07/11/2006
Contro i (troppi) compiti a casa
di Antonio Sofi, alle 10:58
È ora di dire basta ai compiti a casa.
Il bello è che a dirlo non sono gli studenti più sfaticati ma autorevoli esperti di metodologie didattiche.
Fare troppi compiti a casa non servirebbe a migliorare l’apprendimento in modo significativo.
Secondo diversi studi, appunto, non esiste alcuna correlazione tra il tempo trascorso a fare i compiti e il rendimento scolastico. La correlazione è pari a zero, dicono, per essere ancora più chiari. Specie per i più piccoli, quelli delle elementari e delle medie.
[Su Web Docet di qualche settimana fa, faccio il punto su questo tema, prendendo come riferimento un bell'articolo di Emily Bazelon su Slate, ed una ben fatta storia di copertina di Panorama di qualche settimana fa. Peraltro l'issue dei compiti a casa è (un'altra) splendida storia di come l’informazione viaggia ai tempi della Rete: nasce da una libellistica pugnace e appassionata di pedagogisti (bastino i titoli: "The case against homework", "The battle over homework", "The Homework Myth"), da un intenso dibattito nella blogosfera didattica statunitense, fino ad arrivare appunto all'articolo della Bazelon su Slate che si prende e svolge bene il compito di sintetizzare le posizioni contro il carico eccessivo di compiti a casa. A quel punto l'issue scavalca l'oceano sulle onde della Rete: qualche settimana dopo la segnalo io, piccola sentinella, su Web Docet del 30 settembre. Quasi un mese dopo è il turno di Panorama, appunto. Quindi il tema scavalla sui quotidiani: sul Corriere della Sera, su La Stampa ecc. Fino ad arrivare al Ministro Fioroni, che in una intervista a La7, accoglie questo dibattito e si pronuncia.]
Rompersi il capo sui compiti per il giorno dopo, allora, a cosa serve? Le malelingue suggeriscono che i troppi compiti a casa sono spesso un escamotage usato dai professori più svogliati per delegare ad altri doveri formativi che a loro competerebbero, e in aula. E gli altri in questione sono ovviamente i genitori, sempre più spesso chiamati ad aiutare i pargoli in difficoltà con compiti che o sono troppi o sono troppo difficili.
Secondo Pietro Lucisano, professore di Pedagogia all’Università di Roma interpellato da Panorama sull’argomento, quello degli studenti è diventato il contratto di lavoro più vessatorio d’Italia (e irragionevole dal punto di vista educativo): “Passano in classe fino a 40 ore a settimana e spesso viene chiesto loro di passare un’ora al giorno o più a fare i compiti”.
I dati Ocse del 2003 dicono in effetti di un primato tutto italiano sui compiti a casa (vedi grafico). In Italia si studia in orario extrascolastico più degli altri paesi: 10,5 ore a settimana, a fronte di una media che è di quasi la metà (5,9).
Troppi compiti, insomma. Per risolvere la questione, negli Stati Uniti la National Teachers Association ha approvato una regola aurea: quella dei 10 minuti. Gli studenti della prima elementare non devono passare più di 10 minuti al giorno a far compiti, che diventano 20 in seconda, 30 in terza e così via. Il carico di lavoro seguirebbe così gradualmente la crescita intellettuale dei ragazzi.
Pare pensarla allo stesso modo il Ministro dell’Istruzione Giuseppe Fioroni. In un’intervista a La7 ha infatti dichiarato che i compiti dovrebbero essere svolti prevalentemente in classe, in modo che a casa i ragazzi possano interessarsi anche ad altro: sport, gioco, varia socialità. Evviva, e contenti tutti: ragazzi, genitori, pedagogisti.
Eppure un subdolo dubbio spunta: e se poi si piantano davanti alla tv?
[Una versione ridotta di questo pezzo è stata pubblicata qualche giorno fa da Il Firenze]
[tags]Homework, Compiti, Scuola, Panorama, Fioroni, Slate, Web Docet[/tags]



novembre 9th, 2006 12:48
Antonio Sofi
novembre 7th, 2006 17:05
I vecchi e odiatissimi compiti a casa…
Mi spiace di essere ormai troppo vecchio per gioire per la loro dipartita :)
novembre 8th, 2006 11:08
:)
Diciamo che basta una loro riduzione ;)
novembre 8th, 2006 19:16
Se sono troppi i compiti a casa davvero l’apprendimento non migliora in modo significativo, anzi. Se sono troppi, appunto.
Secondo me, esiste una correlazione positiva tra il tempo trascorso a fare i compiti a casa e il rendimento scolastico.
Va da sè che nella categoria a cui appartengo, quella degli insegnanti, ve ne siano alcuni che delegano il dovere formativo ad altri a casa (ma qui si aprirebbe una questione infinita sul perchè di tale fenomeno…). “Rompersi il capo sui compiti” però, purchè qualitativamente e quantitativamente adeguati (e qui entra ovviamente ed inevitabilmente in gioco la professionalità, la bravura e la sensibilità dell’insegnante) costituisce un importante momento del processo formativo. A casa l’alunno si confronta ancora di più con se stesso, con la propria autonomia, con il metodo di lavoro. Si mette alla prova. Può rielaborare e riflettere in un ambiente diverso da quello scolastico, interagire magari con altre figure importanti nel suo processo di crescita.
La stragrande maggioranza degli studenti passa meno di 40 ore settimanali a scuola.Il lavoro casalingo diventa allora ancora più indispensabile. A maggior ragione se gli insegnanti si ritrovano con poche ore in classe per le singole discipline. Io, ad esempio, ho classi che vedo per un’ora sola a settimana di geografia. Come si fa con soltanto 60 min. settimanali ad affrontare un programma decente? Difficile. E senza compiti a casa? Impossibile!
