25/04/2007
Più errata corrige per tutti
di Antonio Sofi, alle 21:35
Ecco, l’ho ritrovata. Dal bel mezzo della mia serendipitosa pila di ritagli di giornali. Non che dica niente di sconvolgente o nuovissimo, ma talora serve ripetersi le sacrosante verità. E proprio per non dimenticare, me la appunto qui, come post-it pubblico.
Da “Sette giorni di cattivi pensieri”, imperdibile rubrica domenicale di Gianni Mura su Repubblica 22 aprile 2007 (ininfluente a cosa si riferisca, ma era una errata corrige di Gramellini).
- Il giornalismo migliore non è quello che non sbaglia mai (non esiste, semplicemente) ma quello che quando sbaglia riesce ad ammetterlo pubblicamente.
Il bello è che una frase passepartout. Mutatis mutandis, funziona anche con “blog”, “politica”, “allenatore di calcio”, “azienda”, ecc. ecc.





aprile 26th, 2007 00:47
Come non sottoscrivere?
aprile 26th, 2007 12:27
Ammettere pubblicamente propri errori… un esercizio quantomai evitato, soprattutto nel nostro Paese
aprile 27th, 2007 12:49
Parole Sante.
aprile 29th, 2007 13:30
Credo che l’ammettere i propri sbagli renda l’uomo migliore, in generale.
maggio 2nd, 2007 02:33
In certi casi però può semplicemente essere una scusa per evitare, o quanto meno attutire, gli effetti del proprio errore. Così poco abituati all’ammissione di colpa infatti, quando qualcuno chiede scusa siamo più attenti ad apprezzare la sua umiltà che a considerare ciò che ha fatto. Però, ciò non toglie che sia un grande gesto, sempre.
Amminchiamenti e paradossi apparte, non posso che essere d’accordo, perché questa frase lascia uno spiraglio all’idea che ce la posso fare anche io… (con il giornalismo, intendo)
maggio 22nd, 2007 20:24
Pure “mutatis mutandis” è una frase passepartout. Oppure, per Gramellini del Buongiorno del 22/05/07, passeunguaio, con il governo italiano che non funziona anche con “tassisti”, “ambientalisti”, “notai”, “fornai”, ecc. ecc.