home

Leggi gli aggiornamenti in home page

02/02/2007

YouTube c’azzecca

di Antonio Sofi, alle 17:01

Secondo video di Antonio Di PietroRitorniamo sulla iniziativa del ministro Antonio Di Pietro di pubblicare sul suo blog e su YouTube le videocronache delle riunioni del Consiglio dei Ministri – di cui abbiamo già scritto in occasione del primo video.

Così come Giuseppe, anche io sono rimasto piacevolmente sorpreso del persistere del leader dell’italia dei Valori, che martedì 27 scorso ha pubblicato la seconda videocronaca, sul blog in formato anche testuale (giusta scelta di ricercabilità) e su YouTube in video ovviamente. A differenza del primo, il secondo video è più breve di qualche minuto e lo sfondo è una diapo di Palazzo Chigi che fa molto televisione locale (e che, volendo essere pedanti, riapre la questione se sia comunicazione istituzionale o meno).

Ma il dubbio vero era appunto in che modo l’iniziativa, chiamata “Consiglio dei Ministri trasparente“, fosse stata presa all’interno del Consiglio dei Ministri stesso – anche se i contenuti sono tutt’altro che focosi o critici.

E ancora. Ipotizzavamo all’epoca del primo video le ragioni di questa scelta, essenzialmente due, entrambe nella stessa direzione:

    1) svincolamento dalla politica stessa, nel tentativo di visibilità personale e dialogo diretto con il proprio elettorato (anche potenziale);
    2) disintermediazione dei sistemi esperti giornalistici, che spesso (volontariamente o meno e soprattutto dal punto di vista del soggetto politico stesso) riducono il discorso politico a brevi sound bites o sterili polemiche.

Ragioni ipotizzate che però hanno trovato conferme in alcune delle (poche) reazioni dei giorni dopo: quella di una giornalista preoccupata che l’andazzo erodesse la centralità dell’intermediazione giornalistica («Ma signor ministro… Lei capisce che se invece di fare le conferenze stampa e dare interviste ai giornalisti tutti si mettono su Internet il nostro lavoro è praticamente finito…») e quella di alcuni politici di seconda fila preoccupati a loro volta che queste decisioni potessero provocare aggiuntiva cacofonia alla comunicazione istituzionale – che dovrebbe essere solo cosa del Presidente del Consiglio.

Alcuni articoli degli ultimi giorni rispondono ad alcune di queste domande lasciate aperte (ne parlo in parte su Quinta di Copertina di oggi).

Il primo è la bella intervista a Di Pietro a cura di Alessandro Gilioli, pubblicata oggi sull’Espresso e ieri in bozza lunga (bella scelta, applausi) sul blog del giornalista. L’intervista, a mio parere, va letta tutta. Riporto solo questo passaggio, proprio sulla questione della disintermediazione:

Gilioli: Come le è venuto in mente di caricare on line i suoi miniracconti dal Palazzo?
Di Pietro: «Abbiamo fatto di necessità virtù. Io e il mio partito siamo soggetti di cui la politica farebbe volentieri a meno e di cui dunque i media tradizionali – spesso asserviti alla politica o a editori che hanno interessi propri – forniscono un’informazione distorta. Insomma, io dico una cosa e i giornali o le tv ne riportano un’altra. Internet invece dà la possibilità a chiunque di interloquire direttamente con chi lo voglia ascoltare. E chi vuole può ascoltare la fonte senza filtri».

Quanto invece al lato politico della vicenda, la pubblicazione della seconda puntata è indicativa della non-presenza di un veto esplicito – anche se ciò non è interpretabile necessariamente come un via libera (Di Pietro stesso afferma di non aver ricevuto telefonate dai colleghi politici, «non so neppure quanti dei miei colleghi sappiano cos’è You Tube», gigioneggia il Ministro).

Anzi. Il collega ministro (e blogger) Paolo Gentiloni, nell’intervista concessa a Vittorio Zincone nell’ultimo Corriere Magazine, a domanda sull’iniziativa seccamente risponde (grassetto mio):

Zincone: Da ministro blogger. Un voto al suo collega Di Pietro che ha usato YouTube per fare il resoconto di un Consiglio dei Ministri?
Gentiloni: «I ministri non dovrebbero fare resoconti dei Consigli. Da nessuna parte.»