Mi auguro che il Ministro lavori per invertire la rotta di chi lo ha preceduto. Non si può pensare di avere anche la qualità se si inseriscono più discipline nell’offerta formativa, ma meno ore in classe per affrontarle.
Allora forse si potranno anche dare meno, ma solo meno, compiti a casa. Io continuerò a darli, spero nella quantità e qualità giuste, perchè credo nel mio lavoro e penso che tra i miei di “compiti” rientri quello di far applicare l’alunno nello studio (anche a casa) perchè possa cogliere quel minimo e giusto senso del dovere, dell’impegno, del sacrificio che tanti ci chiedono (soprattutto genitori) di aiutare loro a conoscere.
Antonella S.
novembre 8th, 2006 20:52
Bè che dire io ho 17 anni e naturalmente sono problemi che mi riguardano. Ma devo dire che da buon cittadino europeo già da qualche anno mi sono più che adeguato alla media europea=)
Anzi ho anche diminuito le ore cosi per andare sul sicuro!!:)
A mio parere comunque le ore da passare a fare i compiti, negli anni delle elementari DEVONO essere limitate!! Alle medie ci vuole una riduzione di compiti scritti ed un’aumento di studio sui libri; alle scuole superiori i compiti scritti devono essere molto pochi (a parte in materie che richiedono molta pratica quali matematica) e la maggior dell’impegno dev’essere dedicato allo studio. Le ore passate a studiare diventano sempre più soggettive col passare degli anni, in modo autonomo si dovrebbe essere in grado di decidere quanto studiare per essere ad un livello adeguato…
Ciao ciao!
novembre 8th, 2006 21:25
Antonella S, se lei insegna una materia da un’ora a settimana pretende forse che i suoi studenti studino a casa per più di un’ulteriore ora settimanale? Se così fosse, lei che ci sta a fare? Non per essere polemico, ma se calcoliamo le ore fatte in un liceo queste si fermano a 30 ore settimanali. Quindi, se tanto mi dà tanto, il lavoro da svolgere a casa non dovrebbe superare le 10 ore settimanali.
Se i programmi sono improponibilmente lunghi che vengano tagliati visto che tanto non verranno mai portati effettivamente fino in fondo. Sono d’accordissimo con lei quando lamenta l’astruso incremento di materie ed infatti io mi domando a cosa serva oggi imparare il greco e il latino tralasciando l’inglese e l’informatica. Sarebbe molto più intelligente studiare i classici in italiano riserbando delle ore per discipline che sono indispensabilmente necessarie. Io attacco il classico, ma lo stesso discorso vale in misure analoghe per altri istituti dove magari ad essere supereflue sono altre materie. Possibile mai che l’Italia sia il paese dove si studia di più, ma anche dove il profitto è davvero modesto? Che la colpa sia da riscontrare in un’organizzazione scolastica improntata ancora sulla metà del 900?
Poi non è giunto il momento di cominciare a licenziare chi non sa lavorare e incentivare chi dà anima e corpo per il suo lavoro?
Mi scuso se sono uscito dal tema dei compiti a casa, ma il problema che affligge la scuola italiana superiore è davvero un qualcosa di orrendamente complesso: tout se tien.
P.s. gli umanisti non mi prendano a sassate. Grazie. :)
novembre 10th, 2006 13:14
Quante cose interessanti!
Sugli studi dei crociati non saprei direttamente: ho ordinato il libro e semmai dirò a ragione veduta. Banalmente mi soffermerei sul dato della difformità del tempo speso per i compiti a casa tra scuola italiana e media ocse: davvero troppo più alta da noi per non pensare che ci sia qualcosa che non va. la regola dei dieci minuti mi sembra un buon inizio: una crescita graduale potrebbe essere una prima soluzione. Una seconda è una diversa “qualità”: meno ripetitività, meno “formati” analogici tipo ricerche, magari più uso di “tecnologie” o modalità un po’ più ludiche e coinvolgenti. Non è facile, lo so…
novembre 11th, 2006 02:39
No, non dev’essere per niente facile. Nel nostro Paese non sono solo gli abitanti ad essere i più longevi d’Europa, da noi è tutto più vecchio. Vecchi gli apparati organizzativi, vecchio chi ci sta dentro. E anche i metodi. Concordo con Orlando su fatto che non si possa cercare una soluzione alla mancanza di ore in classe con i compiti a casa. Ricordo la tipica frase “Bene, da pg tot a pag tot ve lo fate da soli perchè altrimenti non ce la facciamo”. Non penso sia giusto, come non credo sia giusto affibbiare agli insegnanti programmi stratosfericiquando si sa benissimo che non ce la possono fare a concluderli. Continuo a non concordare a pieno su greco e latino(benchè io abbia studiato solo quest’ultimo e non ricordi neanche granchè). Ne avevamo già discusso e direi che anche in questo caso non si tratta di rimuoverli, ma semplicemente di cambiare approccio e metodologia di studio anche per favorire, come giustamente si è detto, l’istruzione di materie più funzionali al giorno d’oggi. Detto questo, mi pare che la soluzione non si sia comunque trovata.E che come al solito sarebbe da rintracciare molto più alto, fino all’organizzazione di tutto il sistema scolastico e didattico. Ma è un altro capitolo, e ognuno si deve arrangiare come può nel suo micro cosmo. Da studentessa che ormai i suoi compiti a casa, almeno fino al liceo, se li è sempre fatti, posso dolo dire che in effetti una bella riduzione non guasterebbe, ma la panacea non ce l’ho.
