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28/11/2006

Intende la dittatura di Pechino? Lo sventurato rispose «sì»

di Antonio Sofi, alle 19:38

Il ministro Giuseppe Fioroni (fonte: la stampa)La telenovela del bullismo e della nuove tecnologie negli ultimi giorni ha avuto un significativo cambio di trama a seguito della denuncia per concorso in diffamazione nei confronti di Google da parte dell’associazione “Vividown“, che fu tra le prime (avvertita dal blog Giornalettismo) a denunciare la presenza del video contenente maltrattamenti ad un giovane disabile, girato in una scuola di Torino.

Prima della denuncia di Vividown, le cose sembravano andare in un modo innaturalmente normale per un paese come l’Italia, al di là di qualche isolato isterismo censorio e qualche sensazionalismo mediatico (facile ma senza senso delle proporzioni cercare altri video simili in Rete). Con il tema del bullismo (da sempre strisciante nell’ombra del “si sa ma non si dice“) che emerge all’attenzione dell’opinione pubblica e viene apertamente dibattuto, e con i ragazzi autori del video sospesi per un anno, senza sconti o birignao, questa si avviava ad essere «una delle rarissime storie italiane che hanno avuto uno svolgimento chiaro e una morale limpida, con i genitori dei colpevoli in sintonia con la severità della scuola, e nessun pasticciato e losco bla-bla giustificazionista» – così scriveva Michele Serra su la sua rubrica “L’Amaca” del 18 novembre scorso.

La denuncia di Vividown ha aperto invece una sorta di “vaso di Pandora” – questa volta dal lato politico. Fioroni dichiara che ci vorrebbe un “giro di vite” su Internet, e prospetta vaghe necessità di equiparazioni di responsabilità tra Internet (in generale) e media tradizionali. E’ di oggi, invece, l’intervista concessa ad Anna Masera, pubblicata su La Stampa – che ha ben incalzato un Fioroni in debito d’idee (non sempre succede, l’incalzare non il debito). Un passaggio (che in molti hanno ovviamente ripreso) colpisce più d’altri, e lo riprendo anche io:

Lo sa che nemmeno gli Usa hanno una norma simile? Che il governo Bush ha provato a chiedere a Google l’elenco dei suoi utenti per individuare i consumatori di pornografia online e Google ha detto ‘no, grazie’?
«Mi risulta che ci siano altri Paesi invece che sono riusciti a ottenere fior di filtri».
Intende la dittatura di Pechino?
«Sì, anche se i nostri obiettivi sono diversi dai loro: non la libertà d’espressione, ma il rispetto del nostro principio costituzionale di libertà senza danneggiare la libertà altrui. Nella fattispecie, la libertà dei minori di non essere esposti a contenuti violenti o criminali».

Speriamo che qualcuno gli spieghi, come dice gg, in un post intitolato “Voglio fare il dittatore, ma a fin di bene“.

Update: sul suo blog, Anna Masera riporta la risposta affidata alle agenzie del sottosegretario Beatrice Magnolfi, che, ovviamente, aggiusta un po’ il tiro.

[tags]Bullismo, Google Video, Vividown, Giuseppe Fioroni, Anna Masera[/tags]


  • Zoro Tse Tung, inviato ombra a Pechino
  • Ça va sans dire
  • Mangia quanto ti pare, soltanto non inghiottire.
  • Cultura pop e Anni ‘80. Popolare e di qualità.

