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02/03/2007

La navicella aliena di Italia.it

di Antonio Sofi, alle 18:15

[Di seguito una versione di un mio articolo uscito oggi nelle pagine nazionali dei quotidiani epolis (scaricabili integralmente in pdf nel giorno d'uscita), con il titolo "Facciamo bello Italia.it". Parla, ovviamente, di Italia.it e dell'iniziativa di rethink-tank di Ritalia.]

Logo di Italia.itIn Italia il turismo è la prima “azienda” del paese. Non su Internet, però, dove infatti mancava un portale nazionale rivolto ai tanti turisti che ogni anno scelgono l’Italia per trascorrere le vacanze. Un “buco nero” digitale che è stato riempito da Italia.it, il portale italiano presentato qualche giorno fa dopo anni di annunci caduti nel vuoto.

La storia di Italia.it è piuttosto tormentata. Annunciato come imminente due anni fa dal precedente ministro dell’Innovazione, Lucio Stanca, è presto diventato il “portale che non c’è”, in eterna costruzione. Proteste anche per il costo complessivo dichiarato: 45 milioni di euro tra realizzazione, redazione e contenuti – questi ultimi affidati alle Regioni, dotate peraltro quasi tutte di portale turistico regionale e accusate per un po’ di far melina sul portalone. (Roberto Falavolti, amministratore delegato di Sviluppo Italia, intervistato da Anna Masera su La Stampa.it, spiega la ripartizione dei 45 milioni di euro stanziati).

Il nuovo governo decide comunque di riprendere in mano il progetto: il portale ci vuole, per promuovere e rilanciare il turismo in Italia. Ed ecco che una settimana fa (il giorno stesso in cui il governo Prodi rassegna le dimissioni nelle mano di Napolitano: non era giornata) spunta il logo ufficiale. Una “i” con puntino rosso e una “t” verde stilizzata che dovrebbe ricordare la forma della penisola. Dovrebbe, perché ad alcuni ricorda una melanzana, ad altri un cetriolo. Non ha fortuna, il logo: tra i tanti sberleffi anche critiche autorevoli, come quelle dell’Aiap, associazione di categoria, che promuove una petizione per rifarne la grafica. Dopo il logo, il sito: Italia.it è on line. Apriti cielo. Tanta attesa è stata vana. Dai primi giudizi poco si salva: in molti ne criticano estetica, usabilità, sicurezza, contenuti. Trovare un giudizio positivo tra utenti e addetti ai lavori è impresa ardua: i soldi stanziati appaiono troppi a fronte del risultato finale.

Eppure non tutto il male viene per nuocere. Perché non solo di critiche è fatta la conversazione che s’accende sulla Rete. In poche ore un giovane programmatore, che si chiama Marco Pugliese, “riscrive” il layout della home page del portale utilizzando i css al posto delle vetuste tabelle, e mette a disposizione dei grafici ufficiali il suo lavoro. Spunta un blog multiautore, “Scandalo italiano”, che fa da aggregatore di opinioni e segnalazioni. Nasce dal basso “RItalia”, un progetto collaborativo volto a ripensare Italia.it, che in pochi giorni riesce a coinvolgere più di cento esperti in vari settori, che si sono divisi i compiti e si incontreranno dal vivo tra un mese. L’iniziativa, ci spiega il promotore Riccardo Cambiassi, ha come obiettivo quello di “di dedicare una giornata di lavoro per produrre un progetto per migliorare Italia.it, utilizzando gli strumenti e le risorse aperte disponibili in Rete”. Gratis, ovviamente, per puro spirito di servizio: “stiamo cercando di avere la presenza degli stessi rappresentanti del portale, per consegnar loro a fine giornata il risultato dei lavori”.

La morale è chiara. Italia.it ha fatto l’errore di calare sulla Rete italiana dall’alto, come una costosa navicella aliena. Senza mai aver provato ad “aprire” un po’ il cantiere dei lavori, ascoltando e coinvolgendo tutte quelle competenze che avrebbero portato consigli, passione e consenso. Dal basso e (forse) gratuitamente. La Rete questo insegna: più che il prodotto finito, conta saperlo fare insieme, alla luce del sole.

[tags]italia.it, ritalia, turismo, portale[/tags]


  • Una nuova grammatica per il turismo
  • Rodotà sugli sbagli di Italia.it (più o meno)
  • BlogLab e RitaliaCamp. Blogging goes to university
  • Italia.it, un’inchiesta prismatica in attesa di un finale

  • 10 Commenti al post “La navicella aliena di Italia.it”

    1. Il Blog di Stefano Epifani
      marzo 5th, 2007 00:02
      1

      alcuni interessanti interventi. 67 centesimi a testa: questo è quanto c’è costato il coso secondo i conti di Marco, che (giustamente) li rivuole indietro. Per quanto mi riguarda, non posso non citare l’ottimo articolo (non è proprio un post, visto che è stato pubblicato su un Free Press) di Antonio, con il suo interessante punto di vista sulle cose calate dall’altro che si scontrano con il web. Andrea pubblica un post molto lucido