novembre 15th, 2006 11:41
Intervengo in ritardo nel dibattito, ma concordo pienamente con la collega Antonella S. e le esprimo tutta la mia solidarietà
I compiti a casa dovrebbero consentire allo studente una interiorizzazione dei contenuti affrontati in classe per raggiungere un grado di autonomia sempre maggiore. Sarebbe assurdo infatti che l’unico momento di confronto totalmente individuale, fosse quello della verifica in cui lo studente, fino allora “guidato” dall’insegnante nell’affrontare nuovi argomenti, si trovasse ad applicare o rielaborare da solo proprio nel momento in cui il suo agire implica una valutazione formale. La gradualità è importante e i compiti a casa fanno parte di essa.
Se fino ad ora ho usato il condizionale, è perché la scarsissima considerazione che viene data ai compiti a casa, li fa apparire solo come un peso. Anche le famiglie hanno spesso un atteggiamento contraddittorio: se assegni molti compiti, sbagli perché sovraccarichi il figlio; d’altro canto se ne assegni pochi, sbagli perché non fai lavorare il ragazzo…e nessuno capisce che il compito a casa è anche, soprattutto, un momento di responsabilizzazione.
Senza aggiungere che ben pochi notano la differenza tra qualità e quantità. Infatti, nessun genitore mi ha mai chiesto come mai ho dato un tipo di esercizio piuttosto che un altro.
I compiti a casa dovrebbero (sempre il condizionale) aiutare i ragazzi anche a suddividere ed organizzare il proprio tempo, invece si preferisce tagliarli tout court, dando la priorità ad altro. Recentemente un mio studente mi ha detto che non aveva potuto fare i compiti per casa perché doveva andare a vela. Gli ho risposto che se per una volta non era riuscito a farli, poteva portarmeli per la volta dopo, in ogni caso io avrei segnalato la cosa in modo informale alla famiglia (il classico avvertimento). Lo studente candido, candido ha aggiunto che neanche per i giorni successivi avrebbe potuto farli perché aveva prima gli allenamenti e poi le gare (vi assicuro che questo è solo un esempio, ma ce ne sono molti altri). Come ciliegina sulla torta la madre è venuta e, più candida del figlio, lo ha scusato dicendo: “…poverino… è molto impegnato: fa vela, nuoto, calcio…e spesso non riesce a fare i compiti e a studiare…”. (Vi assicuro che anch’io sono una sostenitrice del vecchio detto mens sana in corpore sano e non cono contraria allo sport).
La verità è che la scuola è cambiata: nei programmi, nell’approccio, nelle metodologie (forse non in meglio e ciò non significa che non si debba migliorare).
È cambiata però anche la considerazione che le famiglie e quindi gli studenti hanno della scuola.
Scusate se sono andata fuori tema e ho ripetuto concetti che altri meglio di me hanno espresso.
novembre 15th, 2006 12:39
Grazie Caterina, nessun fuori tema, tutto molto interessante. è sempre cosa buona e giusta vedere tutte le sfaccettature di un problema così complesso come questo – la logica (e la teoria) spesso non bastano :)
novembre 24th, 2006 23:15
Riporto un semplice esempio concreto perchè ritengo che ogni ragionamento debba confrontarsi con la realtà della vita e dei tempi … “orologio alla mano”.
Un bambino di seconda media stamattina si alzerà alle ore 7:00, probabilmente farà una “mezzoretta” di ripassi e, dopo colazione e Scuolabus, sarà a scuola dalle ore 8:30 fino alle ore 13:30 per compiere le sue brave 5 ore di studio. Ritornerà a casa alle ore 14:00 per il pranzo. Dopo pranzo (ore 15:00, neanche il tempo di digerire) comincerà con gli esercizi di inglese che gli porteranno via circa due ore. Gli esercizi devono essere infatti copiati sia sul libro che sul quaderno. Sono le 17:00 ed arriva meritato il tempo della merenda “veloce”. Ed già è una fortuna perchè certe volte non ne ha proprio il tempo. Veloce, perchè lo aspettano 15 pagine di geografia. Solo a leggerle si troverà catapultato alle ore 19:30 e i genitori cominceranno a chiamarlo per cena. A quel punto cenerà con l’ansia di dover riprendere a fare i compiti. Sono le 21:00 e ci sono da fare alcuni grafici ma soprattutto gli esercizi di matematica che, chiaramente, sono sempre lasciati per ultimi. Dalle ore 21:30 parte la lotta con se stessi per mantenere gli occhi aperti, il bimbo lo sa: da quel momento ogni minuto è un minuto guadagnato. A fatica raggiungerà le ore 22:30. I genitori potranno cercare di tenerlo sveglio, ma certo non possono dargli il caffè. Probabilmente lo troveranno appisolato sui quaderni. Saranno perciò costretti a svegliarlo di nuovo presto il giorno dopo.
Ecco, questo è un nudo e crudo esempio di una giornata di un ragazzo di seconda media.
Nessun tempo per socializzare, per lo sport, per se stessi. Solo un mare sconfinato di compiti, e poco tempo a disposizione per compierli. Certo poco, e non abbiamo calcolato quello necessario ad altre esigenze, ad esempio quelle fisiologiche. Che vengono comunque riconvertite in tempo utile per lo studio.
E il giorno dopo si ricomincia.
