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Post scritti nel marzo, 2007

29/03/2007

BlogLab e RitaliaCamp. Blogging goes to university

di Antonio Sofi, alle 19:57

Venerdì BlogLab
Domani sono a Roma per il seminario di presentazione di BlogLab, un laboratorio che ha come obiettivo quello di mettere in sinergia blogger e docenti universitari (anch’essi blogger per passione) e proporre un percorso di formazione rivolto agli studenti universitari. Un percorso di formazione che vedrà in cattedra gli stessi blogger, che racconteranno la propria esperienza ed assisteranno gli studenti nel percorso di ideazione, realizzazione e gestione di un blog. E’ un piccolo passo verso l’allargamento delle pratiche della conversazione della Rete anche tra gli studenti e nell’ambiente universitario, dove non sempre (o non quanto ci si aspetterebbe) i primi sono pratici e/o consapevoli e quasi mai il secondo è particolarmente interessato al prodotto (non essendo di carta e non avendo un codice isbn).

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28/03/2007

Da 32 a 64. Un piccolo passo per un uomo, un grande salto per un podcast.

di Antonio Sofi, alle 13:34

Quinta di CopertinaDopo ben 215 puntate, e un anno solare di vita, Quinta di Copertina, la rassegna stampa sulle tecnologie che curo per Apogeonline cambia la sua velocità in bit da quella minima possibile, ovvero 32 a 64 kbps, raggiungendo la qualità minima della maggior parte degli altri podcast in giro. Il risvolto negativo è che, di conseguenza, aumenta anche il “peso” del file, da 3 mega circa a 6 mega ca.

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26/03/2007

Un blogging tour estivo. Un blog per i piccoli comuni.

di Antonio Sofi, alle 20:49

Ape Blogging TourAi margini del CitizenCamp (bellissimo, meriterà altre riflessioni), stimolati da un bel talk di Gianluca Diegoli alias minimarketing, ecco che, complice Alberto D’Ottavi, esce fuori una idea piccola piccola. Il nome più idiota che viene in mente a me e ad Alberto per sintetizzarla è Ape Blogging Tour. L’idea dell’Ape Car con le ribaltine affascina prima di tutto noi, ma magari sarà più consigliabile qualcosa di più comodo. L’Ape rimarrà comunque come sintesi dell’approccio: piccolo e umano – come il blog, appunto.

Un (breve? lungo?) tour estivo per portare la cultura della conversazione via blog nei comuni piccoli o medi (meglio piccoli) che lo vorranno. Per le pubbliche amministrazioni e per semplici cittadini. Pacchetto completo: apertura di un blog (e vediamo cos’altro) e spiegazione di cosa diavolo farsene. Gratis ovviamente (gradita degustazione di cibo locale). Già cooptati virtualmente e senza impegno coloro i quali hanno avuto la sventura di sentircene parlare, Sergio, Nicola, lo stesso Gianluca, Diego– che potrebbe fare le riprese. Accettasi idee, sponsor e volontariato, ovviamente.

Perché come nel caso della piccola città del modenese, un piccolo banale sito internet può fare molto per raccogliere e dare senso ad informazioni, attivare conversazioni e proporre soluzioni ai piccoli grandi problemi della vita di tutti i giorni. Meglio partire dal basso, e dal piccolo. Da piccoli passi. Perché forse la vera partecipazione politica sulla Rete deve nascere dal vero basso di una comunità ristretta – più piccola e coesa possibile (segnalo anche questo bell’articolo di Sergio Maistrello di un po’ di tempo fa, che mi sembra andare in quella direzione). Comunità cittadine per le quali la Rete può essere piattaforma (piazza?) di discussione, dove le opinioni possano emergere dal chiacchiericcio futile e dalle segrete stanze e farsi trasparenti, ricercabili, commentabili.

Nicola Mattina ha appena pubblicato un video in cui Alberto ed io, tra altre cose, accenniamo all’idea. E nei commenti c’è già qualche auto-candidatura.

