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22/04/2007

Nella scuola 2.0 il professore diventa un po’ studente, e lo studente un po’ professore

di Antonio Sofi, alle 23:31

Se tutti i docenti italiani fossero come quelli che da quattro anni stanno animando il network di Blogdidattici e che ho avuto il piacere di incontrare a Gubbio questo weekend per il convegno sulle tecnologie didattiche, la scuola italiana non avrebbe nulla da temere dal futuro.

S’√® discusso di scuola 2.0, per fare una sintesi in una parola. Che, al di l√† della singola tecnica o tecnologia (che poi √® la tecnica quando si fa parola, e risponde ai bisogni di qualcuno), √® una scuola in upgrade: che senza buttare via il buono che gi√† c’√®, cerca di utilizzare al meglio le opportunit√† offerte dalle nuove tecnologie. Si √® parlato di podcast (Francesca Burgos e Domizio Baldini di Edidablog) e di multimedialit√† (Domenico Corcione), dell’efficacia formativa dei blog didattici (Chiara Friso) e del modo in cui vengono utilizzati dagli studenti per fare comunit√† (Beatrice Ligorio e Ilaria Mancini) , di istant messaging (Vincenzina Pace) e identit√† in rete (Sergio Tardetti). E negli interstizi, chiacchierata con Maria Teresa Bianchi (splendida padrona di casa), Carla Astolfi, Leila Moreschi… E il piacere era quello di condividere pratiche ed esperienze, successi e insuccessi – sperando che in futuro si possa trovare la quadratura del cerchio nell’uso di alcuni strumenti in ambito didattico. O almeno andarci vicino, per prove ed errori. Trovate alcuni materiali sul sito del Liceo Mazzatinti.

Ad un certo punto, durante il primo pomeriggio, dal fondo dell’aula in cui gli studenti – come √® giusto che sia – un po’ ascoltavano un po’ commentavano tra loro, viene fuori la Domanda delle Domande. Quella che fa tremare le vene ai polsi di chi gioca con le nuove tecnologie. E’ Domenico a farla. Anzi il “professor” Domenico, come subito √® stato chiamato. Che ha domandato, riguardo ai podcast didattici di cui si parlava: “Ma, alla fine, a cosa servono?“. Domanda cui ci siamo un po’ tutti arrabattati a rispondere, snocciolando dati ed esibendo il nostro miglior campionario di esempi positivi. Ma la risposta giusta era un’altra, e semplice semplice: “Boh, la verit√† √® che non lo sa nessuno, con certezza. La cosa migliore √® che provi a giocarci anche tu, facendone uno, tanto non costa niente. Magari scopri che a qualcosa ti serve. Io se vuoi ti aiuto a farlo”. (che √® un po’ la logica che stiamo provando ad applicare con BlogLab, che intanto cacchio cacchio √® partito)

E la torsione semantica che la diffidenza di Domenico ha provocato, in cui i docenti erano gli integrati e gli studenti sembravano gli apocalittici, √® una dimostrazione straordinaria della natura fluida della scuola 2.0, di quella che verr√† o che forse gi√† c’√® e non ce ne siamo accorti abbastanza. Ambigua nei ruoli, insidiata nelle sue certezze da tecnologie diffuse e abilitanti, scompaginata nelle gerarchie trasmissive dall’informazione ad un click di distanza, irrorata dalle logiche del web collaborativo, e mobile per definizione: conversazionale, insomma.

Una scuola in cui il professore diventa un po’ studente, e lo studente un po’ professore.
Cos√¨, come il lettore diventa un po’ giornalista, e il giornalista diventa un po’ lettore.
Un consumatore diventa un po’ azienda e cos√¨ via.
Nessuna rivoluzione: solo un po’ di sana confusione collaborativa.

Scuola 2.0. Presentazione in formato tumblr. E forse anche per provare a rispondere all’ennesimo (giusto, opportuno) “che cosa serve?” di Andrea su quel Tumblr di cui insieme ad altri avevo scritto, ho appoggiato la mia chiacchierata/presentazione sulla Scuola 2.0 ad un tumblr apposito: scuola20.tumblr.com. Che nonostante molti limiti (non √® pensato per far questo), √® molto pi√Ļ flessibile e multimediale di una serie di link su delicious come avevo sperimentato al CitizenCamp (non faccio nemmeno il confronto con un powerpoint, se devi parlare di Web). Con in pi√Ļ il fatto che chi il tumbrl rimane l√¨, con tutto a disposizione di chi era disattento o vuole farsi sorprendere da un link domani, o liberamente decide tra un mese che, ecco, ora √® il momento giusto per capire di cosa diavolo si parlava quel giorno.

