home

Leggi gli aggiornamenti in home page

22/11/2006

Il bullismo e il senso delle proporzioni

di Antonio Sofi, alle 22:04

Alla fine l’onda (mediatica) è montata. Lenta ma inesorabile. E dopo il caso del video di bullismo dello Steiner di Torino, è bastata qualche sessione di ricerca su Google Video o You Tube per trovarne di simili: dal video del ragazzo con la pistola fasulla a minacciare il suo docente, a quello dei giornali prima lanciati poi usati per incartare la testa di un povero professore (teacher-wrap, per chi coglie la facile battuta).

Il senso delle proporzioni.
Il semplice fatto che video del genere esistano non stupisce chi conosce internet e soprattutto ha il senso delle proporzioni della sua vastità e dei suoi meccanismi, basati sulle intenzioni di ricerca e non sulle imposizioni broadcast.
Ma ha probabilmente prodotto in molti l’impressione che internet sia uno immenso ricettacolo di varie e sconsiderate pazzie.
Il bullismo va in onda su internet! – esattamente come fosse un prime time su Rai Uno.

E’ ovvio. Qualsiasi rappresentazione della realtà comporta una qualche selezione e quindi una qualche perdita di informazione. Che su internet ve ne siano, di pazzie, nessuno lo mette in discussione. Ma il discrimine vero tra una rappresentazione corretta e una non soddisfacente sta alla fine dei conti proprio nel senso delle proporzioni.

Un senso delle proporzioni che è alimenta dalla conoscenza, e che l’ignoranza distorce. Se manca quello, si scade spesso nel sensazionalismo fine a se stesso – e non è solo il caso dell’argomento “nuove tecnologie”. E’ proprio l’impressione che le proporzioni vengano sacrificate ad un forzato sensazionalismo che spesso fa arrabbiare chi sa e legge. Gli altri, magari, non se ne accorgono – ma se possibile è ancora peggio.

La mia opinione sull’intreccio tra bullismo e tecnologie (in fondo non del tutto scindibili, si legga in proposito il bel commento di Matteo sull’argomento) è che, nonostante tutto (ne scrivevo in sintonia con questo post di Zambardino), siano serviti a far emergere il fenomeno, a darne in un modo o nell’altro pubblicità, a permettere ad una sfera pubblica allargata di prenderne consapevolezza e trovare quindi, sui media tradizionali o sulla Rete, il modo per discuterne, informarsi, farsi una idea.

Virus e anticorpi, contemporaneamente.
Spesso nella logica di internet ciò che offende può anche difendere, ciò che distrugge può anche costruire.
Si copia più facilmente, ma si può più facilmente scoprire chi ha copiato.
Si può sbagliare, ma ancora più facilmente capire e correggere lo sbaglio.
E così via.
Internet ha spesso in sé, contemporaneamente, i virus e i suoi anticorpi.

Qualcosa del genere scrive, su La Stampa fresca di rinnovo grafico, Giovanna Zincone, la cui tesi il titolo ben sintetizza “Telefonino vera arma anti-bulli“. Così scrive la Zincone:

La registrazione con telefonino e la diffusione tramite web possono facilitare rilevazione e repressione. Si aggiunga che il video telefonino può essere utilizzato non solo dagli aggressori, ma anche dagli spettatori ostili alla violenza, se non dalle stesse vittime. Infine, video telefonino e web sono potenziali strumenti di diffusione del disprezzo giovanile nei confronti del bullismo. Le nuove tecnologie permettono anche di esprimere in modo corale e collettivo la sentenza del collegio giudicante più temuto: quello dei coetanei. Invitiamoli a farlo.

Prima ancora, Vittorio Zambardino, dopo quel primo post che è forse stato il primo caso uno dei casi di un post di un blog – seppur interno – linkato come risorsa dell’apertura di repubblica.it (o sbaglio? sbagliavo, cvd), ritorna sull’argomento con “Se mio fratello mena le mani su Google Video“, in cui ben raccoglie le critiche e le suggestioni dei precedenti commenti, ed evoca un “link” mentale con le foto “rubate” della morte del Papa – che tanto appassionò pure me all’epoca.

You have been you-tubed (teacher-watching)
Infine, perché in fondo oltre il bullismo c’è di più. In Web Docet di questa settimana (inevitabilmente dedicato a questo tema) segnalo due interessanti articoli su You Tube e didattica, entrambi pubblicati su Inside Higher Ed. Ne segnalo solo uno, che mi ha dato più da pensare (l’altro è altrettanto interessante e parla di un possibile uso didattico del video sharing).

E’ un pezzo che racconta di professori che sono stati “youtubbati” dagli studenti: You May Have Been YouTubed.

