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Post scritti nel gennaio, 2007

29/01/2007

Questionare i video (e i blog)

di Antonio Sofi, alle 12:54

Un po’ di segnalazioni in “diretta” e altre che mi erano rimaste sulla tastiera nei giorni scorsi

Gatti docet
Sulla lunga scia dell’ormai famoso reportage di Fabrizio Gatti sugli ospedali italiani, reportage in cui il giornalista dell’Espresso ha adottato con efficacia e notiziabilità (come segnalato anche all’epoca) una strategia crossmediale con video e foto, segnalo l’inchiesta di Attilio Bolzoni sul tribunale di Roma pubblicata in questi giorni su Repubblica, e arricchita on line da video da lui girati.

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24/01/2007

La chat con Hillary e la livella di Totò

di Antonio Sofi, alle 18:16

Ieri scrivevo che due erano gli obiettivi del video di Antonio Di Pietro sul Consiglio dei Ministri. Anzi tre: parlare al proprio elettorato, ottenere copertura e attenzione, e sperare che Prodi non se ne accorga.

Per quanto riguarda la copertura dell’iniziativa, e per quello che vale, oggi quasi tutti i giornali ne scrivono (vi dedico buona parte di Quinta di Copertina di oggi): chi notando l’approccio elegiaco non proprio da blogger d’assalto (Gianluca Nicoletti, su La Stampa), chi evidenziando le varie reazioni dei commentatori, chi sottolineando la scarsa attenzione al linguaggio televisivo e le luci forse un po’ troppo soffuse, chi osservando che proprio sotto quelle luci un po’ troppo soffuse e quella tappezzeria marroncina «Di Pietro sembra sfocato e pelosissimo» (Tonia Mastrobuoni, su Il Riformista).

Una consapevole scelta di disintermediazione, quella di Di Pietro.

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23/01/2007

Un blogger nel Consiglio dei Ministri

di Antonio Sofi, alle 17:55

Video di Di Pietro su You TubeDopo Zoro che bignamizza in video le quattro ore del Gf7 e Hillary Clinton che annuncia la sua candidatura a suon di conversazioni-e-non-campagne (ehi, qualcuno ha copiato qualcuno!), il ministro Antonio Di Pietro che già era comunque aduso ad esperimenti in tal senso, decide questa volta di tenere informati “settimana per settimana, Consiglio dei Ministri per Consiglio dei Ministri, di quel che noi decidiamo, di modo che i cittadini possano sapere cosa avviene dall’altra parte della stanza“.

E lo fa caricando un video su YouTube. In cui può dilungarsi per bene parlando soprattutto al suo elettorato (reale e potenziale), bypassando i pastoni dei telegiornali e i suoi velocissimi sound bites. Sperando che 1) Prodi non se ne accorga; 2) di essere ripreso dai media, come è successo per la Hillary (Zoro ancora aspetta).

Chissà se questa (meritoria) iniziativa di trasparenza solitaria, prossima settimana, sarà ivi discussa come tipo A o tipo B o tipo “smetti”.

Update: ne ha scritto anche Vittorio Zambardino, con una bella lettera dal futuro.

22/01/2007

Giornalismi possibili, il BarCamp e la figlia del contadino

di Antonio Sofi, alle 23:32

Brevi appunti sul weekend romano appena trascorso. Ovvero la giornata di lavori alla FNSI, organizzata da Giornalismi Possibili su Web 2.0 e giornlaismo; e il BarCamp di Roma al Linux Club: facce, storie, incontri.

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19/01/2007

Nun gliel’ha fatta

di Antonio Sofi, alle 20:26

Zoro, dico.
A star lontano dal Gf (Grande Fratello, ovviamente).

E s’è inventato la cronaca del Gf via videocast – dopo anni di splendidi lunghissimi post verbosi, molto web 1.0.

Questa qui sotto è la genesi, che spiega il tutto.
Sul suo blog anche la vera e propria videocronaca.
Fossi in voi non la perderei. Lui lo odia, questo, ma va detto: tocca vedersi il Gf per apprezzare meglio. Applausi.

17/01/2007

Giornalismo e blog, la storia infinita

di Antonio Sofi, alle 14:09

Alcune segnalazioni al volo su blog e giornalismo, evergreen degli evergreen.