Non sembra proprio una risposta da silenzio-assenso, o sbaglio?

E’ finita? Non ancora. Due ultime curiosità.

– La prima è che dalla pagina di YouTube dello staff di Di Pietro, ho notato che è disponibile anche la versione inglese del video, con i sottotitoli (oggettivamente un po’ scarsetti: sarà colpa del traduttore o dell’italiano del Ministro?)

– La seconda la scopro da un articolo di Panorama, a firma di Monica Vignale. Anche Roberto Formigoni ha pubblicato un video su You Tube. Il governatore della Lombardia, con il Taj Mahal sullo sfondo, riferisce dalla sua missione in India: 1,31 minuti con tanto di telecamera tremolante.

Update: Di Pietro ha appena postato la terza videocronaca.
Update2: mi ero perso per strada (mea culpa) e scopro solo ora, via Massimo, un bell’articolo di Michele Boroni sull’argomento, pubblicato giovedì sul Foglio: Il successo del blog bilingue del Ministro Di Pietro.

[tags]Di Pietro, Formigoni, YouTube, politica, Gentiloni, Gilioli[/tags]


  • Interrompete le ricerche
  • Il primo debate democratico sulla CNN. Vince YouTube (e la Clinton)
  • Il teatrino di Google su You Tube
  • Non è successo niente

  • 17 Commenti al post “YouTube c’azzecca”

    1. Cronachesorprese
      febbraio 7th, 2007 00:08
      1

      esperimento di comunicazione del ministro – blogger Antonio Di Pietro, considerato in tutti i suoi elementi nonch?? nelle reazioni suscitate (gli uni e le altre messi bene in fila in alcuni degli ultimi post di Antonio Sofi), porta con s?? il giusto grado di provocazione ed ?? un buono spunto per considerare il rapporto tra giornalismo e comunicazione politica. A me non interessa se, come dice Mantellini, Di Pietro ha sbagliato dal punto di vista istituzionale: spetter??

    2. Dario Salvelli
      febbraio 3rd, 2007 11:36
      2

      La speranza è che un tentativo di simile chiarezza venga fatto anche nel caso di assenza di propaganda.

    3. Loska
      febbraio 4th, 2007 13:15
      3

      anche noi ne scrivemmo all’epoca, guardando criticamente all’atmosfera molto “selfmade”. Ma l’iniziativa, in sè, per quel che rappresenta, è buona. Buonissima.
      Rinnovo i complimenti a Di Pietro e, anzi, rilancio: in occasione della puntata di Matrix in cui è stato ospite non gli è stato concesso di spiegare bene l’andamento di Tangentopoli. Perchè non mette quello, su youtube?

    4. vanz
      febbraio 5th, 2007 18:10
      4

      Cioè Di Pietro ha detto davvero “La Rete ricorda. E’ micidiale, è in grado di fare retrieval all’infinito”?

      “fare retrieval”? di Pietro? ma siamo sicuri?

    5. Axell
      febbraio 5th, 2007 18:15
      5

      Quindi parti tu con una bella pillola? :-)

    6. I resoconti di Di Pietro su YouTube
      febbraio 5th, 2007 18:22
      6

      […] Fatto salvo il piccolo errore di comunicazione nel definire i suoi video "resoconti" invece di "commenti personali" sulle riunioni dei consigli dei ministri, l’operazione del ministro Di Pietro sta riscuotendo un notevole successo e parecchi dissensi da parte dei suoi colleghi (il che è un bene). Antonio Sofi pubblica un ottimo post dello svolgimento della vicenda. Internet e la politica cominciano ad avvicinarsi anche in Italia e questo commento fatto da una giornalista a Di Pietro non può che mettermi di buon umore: «Ma signor ministro… Lei capisce che se invece di fare le conferenze stampa e dare interviste ai giornalisti tutti si mettono su Internet il nostro lavoro è praticamente finito…». Ecco i video: […]

    7. jest
      febbraio 6th, 2007 01:22
      7

      siamo sicuri che non è Neri Marcorè?

