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20/02/2007

Gianni Solla, gli scugnizzi e il retro delle cose

di Antonio Sofi, alle 01:10

«Appena fuori dal centro urbano, piastrellato a dovere con cubetti di porfilo, sembra di trovarsi a una latitudine diversa. […] L’orecchio viene attirato dal ronzio di uno scooter. Al manubrio c’è agganciato un bambino. Si tiene saldo, ha il busto proiettato in avanti. Il corpo sballottola a destra e a sinistra sulle strade di questa cittĂ  maledetta, fatta di troppe salite e discese e con pochi rettilinei».

Hotel Messico, di Gianni SollaCosì inizia il reportage di Gianni Solla, alias Hotel Messico, sugli scugnizzi di Napoli, pubblicato domenica dai quotidiani del gruppo epolis e leggibile nel pdf scaricabile dal suo blog.

Mi fa piacere segnalare Gianni perchĂ© lo considero uno scrittore straordinario. Chi lo segue dagli inizi del suo blog sa bene quanto riesca a raccontare certe realtĂ , senza mai cedere al facile pietismo o ai moralismi di facciata. Recupera le molliche delle dissonanze metropolitane e delle moderne solitudini come un moderno pollicino, Hotel Messico, e riesce a guardare diritto negli occhi il retro delle cose, i vuoti d’aria tra un palazzo e un altro, i posti dove nascondersi o dove sparire. Il suo libro di racconti, intitolato “Seppellitemi con l’accappatoio” e pubblicato dalla Rgb, è senza dubbio il libro che ho piĂą regalato in giro lo scorso anno. Racconti come brividi.

Gianni Solla ha un talento narrativo così puro che riesce addirittura a non disperdersi troppo anche quando si piega alle logiche del reportage giornalistico, e l’affresco che fa dei ragazzini di Napoli ha la bellezza di un racconto, e la forza gentile di un j’accuse compassionevole.

«Proseguo verso est, nell’area orientale di San Giovanni a Teduccio. Mano a mano che ci si allontana dal centro della città, il paesaggio degenera. Palazzi fatiscenti che sembrano sopravvissuti alle granate e gruppi di ragazzini a bordo di ciclomotori che scorrono nel traffico fanno la barba alla lamiera della mia macchina. I tram sono fermi come bestioni di ferro ai lati della strada, per via delle macchine parcheggiate sui binari».


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  • 4 Commenti al post “Gianni Solla, gli scugnizzi e il retro delle cose”

    1. O. E. Gimnyk
      febbraio 21st, 2007 10:30
      1

      Faccio qui i miei complimenti ad Hotel Messico, che non conoscevo e in effetti non sapevo cosa mi perdevo: hai la scrittura nel sangue.

    2. Radio
      febbraio 21st, 2007 14:22
      2

      L’ho letto anche io. Concordo.

    3. gattasorniona
      febbraio 24th, 2007 18:41
      3

      “Seppellitemi con l’accappatoio” mi è piaciuto molto. Leggerò volentieri anche questo!

    4. Paolo
      maggio 5th, 2008 22:03
      4

      vai così gianni, sei grande…il tuo amico d’infanzia

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