. alberto d'ottavi
      aprile 30th, 2007 11:35
      17

      grandi idee, quella degli adesivi con le scritte glitter è geniale…

      per il resto concordo su tutto, il formato del barcamp è geniale e quello di genova è particolarmente riuscito. ne vedremo forse all’opera una versione “monstre” a firenze con il wavecamp? sono curioso :)

    18. PlacidaSignora
      aprile 30th, 2007 11:38
      18

      Tsè, ‘sti giovincelli che si lamentano per i nomi scritti piccoli…E allora cosa dovrebbero dire le placidesignore presbiti, eh? ;-****

    19. Tambu
      aprile 30th, 2007 11:58
      19

      stavolta ci siamo parlati ancora meno del solito, e me ne dolgo. Ma rivederti è sempre un piacere :)

    20. Antonio Sofi
      aprile 30th, 2007 12:01
      20

      Tambu, hai visto questa?
      http://www.flickr.com/photos/webgol/477706567/

    21. Giovanni Calia
      aprile 30th, 2007 12:35
      21

      A proposito dott. Sofi. Innanzitutto mi scuso per non averti importunato :) poi ti chiedo: l’APE ha passato la revisione? partirà o rimarrà parcheggiato lì? ;)

    22. Ode ai Barcamp (sogno 10 tavole rotonde in un campo di calcio wifizzato)
      aprile 30th, 2007 13:59
      22

      […] Riprendo commento e discussione nel post precedente, e la madre di tutti i barcamp (cit. Gaspar che cit. Zuck) è solo uno spunto per riflettere su questo formato straordinario che è il BarCamp. […]

    23. Blog Notes - Blog Aggregator 3.3
      aprile 30th, 2007 21:38
      23

      […] Webgol, monografie blog Zenacamp, libertè, egalitè, trenettè Ringraziamenti e riflessioni di ritorno da Genova View blog reactions […]

    24. massimo mantellini
      aprile 30th, 2007 23:29
      24

      l’URL enorme e glitterato nella schiena te lo appicichi tu, ah matto !

    25. MFP
      maggio 1st, 2007 07:43
      25

      La questione dei ritardi mi preme particolarmente perchè il mio orologio biologico non funziona e così mi ritrovo senza rendermene conto a fare lo stronzo della situazione e questa cosa poi mi mette addosso un senso di colpa lacerante perchè poi non posso più rimediare. Ho sperimentato la stessa cosa all’OpenCamp e allo ZenaCamp e ho bisogno di un aiuto a tenere il tempo perchè quando attacco a chiacchierare mi fomento e lo perdo completamente, sistematicamente e irrimediabilmente. In qualche altro commento, proprio perchè non mi piacciono le regole imposte, ma amo le regole, proponevo di lasciare al relatore successivo l’onere di ricordare a chi sta tenendo la sessione che il suo tempo è scaduto… credo sia una regola “anarchicamente funzionante” (semplice, dal basso, estremamente flessibile)… ovvero in linea con la filosofia internettiana… che poi è quella dei barcamp…

    26. Nicola Mattina
      maggio 1st, 2007 15:04
      26

      Antonio, ho trovato questo sito per produrre le scritte glitter: http://www.glittermaker.com/
      Già mi vedo l’articolo del giornale: “BarCamp: scambi e incontri tra blogger” e nel testo una nuova fantasiosa interpretazione del termine barcamp che viene da “bar” che significa “spranga” :-) E mi fermo qui per non incappare in censure ;-)

    27. Nicola Mattina Blog » Blog Archive » GlitterTag per il BarCamp
      maggio 1st, 2007 15:10
      27

      […] Seguendo il consiglio di Antonio Sofi, al prossimo barcamp verrò con una fantastica scritta glitter che ho il piacere di presentarvi in anteprima: […]

    28. Antonio Sofi
      maggio 1st, 2007 16:06
      28

      miscredenti!

