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28/11/2006

Sul web (non) va in onda il bullismo

di Antonio Sofi, alle 19:34

Segnalo il mio piccolo contributo divulgativo -un po’ modificato – sul tema del bullismo e delle nuove tecnologie, uscito oggi sui quotidiani del gruppo epolis (e molto si è scritto in Rete sull’argomento, e senza temere confronti con altri media quanto a quantitĂ  e qualitĂ  – impossibile segnalarli tutti, se non con una chiave di ricerca su Technorati)

Sul web va in onda il bullismo.
Sembra essere questo, ad oggi, il risultato del dibattito sui filmati di bullismo scolastico diffusi negli ultimi giorni on line. E al pari di una fiction di prima serata, anche per la Rete s’evocano bollini rossi e censure, controlli serrati e divieti tecnologici. Tutto nasce dal caso del filmato in cui quattro studenti di una scuola di Torino maltrattano un compagno affetto da autismo (e offendono assieme a lui tutti i ragazzi Down).

Dopo ripetute e inascoltate segnalazioni del blog satirico “Giornalettismo”, l’associazione “Vividown” denuncia con successo la presenza del filmato nella sezione “video divertenti” di Google Video, un sito di nuova generazione in cui chiunque può pubblicare i propri filmati amatoriali.

Il caso scoppia sui giornali, e la stessa “Vividown ” querela Google Italia per concorso in diffamazione, sostenendo che “chi rende disponibili immagini su Internet deve essere in grado di controllarne il contenuto”. Come effetto automatico della querela, due rappresentanti dell’azienda americana vengono iscritti nel registro degli indagati. Il ministro Fioroni prende la palla al balzo e chiede ulteriori equiparazioni normative tra Internet nel suo complesso e media tradizionali come tv e stampa, che però hanno responsabilità definite da organizzazioni precise e ruoli giornalistici.

La domanda sorge spontanea: Internet è uguale agli altri media? Deve essere controllata? «Ci sono frecce importanti all’arco di chi chiede controlli stretti – scrive Vittorio Zambardino su Kataweb – tutti odiamo la violenza e non vogliamo vederla propagandata. E c’è anche la necessitĂ  di non incoraggiare l’emulazione. C’è infine il rispetto della vittima dell’abuso, garantito dalle leggi, persona ferita che non può essere ulteriormente esposta». Eppure forse basterebbe un po’ di senso delle proporzioni.

Internet non è la televisione, e non è la stampa: è un ambiente aperto e sterminato, dove i contenuti non sono imposti dall’alto con logiche di un normale palinsesto, al contrario: i contenuti li trovi solo se li cerchi. Google Video (come You Tube, acquistato per 1,6 miliardi di dollari dalla stessa Google) raccoglie centinaia di migliaia di video prodotti dagli utenti, di cui una infinitesima percentuale sono video goliardici o violenti (spesso aspramente condannati da chi li trova e li guarda, nei commenti o nei siti personali).

Inutile vietare: la Rete ha in sé diversi antidoti ai veleni che ogni tanto inevitabilmente produce. Nel caso del video di Torino, la mancanza di censure ha di fatto consentito l’emersione del tema antico del bullismo dalla palude del “si sa ma non si dice” alla consapevolezza e al dialogo del “parliamone insieme”. Grazie ad un video. E proprio grazie a quel video, peraltro, è stato possibile individuare i colpevoli velocemente e senza colpo ferire.

«Prendersela con Internet o con Google per il bullismo – dice Beppe Caravitaè un po’ come prendersela con il termometro se la febbre è troppo alta». Meglio preoccuparsi di curare la malattia.

[tags]Bullismo, Google Video, Vividown, epolis[/tags]


  • Intende la dittatura di Pechino? Lo sventurato rispose «sì»
  • Il bullismo e il senso delle proporzioni
  • Il “si sa ma si dice” del bullismo digitale
  • La generazione degenerata che si mette in mostra sul Web

  • 3 Commenti al post “Sul web (non) va in onda il bullismo”

    1. Web amatoriali
      dicembre 9th, 2006 20:39
      1

      Original post: Sul web (non) va in onda il bullismo by at Google Blog Search: web amatoriali

    2. Webgol » Blog Archive » Intende la dittatura di Pechino? Lo sventurato rispose «sì»
      novembre 28th, 2006 19:38
      2

      […] La telenovela del bullismo e della nuove tecnologie ha negli ultimi giorni ha avuto un significativo cambio di trama a seguito della denuncia per concorso in diffamazione nei confronti di Google da parte dell’associazione “Vividown“, che fu tra le prime (avvertita dal blog Giornalettismo) a denunciare la presenza del video contenente maltrattamenti ad un giovane disabile, girato in una scuola di Torino. […]

    3. Repubblica.it - Blog - Scene Digitali » Blog Archive » Quel video, shock necessario
      febbraio 13th, 2007 19:49
      3

      […] Postato Martedì, 28 Novembre 2006 alle 19:34 da Webgol » Blog Archive » Sul web (non) va in onda il bullismo […]

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