Il tempo di organizzarci, raccogliere idee e suggestioni e proponiamo qualcosa di più definito: qui non si scherza mica :)

21/03/2007

YouTube, la politica e l’arma a doppio taglio della trasparenza

di Antonella Napolitano, alle 17:25

CitizenCamp[Ricevo e pubblico con piacere una riflessione di Antonella Napolitano su campagna elettorale americana online e YouTube. Antonella, oltre a seguire con attenzione i mille frizzi e lazzi dei prodromi elettorali a stelle e strisce, è fervida organizzatrice del prossimo BarCamp, il CitizenCamp, che si svolgerà sabato prossimo 24 Marzo a Casalecchio di Reno. Io sarò lì, e pensavo di presentare proprio un talk/discussione su “Come dovrebbe essere (e non è) la vostra campagna elettorale ideale?” – e proprio a partire dai frizzi e lazzi americani. Domani invece sarò vicino casa, a Firenze, per la prima volta ad un Caffe Scienza, per un incontro intitolato “La privacy al tempo di Google“. as]

La campagna elettorale presidenziale è praticamente già cominciata. L’uso che i candidati americani stanno facendo delle nuove tecnologie ha già attirato l’attenzione, soprattutto perché al centro della strategia di comunicazione Web sembra starci l’amato e discusso YouTube.

[Hillary 1984. Un esempio di video negative su You Tube]
Hillary 1984, un vido negative su Hillary Clinton
C’è chi, come John Edwards ha annunciato la propria candidatura inserendo un video andato online addirittura il giorno prima della conferenza stampa con i mainstream media (un “errore” ben calcolato?). C’è chi inserisce immagini filmate durante i comizi, e chi piccoli stralci dei velocissimi tour elettorali in tutta gli angoli degli stati americani.

YouTube si adegua per raccontare la frontiera
Il sito di video-sharing, dal canto suo, si è adeguato nel modo più logico: creando un canale chiamato YouChoose ’08 in cui raccogliere i video di ogni candidato. YouTube è forse la nuova frontiera della campagna elettorale made in USA. E come tutte le nuove frontiere va raccontata. Ed ecco PrezVid, un blog che monitora la campagna elettorale del 2008 su YouTube, appunto. PrezVid è curato da Jeff Jarvis, docente di giornalismo ed esperto di media, che ha spiegato i motivi per i quali lo ha creato.

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19/03/2007

Nadia Zorzin e la linea continua del fumetto

di Antonio Sofi, alle 21:08

Nadia Zorzin, Abc 1, particolareAbc (ovvero Apogeonline Bit Comics) è una delle cose che mi dà più soddisfazione curare.

Primo perché ho passione vecchia per il fumetto (di cui ho spesso scritto su Webgol).
Secondo perché il Web personale (come scrivevo nel pezzo di presentazione di Abc su Apogeonline) sta dando un impulso formidabile all’emersione di nuovi talenti fumettistici.

Che grazie ai blog personali non trovano più a) nessun ostacolo alla pubblicazione o imbuto editoriale; b) nessun problema ad allenare tratto e immaginazione; c) nessuna difficoltà a trovare pubblico (anche piccolo) e feedback migliorativi. Rinverdendo (o introducendo), peraltro, un formato storico dei comics, che al contrario di quanto accaduto altrove non ha mai trovato spazio in Italia (perché pensato per stare tra le pagine dei giornali): le comic strip, o strisce.

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15/03/2007

Carlini e i toni colloquiali. Ma il giornalismo di qualità è da persona a persona.

di Antonio Sofi, alle 15:34

In molti* citano oggi l’editoriale di Franco Carlini, giornalista tecnologico tra i più lucidi ed esperti in circolazione.
L’articolo è, vivaddio, disponibile online, su Vision Blog – da tutti leggibile e commentabile.

A dire il vero a colpire è stato solo un passaggio, che riporto qui sotto, l’articolo parla in fondo d’altro. (Ne ho anche detto su Quinta di Copertina di oggi, dove curiosamente altre segnalazioni girano intorno alla stessa questione: Vivian Schiller del New York Times su Corriere Magazine, e Giuseppe Granieri su Nòva del Sole 24 Ore).

