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19/03/2007

Nadia Zorzin e la linea continua del fumetto

di Antonio Sofi, alle 21:08

Nadia Zorzin, Abc 1, particolareAbc (ovvero Apogeonline Bit Comics) è una delle cose che mi dà più soddisfazione curare.

Primo perché ho passione vecchia per il fumetto (di cui ho spesso scritto su Webgol).
Secondo perché il Web personale (come scrivevo nel pezzo di presentazione di Abc su Apogeonline) sta dando un impulso formidabile all’emersione di nuovi talenti fumettistici.

Che grazie ai blog personali non trovano più a) nessun ostacolo alla pubblicazione o imbuto editoriale; b) nessun problema ad allenare tratto e immaginazione; c) nessuna difficoltà a trovare pubblico (anche piccolo) e feedback migliorativi. Rinverdendo (o introducendo), peraltro, un formato storico dei comics, che al contrario di quanto accaduto altrove non ha mai trovato spazio in Italia (perché pensato per stare tra le pagine dei giornali): le comic strip, o strisce.

Apogeonline Bit Comics si propone proprio come una rassegna dei più originali talenti fumettistici nati e cresciuti sul Web italico: una tavola a settimana e ogni mese cambia autore. Il tema? Facile: la tecnologia.

Dopo la precedente esperienza di Eriadan, che sempre su Apogeonline ha pubblicato 14 splendide tavole di una serie intitolata “ScreenSaver“, da Abc sono passati Elisabetta Decontardi, Cristiano Corsani, Claudia Monteza Rodriguez e Roberto Gionta. Autori con biografia, tratto e stili che non potrebbero essere diversi, ma tutti bravissimi: sono pronto a scommettere che ne sentirete riparlare.

Nadia Zorzin, abc (part)Questa settimana è la volta di Nadia Zorzin, trentenne illustratrice che seguivo da anni nel suo splendido blog “Solo in linea“. E che sono fiero di aver convinto a giocare con il formato delle comic strip per Apogeonline. Questa la sua prima tavola. Le altre che verranno sono altrettanto belle.

I disegni di Nadia sono crudi e dolcissimi come i temi che affronta, complicati e di non immediata comprensione per chi sceglie di vedere e fuggire. Eppure limpidi e illuminanti per chi decide di guardare con un po’ più di attenzione. Di seguire il filo narrativo di una linea che lega cose a cose, senza mai alzarsi dal foglio, come nei giochi dei bimbi; e che a volte torna al punto da cui era partita.


  • Twitter d’emersione. “Sgamato” a scrivere in diretta
  • Ma poco. Che abbaglia.
  • Diventare una ginnasta
  • Lucca Comics & Games. Dagli spadoni ai bit.

  • 6 Commenti al post “Nadia Zorzin e la linea continua del fumetto”

    1. Effe
      marzo 20th, 2007 17:09
      1

      Madonnina, la perdo di vista un momento e lei mi è pieno di spunti.
      A corollario del commento che ho lasciato al post sottostante, aggiungo che uno degli argomenti di cui vorremmo si parlasse al Litcamp La rete dei Segni è anche il fumetto (la rete come luogo per la scrttura come di-segno)
      Urge che la contatti, madonnina, dove ho messo la sua mail?
      F

    2. Antonio Sofi
      marzo 21st, 2007 12:17
      2

      beh, se è sul fumetto, che è mia grande passione, e che meriterebbe sana divulgazione (che tutti i piccoli mondi vanno fatti emergere se li si conosce e se valgono: è imperativo morale)…

      Ma, maestro Effe, voi Letterati non consideravate il fumetto roba da ragazzini? :)

    3. Dario Salvelli
      marzo 21st, 2007 12:38
      3

      Per me che amo i fumetti queste sono operazioni da elogiare !

    4. Antonio Sofi
      marzo 21st, 2007 12:52
      4

      Grazie Dario

    5. Effe
      marzo 21st, 2007 16:05
      5

      i letterati non so, mica li frequento.
      Pensi che a Torino ci saranno anche talk sulla – orrore, orrore – poesia.
      Andiamo proprio contro ogni buonsenso.
      Si figuri allora se ci facciamo sfuggire l’opportunità di parlare della scrittura come di-segno

    6. makkox
      aprile 21st, 2007 15:49
      6

      L’avevo letta su Bit Comics, ma non ero stato sul blog. Poi stamattina avevo un pò di tempo vero, e mi sono detto andiamo a vedere.
      Che botta!
      Non trovo altra espressione.
      Letteratura.
      Porta il fumetto (non so neanche se continuare a chiamarlo così) parecchio più in alto di dove orbito io abitualmente.
      Bè, magari la mia enfasi è dovuta alla recente emozione della scoperta.
      Il succo resta però.
      Nadia è un passo avanti.

      Ciao, Mak

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