    2. [•] - RSS/ATOM Feeds Aggregator
      maggio 1st, 2007 22:33
      2

      nella pagina nazionale di epolis di ieri, tra una infografica con alcuni dati e una spalla con le critiche istituzionali, c’era anche un mio pezzo riassuntivo dal titolo italia.it, uno zombie d’oro nella rete (dopo un altro pezzo uscito una ventina di giorni prima, tra le pagine di cultura). riflettevo, avendo dato un’occhiata a tutte le edizioni locali, che il formato de “il fatto del giorno” di epolis si presta bene ad un processo virtuoso di

    3. Sid
      marzo 3rd, 2007 18:17
      3

      Niente da aggiungere, solo che gli alieni (ricordi i Visitors) assumevano almeno sembianze umane, tanto per integrarsi; in questo caso restano alieni chiusi nelle loro tute spaziali, come spiegheresti altrimenti questa serp?
      Per me se la meritano ma una lettera a google la mando lo stesso (non per nazionalismo ma per difendere la categoria)…

    4. kindlerya
      marzo 4th, 2007 16:40
      4

      Molto bello questo articolo. Penso sia completo, ed arriva ad una conclusione che condivido pienamente.

    5. Andrea Mancini
      marzo 5th, 2007 20:26
      5

      Grazie per averci segnalato nel tuo blog!

      http://scandaloitaliano.wordpress.com/

    6. Rodotà sugli sbagli di Italia.it (più o meno) > Webgol, a cura di Antonio Sofi
      marzo 6th, 2007 19:23
      6

      [...] Mi ricorda qualcosa… Forse il caso di Italia.it? [...]

    7. La navicella aliena di Italia.it - Dissenzoo.com
      marzo 26th, 2007 16:37
      7

      [...] Questo articolo è stato scritto da Antonio Sofi http://www.webgol.it Di Admin (del  24/03/2007  @ 16:59:41 in 1.Primo piano, linkato 6 volte)  Commenti (0)   Stampa [...]

    8. BlogLab e RitaliaCamp. Blogging goes to university Webgol, a cura di Antonio Sofi
      marzo 29th, 2007 19:57
      8

      [...] Il seminario, per chi volesse venire a dare un’occhiata, è a casa di Stefano Epifani, vero motore del progetto, e si terrà quindi presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione della Sapienza, domani, venerdì 30 Marzo a Roma, presso l’Aula 9 della Caserma Sani (in Via Principe Amedeo 184), dalle 10.00 alle 13.00. Sabato Ritalia Sabato, se non sopraggiungono rogne in zona cesarini, dovrei riuscire a fare un salto in un’altra Università, quella della Bicocca a Milano, per RitaliaCamp, incontro/convegno/qualcosaCamp forte di 250 iscritti e dell’idea di riflettere insieme sul bistrattatissimo portale turistico Italia.it. Una iniziativa che mi piace pensare come un re-think tank, in cui a mio parere il vero obiettivo dev’essere quello di inverare l’esempio di un nuovo processo di lavoro per il futuro, che parte dal basso e si organizza con logiche di rete. [...]

    9. Italia.it, un’inchiesta prismatica in attesa di un finale Webgol, a cura di Antonio Sofi
      aprile 5th, 2007 23:43
      9

      [...] Nella pagina nazionale di EPolis di ieri, tra una infografica con alcuni dati e una spalla con le critiche istituzionali, c’era anche un mio pezzo riassuntivo dal titolo Italia.it, uno zombie d’oro nella Rete (un remake aggiornato di un pezzo simile uscito una ventina di giorni prima, ma tra le pagine di cultura). Riflettevo, avendo dato un’occhiata a tutte le edizioni locali, che il formato de “Il fatto del giorno” di EPolis si presta bene ad un processo virtuoso di osmosi giornalistica tra nazionale e locale. Cosa non sempre facilissima. Nel caso dell’inchiesta su Italia.it, per esempio, i 15 quotidiani del network (da Milano a Roma, da Vicenza a Bologna, da Firenze a Napoli, e così via) hanno declinato il tema nazionale sul locale, segnalando le imprecisioni o le mancanze che riguardavano le informazioni sulla propria città e la propria regione, intervistando associazioni turistiche, assessori e sovrintendenti, ecc. Ne è venuta fuori una inchiesta prismatica e sfaccettata, un blitz giornalistico che ha “fotografato” il portale da più lati e da più voci, e si è unito al coro di chi fin dall’inizio ha lamentato la scarsa qualità dei contenuti di Italia.it. Una operazione che, probabilmente proprio grazie al cortocircuito tra competenze e diversità locali e tema unico di rilevanza nazionale, sembra essersi fatta un po’ notare – tra richieste di interrogazioni parlamentari (un po’ pretestuose ma tant’è) e varie segnalazioni. Speriamo serva un po’ a smuovere le acque (quanto ai soldi stanziati erogati spesi da spendere, e al futuro di un progetto che dovrebbe rappresentare l’Italia sul Web, c’è più trasparenza sul fondale del lago di Lockness). [...]

    10. Portale (ma che sia bello, almeno!) « SestoSguardo
      maggio 16th, 2007 23:11
      10

      [...] (ma che sia bello, almeno!) Jump to Comments Forse sull’onda di Italia.it, portale su cui si è discusso molto, e quasi mai bene, forse inrisposta a una reale esigenza dei cittadini/turisti/curiosi, anche Sesto ha recentemente creato il suo Portale: [...]

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