28/02/2007
Sanremo, noi legittimamente migliori
di Antonio Sofi, alle 11:31
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Così come il Grande Fratello, Sanremo è ormai mero pretesto per costringere alcune belle ma di solito pigre penne a scriverne cronache più o meno satiriche. Per costringere eterogenee attenzioni a focalizzarsi in un unico punto luccicante. Sanremo è il canto del cigno del generalismo che non ci sarà più, ognuno in futuro a spazzolarsi le proprie nicchie. Sanremo è il punching ball nazionale, il capro espiatorio dell’Italia canterina, è un poster al muro appiccicato affinché tutti possano colpirlo con le freccette, è il Mikebongiorno di Umberto Eco spalmato su quattro giornate: l’aura mediocritas che ci fa sentire per una volta, legittimamente, migliori.

Così inizia il reportage di Gianni Solla, alias 

Forse nemmeno Vermicino aveva impattato in questo modo sul normale flusso televisivo e giornalistico in generale: fin dalle prime ore del mattino 