E’ un’analisi molto divertente, del 6 settembre scorso, che non racconta di bullismo e violenza, ma di “presa in giro” delle lezioni dei professori dei college americani. Le cui gaffe, inesattezze, noiosità venivano registrate e quindi uploadate su You Tube.
Primo piano professore che spiega, stacco, carrellata sulla platea che stenta a restar sveglia.
In genere, cose così.

Qualcuno si è trovato, per caso, ed ha cominciato a preoccuparsi. Una parte della classe docente è “entrata in paranoia”, scrive Scott Jaschik – e mi ricorda le primissime reazioni dei media alla presenza occhiuta dei blogger.

Due le soluzioni possibili, a pensarci e a tagliar corto.
O impedire di riprendere alcunché (i professori hanno il diritto d’autore sulle proprie lezioni, ed è l’appiglio legale), oppure provare a star più attenti e fare, banalmente, lezioni migliori.
Facile no?

[tags]Bullismo, You Tube, Google Video, Internet, Zambardino, Zincone, Jaschik[/tags]


  • Intende la dittatura di Pechino? Lo sventurato rispose «sì»
  • Sul web (non) va in onda il bullismo
  • Il “si sa ma si dice” del bullismo digitale
  • L’intervista di Zoro e il perizoma della prof

  • 23 Commenti al post “Il bullismo e il senso delle proporzioni”

    1. TelaPuntoZero - Innovazione, Economie di Rete & Mercati Web
      novembre 27th, 2006 13:49
      1

      come “del diavolo” era la musica Rock negli anni 60-70, oppure come vengono intesi alcuni video giochi quando si discute di violenza nelle scuole. Ho letto invece moltissime analisi interessanti apparse su tanti blog (in particolare vi segnalo questo link, ovvero l’opinioni di chi vive e quindi capisce la rete. Purtroppo pero’ la blogosfera in Italia e’ ancora immatura, nel senso che ci sono ancora pochi blog e soprattutto pochi lettori. Il maggiore elemento di preoccupazione e’ pero’ “l’ignoranza” di

    2. atinne
      novembre 26th, 2006 10:45
      2

      Perché stupirsi di fronte a tutto questo? Non siamo noi a rendere questo mare più ospitale o più selvaggio, non siamo forse noi a colonizzarlo con i nostri valori più profondi? Personalmente condivido la posizione di Antonio Sofi nel suo post su webgol: “Il semplice fatto che video del genere esistano non stupisce chi conosce internet e soprattutto ha il senso delle proporzioni della sua vastità e dei suoi meccanismi, basati sulle intenzioni di ricerca e non sulle imposizioni broadcast.

    3. SKY TG24 "Reporter Diffuso"
      novembre 25th, 2006 18:07
      3

      Ne ho raccolte di seguito alcune ma da ogni sito, leggendo soprattutto i commenti, trovate poi molte altre opinioni e punti di vista. Valutate Voi. Marco Camisani Calzolari Vittorio Zambardino Giuseppe Granieri John Battelle Mauro Lupi Antonio Sofi

    4. Reporters
      novembre 23rd, 2006 09:05
      4

      i filmati che erano riusciti a trovare, la notizia era che anche loro avevano scoperto l’esistenza e le dimensioni di Google Video e di You Tube. Su un argomento simile potete leggere il pezzo approfondito, ricco di commenti condivisibili e di link, di Antonio Sofi su Webgol.

    5. OrlandoFurioso
      novembre 23rd, 2006 02:29
      5

      Antonio, lei pretende i miracoli :)
      Fare lezioni migliori impica di fatto aumentare la qualità del lavoro svolto e conseguentemente dell’impegno profuso, vere nemesi di una certa classe docente che oggi si appresta a rifarsi una sorta di verginità gridando al lupo e scaricando sugli studenti ogni responsabilità.

    6. Giulio Diletti
      novembre 23rd, 2006 09:24
      6

      sì spesso manca il senso delle proporzioni… Ma andrebbe cercato, forse soprattutto quando si cerca di raccontare ciò che non si conosce bene… complimenti per il post. GD

    7. santa
      novembre 23rd, 2006 10:35
      7

      Molto bella questa immagine dell’avere, o non avere, il senso della proporzione del web.
      Al contrario si può prendere un fenomeno “ics” (oggi i video e il bullismo, domani chissà), cercare la sua presenza sul web, creare una eco cross-mediatica e, infine, imputare al web il fatto di essere non luogo eterogeneo (potenzialmente infinito ma pur sempre con un senso della proporzione) quanto invece causa di quello stesso fenomeno.

    8. Antonio Sofi
      novembre 23rd, 2006 11:23
      8

      Segnalo questo bel pezzo di Massimo “Azione parallela” Adinolfi su Left Wing, il titolo è Intellettualismo e bullismo (grazie a Falso Idillio, che pure ne scrive e bene).