Divulgazione Blog
Luca De Biase, insieme a Luca Conti, hanno lanciato il meme di cosa-diavolo-è-il-blog in 2000 battute: “spiega a qualcuno, che non ne ha mai sentito parlare, cosa sono i blog”. Più che meramente definitorio, l’obiettivo è una sana divulgazione – concetto (o meglio pratica) che è spesso evocata e quasi mai veramente praticata. Lo stesso De Biase raccoglie una prima lista parziale dei contributi. Anche io, come Massimo, ho apprezzato la semplice limpidezza del ragionamento di Leonardo. Quanto al mio contributo, stasera, o al massimo domani: e sarà un po’ più lungo di 2000 battute :)

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17/01/2007

iPhone didattico

di Antonio Sofi, alle 13:20

Abbiamo scritto sull’iPhone nei giorni scorsi – oggi, come era prevedibile e in fondo naturale, il troppo acuto hype dei primi momenti s’è sgonfiato come un soufflè, lasciando però spazio a interpretazioni meno emotive e a ipotesi di uso più o meno ibridato con altre pratiche da tempo sperimentate. Per esempio nel campo della didattica, dove da un po’ un manipolo di appassionati educatori sta cercando di tirar fuori dal mondo della tecnologia portatile anche un valore aggiunto quanto a pratiche d’insegnamento. E’ il cosidetto Mobile learning, ancora in parte rozzo e alle prime armi, ma che ha (anche a mio giudizio) enormi possibilità di sviluppo – considerata la familiarità che gli studenti hanno con il cellulare (maggiore anche di quella con il computer stesso).

L’iPhone, per le sue caratteristiche all-in-one e ibride ha fatto brillare gli occhi a molti mobile learner (nonchè alla Apple stessa, che ne ha subito, in una conferenza di settore, sottolinato i possibili utilizzi).

Ne parlo, tra solte altre cose, nell’ultima puntata di Edupodcast (che nei prossimi giorni vedrà qualche cambiamento), intotolata proprio “L’iPhone didattico e la meritocrazia della multimedialità“.

12/01/2007

Da cosa vuoi farti impressionare / 3

di Antonio Sofi, alle 18:05

Ultimo della serie, giuro. Dall’iPhone siamo arrivati, nei giorni scorsi, a parlare di interfacce più emotive e naturali, alternative alla cara vecchia funzionale tastiera – quale elemento di maggiore rottura (nella direzione di una spinta popolarizzante) dell’annunciato straccia-mercato multi-touch della Apple.

Ebbene, per far capire la direzione che potrebbero prendere le cose, ho trovato, via Matteo Bordone, la presentazione di una interfaccia interattiva multi-touch da parte di Jeff Han al Ted del febbraio 2006.

Sono dieci minuti impressionanti (questi sì, e davvero).
Dopo i quali ti vien voglia di prendere il mouse e lanciarlo dalla finestra.

Guarda il video su You Tube.

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11/01/2007

Da cosa vuoi farti impressionare / 2

di Antonio Sofi, alle 21:33

Altre segnalazioni, tra le tante, che si collegano a quanto scritto ieri.

Ancora un minuto!
San Tommaso, titola Mantellini. Perché mentre tutti ne parliamo più o meno a vanvera, computando attentamente le specifiche come nemmeno gli ipocondriaci i bugiardini, Antonio Dini l’ha provato per qualche minuto per Macitynet, sotto lo sguardo vigile di due addetti Apple, che mi immagino con l’occhio al cronometro. Time out, tempo scaduto, ridammi l’iPhone.

Un mela nello stagno
Federico Fasce su Apogeonline riflette su due potenziali elementi di rottura dell’iPhone.

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10/01/2007

Da cosa vuoi farti impressionare?

di Antonio Sofi, alle 20:25

Ad ognuno le sue impressioni.

iPhone della AppleC’è per esempio chi è rimesto impressionato (positivamente) dal keynote di Steve Jobs al MacWorld di ieri a San Francisco, con l’annuncio dell’ibrido iPod/cellulare/palmare chiamato iPhone (i post italiani e quelli all over the world). A dire il vero Steve Jobs ha annunciato anche l’Apple Tv, ma l’iPhone l’ha quasi del tutto cannibalizzato, anche per esempio nei resoconti dei quotidiani italiani il giorno dopo.

