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16/04/2007

Piacere, allievo di Giuseppe Verdi. Vuole arrivare tardi al suo appuntamento?

di Antonio Sofi, alle 13:23

Due citazioni, giusto per complicare le cose su talenti, attenzioni fiduciarie e zone limitrofe.

La prima è un controcanto sul talento di strada e lo segnala Dario Banfi in un commento. Si tratta di un verdiano aneddoto d’attacco di un intervento di Paolo Iacci, dal titolo “Se la retorica danneggia i talenti”, uscito su il Sole 24 Ore di qualche mese fa. Lo ricopio qui sotto.

Mille Lire, Giuseppe Verdi

Si racconta che Giuseppe Verdi, passeggiando nei presso della Scala di Milano, si fosse imbattuto in un suonatore di organetto che stava suonando la marcia trionfale dell’Aida. Verdi ne fu attratto, ma subito lo apostrofò: «State andando troppo in fretta, ci vuole ritmo, seguite il tempo». «Grazie mille maestro». Il suonatore lo aveva subito riconosciuto e gli si stava rivolgendo con deferenza. Il giorno dopo, uscendo dalle prove, ritrovò lo stesso suonatore. Finalmente stava andando a tempo. Pur nella modestia dello strumento, una buona esecuzione. «Molto bravo», pensò Verdi. In quello stesso istante, notò un vistoso cartello a fianco dell’organetto, con una grande scritta in rosso: «Allievo di Giuseppe Verdi»

La seconda è una bella storia di attenzione serendipitosa che quando si attiva diventa esperienza di qualità. Come in parte quella dei pochi che si sono fermati all’ingresso della stazione della metropolitana ad ascoltare Joshua Bell pur non riconoscendolo come celebrato musicista. La racconta Gaspar Torriero in un commento di un suo post piuttosto critico, da appassionato di musica classica, sul senso dell’esperimento del violinista nel metrò.

A proposito di attenzione, tanti anni fa, una mattina nel metro di Parigi c’era un signore anziano che, seduto da parte in uno di quei lunghi corridoi di raccordo, suonava le Suites per violoncello di J.S. Bach. Non era un virtuoso e suonava con cautela ma con molto rispetto.
Mi sono fermato, da solo. Dopo un’ora gli ho lasciato nel cappello quello che spendo normalmente per un concerto, l’ho ringraziato e gli ho stretto la mano. Sono andato via felice e commosso. Ovviamente, sono arrivato tardi al mio appuntamento di lavoro.


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  • 7 Commenti al post “Piacere, allievo di Giuseppe Verdi. Vuole arrivare tardi al suo appuntamento?”

    1. Infoservi.it - Infoservi.it
      aprile 17th, 2007 10:10
      1

      riprende qui, estendendo il tema ai rapporti fiduciari. E non è finita, perché nei commenti allo stesso post Dario Banfi racconta una bella storia su Giuseppe Verdi che Antonio raccoglie, puntuale, qui. E a cui, sempre nei commenti, Placida Signora aggiunge curiosissime storie. Un piacere da leggere e un interessante stimolo di riflessione. Il rapporto fiduciario è secondo me, ma credo di dire cosa banale, il perno fondamentale della societ

    2. PlacidaSignora
      aprile 16th, 2007 17:15
      2

      Per le mie solite ricerche, sto sfogliando l’annata completa 1869 dell’Emporio pittoresco, un celebre settimanale antenato dei vari Gente, Espresso, Epoca ecc.

      Si parla di attualità, moda, politica, arte, esattamente come se ne parla ora; il linguaggio è ovviamente “arcaico”, ma i contenuti non variano. Negli articoli vengono citati i personaggi dell’epoca – politici, scrittori, editori, cantanti ecc – nomi che per noi sono “storia” ma allora erano quotidianità: Carlo Cattaneo, Margherita di Savoia, Alphonse de Lamartine, Edoardo Sonzogno, Dumas, Alessandro Manzoni, Pio IX, come noi oggi leggiamo di Napolitano, Veronica Lario, papa Benedetto, scrittori vari…

      Ma la cosa che fa più effetto è leggere cose simili:

      ” La forza del destino di Giuseppe Verdi è stata presentata il 7 febbraio al Teatro della Scala arricchita dall’autore di una sinfonia, d’un terzetto e d’un corale; sobrio e modesto il successo fra il pubblico”

      “Al San Carlo di Napoli ha debuttato Isabella, la nuova opera del grandissimo Enrico Fusci. La prima sera l’autore fu chiamato 19 volte al proscenio e la seconda 25. Si mostra sempre più fondata la fama immortale del Maestro.”

      “Continua l’ininterrotto successo del romanzo Storia d’un boccone di pane di Luigi Macè, che in quanto a vendite e critiche assaissimo positive ha superato di gran lunga il troppo sopravvalutato L’Uomo che ride di Victor Hugo.”

      Com’è che si dice?

      La vera gloria non è distribuita dagli umani, ma dal Tempo…Insomma, come sempre saranno i posteri a decidere ;-*

    3. Antonio Sofi
      aprile 16th, 2007 17:19
      3

      Splendido Mitì! E chi non conosce il “grandissimo Enrico Fusci”? :)

    4. Blog Notes - Blog Aggregator 3.3
      aprile 17th, 2007 09:16
      4

      […] monografie blog Piacere, allievo di Giuseppe Verdi… …vuole arrivare tardi al suo appuntamento? View blogreactions […]

    5. alberto d'ottavi
      aprile 17th, 2007 11:41
      5

      Antonio, bellissime storie (complimenti a Placida :) scusa se non sono riuscito a seguire e commentare per bene, ma ne ho fatto riepilogo

    6. Placida Signora » Blog Archive » Talento e fama
      aprile 19th, 2007 11:31
      6

      […] Antonio Sofi ha scritto tre bei post a proposito, riflettendo sul nostro saper riconoscere il talento , sulla fiducia che diamo alle persone, sulla conseguente importanza che queste potranno avere nella società grazie alla stima, ammirazione, credibilità di cui sono oggetto collettivo.   […]

    7. lisa
      ottobre 22nd, 2007 17:37
      7

      bello questo blog!!!!

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