      Ecco l’inizio del commento di Massimo, anche il teacher-watching non è certo invenzione di You Tube (ma la relativa paranoia di essere sulla Rete forse sì)

      Quando insegnavo filosofia nel liceo scientifico di Amalfi, sette o otto anni or sono, ricordo che i ragazzi mi confidavano di nascondere in fondo all’aula, sotto un mucchio di giacconi, una telecamera, con la quale immortalavano le corbellerie di certi loro professori.

      Sia Massimo che b.georg partono da un articolo di Scurati su La Stampa, che avevo anche io letto e tosto dimenticato.

    9. Antonio Sofi
      novembre 23rd, 2006 11:45
      9

      Carlo Felice Dalla Pasqua, sul suo sempre cutting edge Reporters, scrive:

      Ma da allora c’è stata anche una degenerazione: siccome molti giornali locali non volevano essere da meno, hanno cercato su Google Video o su You Tube, hanno messo come parola chiave il nome della loro città e hanno trovato qualche filmato di scuole della loro provincia. Ho letto titoli a cinque o sei colonne su una palestra nella quale c’erano infiltrazioni d’acqua o su un inseguimento a piedi fra i corridoi di un istituto. Date a quei giornalisti i numeri degli accessi quotidiani a Google Video o a You Tube, fate capire loro che la notizia non erano i filmati che erano riusciti a trovare, la notizia era che anche loro avevano scoperto l’esistenza e le dimensioni di Google Video e di You Tube.

      Mi piacerebbe leggerli, quei titoli :)

    10. Noantri
      novembre 23rd, 2006 14:24
      10

      Guarda,
      ne ho parlato a lungo da me e s’è sviluppato un fertilissimo dibattito.
      C’è anche un’altra questione da considerare ed è quella deontologica/professionale di chi ha setacciato strumentalmente YouTube e ne ha ricavato dei video INNOCENTI di ragazzi che facevano semplice casino in classe SPACCIANDOLI per gravi episodi di bullismo da sbattere in prima (prima) pagina.

      La Repubblica, in particolare, è stata sconsiderata nel definire BULLISMO (al lupo! al lupo!) dei ragazzi che si davano colpi di registro addosso ridendone, o mostrando un giovane puntare una pistola di gomma in faccia a un docente (che ha poi spiegato, intervistato, che trattavasi dell’ora di ricreazione), eccetera eccetera. Questi sono (al massimo) casi da 7 in condotta (ma io dico: nemmeno). E invece cosa hanno fatto: prima pagina, galleria di foto, indignazione (retorica) e psicosi dilagante (quei poveretti hanno tolto i video da youtube).

      Tu sai benissimo cosa segue alla psicosi mediatica, giusto? L’EMULAZIONE. Accadde con i sassi dal cavalcavia, sta accadendo col bullismo: prendi un videofonino, portalo in un’aula poco stabile e avrai tutto per creare (ta-daaan!) il botto da prima pagina. Puoi diventare famoso, prova anche tu!
      Vergognoso.
      [Ste]

    11. Antonio Sofi
      novembre 23rd, 2006 16:07
      11

      Ste, mea culpa, me l’ero perso, molto interessante (anche la discussione). Lo segnalo ora “Essere bulli oggi (fa audience)“.

      è quel sensazionalismo senza proporzioni che fa appunto un doppio danno: allontana chi sa e conosce, e distorce chi non sa e non conosce. E il bello (o il brutto) è che siamo alternativamente l’uno e l’altro, rispetto ai vari temi.

      grazie della segnalazione.

    12. Noantri
      novembre 23rd, 2006 17:01
      12

      Grazie a te dei nuovi interessanti spunti di analisi e dibattito. (lo facessero i giornali, mannaggia…)
      [Ste]

    13. gregorj
      novembre 24th, 2006 14:33
      13

      la tristezza è che genera questa situazione è minore soltanto a quella che la sostituirà quando la tempesta mediatica sarà passata…

    14. Alberto
      novembre 24th, 2006 16:10
      14

      Un’ottima analisi (e un ottimo blog: complimenti). Il problema e’ molto simile a chi in America dopo Columbine diede la colpa a video giochi e musica metal, anziche’ cercare di capire le ragioni sociali, culturali ed economiche di certi fatti.

      La cosa piu’ sconcertante secondo me, oltre alla mancanza di un dibattito serio ed analisi sui media di massa (i pochi articoli seri sono come delle “stecche in un coro”), e’ la cecita’ a livello politico. In Germania si parla addirittura di vietare alcuni video giochi e soprattutto il fatto che tanti di questi articoli si basano su studi inventati..

