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13/12/2006

Media tout court, ed equilibri possibili

di Antonio Sofi, alle 13:44

Più Blog - a Roma (www.piublog.it)Giornate soccombute (si dice, si dice) all’usuale imbuto da feste imminenti, ma voglio lasciare traccia della mia esperienza di PiùBlog, evento/convegno all’interno di Più Libri più liberi, fiera della piccola e media editoria che ha avuto quest’anno un grande successo di pubblico – nei padiglioni del Palazzo dei Congressi dell’Eur di Roma si camminava a file (indiane) alternate.

Molto viva anche l’area dedicata ai blog, con un programma di quattro giorni e decine di relatori che si sono seduti tra i divani del format a talk show (ormai s’è capito che i tavoloni da convegno non hanno più ragione d’essere in questo tipo di eventi), assortiti dalla competente e attenta organizzazione capitanata da Marina Bellini.

Ho assistito (non tutta purtroppo) alla sessione del sabato pomeriggio, quella dedicata alle reti relazionali e ad Internet come spazio psicologico, che tanto è piaciuta a Massimo.
Più attenzione ho dedicato alla chiacchierata di un Carlo Felice Dalla Pasqua in gran spolvero (che lasciata dopo tanti anni la cronaca giudiziaria s’è perso la possibilità di metter le mani sull’agenda sexy dell’avvocatessa trevigiana, accidenti) con un piccolo ma agguerrito manipolo di avvocati esperti di diritto delle nuove tecnologie. Nella sessione domenicale dedicata a “Blog, comunicazione e media” il piccolo miracolo di nove persone nove più interventi del pubblico che hanno conversato con competenza e chiarezza, dalle community-blog implementata in programmi sperimentali all’impatto dei blog nella didattica e nell’e-learning, dai podcast (anche aziendali) alla tv fatta dagli utenti che apre e innova logiche asfittiche dei media tradizionali. Ad un certo punto, al giro di poltrone finale, s’ode un piccolo ‘grido’, appuntato da un applauso spontaneo, è Stefano Epifani che dice: “quando la smettiamo di chiamarli ‘nuovi’ media?”. Appunto (lo riprendono anche Carlo Felice e Mauro Lupi).

Meglio media, e basta.
Perché 1) non si tratta più di strumenti immaturi, e, perché 2) è ormai complicato tracciare delle linee di demarcazione nette tra le varie anime dell’ecosistema mediale che si sta creando, su con e grazie alla Rete. Un migliore equilibrio è possibile: complementareità virtuosa (i germi inoculati negli old media di cui parlava Giulia Blasi, la politica dei piccoli passi di cui parlava Mauro, se non sbaglio). Una inevitabile rimediazione di bisogni dal basso ed esigenze dall’alto che confluiscono più o meno morbidamente nel meta-media che sempre più sta diventando la Internet che stiamo vivendo (ne parlava durante la sessione Mario Tedeschini Lalli).

Altre risorse:
Riflessione di Roberto Bernabò sul blog di PiùBLOG
– Foto su Flickr (tag: piublog), con il caro vecchio Samuele che non perde un colpo
Speciale PiùBLOG su Radio Alzo Zero, con podcast integrali delle sessioni (il podcast della sessione sui media è disponibile su Pendodeliri di Antonio Pavolini)
– I video (credo presto disponibili) su TheBlogTv

[tags]piùblog, incontri, media[/tags]


  • I nuovi media e l’autoghettizzazione reciproca
  • Remixable events. Al Gore che conversa dal basso.
  • Auguri
  • Rozzano, non fiori ma rodei

  • 7 Commenti al post “Media tout court, ed equilibri possibili”

    1. Stella danzante
      dicembre 28th, 2006 19:30
      1

      domanda sintentizzava in maniera particolarmente efficace alcune cose che erano andate montando nella discussione, compreso un mio intervento qualche minuto prima. Dell’episodio hanno parlato nei giorni seguenti Carlo Felice Dalla Pasqua, Mauro Lupi, Antonio Sofi (che il dibattito coordinava) e poi ci è tornato lo stesso Epifani. Mi sembra utile cercare di radunare le idee e chiarire quello che penso in proposito e che negli ultimi anni sono andato elaborando e predicando, cio

    2. Il Blog di Stefano Epifani
      dicembre 14th, 2006 00:53
      2

      Ma mi ha stupito il modo in cui ho rubato prima un applauso alla platea e poi l’onore di venire citato in un colpo solo in ben tre blog di persone che stimo (in particolare, ha aperto le danze Mauro Lupi, affiancato da Carlo Felice e da Antonio Sofi). A meritare tanta attenzione un mio sfogo, nel momento in cui la povera Giulia Blasi – alla quale ho strappato letteralmente il microfono dalle mani, e me ne scuso! (sono un cafone!) – ha citato il termine “

    3. + BLOG
      dicembre 13th, 2006 22:48
      3

      girare intorno alle cose, un piccolo rito tribale che permette a tutti di capire di più, e dà tempo sufficiente per conversarne. Quasi dimenticavo: il post che parla della mia esperienza a PiùBLOG è Media tout court, e l’equilibrio possibile :)

    4. Smeerch
      dicembre 13th, 2006 21:03
      4

      Allora è stato davvero un peccato averlo così vicino e non poterci venire.

    5. Ubik» Blog Archive » Nuovi media e vecchi difetti
      dicembre 16th, 2006 19:58
      5

      […] E’ sicuramente vero che Internet non è più da considerare un new media come dicono alcuni in certi convegni. Ne hai la conferma quando vedi che perfino il sito di un’istituzione parruccona come la polizia di stato si dota di ben tre feed RSS (questo è quello dei comunicati stampa) e mette l’iconcina della licenza creative commons (di cui oggi ricorre il quarto compleanno) in bella vista. Quando poi però spendi l’intera giornata a cercare di utilizzare il servizio di denuncia via web sul loro sito capisci che il miraggio è quello del web 3.0 ma la realtà è molto web 1.0 beta release. […]

    6. Giornalismo d'altri
      dicembre 19th, 2006 11:10
      6

      E se scoprissimo che “internet” non esiste?…

      In un dibattito intorno ai blog tenutosi una decina di giorni orsono (PiùBlog, nell’ambito della mostra Più Libri Più Liberi di Roma), ha avuto una particolare risonanza, al termine di una serata densa e faticosa, l’uscita di Stefano Epifani che…

    7. Webgol » Blog Archive » I nuovi media e l’autoghettizzazione reciproca
      dicembre 19th, 2006 18:12
      7

      […] Ma stiamo davvero parlando di nuovi media? O meglio: ha ancora senso definirli tali? O ancora meglio: quali sono le cause e gli effetti del chiamarli nuovi – questi media che si conquistano la copertina furbetta di Time? Ne scrivevo qualche giorno fa, a margine di un incontro a Roma in cui Stefano Epifani interpretò il pensiero di molti di noi dicendo “ma quando la finiremo di chiamarli nuovi?”. Appunto. […]

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