Rifletto sul fatto che nessun sindacalista permetterebbe che un lavoratore sopporti un simile ritmo. Agli autotrasportatori vengono imposte un certo numero di ore di riposo per ogni “tot” di ore lavorate. Mi sembra che attività importanti come quelle pubbliche prevedano giorni o ore di riposo obbligatorie.
Logica e teoria non bastano.
La natura umana non può ridursi a questo.
Tutela per i più deboli.
Regole certe contro il libero arbitrio.
Qualità e non quantità.
gennaio 13th, 2007 00:38
[...] Contro i (troppi) compiti a casa 2 mesi fa in Webgol [...]
febbraio 6th, 2007 15:21
io mi scoccio tantiximo di fare i compiti a casa..la cosa va bene quando sono poki..ma quando ti ritrovi sul diario un abixo di materie ti avvilisci …………..adexo vado devo fare tanti compiti..ke palleeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! :(:(:(
febbraio 27th, 2007 17:40
TROPPI COMPITI?
Vorrei rispondere, da insegnante e madre, a coloro che si lamentano dei troppi compiti per casa assegnati a figli o nipoti, scrivendo anche sui quotidiani.
E’ un fatto che i nostri figli oggi siano tanto impegnati: tra scuola e attività sportive scorre gran parte della loro giornata. Non resta spazio al gioco libero tra bambini, così importante per la crescita psicologica e sociale. E’ importante lo svolgimento di uno sport, per il benessere fisico e mentale. Ma all’interno di questo mondo superorganizzato e di queste per importanti attività, che ruolo occupa lo studio individuale, che permette ai bambini di acquisire un metodo, di confrontarsi con se stessi per capire le proprie incertezze e le proprie sicurezze, di sapersi organizzare, di assolvere un dovere, di scoprire il piacere del conoscere?
I genitori dovrebbero intervenire nella maniera giusta, valorizzando l’operato delle insegnanti e non sferrando critiche gratuite e incompetenti, magari di fronte ai figli. I genitori dovrebbero aiutare i figli nell’assolvimento dei loro compiti, il che non significa farli con loro, ma semplicemente controllare che vengano effettuati e gratificare i bambini per il loro impegno. Dovrebbero capire l’importanza pedagogica e psicologica che ha il portare a termine un compito, il rispetto per l’autorità dell’insegnate, la necessità di assumersi le proprie responsabilità in caso di inadempienza: sono tutti valori importanti per la vita e per la società, purtroppo oggi in declino rispetto ad essi.
Concordo però che il tempo manca, ma la colpa è dei compiti assegnati? Non è piuttosto dell’orario scolastico che impegna i bambini otto ore al giorno, come l’orario lavorativo di un adulto? La scuola deve coprire come una brava baby sitter gratuita l’orario lavorativo dei genitori: ma è questo il suo ruolo? Perché non si può trovare un accordo con i Comuni, in modo che la famiglie siano ugualmente tutelate nei loro bisogni ma nel pomeriggio, a scuola, i bambini possano svolgere le loro lezioni, magari con l’aiuto di tirocinanti che intanto possano fare esperienza, all’interno di un progetto che aiuti tutte le famiglie e non solo quelle extracomunitarie?=Non credo sia un problema di soldi: basterebbe eliminare i troppi progetti e tornare a svolgere di mattina le 30 ore dovute, in maniera semplice ma concreta, focalizzando l’attenzione sulla grammatica della nostra lingua, sulle capacità espositive che nell’epoca digitale stanno andando in pensione e che così positivamente incidono sull’evoluzione del pensiero.E la musica? E l’arte, l’immagine? Il teatro? I genitori si preoccupano solo dell’attività motoria… Riconsegnamo la mente ai nostri bambini, robotizzati dai computer e inibiti dai cartoni che oggi insegnano solo violenza e sopraffazione, restituiamo loro le capacità logiche, la capacità critica che deriva dalla lettura, dal dialogo,la capacità espressiva, i sentimenti e il tempo, il loro tempo di bambini. Noi lo abbiamo avuto: andavamo a scuola di mattina, di pomeriggio giocavamo e studiavamo, non eravamo stressati come i bambini di oggi. Siamo sicuri di non poterci fare niente?
febbraio 28th, 2007 14:09
Ho letto.
Mi chiedo: ma che fine ha fatto Don milani e “Lettera a una professoressa”?
I compiti a casa servono assai poco: sono inutilmente ripetitivi e tipici di una scuola delle nozioni. Non ho sentito parlare di processi di apprendimento ma solo di contenuti… e fra i 1OO insegnanti della scuola di base con cui lavoro solo il 10% legge almeno un libro al mese… solo il 3% va a teatro una volta al mese e dopo 60 ore di formazione informatica a 160.000 docenti solo un 25% usa la posta elettronica…wow..forse dovrei dare loro un po’ di compiti per casa..
marzo 1st, 2007 10:07
La situazione è cambiata rispetto a 40 anni fa. prima i ragazzi che avevano voglia di studiare non avevano i soldi, ora hanno i soldi ma non hanno la voglia. Mi domando se c’è la consapevolezza del livello di ignoranza che circola nei genitori e nei bambini, dell’importanza di insegnare il senso del dovere, al di là dell’opinabile nozionismo… Anche oggi per ottenere bisogna darsi da fare. Ma la voglia di lavorare scarseggia: i ragazzi sono abituati ad ottenere senza fare niente. Questo forma una società senza spina dorsale. Non è così oggi?