      In questo articolo su La Tela linko alcuni studi, che anzi confutano molte delle opinioni comuni, e che spero toverete interessanti :)

    15. A proposito degli episodi di bullismo sul web «
      novembre 26th, 2006 11:55
      15

      […] La questione viene approfondita in questo post di uno dei blog che seguo con maggiore attenzione. L’autore, Prof. Antonio Sofi, sarà presente al Convegno presso il Centro Intermedia di Cava il prossimo 6 Dic nel corso del quale è programmato anche un mio intervento. […]

    16. maso
      novembre 26th, 2006 23:37
      16

      Ben detto, io ho detto tutto qui

    17. Antonio Sofi
      novembre 27th, 2006 21:28
      17

      gregorj, ho anche io la stessa identica impressione (dovremmo fare due chiacchiere, noi due, ho da chiederti un po’ di cose…)

      Alberto, grazie, hai ragione sulle “stecche in un coro”, io ne vedo anche il bicchiere mezzo pieno: una volta non c’erano nemmeno quelle…
      segnalo, anche per gli altri, un tuo pezzo sull’argomento

      Maso, grazie della segnalazione

    18. Alberto
      novembre 28th, 2006 11:26
      18

      Grazie Antonio :) Concordo sul bicchiere mezzo pieno: ci sono diversi esempi di analisi ottime nella blogosfera – da capire come farle emergere nel “mainstream”, aggregarle soprattutto per influenzare l’opinione pubblica.

    19. Bullismo: che si fa? « Silvana, il blog
      novembre 28th, 2006 18:39
      19

      […] il bel post di Antonio Sofi Il bullismo e il senso delle proporzioni con i commenti […]

    20. Webgol » Blog Archive » Intende la dittatura di Pechino? Lo sventurato rispose «sì»
      novembre 28th, 2006 19:49
      20

      […] Prima della denuncia di Vividown, le cose sembravano andare in modo innaturalmente normali per un paese come l’Italia, al di là di qualche isolato isterismo censorio e qualche sensazionalismo mediatico (facile ma senza senso delle proporzioni cercare altri video simili in Rete). Con il tema del bullismo (da sempre strisciante nell’ombra del “si sa ma non si dice“) che emerge all’attenzione dell’opinione pubblica e viene apertamente dibattuto, e con i ragazzi autori del video sospesi per un anno, senza sconti o birignao, questo si avviava ad essere «una delle rarissime storie italiane che hanno avuto uno svolgimento chiaro e una morale limpida, con i genitori dei colpevoli in sintonia con la severità della scuola, e nessun pasticciato e losco bla-bla giustificazionista» – così scriveva Michele Serra su la sua rubrica “L’Amaca” del 18 novembre scorso. […]

    21. Il Ministro Fioroni vuole regole e responsabilità per Internet, ma si trova il blog pieno di link pornografici - voipblog.it
      novembre 29th, 2006 21:29
      21

      […] Marco Camisani Calzolari Vittorio Zambardino Giuseppe Granieri John Battelle Mauro Lupi Antonio Sofi Falla girare Stefano Vitta Downloadblog Daniele Minotti Carlo Felice della Pasqua altri post su Technorati […]

    22. altrInformazione - La spremuta sempre fresca di informazione libera » Reporters » November 23, 2006
      gennaio 24th, 2007 01:56
      22

      […] Bene (anzi male, malissimo) i video del ragazzo down umiliato in classe, alla presenza anche di un'insegnante, che erano stati messi su Google Video, erano stati segnalati per primi dai ragazzi di Giornalettismo militante e dei quali hanno poi parlato giornali, radio e tv di tutta Italia. Prima il blog e poi la giusta amplificazione dei mass media tradizionali hanno portato alla luce un fenomeno che fino ad allora era rimasto nascosto ai più: non quello del bullismo, ovviamente, quello delle riprese video di questi gesti.Ma da allora c'è stata anche una degenerazione: siccome molti giornali locali non volevano essere da meno, hanno cercato su Google Video o su You Tube, hanno messo come parola chiave il nome della loro città e hanno trovato qualche filmato di scuole della loro provincia. Ho letto titoli a cinque o sei colonne su una palestra nella quale c'erano infiltrazioni d'acqua o su un inseguimento a piedi fra i corridoi di un istituto. Date a quei giornalisti i numeri degli accessi quotidiani a Google Video o a You Tube, fate capire loro che la notizia non erano i filmati che erano riusciti a trovare, la notizia era che anche loro avevano scoperto l'esistenza e le dimensioni di Google Video e di You Tube.Su un argomento simile potete leggere il pezzo approfondito, ricco di commenti condivisibili e di link, di Antonio Sofi su Webgol. […]

    23. Ïðèçðàê îïåðû: http://skytg24.blogs.com/sky_tg24_pianeta_internet/2006/11/index.html
      agosto 4th, 2007 13:13
      23

      […] Antonio Sofi […]

    Lascia un commento