Il fertile cazzeggio di Twitter

TwitterHo appena scritto un approfondimento per Edupodcast, che riguarda Twitter e la didattica. Continuo qui, una sorta di cross-posting enhanced.

Twitter e didattica
Ci sono docenti che stanno pensando di usare Twitter e la sua logica da everywhere messaging perfettamente integrata con il cellulare e gli sms, come strumento di comunicazione con studenti e genitori.
Quindi
a) per avvertire (un messaggio per tutti e senza star dietro e numeri e nominativi) gli studenti di compiti e scadenze (Belshaw);
b) come canale di comunicazione con i genitori – per informazioni, incontri, risultati e comunicazioni vari (McIntosh).

Somewhat-casting

La forza di Twitter sta nella sua semplicità. Semplicità, manegevolezza ed adattabilità di bisogni e usi diversi, dal microblogging alle segnalazioni, all’istant messaging in formato più o meno pubblico, ad uno strumento di social networking e microcommunity, ad un semplice e leggero indicatore di presenza, ad un somewhat-casting (nè narrow nè broad) come quello che fa la BBC, che ha svariati canali su Twitter. E chissà cos’altro, in futuro.

Il fertile cazzeggio

Insomma è uno strumento semplice e malleabile. Tanto basta perché il fertile cazzeggio dei primi utilizzatori fluisca in modo libero e creativo, senza troppe resistenze quanto ad usi corretti o mission precise (altri limiti, per esempio quello strutturale dei 140 caratteri, diventano alla fine attivatori di creatività sintetiche, peraltro rinverdendo servizi come tinyurl che riducono la lunghezza dei permalink). Alla fine tutto questo faciliterà l’emergenza naturale dei migliori tra gli usi possibili. O almeno si spera. Robert Scoble, che di Twitter è utente prolifico e molto seguito, ne è sicuro e sposa l’idea del fertile cazzeggio (che uscì fuori anche durante la sessione dedicata a Twitter nell’ultimo BarCamp romano): “Big revolutions always start with the stupidest small things”

Fascinating blend of public and private

La penso insomma come Elizabeth Lane Lawley. La cosa affascinante di Twitter è la sua natura prismatica, inclusiva di vari strumenti preesistenti, che non è possibile comprendere del tutto se la si osserva da un solo punto di vista – o da un solo bisogno soddisfatto. Natura che cambia continuamente, da twit a twit, da autore a lettore: può essere segnalazione autocentrata o segnalazione che divaga, conversazione o soliloquio, sincronia e diacronia: il tutto si fonde “into a fascinating blend of ephemerality and permanence, public and private”. Un luogo intermedio e flessibile tra effimero e permanente, tra pubblico e privato.

Twitter per i politici. Altro che Second Life.
Twitter EdwardsInsomma ancora non si può dire se Twitter sia davvero qui per durare. Può darsi. Intanto si espande, è un piccolo laboratorio di microcomunicazione in fermento. Per esempio, nella ridda di applicazioni social che tutti i candidati alla presidenza americana stanno sperimentando in queste settimane, m’imbatto, via leibniz, nella segnalazione del canale twitter di John Edwards. Ho qualche dubbio che sia quello ufficiale (non ne ho visto traccia nel sito di Edwards), ma comunque mi sono iscritto al suo flusso (subito ricambiato: uhm). Se lo usano per bene, altro che Second Life (memo: non farlo sapere a Di Pietro).

[tags]twitter, john edwards, usa, politics, scoble, cazzeggio[/tags]

18 thoughts on “Il fertile cazzeggio di Twitter

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  4. Giusto per aggiornare. Il profilo di Twitter di John Edwards è davvero quello ufficiale (non vuol dire che scriva lui, ma non importa)

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