marzo 20th, 2007 12:05
[...] Sei in: Famiglie > Articolistampa Esprimi la tua opinioneLeggete le vostre opinioniBambini e compiti a casaSuggerimenti utili per facilitare i rapporti genitori – figli riguardo lo studio a casaI dati Ocse del 2003 riferiscono di un primato tutto italiano sui compiti a casa, in Italia infatti si studia in orario extrascolastico più degli altri paesi: 10,5 ore a settimana, a fronte di una media che è di quasi la metà (5,9). Alla luce di questi dati il tema dei “compiti a casa” appare uno degli argomenti più discussi tra i genitori e meno apprezzati dagli studenti. Se da un lato per alcuni genitori lo studio a casa rappresenta un piacevole motivo di condivisione e di confronto con i propri figli, dall’altro troviamo genitori che quotidianamente discutono con i propri ragazzi perché si rifiutano di studiare; questi genitori si sentono allora in dovere di effettuare continui controlli sullo svolgimento dei compiti e di assegnare punizioni (che vanno dallo spegnimento della tv alla sottrazione del cellulare o della playstation etc.) in caso di rifiuto. Gli stessi genitori ammettono tuttavia che tali metodi non sono affatto efficaci e portano comunque benefici di breve durata. E’ proprio sul tema dei compiti a casa, fonte di un continuo braccio di ferro familiare, che si è concentrata l’attenzione di recenti studi pedagogici il cui scopo è quello di individuare quale sia la giusta misura con cui un genitore deve aiutare il proprio figlio e quale l’atteggiamento educativo più appropriato. Come sostiene la psicologa dell’Età Evolutiva Anna Oliverio Ferraris (2003) la prima cosa che bisogna chiarire è che, già a partire dalla scuola elementare, “i compiti a casa sono un’occasione per accrescere l’autodisciplina del bambino: imparare a darsi dei tempi, a seguire delle regole”. Anche Sira Serenella Macchietti, docente di Pedagogia Generale all’Università di Siena – Arezzo evidenzia che “La ricerca e gli esercizi da svolgere a casa devono essere fatti in autonomia. Solo così permettono al bambino di scoprire i suoi talenti e stimolano il piacere di apprendere”. I compiti dunque, secondo gli esperti del settore, sono una prova in cui i bambini devono misurarsi da soli; a volte però, il timore dell’insuccesso scolastico dei figli spinge i genitori a fare i compiti al loro posto. Questo atteggiamento – che più che un tentativo di aiuto rivela un desiderio di controllo – rischia di impedire lo sviluppo dell’autonomia del bambino e l’assunzione delle sue responsabilità: “i genitori che svolgono i compiti al posto dei figli – sottolinea la Oliverio Ferraris (2003)- inviano loro il messaggio implicito che devono sempre dipendere da qualcuno che pensa, pianifica e organizza tutto per loro”. Tuttavia questo non esclude che vi siano particolari circostanze in cui il bambino necessita dell’aiuto degli adulti: se i compiti sono davvero al di là delle possibilità del figlio il genitore può stimolarlo e sostenerlo nel cercare una soluzione al problema che presenta (es: suggerirgli di ricorrere a un dizionario o a Internet se non conosce dei termini, di tracciare una “scaletta” prima di svolgere un tema, di organizzare una ricerca selezionando il materiale utile al riguardo). In queste situazioni il genitore deve aiutare il figlio ad organizzarsi nello studio cercando di fargli comprendere la “logica” con cui deve essere affrontato un compito; in sostanza il genitore deve essere abile nel suggerire tutta una serie di strategie che servono ad “imparare ad imparare”. Particolarmente delicati sono i momenti di passaggio da un ciclo di scuola all’altro (prima elementare, prima media, prima superiore): in questi casi il sostegno del genitore può concretizzarsi nell’aiutare il proprio figlio a trovare un nuovo metodo di studio. E’ inoltre molto importante, come suggerisce la Oliverio Ferraris (2003), che il bambino impari a concentrarsi su quello che fa: “per poter risolvere un problema, leggere un brano da cima a fondo, fare un riassunto o imparare a memoria una lista di vocaboli bisogna concentrarsi, cercare cioè di non disperdere l’attenzione, di non lasciarsi distrarre da stimoli estemporanei. Il bambino deve imparare, man mano, a individuare un obiettivo e a portare a termine un compito resistendo alla tentazione di lasciarlo a metà. Il che non significa che non si possano fare pause, piccoli break rigeneratori che aiutano a riacquistare concentrazione: significa imparare a concludere ciò che si intraprende. In altre parole, a responsabilizzarsi”. E’ essenziale a tal proposito anche l’atteggiamento dei genitori che devono favorire l’autonomia del figli nella scelta dei tempi di studio: ci sono bambini che studiano subito dopo il pranzo, altri invece preferiscono giocare e poi “mettersi al lavoro”. L’atteggiamento – comune a molti genitori – di impedire un’attività ricreativa perché “si devono fare i compiti” non appare produttivo; sembra piuttosto utile far si che il bambino impari a far fruttare il suo tempo conciliando lo studio con il tempo libero. Alla luce di queste considerazioni, cosa possono fare in pratica i genitori per aiutare i propri figli nello svolgimento dei compiti a casa? A detta degli esperti del settore tre sembrano essere gli atteggiamenti più efficaci: 1) Cercare di capire le reali motivazioni che spingono i bambini a non fare i compiti 2) Spiegare ai propri figli l’importanza dello svolgimento dei compiti offrendo loro il necessario supporto 3) Instaurare un dialogo con la scuola e gli insegnanti Andiamo ad esaminarli nel dettaglio: 1)Cercare di capire le reali motivazioni che spingono i bambini a non fare i compiti: Spesso i genitori sono troppo occupati a rimproverare e a controllare continuamente i figli perché non portano a termine i loro compiti senza sforzarsi di comprendere le reali motivazioni che si celano dietro a questo atteggiamento. In