La scuola migliore che vedo √® quella che, attraverso i blog o tumblr o qualsiasi altra nuova diavoleria, si preoccuper√† di vivere e nutrire il Web. Questa coda lunga virtuosa che si genera quando la conoscenza si scioglie nella Rete e si rafforza nella conversazione, di link in link – in attesa di una mente che abbia voglia di imparare e che, il giorno che sar√†, si sbatter√† un po’ a cercarla.
Il professore, come diceva anche Eco, dovrebbe aiutare lo studente a capire che l’ha trovata, l’informazione che cercava, e che √® proprio quella giusta.


  • La scuola 2.0, da Eco a Gubbio
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  • 7 in condotta, 10 in risate

  • 10 Commenti al post “Nella scuola 2.0 il professore diventa un po’ studente, e lo studente un po’ professore”

    1. studentefreelance
      gennaio 28th, 2008 16:13
      1

      Leggevo un articolo scritto da Anto’ stuff e devo dire che tocca un punto importante riguardo al processo discuola 2.0che sembra delinearsi in questi ultimi anni. Nell’articolo si parla di deschooling ovvero il processo di “descolarizzazione” della scuola. La scuola in quanto ambiente istituzionalizzato o meglio “burocratizzato” sarebbe incompatibile con i

    2. Plusmo Mobile Widgets for Nokia, Motorola, WAP, Blackberry, iPhone, Samsung, Windows Mobile, Sony Ericsson, LG and other phones
      aprile 21st, 2008 20:51
      2

      Leggevo un articolo scritto da Anto’ stuff e devo dire che tocca un punto importante riguardo al processo discuola 2.0che sembra delinearsi in questi ultimi anni. Nell’articolo si parla di deschooling ovvero il processo di “descolarizzazione” della scuola. La scuola in quanto ambiente istituzionalizzato o meglio “burocratizzato” sarebbe incompatibile con i

    3. Blog Notes - Blog Aggregator 3.3
      aprile 23rd, 2007 08:43
      3

      […] Webgol, monografie blog Nella scuola 2.0 il prof diventa un po’ studente.. …e lo studente un po’ prof. Riflessioni dopo Gubbio, via Tumblr. View blog reactions […]

    4. mtb
      aprile 24th, 2007 19:12
      4

      Sono un po’ in ritardo per ringraziarti di tutto, ma spero mi scuserai.
      Sei una persona splendida, nonchè un serio professionista!
      Mi auguro di poterci rivedere presto.
      Buon 25 Aprile!
      mt

    5. Scuola 2.0 « Daniele Medri
      aprile 24th, 2007 21:56
      5

      […] Scuola 2.0 Segnalo un post interessante di Antonio Sofi sulla Scuola 2.0 e la didattica. “…al di l√ɬ† della singola tecnica o tecnologia (che poi √ɬ® la tecnica quando si fa parola, e risponde ai bisogni di qualcuno), √ɬ® una scuola in upgrade: che senza buttare via il buono che gi√ɬ† c√Ę‚ā¨‚ĄĘ√ɬ®, cerca di utilizzare al meglio le opportunit√ɬ† offerte dalle nuove tecnologie.” […]

    6. Imma
      aprile 25th, 2007 23:14
      6

      In questo caso anche un professore pu√≤ imparare dallo studente! Se √® vero che si impara durante il corso della vita, tutte le esperienze che facciamo sono significative e ci formano. La scuola ha il compito di formare menti intellettuali e ragazzi consapevoli di essere artefici della propria vita….
      Imma

    7. claudiaz
      maggio 16th, 2007 17:09
      7

      Io ho partecipato l’anno scorso come relatrice al convegno di Gubbio ed √® stata un’esperienza arricchente che mi ha dato modo di saggiare l’ottima qualit√† didattica delle docenti l√¨ presenti. (Ringrazio Maria Teresa Bianchi per la perfetta accoglienza.)
      Nell’apprendimento in rete i docenti divengono apprendisti e gli allievi in brevissimo tempo esperti. Ancora molto ci sarebbe da indagare sulla didattica mediata tramite il blog. Oramai i blog scolastici nascono a ritmo continuo con esiti spesso positivi e stimolanti.
      Un saluto

    8. scuola
      dicembre 1st, 2007 19:34
      8

      Certo che se lo stato desse degli incentivi maggiori specialmente a quei professori che sono ancora 1.0 per far si che se adattino, non sarebbe male!
      Ciao

    9. Alberto
      luglio 17th, 2008 23:57
      9

      Movimento per l’Unità e la Mobilitazione di Insegnanti

      Può essere tradotta in italiano

      http://mobilizacaoeunidadedosprofessores.blogspot.com/

    10. Gubbio 2007 secondo Antonio Sofi | Il blog nella didattica
      agosto 19th, 2011 18:25
      10

      […] Nella scuola 2.0 il professore diventa un po’ studente, e lo studente un po’ professore :: Second Life educational e l’importanza di raccontare le esperienze didattiche [Audio mp3] […]

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