24/12/2006
Un po’ di autoreferenzialità è parte della soluzione
di Antonio Sofi, alle 12:28
Quanto all’interessante dibattito sull’autoreferenzialità (vecchia discussione), primo punto è che non è certo invenzione della Rete, ma da sempre naturalissima dinamica dei campi culturali. E’ un fantasma alla finestra cui ogni fenomeno sociale deve render conto quanto alla propria manifesta propensione alla chiusura/apertura verso l’esterno.
C’è, banalmente, un elemento assai positivo in ciò che, spesso spregiativamente, si chiama autoreferenzialità e che io chiamerei invece riflessività – tipica peraltro di una postmodernità secolarizzata. E di solito non è un bene se un dato campo culturale (nell’accezione di Pierre Bourdieu) non si esercita nella riflessività: difficilmente ha modo di crescere, in autonomia e consapevolezza (e sempre che non si ecceda).
Peraltro lo stesso Bourdieu parlava proprio di riflessività, adottando un punto di vista che potrebbe essere utile anche da queste parti, nel dibattito sui blog che parlano di blog. Per lo straordinario sociologo francese scomparso qualche anno fa, detta in soldoni (mi perdonino i veri esegeti), la sociologia deve essere, innanzitutto, una sociologia della sociologia. Con l’obiettivo di eliminare, tramite la discussione e la consapevolezza, tutti i possibili fraintendimenti, i pregiudizi e le distorsioni dello sguardo sociologico. La riflessività per Bourdieu (Giddens riprenderà il concetto e lo amplierà alla condizione di una modernità che si costruisce da sola i suoi puntelli) non ha niente di personalistico o di narcisistico: è il fattore di crescita di un campo inteso nella sua complessità.
Un’attitudine collettiva (che, per inciso, i blog inverano grazie a forti propensioni culturali e strutturali alla conversazione e ai rimandi incrociati): che proprio perché collettiva e condivisa (è un punto importante) rende la riflessività (una certa dose di autoreferenzialità, insomma) parte della soluzione, e non mero problema.
[tags]autoreferenzialità, riflessività, blogging, bourdieu[/tags]





dicembre 26th, 2006 20:48
points out that yes, we (the Italian bloggers trying to join the Conversation) are really a small galaxy made of a few thousand self-referencing individuals (and he’s got cool maps to prove that :) ). Antonio and Svaroschi make clear that this is a common pattern among all social experiences, and there’s nothing new or weird about it. The conversation is very rich and juicy (even if may sound like deja-vu to many of you) so if you’re interested in the
dicembre 24th, 2006 13:33
Ne approfitto per fare gli Auguri di Buon Natale a te ed a tutti i tuoi lettori. Anche io ho scritto qualcosa sull’autoreferenzialità sul mio blog: ho trovato divertenti i banner di Andrea Beggi,li hai visti ? ;)
dicembre 24th, 2006 14:58
Grazie Dario, ricambio gli auguri. Visti, visti: Andrea coglie sempre il punto (o il non-punto) :)
dicembre 27th, 2006 13:22
E’ che i blog sono decisamente “umani”, ossia assolutamente inscindibili dall’essere umano concreto, uomo o donna che sia, che li gestisce, crea, scrive, ecc. Ovvio, logico e secondo me anche giusto quindi che vi sia sempre un più o meno evidente aspetto autoreferenziale/personale/riflessivo. E’ proprio “l’umanità ” del blog la sua forza e il suo fascino, secondo me. Vuol dire vitalità , carattere, “fertilità ”. L’importante è che sia sempre aperta verso l’esterno, pronta alla collaborazione e alla correlazione con gli altri, proprio per l’obiettivo “crescita”. :-*
dicembre 27th, 2006 20:48
E’ vero condurre riflessioni su sé stesso è un momento fondamentale (ma a dire il vero, possiamo intendere la blogosfera un ‘campo’ nel senso di Bourdieu? Non lo so, qui bisognerebbe interrogare chi lo ha studiato meglio di me). Ma il problema è che l’aspirazione più o meno velata di molti blogger non è solo migliorare la conoscenza e la comprensione della blogosfera stessa, ma anche quella di influire al di fuori di essa. O no?
patrick
gennaio 2nd, 2007 16:44
[...] E’ ripreso accessissimo il dibattito sulla autoreferenzialità della blogosfera e sulla rappresentatività della mappa pubblicata da Nòva con interventi sia dei blogger che nella mappa occupano i posti centrali (Luca Debiase, Federico Fasce, Tony Siino, Antonio Sofi, Daveblog oltre al casus belli) sia di altri blog più periferici ma non per questo meno interessanti (Simone Morgagni è uno di quelli). [...]
gennaio 2nd, 2007 17:00
Lascio un trackback manuale insieme agli auguri ritardati di buon Natale e buon Anno.
Carlo
gennaio 3rd, 2007 08:02
Blog o non Blog: è questo il problema?…
è sufficiente avere un paginone con dei commenti per parlare di blog?…
gennaio 3rd, 2007 14:35
Un po’ in ritardo, sorry.
Patrick, in effetti ho dei dubbi anche io. E se proprio non è un campo, diciamo che è un “campetto” di periferia (stante che credo che la logica “riflessiva” possa comunque far bene)
Carlo: hai ragione, ma forse è solo una questione di “livelli”. E i giornali in realtà spesso si sono “parlati” e continuano a farlo con rimandi incrociati – che magari non a tutti sono trasparenti ma esistono… fa tutto parte di questo gioco di consapevolezza, di “cucitura” collettiva della consapevolezza sulla propria identità, in fondo…
marzo 15th, 2007 15:35
[...] Ritorna, atteso, il fantasma dell’autoreferenzialità: la prima freccia all’arco dei critici. Quella autoreferenzialità che è spesso parte della soluzione, ma che è soprattutto il modo più veloce per valutare un fenomeno dall’esterno; cristallizzato, coeso e coerente, prismatico eppure solido, senza differenze o sfrangiature: autoreferenziale, appunto. Cosa che ovviamente non è. Blogosfere, al plurale. Come i giornalismi. La blogosfera deve essere ormai declinata al plurale, così come i “giornalismi” di cui ha ben scritto Agostini: blogosfere, tanta è la variegata ricchezza di una Rete abitata da milioni di persone. [...]