      Verrete tutti conquistati dall’inarrestabile forza del glitter :)

    29. Liberté, fraternité, trenetté! « notturnalia
      maggio 1st, 2007 23:42
      29

      […] Ah, dimenticavo, appoggio l’idea dei nomi giganti e glittering! Mi è spiaciuto rendermi conto solo dopo essere tornata a casa che c’erano persone con cui avrei parlato volentieri perchè le leggo in rete e che non ho riconosciuto. […]

    30. marchino
      maggio 2nd, 2007 12:39
      30

      Io non l’ho fatto glitter ma il link (anche se non propriamente esplicito) l’ho messo sulla maglietta che ho dato a eio…

    31. Luca Sartoni » Zenacamp - Come ve la racconta un informatico (parte 2 - sabato)
      maggio 2nd, 2007 13:56
      31

      […] Un dettaglio al quale ho fatto caso, è la dinamica di partecipazione alla mia non conferenza. Il fondo della sala era pieno di gente che osservava la parte centrale dibattere. Come sostiene Antonio, la forma strutturata e allineata delle aule non è adatta a questo genere di dibattiti. Molto meglio tanti divanetti scomodi, piuttosto che sedie messe in fila. […]

    32. Quelli che lo Zenacamp. « Web at a glance
      maggio 17th, 2007 10:15
      32

      […] «Ecco, questo barcamp per me è stato all’insegna del dono e, quindi, della gratuità, dell’allegria, della comunicazione, dello scambio. Sono stata bene e sono felice di esserci andata» dice Enrica Garzilli sul suo blog che riassume in poche parole uno stato d’animo condiviso da molti: il piacere di trovare una bella location, persone gentili e “alla mano”, «un’organizzazione perfetta e incasinata al punto giusto» , discussioni interessanti. Anche Tommaso Sorchiotti scrive la stessa cosa: «Grandioso. Bello davvero. Una location da favola, un’atmosfera suggestiva e una giornata che è stata ricca di stimoli e spunti interessanti». La comunicazione, la voglia di parlare e di confrontarsi ancora prima di essersi presentati, prima di aver associato il blog al suo creatore-autore, l’interazione prima di tutto: questa è stata la forza di uno Zenacamp che è piaciuto proprio a tutti. «Un grande Barcamp. Riuscitissimo: grande atmosfera, tanta gente, interstizi molto conversati» scrive Antonio Sofi per descrivere quello che Giovanni Calia chiama “barcampone” perché «quello di Genova è un caso eccezionale destinato a non presentarsi più con tanta facilità». […]

    33. Nicola Mattina Blog » Blog Archive » ZenaCamp: il video
      maggio 19th, 2007 19:50
      33

      […] Compaiono ben 23 persone (o personaggi o personalità?): Matteo Balocco, Giovanni Barbieri, Andrea Beggi, Elisa Bortolani, Lele Dainesi, Stefano Epifani, Estrellita, Marco Formento, Ferdinando Giordano, Alessio Jacona, Sergio Maistrello, Luca Mascaro, Matteo Marchelli, Andrea Martines, Fabio Masetti, Alberto Mucignat, Davide Salerno, Luca Sartoni, Cristiano Siri, Antonino Sofi, Tommaso Sorchiotti, Tambu , Paolo Valdemarin. L’invito è sempre lo stesso: se il video vi piace, allora fatelo circolare un po’ embeddandolo nel vostro blog. Se non vi piace, fatemelo sapere comunque, che imparare cose nuove fa sempre bene. Due note di produzione: questo video è stato montato da Aurelia Longo; la musica è di Deborah Dalton, si chiama Brother’s Keeper ed è rilasciata con una licenza creative commons. […]

    34. Newsletter100s - Quelli che lo ZenaCamp
      giugno 4th, 2007 12:34
      34

      […] La comunicazione, la voglia di parlare e di confrontarsi ancora prima di essersi presentati, prima di aver associato il blog al suo creatore-autore, l’interazione prima di tutto: questa è stata la forza di uno Zenacamp che è piaciuto proprio a tutti. «Un grande Barcamp. Riuscitissimo: grande atmosfera, tanta gente, interstizi molto conversati» scrive Antonio Sofi per descrivere quello che Giovanni Calia chiama “barcampone” perché «quello di Genova è un caso eccezionale destinato a non presentarsi più con tanta facilità». […]

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