particolare Philippe Meirieu (2002), autore di numerosi libri di pedagogia e direttore dell’Institut National de Recherche Pédagogique, analizza le possibili cause del rifiuto di studiare: a) Una richiesta d’aiuto: il rifiuto dello studio può essere il segno di una richiesta di carattere affettivo, il bambino può rifiutare di applicarsi per avere la gioia di vedere il padre o la madre sedersi accanto a lui e dedicargli del tempo. In questo caso i genitori devono interrogarsi sull’attenzione riservata al figlio dando una risposta in campo affettivo, separandola, se possibile dal problema scolastico. b) Il segno che lo studio non ha senso: molto spesso la resistenza allo studio va ricercata nell’incapacità di riconoscerne il senso. Nei casi più semplici i bambini non hanno capito cosa si chiede loro di fare, più frequentemente invece non comprendono proprio “a cosa serva” studiare. Nel primo caso sembra inutile cercare di spiegare le cose correndo il rischio di mal interpretarle; più efficace appare suggerire al proprio figlio di mettersi in contatto con un compagno di classe per poter confrontare le proprie opinioni, avere chiarimenti e trovare insieme una soluzione. Nel secondo caso la situazione appare più complessa poiché ai genitori spetta il difficile compito di “conferire senso all’apprendimento scolastico”. In pratica ciò può voler dire per esempio, accostare una lezione, un esercizio, una regola appresa a scuola con la vita di tutti i giorni (ad es: per fare questo dolce ci occorrono venti centilitri di latte, come facciamo a misurarli?). “Conferire un senso” alle acquisizioni scolastiche per motivare gli studenti allo studio è di certo un’operazione complessa: genitori, insegnati ed educatori dovrebbero operare in sinergia al fine di mostrare ai ragazzi che le conoscenze scolastiche, come evidenzia Meirieu (2002) “non sono soltanto merci che permettono di acquistare la tranquillità e di sperare in un ipotetico ritorno sociale, bensì oggetti che collegano gli uomini tra di loro e permettono di ritrovarsi in un’universalità possibile al di là delle differenze” 2) Spiegare ai propri figli l’importanza dello svolgimento dei compiti offrendo loro il necessario supporto Appare fondamentale che il genitore riesca a spiegare al figlio l’importanza dello svolgimento dei compiti senza mai sostituirsi a lui nell’esecuzione degli stessi ma rimanendo sempre a disposizione per fornirgli chiarimenti, indicazioni e suggerimenti. E’ inoltre importante che il genitore eviti critiche, punizioni e forme di controllo: se si vuole che i bambini affrontino serenamente i compiti a casa bisogna mostrarsi ottimisti sulle loro capacità concedendo loro il tempo necessario per imparare. 3) Instaurare un dialogo con la scuola e gli insegnanti E’ buona norma che i genitori stabiliscano contatti con l’insegnante dei figli per ottenere informazioni in merito all’andamento scolastico e/o su possibili cause di disagio. Inoltre, come evidenzia Oliverio Ferraris (2003), “laddove i genitori ritengono che i compiti siano eccessivi o difficili, meglio un stabilire un confronto diretto con l’insegnante, invece di criticarne il metodo e demolire la figura del docente”. Suggerimenti bibliografici Maino M., Compiti a casa. Aiutarli o no? Psychologies Magazine, N.1/2 – gennaio/febbraio 2007 Meirieu P., I compiti a casa. Genitori, figli, insegnanti: a ciascuno il suo ruolo, Feltrinelli, Milano, 2002 Oliverio Ferraris A., Compiti a casa, Corriere Salute, Gennaio 2003 Sitografia specifica sull’argomento PsicologiaOggi: All’interno di questo sito è possibile consultare un interessante articolo (pubblicato sul Corriere Salute il 20 gennaio 2003) dove la Psicologa dell’Età Evolutiva Anna Oliverio Ferraris offre ai genitori utili suggerimenti per aiutare i propri figli nello svolgimento dei compiti a casa. Mammeonline: Qual è la misura giusta per pesare l’aiuto che un genitore deve, può, vuole dare al proprio figlio nello studio a casa? Quanta collaborazione è giusta e quanta invece è “troppa” e deleteria? Sono questi gli interrogativi cui tenta di rispondere l’articolo dal titolo “Compiti a casa. Un problema vecchio come la scuola”, che è possibile leggera all’interno di questo sito. Webgol In questo sito i genitori possono consultare un interessante articolo di Antonio Sofi, giornalista che si occupa di tematiche collegate al mondo della scuola e delle nuove tecnologie. Nell’articolo Sofi affronta la delicata e discussa questione della “quantità” di compiti che vengono assegnati ai ragazzi italiani. Esprimi la tua opinioneLeggete le vostre opinioniArticoli precedenti:Bambini stranieri a scuolaBambini iperattiviBambini e bullismoBambini e vacanzeBambini e Media EducationBambini e pubblicita’Chat-line e bambiniBambini e videogiochiLa violenza in tvI disturbi dell’apprendimentoBambini e TVNon solo ABCQuando imparare a leggere diventa un gioco d’esplorazioneIl World Wide Web non mangia bambini Imparare a vivere in un mondo tecnologizzato [...]
marzo 26th, 2007 15:20
Ho letto l’interessante argomentazione su riportata del 20 di marzo. Continuo a credere che dopo 32 o 40 ore di scuola, nel caso del tempo pieno, alla settimana il bambino non debba avere carichi strutturati di lavoro a casa; diverso è per gli studenti della secondaria che hanno altra struttura del pensiero e altra capacità di regolare il proprio comportamento. Alla secondaria vi è la necessità di approfondire e acquisire conoscenze assai complesse, strutturalmente connesse alle discipline… Per i bambini della scuola primaria non dovrebbero esserci esercizi e problemi da svolgere con l’aiuto dei genitori, bensì una relazione con i genitori, attenta e disponibile, che possa sviluppare aspetti “altri”, legati ai personali interessi… e non mere esecuzioni scolastiche di rinforzo… sono comunque consapevole di essere voce che grida nel deserto ….
