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22/01/2007

Giornalismi possibili, il BarCamp e la figlia del contadino

di Antonio Sofi, alle 23:32

Brevi appunti sul weekend romano appena trascorso. Ovvero la giornata di lavori alla FNSI, organizzata da Giornalismi Possibili su Web 2.0 e giornlaismo; e il BarCamp di Roma al Linux Club: facce, storie, incontri.

Venerdì, Giornalismi Possibili, sede della FNSI
Anche questa volta c’è un sole generone (dopo quello di maggio scorso). Generona e poco paludata è anche la discussione, nella sede della Federazione Nazionale della Stampa, all’interno di una giornata di lavori organizzata da Giornalismi possibili e dedicata all’informazione ai tempi della Rete. L’apertura è di quelle degne di nota, per un soggetto spesso accusato di chiudere occhi e orecchie alle nuove tendenze che emergono dal web – in questo caso si tratta di un doppio salto mortale carpiato, con il pomeriggio dedicato alle nuove iniziative del web 2.0 applicate o applicabili al giornalismo. Molte idee, molte buone idee; insieme all’impressione che manchino ancora modi e luoghi per confrontarsi e fare rete: tra editori, giornalisti, programmatori, blogger, ecc. Alla fine del convegno spunta una proposta concreta, un progetto di giornalismo 2.0 che ha l’obiettivo di sperimentare efficaci rimediazioni tra le migliori pratiche del giornalismo tradizionale e i migliori contenuti generati dal web. La (mia) sintesi è brutale, i tempi sono (si spera) quelli giusti. Anche Raffaele Mastrolonardo ne scrive su Vision Blog. Quanto al mio breve intervento, tra le altre cose, ho provocatoriamente proposto un “Movimento per la liberazione degli archivi dei quotidiani on line” – sulla falsariga di quello dei nanetti da giardino. Ne riparleremo, di tutto.

Sabato, BarCamp, Linux Club
Occhi da BarCamp, foto di PalmascoNon ho fatto alcun intervento, invece, al RomeCamp, il mio terzo; ma ho partecipato a quante più sessioni possibili. La location? Bellissima, non poteva essere più consona: un Linux Club mollemente adagiato in un anfratto della Garbatella, davanti a muri colorati da writers e treni che passavano e scuotevano le mura. Nel silenzio tutt’attorno di un placido sabato romano, l’atmosfera è quella frizzante di sempre: tante tante persone. Un inchino a Fabio Masetti che ha organizzato il tutto, e non dev’essere stato facile. Non posso far altro che continuare a stupirmi della liquidità del modello BarCamp, perfetto per evitare sensi di colpa da calo dell’attenzione e aumentare la soddisfazione generale: segui un po’, ti alzi, vai a prender da bere o da mangiare, ti fermi a chiacchierare con qualcuno, riprendi ad ascoltare, intervieni, fai un salto nella stanza accanto a vedere che aria tira, e così via. “To BarCamp“, potrebbe essere il verbo che indica tutto questo. Ho barcampato molto questa volta, con consapevolezza. Mi faccio aiutare dal mio bloc notes. Ho ben iniziato con Antonio Tombolini e la sua splendida Simplicissimus Book Farm (di cui è uscito il primo titolo, e-book manifesto di Cory Doctorow); a seguire un po’ del bravo Simone Morgagni sul blog e un pizzico di Emanuele Quintarelli su FaceTag; quindi Luca Mascaro alle prese con il web 2.0 e un lucidissimo Alberto D’Ottavi sui social media; quindi una manciata di Nicola Mattina sulla comunicazione aziendale e di Paolo Dona su RubyOnRails (capito poco, ma apprezzato l’esposizione). Quindi, dopo il lunch offerto da San Lorenzo, riprendo con un Vittorio Pasteris in gran forma sull’autoreferenzialità (ma io continuo a sostenere che sia cosa positiva, a patto di mixarla con la giusta propensione alla divulgazione), quindi Antonella Napolitano e Cristian Conti su Twitter (bravi!), Luca Conti su Rgb, per finire, stremato, con Alessio Iacona sulle aziende wannabe-2.0 (ad Alessio, che mi ha scorrazzato in giro per Roma in moto, un ringraziamento particolare).

Volendo continuare a ragionare su questi e altri interventi, ci sono video (a cura di RadioRadicale), foto (su Flickr), podcast curati dal bravo Antonio Pavolini per blip.tv, e post dalla blogosfera italiana.