L’iPhone è un affare oggettivamente bello – poche chiacchiere. E’ uno di quegli oggetti che lo vedi e dici: “Deve Essere Mio”. E’ il consumismo, bellezza, con le sue seduzioni pavloviane collegate direttamente al centro salivare.

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08/01/2007

Piagatto

di Antonio Sofi, alle 11:51

Sabato scrivevo (anche) di gatti, intesi come felini, esplicitando la mia gattofilia estrema.

Oggi mi chiedo se è possibile commuoversi per la morte di un gatto che non si è mai visto né conosciuto, ma del quale da quasi tre anni se ne seguono via web le formidabili gesta a fumetti. Gesta che negli anni hanno fatto di Piagatto un personaggio felino che non ha niente da invidiare, per complessità e definizione, ad altri famosi gatti della storia del fumetto. E la risposta alla domanda di cui sopra è ovviamente sì.

Piagatto, by eriadan

[tags]eriadan, piagatto, gatto, fumetti, comics[/tags]

06/01/2007

Con grazia felina

di Antonio Sofi, alle 18:40

Gatti in ospedale
Fabrizio Gatti, Policlinico Inferno, su l'EspressoSegnalo anche io il bel reportage di Fabrizio Gatti su L’Espresso in edicola da ieri. Gatti si è finto addetto alle pulizie e per un mese, senza che nessuno gli chiedesse niente, ha lavorato all’interno del Policlinico Umberto I di Roma, il più grande d’Italia. Gatti ha documentato condizioni igieniche imbarazzanti, cartelle mediche lasciate incustodite, materiale pericoloso facilmente accessibile. Il lungo reportage – che forse sacrifica respiro narrativo alla enumerazione delle manchevolezze a fini documentali – è stato pubblicato anche online su sito de L’Espresso, con tanto di foto scattate e video girati dallo stesso giornalista. Il risultato è un vero e proprio reportage crossmediale, che sul Web acquista la sua completezza narrativa e si arricchisce dei commenti dei lettori.

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04/01/2007

User Tested Content, ovvero l’anno delle metriche

di Antonio Sofi, alle 20:36

Metriche :)E’ l’anno delle metriche, secondo il bell’articolo di Giuseppe Granieri su Apogeonline. L’anno cioè in cui la Internet che conosciamo, da adolescente con un brutto carattere quale è non solo anagraficamente (l’intuizione è di Beppe Caravita) si farà adulta – si farà “prendere le misure” grazie a metriche ancora però in parte da inventare.

Metriche che saranno tanto più affidabili quanto riusciranno a prescindere da page views di stampo televisive, che non riescono più a rendere giustizia di un Web dinamizzato dalle mille possibilità di pubblicazione e di scrittura. Parametri del tutto nuovi, scrive Giuseppe: “affidabilità (sui singoli temi, non personale), capacità di influenza, relazioni” e chissà cosa altro diavolo ci si inventerà di meglio. I link tout court, per esempio, non stanno mica tanto bene, soli soletti e non semantici – come da dogma Google-centrico (trappola in cui secondo Giuseppe è caduta anche Technorati e chissà se si rialzerà).

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03/01/2007

Tanti auguri. Di cosa, fate voi.

di Antonio Sofi, alle 09:46

[Ritorno satollo in plancia di comando, e pubblico qui sotto un pezzo post-augurale pubblicato oggi su Il Firenze, in formato ridotto. Dalla prossima settimana, nuovo tema. as]

Passato anche il Capodanno, un bel po’ di feste sono finite. Ma che feste sono state quelle appena trascorse?

Guardando indietro al Natale è facile notare quanto poco sia rimasto della festa religiosa che fu. Accantonata in favore di una festività laica all’insegna di regali e panettoni – dove la religione solo si intuisce in filigrana, un po’ dimenticata. Persino gli auguri sono cambiati. Il quotidiano inglese Daily Mail ha scoperto come i classici biglietti natalizi abbiano ormai perso ogni parvenza di messaggio religioso: solo uno su 100 raffigura scene della tradizione cristiana – la stalla a Betlemme, gli angeli che annunciano la nascita di Gesù, i Re magi e la cometa, e così via.

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