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14/03/2007

Metafora e il triangolo (meno sbilenco) della pubblicità

di Antonio Sofi, alle 23:59

Logo MetaforaNon poteva iniziare meglio l’avventura di Metafora Ad Network.
Ovviamente dal mio punto di vista, visto che ho l’onore di parteciparvi fin dall’inizio. Con due campagne, di Apogeo (gli ultimi saggi scontati) e di San Lorenzo che offre gratis posti di degustatore delle sue prelibatezze (entrambi tra gli aderenti di Metafora – il secondo chez Tombolini, al primo invece si deve la primaria scintilla di idea e i maggiori sforzi). Nonchè quella di Aiutare i Bambini, associazione no profit.

Campagne che ruotano nei banner in alto a sinistra, nella barra laterale, e che sono fiero di esibire su Webgol.it. Che pubblicità normale non ha mai cercato e che per un po’ ha sperimentato l’adsense di Google. Con la curiosità di testare una idea geniale e rivoluzionaria (la pubblicità che si aggancia al contenuto!) ma con poche soddisfazioni concrete – considerato soprattutto che il mio obiettivo non era economico. Per dirla in altre parole, la pubblicità testuale che si visualizzava automaticamente accanto ai miei post, non mi piaceva. Io non l’avrei scelta per affiancarla ai miei contenuti. Stava lì per acchiappare click: io la sopportavo e poco più.

Ecco perché ho accettato fin da subito con entusiasmo l’idea di Metafora. L’idea di poter scegliere, insieme ad altri che la pensano come me, la pubblicità (per me) migliore.

Un’idea diversa di pubblicità, che ha l’obiettivo di costruire un rapporto più dolce ed equilibrato tra le parti in commedia della comunicazione commerciale: chi vende spazi, chi li acquista, chi legge. Inserzionista, pubblicante e lettore, se si preferisce. Un triangolo che è spesso sbilenco e sperequato, anche in un Web che sta cambiando: chi vende spazi diventa uomo-sandwich che accetta di tutto; chi legge eye-ball – possessore di occhi che devono solo guardare.

Il tentativo di Metafora è provare a vedere se c’è lo spazio di riequilibrarlo, questo triangolo perverso e spesso invasivo della pubblicità in Rete. Almeno un po’. E farlo diventare un triangolo virtuoso – quasi un cerchio. E insieme a Metafora sono in tanti che stanno provando nuove strade, più rispondenti ad una Rete meglio abitata che nel passato, meno legate alle logiche tradizionali. La logica di Metafora è invece semplice: quella di accettare solo inserzioni di aziende e prodotti che piacciono alla maggioranza degli aderenti al network – estremizzando la logica del cost per influence di network come The Deck. Non eye-ball ma persone.

In cambio, Metafora ci mette la faccia e la credibilità dei propri aderenti (ad oggi 12, ben assortiti e con alcuni requisiti precisi), uno spazio libero da altro rumore pubblicitario (solo l’inserzione di Metafora per pagina: è tra le regole inderogabili), più una recensione/endorsement pubblica e trasparente del perché il Network ha scelto quella campagna, che rimane quindi agli atti di Metafora e dei motori di ricerca.

Link: Metafora.it e mail info@metafora.it.

[tags]Metafora, advertising, pubblicità[/tags]


  • Metafora.it assume
  • Nomina nuda tenemus
  • “Fosse per te venderesti online anche la carta igienica”. Metafora lo fa
  • Il blog è una trattoria a conduzione familiare

  • 3 Commenti al post “Metafora e il triangolo (meno sbilenco) della pubblicità”

    1. kindlerya
      marzo 15th, 2007 16:13
      1

      Grazie per l’approfondita segnalazione, ne ho fatto un post anche sul mio blog :)

    2. bernardo parrella
      marzo 16th, 2007 19:15
      2

      in effetti non capisco perche’ cosi’ tanti anche in italia si ostinano a usare adsense: parecchio lavoro per impostarle per bene, ci si paga si e no la colazione, e soprattutto, si, stravolgono proprio il senso contenutistico (e grafico) delle pagine…peccato, il marketing vecchio stampo vince ancora, ma meno male che sbocciano le alternative :)

    3. Scelgo io chi mi fa la pubblicità. Metafora lo farà? (italian) « Mad and utopian thoughts about network’s value
      giugno 18th, 2007 01:09
      3

      […] Altri blog che parlano di metafora: Antonio Sofi, Matteo Brunati ed altri ancora […]

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