YouTube, la politica e l’arma a doppio taglio della trasparenza

CitizenCamp[Ricevo e pubblico con piacere una riflessione di Antonella Napolitano su campagna elettorale americana online e YouTube. Antonella, oltre a seguire con attenzione i mille frizzi e lazzi dei prodromi elettorali a stelle e strisce, è fervida organizzatrice del prossimo BarCamp, il CitizenCamp, che si svolgerà sabato prossimo 24 Marzo a Casalecchio di Reno. Io sarò lì, e pensavo di presentare proprio un talk/discussione su “Come dovrebbe essere (e non è) la vostra campagna elettorale ideale?” – e proprio a partire dai frizzi e lazzi americani. Domani invece sarò vicino casa, a Firenze, per la prima volta ad un Caffe Scienza, per un incontro intitolato “La privacy al tempo di Google“. as]

La campagna elettorale presidenziale è praticamente già cominciata. L’uso che i candidati americani stanno facendo delle nuove tecnologie ha già attirato l’attenzione, soprattutto perché al centro della strategia di comunicazione Web sembra starci l’amato e discusso YouTube.

[Hillary 1984. Un esempio di video negative su You Tube]
Hillary 1984, un vido negative su Hillary Clinton
C’è chi, come John Edwards ha annunciato la propria candidatura inserendo un video andato online addirittura il giorno prima della conferenza stampa con i mainstream media (un “errore” ben calcolato?). C’è chi inserisce immagini filmate durante i comizi, e chi piccoli stralci dei velocissimi tour elettorali in tutta gli angoli degli stati americani.

YouTube si adegua per raccontare la frontiera
Il sito di video-sharing, dal canto suo, si è adeguato nel modo più logico: creando un canale chiamato YouChoose ’08 in cui raccogliere i video di ogni candidato. YouTube è forse la nuova frontiera della campagna elettorale made in USA. E come tutte le nuove frontiere va raccontata. Ed ecco PrezVid, un blog che monitora la campagna elettorale del 2008 su YouTube, appunto. PrezVid è curato da Jeff Jarvis, docente di giornalismo ed esperto di media, che ha spiegato i motivi per i quali lo ha creato.

Secondo Jarvis quasi ogni candidato alla presidenza sta usando YouTube come un nuovo canale di comunicazione con gli elettori. Questi ultimi, di contro, stanno rendendo le campagne molto più “pubbliche” che in passato – riprendendo tutto quello che i candidati fanno, dicono, sbagliano. Per la prima volta, insomma, sia gli uni che gli altri si avvalgono dello stesso strumento del loro candidato. Una sfida giocata ad armi (quasi) pari. I candidati possono essere visti in una nuova luce. Più sono esposti agli sguardi (e agli obiettivi) incrociati, più sarà possibile valutare pubblicamente ciò che propongono.

La trasparenza è un’arma a doppio taglio

La trasparenza è d’altronde un’arma a doppio taglio. Specie negli Stati Uniti, dove la vita privata di un candidato è vero fattore di electability - e si fonde con quella pubblica, senza soluzione di continuità. Per Jeff Jarvis ciò che davvero conterà sarà quanto un candidato saprà mostrarsi umano (e non robotico o evocando atmosfere orwelliane, come da video negative in alto). E quanto i cittadini-spettatori sapranno capire e ricordare che una gaffe può essere un momento di umanità – e non necessariamente una notizia. Uno dei candidati, il democratico John Edwards, ha sostenuto che i cittadini sono autorizzati anche a criticare e a prendere in giro i candidati – e lui ne sa qualcosa, “vittima” di un video che lo mostrava piuttosto attento alla sua capigliatura prima di una intervista.

Chi vincerà la campagna di YouTube? Forse perderà la blogosfera.

Inoltre, sottolinea Jarvis, un’iniziativa del genere consente di visionare tutti gli spot elettorali (solitamente gli spot dei candidati al Congresso e al Senato sono visibili solo nei singoli stati), avendo la possibilità di valutare meglio il tono di una campagna elettorale. Che, sin troppo facile prevederlo, non risparmierà alcun tentativo di danneggiare gli avversari. Una vittima di questo processo potrebbe però essere proprio la blogosfera politica, di cui alcuni componenti sono considerati opinion leader: “La crescente influenza dei blog politici, combinata con la relativa facilità di immettere informazioni negative in modo anonimo le rende irresistibili per attacchi politici di basso livello” spiega Tom Rosenstiel, direttore del Project for Excellence in Journalism in un’intervista al Boston Globe.

Chi userà al meglio YouTube e chi ne trarrà davvero vantaggio? Senza ferirsi troppo?

11 thoughts on “YouTube, la politica e l’arma a doppio taglio della trasparenza

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  2. Be non c’è che dire che solo che la storia si ripete, mi spiego meglio; you tube è il fenomeno dei ultimi tempi, come lo è anche internet, ma sono dei strumenti di comunicazione come la radio, la stampa e la tv, inutile ripetere sempre la stessa storia che la tv è finita, lo avevano detto anche con la radio e la stampa, il fatto è che le nove frontiere di comunicazione fanno gola a tutti i politici.

    La Radio durante l’inizio secolo fino al 1955, veniva usata per la propaganda politica.
    La tv, basta pensare al dibattito Kenedy vs Dixson,
    o no ultimo la internet.

    Il fatto della trasparenza e sempre un arma a doppio taglio, per qualunque strumento di comunicazione.

    Solo che con l’internet, ha maggiore incidenza il lato positivo che negativo, quindi bisogna stare effettivamente attenti.

  3. Ciao Antonio e ciao Alerto. Ho seguito il vostro mini appello grazie al video di Nicola Mattina fatto durante il BarCamp di Casalecchio.
    L’idea è eccezionale.
    Vi dico subito che mi candido a nome della mia città (Matera) per darvi tutto lo spazio che volete durante il BarCampMatera il 12 Maggio.
    L’Ape con la ribaltina non ce l’ho, ma un carretto trainato dall’asinello lo recupero, anche perchè dalle mie parti va più di moda. Con la scusa del barcamp posso coinvoglere i piccoli comuni limitrofi.
    Ad ogni modo segnatevi la tappa e contattatemi per ogni cosa. Ecco la mia mail/gtalk estrablog@gmail.com

  4. Non l’ho mai messo in dubbio, l’ho capito dalla mimica facciale :).
    Ad ogni modo sono a vostra disposizione non solo per Matera ma per tutta la basilicata, anche se so che avete “contatti” più autorevoli da qualche parte sulle montagne potentine.. ;)

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