Sulle forme della democrazia e ancor più sull’illusione del voto in rete su ogni possibile decisione, la discussione è finita da tempo, dopo le ventate tecno-utopiche dei primi anni ’90 e chi frequenti l’insieme dei blog, specialmente quelli italiani, potrà avere conferma di quanto poco discorsiva, colloquiale e spesso vuota sia la suddetta blogosfera. Noterà come molti autori siano monomaniacali, autoreferenziali e autocitantesi, sovente pronti all’insulto, approssimativi nei giudizi. Persino alcuni tra i migliori giornalisti, da anni nel mestiere e nella rete, quando bloggano, si sentono in dovere di sfoderare fastidiosi toni colloquiali in prima persona, tipo «ho pensato che», «mi arriva una telefonata da ». Ma fai il tuo mestiere, viene da dire: dammi le notizie e il loro contesto, ché delle tue telefonate mi importa assai.

Che razza di giornalismo è quello dei blog?
Una razza diversa ma non troppo, mi verrebbe da rispondere a quella che mi sembra la domanda implicita della divagazione che fa Carlini in questo passaggio. Certe volte mi sembra di tornare a qualche anno fa, quando sul tema ci si scannava. E forse anche giustamente, all’epoca: perché erano ancora molto opachi i contorni di quello che ora viene chiamato Web 2.0 e delle varie forme di rimediazione del campo giornalistico (di cui ho scritto con più agio in questo saggetto) che hanno di fatto e pian piano allargato (anche di poco) il campo stesso – ibridando forme, linguaggi, priorità, addirittura strategie editoriali.

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14/03/2007

Metafora e il triangolo (meno sbilenco) della pubblicità

di Antonio Sofi, alle 23:59

Logo MetaforaNon poteva iniziare meglio l’avventura di Metafora Ad Network.
Ovviamente dal mio punto di vista, visto che ho l’onore di parteciparvi fin dall’inizio. Con due campagne, di Apogeo (gli ultimi saggi scontati) e di San Lorenzo che offre gratis posti di degustatore delle sue prelibatezze (entrambi tra gli aderenti di Metafora – il secondo chez Tombolini, al primo invece si deve la primaria scintilla di idea e i maggiori sforzi). Nonchè quella di Aiutare i Bambini, associazione no profit.

Campagne che ruotano nei banner in alto a sinistra, nella barra laterale, e che sono fiero di esibire su Webgol.it. Che pubblicità normale non ha mai cercato e che per un po’ ha sperimentato l’adsense di Google. Con la curiosità di testare una idea geniale e rivoluzionaria (la pubblicità che si aggancia al contenuto!) ma con poche soddisfazioni concrete – considerato soprattutto che il mio obiettivo non era economico. Per dirla in altre parole, la pubblicità testuale che si visualizzava automaticamente accanto ai miei post, non mi piaceva. Io non l’avrei scelta per affiancarla ai miei contenuti. Stava lì per acchiappare click: io la sopportavo e poco più.

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12/03/2007

Un posto al sole, feuilleton tra impegno e digestione

di Enrico Bianda, alle 17:27

[Finalmente sono riuscito ad incastrare al microfono Enrico Bianda, maestro radiofonico e collega di Webgol.it, e a costringerlo a tener fede ad una promessa fatta un po’ di mesi fa, ai tempi di un suo divertente podcast su Lost. La promessa riguardava lo svelare la sua insana passione per “Un posto al sole”, famigerata soap italiana che ha insospettabili ammiratori. Qui sotto podcast e transcript. Un giorno di questi dovrò io svelare l’incredibile metodo di lavoro del Bianda. Enjoy ;) as]

WebgolCast, a viva voce sulla varia attualità: Un posto al sole.

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Scarica l’mp3 (1,6 mega ca., 3,00 minuti), sottoscrivi l’rss (o aggiungilo sul tuo itunes), oppure clicca sulla freccia per ascoltare

Un Posto al SoleNon voglio nemmeno dire che faccio outing. Anzi si: sono un devoto telespettatore di “Un posto al sole“, lo seguo da 10 anni, ne conosco praticamente tutti gli sviluppi, mi sono affezionato ai personaggi, ne ho odiati altri, ho predetto alcuni sviluppi e su alcuni colpi di scena proprio non ci avevo preso (con grande scorno, l’ho riconosciuto). Ne parlo con gli amici, faccio il riassuntone ai meno assidui, comunico e commento con alcuni adepti fidati i capovolgimenti, le sorprese e le smanie dettate da personali idiosincrasie.

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07/03/2007

Il fertile cazzeggio di Twitter

di Antonio Sofi, alle 17:50

TwitterHo appena scritto un approfondimento per Edupodcast, che riguarda Twitter e la didattica. Continuo qui, una sorta di cross-posting enhanced.