Per ultimo: è triste che i compiti per casa siano occesione di relazione educativa con i figli… essi hanno bisogno di altra e diversa attenzione…
aprile 9th, 2007 19:26
Tante parole….
Molto spesso i signori docenti, si dimenticano del fatto che, anche noi genitori lavoriamo, e molto spesso entrambi tutto il giorno, la conseguenza è obbligarci a “Delegare” qualcuno all’assistenza dei propri figli, con l’augurio che quel “Qualcuno” sia un famigliare con un certo grado di istruzione.
Lo facciamo per “NECESSITA’”.
Questo è il primo “nodo”, è impossibile un bambino di 11 o 12″ anni, sia in grado di autogestirsi, quindi già su questo punto potremo trovare molti argomenti su cui controbattere i signori Insegnanti, che chiamano in causa i genitori e troppo spesso li richiamano al loro “dovere”, sarebbe bello ma spesso non lo possiamo fare per le ragioni sopra descritte.
Quindi quei bambini che hanno la fortuna di avere un genitore che lo assiste, vanno avanti, gli altri si “arrangino”.
A voi ogni commento.
LAvoro per delle multinazionali all’avanguardia nello studio e nella formazione professionale, dove l’ottimizzazione la razionalizzazione e la qualità, sono considerate priorità “assolute” più della quantità, perchè appunto questultima è un fattore derivante dalla motivazione, cari insegnati, ma vi siete mai posti la domanda, é meglio premiare o è meglio punire? Non vi rendete conto che avete a che fare con dei bambini demotivati, che vivono la scuola come un peso, continuate ad essere fossilizzati sulla quantità e molto spesso su materie “INUTILI” a discapito di altre molto più attuali.
Mi sembra che la scuola purtroppo in questo sia rimasta agli antipodi.
Il mondo cambia, le esigenze cambiano, anche l’informazione e lo studio cambia, mi meraviglio che la scuola non sia in grado di adeguarsi a questi cambiamenti.
Mi dispiace doverlo dire ma Voi, cari insegnati, siete i conduttori di questa “Azienda” e per tale siete voi che dovetete cambiarla.
Concludo dicendo, “cari Insegnanti, mi dispiace non potere passare un fine settimana con la mia famiglia, in santa pace, dopo una settimana di lavoro e di studio, senza avere l’assillo dei compiti, scusate ma è un diritto di tutti, anche dei nostri figli che “DEVONO” avere anche loro il diritto di vivere in famiglia e non solo nella scuola, forse una semplice lettura sarebbe meglio di studiare da pagina a pagina, esercizio numero… problema numero…. ecc. ecc.”, forse il lunedì i vopstri alunni sarebbero più “MOTIVATI”.
Che cosa ne pensate di fare terminare la scuola un mese più tardi? e portarla tutta a tempo pieno?
aprile 10th, 2007 01:47
….allora ho quasi 17 anni e frequento la terza superiore di un Liceo Scientifico indirizzo Tecnologico. Posso tranquillamente dire che è una scuola molto dura dato che integra numerosissime materie in più rispetto agli altri indirizzi. Le materie in questione sono: Matematica (la quale ha un programma molto più approfondito in confronto all’Ordinamento), Italiano, Inglese, Storia, Filosofia (della quale non ne capisco ancora la presenza in un indirizzo di tipo matematico scientifico), Fisica, Chimica, Biologia, Informatica, Disegno Tecnico, Arte ed Educazione fisica. Si può benissimo notare l’assenza del latino (e ci mancherebbe altro!) e una grossa presenza di materie “tecniche”, le quali sono molto complicate.
Ora, essendo un indirizzo Tecnologico per l’appunto, i professori che insegnano tali materie, seguono il programma in modo completo assegnando ciascuno pochi compiti (che possono risultare più o meno difficili), ma con la pretesa di essere fatti tutti anche per il giorno dopo. Spesso capita che non vengano controllati, e questo mi suscita una certa rabbia, ma quando capita che i compiti non vengano stati fatti, o viene assegnata una nota….oppure il prof ne tiene conto nella prossima verifica. Quindi sarebbe meglio farli sempre (e cio risulta impossibile).
Questa è la situazione che si presenta per i compiti “ordinari”. Ora considerate che a ogni professore servono tre voti per categoria (scritto e orale, ovvero sei voti) in ciascuna materia per poter trarne una media a fine anno. Tenendo conto del numero di materie e dei mesi presenti in un quadrimestre, si può vedere quante prove orali e scritte vengano fatte al mese. Tali prove consistono, per le materie non pratiche, nello studio di un minimo di 40 pagine….
Considerate ora la presenza di professori provenienti da altri indirizzi o da altre scuole, i quali si credono di essere in un liceo classico, che danno compiti di volta in volta ineccepibili per un indirizzo come il tecnologico (ovvero articoli di giornale per storia, saggi brevi di italiano, libri da leggere sia di italiano che di filosofia, riassunti vari, ricerche scritte a mano).