Le chiacchierate, no, non le elenco – sono troppe. Spesso negli interstizi, come scrivevo per quello di Torino. Ma il BarCamp è anche questo, la riproduzione in vivo del multitasking cui siamo abituati dietro la tastiera, uno sguardo obliquo come quello dei tacchini – anche a quello che si svolge ai margini del tuo campo visivo e della tua attenzione. A quello che c’è oltre. E di solito capita che oltre c’è sempre una persona e un’idea che merita, se barcampi il più possibile e provi ad andare a cercarla. Il risultato è che cercando un ago nel pagliaio puoi anche trovare la figlia del contadino – che è più o meno la definizione di Julius H. Comroe del concetto di serendipity, e che è uscita fuori durante lo speech su Twitter.

[tags]BarCamp, RomeCamp, serendipity, Roma, FNSI[/tags]


  • BarCamp, equilibrio possibile tra conversazione e divulgazione?
  • WaveCamp. Un barcamp che ci arrivo con il motorino (o quasi)
  • Sabato alla seconda edizione del MateraCamp
  • Il fertile cazzeggio di Twitter

  • 9 Commenti al post “Giornalismi possibili, il BarCamp e la figlia del contadino”

    1. Se una notte d'inverno un giornalista
      ottobre 5th, 2007 13:22
      1

      (auguri!), rilancerò quella proposta mezza seria mezza scherzosa (anzi, trequarti seria e un quarto – o forse meno – scherzosa) di cui anche lui parlò in gennaio. Alberto, seguendo di un paio di giorniAntonio Sofi, lanciò il “Movimento per la liberazione degli archivi dei quotidiani online”, io fui più combattivo e parlai di “Fronte per la liberazione”. Altri si dissero d’accordo, ma la cosa finì lì, per quanto ne sappia. Ora è tornata d’attualità, con la

    2. [•] - RSS/ATOM Feeds Aggregator
      novembre 2nd, 2007 11:46
      2

      “movimento per la liberazione […] e’ una questione che mi sta molto a cuore – e da tempo; dal 2005, complice una chiacchierata con ben hammersley al mitologico neuweb di firenze. ne ho poi dettopubblicamentead un convegno della fnsi, a gennaio di quest’anno, insieme all’amico alberto d’ottavi – ne è uscito fuori un fantomatico “movimento per la liberazione degli archivi dei quotidiani online”

    3. Dettagli blog - Infoservi.it » Statistiche dei blog italiani
      gennaio 23rd, 2007 01:42
      3

      […] Giornalismi possibili, il BarCamp e la figlia del contadino […]

    4. Nicola Mattina
      gennaio 23rd, 2007 14:51
      4

      Grazie della citazione… Qui un breve video che mi sono divertito a mettere in piedi notte tempo: http://blog.nicolamattina.it/?p=357 :-D

    5. Movimento per la liberazione degli archivi - Infoservi.it
      gennaio 24th, 2007 18:55
      5

      […] \ Infoservi.it : Articolo Movimento per la liberazione degli archivi Di alberto dottavi (del 24/01/2007 @ 18:33:24, in Marketing and Media, letto 1 volte) Non riesco ancora a chiudere il giro sul Barcamp di Roma, troppa roba interessante per farne una sintesi. Ma questo mi preme segnarlo al volo: la proposta di Antonio Sofi per un "Movimento di liberazione degli archivi", che ha lanciato in realtà al convegno del giorno prima, quello tenutosi in FNSI e organizzato da Giornalismi Possibili / LSDI (ne ho raccontato qualcosa qui).L’idea di Antonio, se ben interpreto, è che non solo ne guadagnerebbe la cultura, ma anche i media potrebbero facilmente monetizzarlo. Antonio si riferisce principalmente ai newspaper, io estenderei l’idea ai video. Su questo tema avevo lanciato una provocazione riguardante la Rai (che se non ricordo male è società pubblica, o sbaglio? ;) tempo addietro, citando questa iniziativa di Google.Certo, non abbiamo veramente aziende tipo Google in Italia – voglio dire, non R&D né product development – che possano facilitare gli investimenti per digitalizzare il materiale analogico di archivi pubblici. Ma intanto quello digitale sarà già abbondante, e poi abbiamo comunque grandi gruppi Internet (RCS – Dada, Telecom – Virgilio – Alice, Libero – Wind, Tiscali) e media (Repubblica e Corriere, to name a few…) che forse dovrebbero iniziare a pensare di partecipare in maniera davvero diversa alla vita del Paese…  Articolo   Tutti i post  Stampa   Commenti Nessun commento trovato. Anti-Spam: digita i numeri Testo (max 1000 caratteri) Nome e-Mail / Link […]