Twitter e didattica
Ci sono docenti che stanno pensando di usare Twitter e la sua logica da everywhere messaging perfettamente integrata con il cellulare e gli sms, come strumento di comunicazione con studenti e genitori.
Quindi
a) per avvertire (un messaggio per tutti e senza star dietro e numeri e nominativi) gli studenti di compiti e scadenze (Belshaw);
b) come canale di comunicazione con i genitori – per informazioni, incontri, risultati e comunicazioni vari (McIntosh).

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06/03/2007

Rodotà sugli sbagli di Italia.it (più o meno)

di Antonio Sofi, alle 19:23

Dal discorso di Stefano Rodotà a Montecitorio in occasione dell’apertura della Conferenza internazionale dell’Unione interparlamentare (grassetto mio):

Con questo vasto mondo – in cui la democrazia si manifesta in maniera “diretta”, ma senza sovrapporsi a quella “rappresentativa” – i Parlamenti devono trovare nuove forme di comunicazione, attraverso consultazioni anche informali, messa in rete di proposte sulle quali si sollecita il giudizio dei cittadini, procedure che consentano di far giungere in parlamento proposte elaborate da gruppi ai quali, poi, vengano riconosciute anche possibilità di intervento nel processo legislativo.

Mi ricorda qualcosa…
Forse il caso di Italia.it?

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05/03/2007

I 4 anni di webgol.it e i blog nel campo giornalistico

di Antonio Sofi, alle 23:55

Me lo son fatto passare sotto le mani, il genetliaco del vecchio caro Webgol. Che ha compiuto qualche giorno fa ben quattro anni. Tanti, accidenti.

Ne voglio festeggiare il compleanno pubblicando in pdf con licenza creative commons un mio saggio uscito un annetto fa in “Il Campo giornalistico“, un testo collettaneo a cura di Carlo Sorrentino edito da Carocci, 2006.

Per scaricarlo
Un nuovo giornalismo s’intreccia nella Rete: l’informazione nell’era dei blog” (pdf, 321 kb)

Breve abstract
Utilizzando il concetto di campo derivato dal pensiero di Bourdieu, il mio obiettivo era cercare di capire come il fenomeno dei blog si posizionasse all’interno del campo giornalistico allargato, in termini di autonomia (risposta: sì), e eresia (risposta: sì, anche se sempre di meno). Il fenomeno dei blog, soprattutto all’inizio, si è definito come fenomeno autonomo e eretico rispetto alle logiche dell’informazione tradizionale. Grazie ad alcune caratteristiche fondanti: personalizzazione, passione, fiducia, trasparenza e capacità di aprirsi all’esterno tramite i link. E proprio queste caratteristiche hanno prodotto un allargamento del campo giornalistico, e tre ipotesi di formati giornalistici più o meno ibridi e frequentati: giornalismo diffuso (in situazioni di emergenza), giornalismo residuale, e approfondimento collaborativo. Questi allargamenti, però, non significano alcuna “fine” del giornalismo tradizionale – a maggior ragione perché non tutti i blog sono o vogliono essere giornalistici. Anzi il giornalismo ha la possibilità concreta di riprendersi quella centralità sociale e interpretativa che sembrava un po’ aver perso negli anni; laddove cresce la complessità informativa, cresce anche il bisogno di sistemi esperti che forniscano mappe orientative dotate di senso.

L’indice

1. Internet, blog e campo giornalistico
1.1. Blog e blogosfera

2. I blog tra eresia e autonomia
2.1. Da audience a network
2.2. Passion-driven journalism
2.3. Criteri di notiziabilità blog
2.4. Personalizzazione, fiducia, trasparenza

3. Tre ipotesi di lavoro: giornalismo diffuso, giornalismo residuale, approfondimento collaborativo
3.1. Giornalismo diffuso: emergenza, quando il blog diventa testimonianza
3.2. I blog come produttori di giornalismo residuale
3.3. Approfondimento collaborativo

4. Una rimediazione giornalistica

Avrei anche in animo di farne una versione riveduta e corretta (e aggiornata, alcuni passaggi risentono dell’anno trascorso), e diffonderla sempre da qui, e con licenza creative commons. Qualsiasi suggerimento, consiglio, nota a piè di pagina è ben accetto, via commenti o via mail. :)

Link: Il campo giornalistico: l’informazione nell’era dei blog

05/03/2007

Il campo giornalistico: l’informazione nell’era dei blog

di Antonio Sofi, alle 16:32

Avvertenza.