  • 11 Commenti al post “Intende la dittatura di Pechino? Lo sventurato rispose «sì»”

    1. TelaPuntoZero - Innovazione, Economie di Rete & Mercati Web
      dicembre 8th, 2006 20:09
      1

      Qualche settimana fa la notizia che in Germania vogliono vietare i video giochi violenti. Due giorni fa la notizia che l’Iran vietera’ l’accesso a YouTube. In Italia, abbiamo un Ministro che vuole regolare la rete con principi simili a quelli adoperati in Cina. Due elementi comuni: a) paura dell’innovazione e dell’opportunita’ che genera, quindi si cerca di frenarla in ogni modo possibile e b) anziche’ investire in istruzione, dibattiti profondi e nella

    2. PorcoMondoLibro
      novembre 29th, 2006 13:28
      2

      dei minori di non essere esposti a contenuti violenti o criminali». (l’intervista completa al nostro illuminato e illuminante Ministro dell’Istruzione la potete trovare qui) Qui alcuni commenti: Antonio Sofi, Vittorio Zambardino, Giuseppe Granieri (che azzecca il titolo migliore), Sergio Maistrello. E come bellissimo cortocircuito, qui un post di Luca Conti sul blog del nostro illuminato e illuminante Ministro dell’Istruzione.

    3. Reporters
      novembre 29th, 2006 10:14
      3

      bullismo: di provvedimenti nati dall’emozione per qualche fatto di cronaca ne abbiamo già avuti a sufficienza e non vorrei proprio leggerne un altro. In rete, naturalmente, si sono scatenati in molti: dagli ironici Granieri e Zambardino agli analitici Sofi e Formenti (che pure non cita Fioroni direttamente). Fino ad arrivare, naturalmente, alla necessaria lettura di Web Notes, il blog dell’autrice dell’intervista al ministro. Ma davvero nessuno ha chiesto le dimissioni di Fioroni? Di solito deputati e

    4. lorenza
      novembre 28th, 2006 22:10
      4

      Da un po’ di tempo mi chiedo: sulla base di quale significativa esperienza Fioroni è stato designato come ministro della Pubblica Istruzione? Ah già, è stato scout …

    5. maurogasparini
      novembre 29th, 2006 00:56
      5

      No.
      Serviva uno per rispolverare il motto “mettete dei fioroni nei vostri cannoni”
      solo che lui non lo fa mai girare.

    6. Nicola Mattina
      novembre 29th, 2006 02:07
      6

      Qualche riflessione anche da parte del sottoscritto: Giuseppe Fioroni, censore poco accorto… http://blog.nicolamattina.it/?p=328

    7. diletta
      novembre 29th, 2006 12:35
      7

      mauro, esilerante. Già, il bullismo c’è ma non si dice.Almeno non si si è detto fin’ora…poi arriva l’informazione, che mette tutto nell’occhio del ciclone… ed ecco che tutto è bullismo, anche una presa di giro. Lungi da me giustificare qualsiasi atteggiamento del genere (fossero figli miei, altro che sospensione, pane e acqua e rigore per un bel po’), ma vorrei che il mondo dei media continuasse a seguire certe tematiche non solo quando “vanno di moda”. Adesso c’è il bullismo e la violenza sulle donne…ma tra un po’, ci ricorderemo ancora del povero bambino deriso e sbeffeggiato o delle migliaia di ragazze che subiscono soprusi nella propria casa?

    8. mugnolo
      novembre 29th, 2006 22:28
      8

      l’eco mediatico non fa mai bene alla serietà delle decisioni e delle discussioni…

    9. gregorj
      novembre 30th, 2006 14:28
      9

      di tutta questa storia, la parte più divertente è proprio il ministro Fioroni. Se ti capita, prova ad ascoltarlo quando parla di nuove tecnologie, videogiochi, etc. Qualche sera fa sembrava che da un momento all’altro gli scoppiasse la vena in fronte.

    10. Maestro Alberto » Rassegna stampa 20 dicembre 2006
      dicembre 20th, 2006 00:43
      10

      […] Intende la dittatura di Pechino? Lo sventurato rispose «sì» [Webgol] […]

    11. Apogeonline - La vita in poligoni
      gennaio 8th, 2007 12:56
      11

      […] Internet e dittature. Nell’animata conversazione sui controlli in Rete proposti dal ministro Fioroni si inseriscono le voci di Vittorio Zambardino e di Antonio Sofi, pronti a commentare le disarmanti dichiarazioni del ministro, che auspica mezzi simili a quelli usati in Cina per controllare Internet. […]

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