    6. Alessio Jacona (yoriah)
      gennaio 25th, 2007 17:28
      6

      Scorrazzarti in giro è stato un piacere e un onore.

      torna presto a Roma

      Un saluto

      Alessio

    7. Webgol, a cura di Antonio Sofi » Blog Archive » BarCamp, equilibrio possibile tra conversazione e divulgazione?
      febbraio 26th, 2007 17:27
      7

      […] La qualità degli interventi, e il piacere degli interstizi (e dei cocktail anconetani) non si discutono. E un BarCamp vale sempre il prezzo del biglietto (che peraltro non c’è). […]

    8. Il fertile cazzeggio di Twitter Webgol, a cura di Antonio Sofi
      marzo 7th, 2007 17:51
      8

      […] Twitter e didattica Ci sono docenti che stanno pensando di usare Twitter e la sua logica da everywhere messaging perfettamente integrata con il cellulare e gli sms, come strumento di comunicazione con studenti e genitori. Quindi a) per avvertire (un messaggio per tutti e senza star dietro e numeri e nominativi) gli studenti di compiti e scadenze (Belshaw); b) come canale di comunicazione con i genitori – per informazioni, incontri, risultati e comunicazioni vari (McIntosh). Somewhat-casting La forza di Twitter sta nella sua semplicità. Semplicità, manegevolezza ed adattabilità di bisogni e usi diversi, dal microblogging alle segnalazioni, all’istant messaging in formato più o meno pubblico, ad uno strumento di social networking e microcommunity, ad un semplice e leggero indicatore di presenza, ad un somewhat-casting (nè narrow nè broad) come quello che fa la BBC, che ha svariati canali su Twitter. E chissà cos’altro, in futuro. Il fertile cazzeggio Insomma è uno strumento semplice e malleabile. Tanto basta perché il fertile cazzeggio dei primi utilizzatori fluisca in modo libero e creativo, senza troppe resistenze quanto ad usi corretti o mission precise (altri limiti, per esempio quello strutturale dei 140 caratteri, diventano alla fine attivatori di creatività sintetiche, peraltro rinverdendo servizi come tinyurl che riducono la lunghezza dei permalink). Alla fine tutto questo faciliterà l’emergenza naturale dei migliori tra gli usi possibili. O almeno si spera. Robert Scoble, che di Twitter è utente prolifico e molto seguito, ne è sicuro e sposa l’idea del fertile cazzeggio (che uscì he usci fuori anche durante la sessione dedicata a Twitter nell’ultimo BarCamp romano): “Big revolutions always start with the stupidest small things” Fascinating blend of public and private La penso insomma come Elizabeth Lane Lawley. La cosa affascinante di Twitter è la sua natura prismatica, inclusiva di vari strumenti preesistenti, che non è possibile comprendere del tutto se la si osserva da un solo punto di vista – o da un solo bisogno soddisfatto. Natura che cambia continuamente, da twit a twit, da autore a lettore: può essere segnalazione autocentrata o segnalazione che divaga, conversazione o soliloquio, sincronia e diacronia: il tutto si fonde “into a fascinating blend of ephemerality and permanence, public and private”. Un luogo intermedio e flessibile tra effimero e permanente, tra pubblico e privato. […]

    9. Le news liberate del NYT e il gioco win-win del giornale gratis
      settembre 25th, 2007 21:46
      9

      […] E’ una questione che mi sta molto a cuore – e da tempo; dal 2005, complice una chiacchierata con Ben Hammersley al mitologico NeuWeb di Firenze. Ne ho poi detto pubblicamente ad un convegno della FNSI, a gennaio di quest’anno, insieme all’amico Alberto D’Ottavi – ne è uscito fuori un fantomatico “Movimento per la liberazione degli archivi dei quotidiani online”, sulla falsariga di quello dei nani da giardino. Mentre lavoro a qualcosa di più completo, pubblico qui sotto (con qualche modifica) una rassegna di taglio divulgativa uscita ieri, come ogni lunedì, per i quotidiani di E Polis. Che mette insieme tre segnalazioni che indicano una strada. Di cui molti hanno scritto (google news, e anche sui blog, ma non riuscendo a trovare una key search su blogbabel che li racchiuda degnamente, mi affido al come sempre ottimo Federico Fasce su Apogeonline per qualche link analogico) […]

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