Il Campo giornalistico
Il Campo giornalistico
Questo saggio viene rilasciato nella versione non definitiva datata gennaio 2006 e si differenzia in alcuni dettagli dal capitolo “Un nuovo giornalismo s’intreccia nella Rete: l’informazione nell’era dei blog” pubblicato da Antonio Sofi in C. Sorrentino (a cura di), “Il campo giornalistico. Nuovi orizzonti dell’informazione”, Roma, Carocci, 2006, pp. 141 – 168. Il saggio è qui rilasciato dall’autore con licenza Creative Commons 2.5: può essere utilizzato a patto di menzionare la fonte citando l’autore e il link www.webgol.it/campogiornalistico, e comunque per scopi non aventi finalità commerciale.

– scarica il saggio “Un nuovo giornalismo s’intreccia nella Rete: l’informazione nell’era dei blog” (pdf, 321 kb)

Breve abstract
Utilizzando il concetto di campo derivato dal pensiero di Bourdieu, il mio obiettivo era cercare di capire come il fenomeno dei blog si posizionasse all’interno del campo giornalistico allargato, in termini di autonomia (risposta: sì), e eresia (risposta: sì, anche se sempre di meno). Il fenomeno dei blog, soprattutto all’inizio, si è definito come fenomeno autonomo e eretico rispetto alle logiche dell’informazione tradizionale. Grazie ad alcune caratteristiche fondanti: personalizzazione, passione, fiducia, trasparenza e capacità di aprirsi all’esterno tramite i link. E proprio queste caratteristiche hanno prodotto un allargamento del campo giornalistico, e tre ipotesi di formati giornalistici più o meno ibridi e frequentati: giornalismo diffuso (in situazioni di emergenza), giornalismo residuale, e approfondimento collaborativo. Questi allargamenti, però, non significano alcuna “fine” del giornalismo tradizionale – a maggior ragione perché non tutti i blog sono o vogliono essere giornalistici. Anzi il giornalismo ha la possibilità concreta di riprendersi quella centralità sociale e interpretativa che sembrava un po’ aver perso negli anni; laddove cresce la complessità informativa, cresce anche il bisogno di sistemi esperti che forniscano mappe orientative dotate di senso.

Indice

1. Internet, blog e campo giornalistico
1.1. Blog e blogosfera

2. I blog tra eresia e autonomia
2.1. Da audience a network
2.2. Passion-driven journalism
2.3. Criteri di notiziabilità blog
2.4. Personalizzazione, fiducia, trasparenza

3. Tre ipotesi di lavoro: giornalismo diffuso, giornalismo residuale, approfondimento collaborativo
3.1. Giornalismo diffuso: emergenza, quando il blog diventa testimonianza
3.2. I blog come produttori di giornalismo residuale
3.3. Approfondimento collaborativo

4. Una rimediazione giornalistica

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Pubblicazione originale.
Antonio Sofi, “Un nuovo giornalismo s’intreccia nella Rete: l’informazione nell’era dei blog” in C. Sorrentino (a cura di), Il campo giornalistico. Nuovi orizzonti dell’informazione, Roma, Carocci, 2006

02/03/2007

La navicella aliena di Italia.it

di Antonio Sofi, alle 18:15

[Di seguito una versione di un mio articolo uscito oggi nelle pagine nazionali dei quotidiani epolis (scaricabili integralmente in pdf nel giorno d’uscita), con il titolo “Facciamo bello Italia.it”. Parla, ovviamente, di Italia.it e dell’iniziativa di rethink-tank di Ritalia.]

Logo di Italia.itIn Italia il turismo è la prima “azienda” del paese. Non su Internet, però, dove infatti mancava un portale nazionale rivolto ai tanti turisti che ogni anno scelgono l’Italia per trascorrere le vacanze. Un “buco nero” digitale che è stato riempito da Italia.it, il portale italiano presentato qualche giorno fa dopo anni di annunci caduti nel vuoto.

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