    8. Antonio Sofi
      febbraio 6th, 2007 07:32
      8

      Se continuate così, finirà che non sono più sicuro di niente :) Ma io mi accontento, eh, se c’è il trucco non lo voglio sapere. I politici per il 95% su Internet stanno zitti: e non per loschi complotti da spirale del silenzio, ma perchè proprio non la ritengono importante per raggiungimento/conservazione del potere (che sono i loro legittimi obiettivi di rappresentanza); il 4% ne parla perchè costretto (vedi Fioroni e simili) e di solito dice cose agghiaccianti che svelano profonde ignoranze e inesperienza quasi totale; ben venga gente come Di Pietro, come lo stesso Gentiloni, come Giachetti ecc ecc – che quanto meno la Rete provano ad usarla, a farne esperienza :)

    9. alessandro
      febbraio 6th, 2007 17:27
      9

      Una giornalista che fa un’uscita del genere come immagina il suo ruolo e la sua professione? Questa idea del giornalista “sacerdote” dell’informazione non è neanche antiquata, è solo gretta e miope. La reazione “sana” da giornalista è solo una: fiondarsi sul sito di Di Pietro e su youtube per raccontare. Raccontare quello che dice il ministro e la novità dello strumento scelto. E cercare di farlo meglio degli altri.

    10. OrlandoFurioso
      febbraio 6th, 2007 23:52
      10

      I giornalisti locali sono spesso impreparati, non hanno voglia di lavorare e sono sempre ossequiosi. Mai che facessero una domanda che va oltre al riassuntino di ciò che è stato detto in conferenza stampa.
      Vivono solo di comunicati stampa da cui copiano e incollano i loro pezzulli.

    11. Alessandro
      febbraio 7th, 2007 00:06
      11

      i “giornalisti locali”? in questo caso si tratta di giornalisti che seguono ministri per una testata nazionale. e credo che si possa dire che in media i giornalisti che si occupano di cronaca locale si sbattono molto di più.

    12. Antonio Sofi
      febbraio 7th, 2007 12:29
      12

      Alessandro: l’hai detto molto lucidamente. Sottoscrivo in particolare: “fiondarsi sul sito di Di Pietro e su youtube per raccontare. Raccontare quello che dice il ministro e la novità dello strumento scelto. E cercare di farlo meglio degli altri.”.
      e’ anche vero che siamo tutti un po’ “sacerdoti” nelle cose che consideriamo i nostri orticelli – ma, in un certo senso, internet ti abitua alla triangolazione informativa, all’accoglimento di fonti eterogenee, e ovviamente al confronto con tutti gli altri soggetti che su un particolare tema hano qualcosa da dire… :)

    13. OrlandoFurioso
      febbraio 7th, 2007 18:34
      13

      Ho scritto dei “locali” perché li vedo con i miei occhi, ma credo che questo valga anche per la gran parte dei “nazionali”.

    14. Arturo
      febbraio 10th, 2007 14:38
      14

      Nuovo Consiglio dei Ministri —> nuovo video…”il caso Abu Omar”.

      http://www.youtube.com/watch?v=CFQ1YLV0NJo

      saluti

    15. jest
      febbraio 13th, 2007 19:44
      15

      sono un giornalista locale ed è vero, da quando sono nato non ho voglia di fare un cazzo

    16. Antonio Sofi
      febbraio 14th, 2007 18:18
      16

      jest, quando te lo toglierai st’understatement torinista? :)

    17. kaiwannak
      febbraio 25th, 2007 08:47
      17

      quando al palazzo di giustizia di pietro portò i computer tutti dissero che sarebbe stata una noia ,incomprensibile ecc…
      ora tutti corrono ai ripari facendosi fare blog
      o mettendosi su tube per stargli dietro…
      lo volete capire che anche se non si parla in perfetto italiano e non si ha il truccatore personale al seguito le persone intelligenti vanno avanti ugualmente?

    Lascia un commento