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10/11/2006

Barbara Scifo e l’ultimo squillino

di Antonio Sofi, alle 15:17

squillinoCome degna conclusione della telenovela degli squillini (per chi volesse qui tutti i post scritti sull’argomento, qui il piccolo case study che ne è uscito fuori), segnalo una mia intervista su Apogeonline a Barbara Scifo, ricercatrice dell’Università Cattolica di Milano, che ha scritto un bel saggio dal titolo “Culture mobili. Ricerche sull’adozione giovanile della telefonia cellulare“, da cui tutto partì – quantomeno quanto al mio piccolo interesse all’argomento.

Il titolo dell’intervista è «Ma il telefonino resterà un telefonino».

Pur non parlando per tutto il tempo di squillini (per carità, ma la tentazione era tanta!), nella chiacchierata emergono alcuni spunti, credo, interessanti sugli aspetti sociali dell’uso della telefonia mobile, soprattutto da parte degli adolescenti – vero banco prova, beta tester, facitori di successi e insuccessi di simili tecnologie socializzanti. Anche perché non tutto è per forza convergenza e compagnie telefoniche.

Ma ritornando agli squillini, recupero qui un passaggio che ho tolto dalla versione definitiva dell’intervista. Ma che allarga ancora di più lo sguardo sul fenomeno della “chiamata solo apparentemente persa” – soprattutto in riferimento alla segnalazione (da più parti fatta nei commenti ai vari post sull’argomento, in questo blog e altrove) della diffusione lenta e sottotraccia della pratica dello squillino anche in altre nazioni, oltre l’Italia. Spiega Barbara Scifo:

C’è il caso di Jonathan Donner, uno studioso che ha verificato la presenza del fenomeno degli squillini nell’Africa Sub-Sahariana (pdf, 140 kb ca.). In questo caso, differentemente dal caso italiano, è una vera e propria pratica di comunicazione legata al mondo professionale. Può voler dire, per esempio, “richiamami subito”, oppure “vienimi a prendere” oppure, come anche per gli adolescenti italiani, accogliere differenti significati prenegoziati. Il contesto culturale e sociale è molto diverso, ma il motivo principale è lo stesso che in Italia: si usano gli squillini per motivi economici, di risparmio sui costi telefonici – per fare di necessità virtù.

Economia creativa, insomma – e non certo alla maniera di Tremonti e simili.

[tags]cellulari, telefonini, squillini, Barbara Scifo, Apogeonline, Jonathan Donner, adolescenti[/tags]


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