Pensate adesso la presenza di progetti formativi didattici aggiuntivi quali La Musica nel Medioevo o la realizzazione di un sito web personale in html/css e la presenza di corsi extra-scolastici come il PET di inglese (necessario per affrontare il First, necessario a sua volta per l’Università) o l’ECDL. Tenete conto di tutto quanto perchè non ho ancora finito.
Pensate che io per avere una “misera” media complessiva del 7,8. Studio giornalmente almeno 5 ore e spesso salto i compiti scritti. Non ho un attimo per me se non quell’oretta dove riesco a malapena connettermi a internet. A lungo andare mi stanco, andavo in palestra, ma ho dovuto smettere, non riesco più a concentrarmi, ne a scuola ne a casa, la notte non riesco a dormire, il sabato non ho voglia di uscire. Poca vita sociale. Per un periodo ho cercato di fare pochi compiti e pensare di più al resto….risultato? In tre verifiche ho preso fra il 5 e il 6…e ho preferito tornare allo studio. A volte capita di lamentarmi con i prof e loro mi rispondono che i compiti sono pochi….è vero sono pochi….presi singolarmente per materia pero! Per le vacanze pasquali sono tornato reduce da un mese infernale (del tipo verifica + interrogazione nello stesso giorno), e mi sono stati assegnati tanti compiti, che avrei preferito andare a scuola…ovviamente essendo vacanze, le ultime da qui fino a Giugno…ho scelto di dormire e svagarmi e penso che gli effetti collaterali si vedranno già mercoledi durante l’interrogazione di italiano sul Rinascimento, Umanesimo e Ariosto e in quella di arte di giovedi su Leonardo da Vinci e tutto il programma fatto finora……
Questo per farvi capire quanto sia intasata come un lavandino la giornata di un ragazzo studioso che cerca di avere un buon rendimento scolastico….non vedo l’ora che arrivi giugno.
aprile 10th, 2007 01:57
Aggiungo anche che vado a scuola il sabato..e passo la Domenica mattina, e qualche volta il pomeriggio, a studiare e fare compiti per poi tornare a scuola il lunedi svogliato e per niente riposato….
@Alessandro
Scherzi???? Finire la scuola a Luglio???? Tempo pieno???? Se dovesse succedere una cosa del genere mi trasferisco a Londra!
aprile 10th, 2007 10:16
Ti capisco ma la mia era solo una provocazione rivolta ai Sig.ri Docenti e Insegnanti, che spesso si lamentano ingiustamente, senza considerare che la loro scelta lavorativa è estremamente “MERITEVOLE” nei loro confronti, che comunque rispetto perchè è una loro scelta.
Non credo che oltre queste poche parole scritte in questa area, si possa tranquillamente affrontare il problema con i diretti interessati, perchè “TUTTI” i genitori “SUBISCONO” e non hanno il coraggio di dirlo ai Sig. Docenti, per paura di ritorsioni, questa è la nuda e cruda realtà.
Non credo che me ne starò li ad accettare queste angherie ed ingiustizie, sono un genitore e per tale “HO IL DIRITTO ” di essere ascolato e farò di tutto per farlo….
PASSATE PAROLA.
maggio 7th, 2007 17:00
Cari amici ho letto un po le vostre righe ma non ho capito cosa significa x voi la parola troppi , io sto vivendo una realtà e cerco aiuto per la mia situazione che per ora è disastrosa ma l’anno prossimo sarà tragica .
Ho due figli e il primo ha iniziato le medie ed io la sofferenza ,mio figlio esce da scuola alle 13 30 arriva a casa alle 14 10 , il tempo per mangiare e alle 15 00 iniziamo il nostro incubo Storia , italiano , tecnica, religione , disegni , ricerche e tutto quello che gia sapete solo che tutti i giorni mio figlio resta a studiare con mia moglie (segretaria con diploma magistrale) fino alle 22 00 io mi chiedo come farà mia moglie quando l’anno prossimo anche mia figlia andrà alla stessa scuola? Tenete presente che ho confrontato anche i genitori degli altri alunni ed anche loro stanno nella mia stessa situazione quindi quando voi dite troppi compiti intendete questi orari? Capite che non vediamo la tv prima delle 22 00 spesso mio figlio si addormenta sui libri , e se avessi sposata una ragazza non istruita avrei dei figli ignoranti? Per non dirvi la tensione che trovo al fine della mia giornata di lavoro quando torno a casa . Se qualcuno può aiutarmi prima che questa situazione non distrugga 13 anni di matrimonio me lo dica subito accetto tutti i consigli grazie
maggio 31st, 2007 16:55
Grazie mille x questo articolo, mi hai salvato la vita!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
giugno 13th, 2007 18:42
Effettivamente questo è il “TROPPO” che intendo, ma soprattutto è un “TROPPO” che descrimina notevolmente le varie classi sociali, cioè la scuola non è per tutti, è solamente per quegli alunni che hanno la fortuna di avere un genitore, con buon livello di preparazione, che sia in grado di assisterli l’intero pomeriggio, di conseguenza una famiglia con una persona che lavora e che guadagna per tutti, per gli altri non c’è spazio.
Con tutta sincerità la maggior parte dei sig.ri Docenti, è fossilizzata sulle quantità, che impegna pomeriggi interi e spesso anche il fine settimana, non lasciando spazio a nessuno, alunni e genitori,con il risultato finale, tensioni altissime in famiglia, studenti scoppiati e demotivati, scarso rendimento. Ma signori stiamo parlando di ragazzini, che devono avere anche altri interessi oltre a quelli della scuola, e poi scusate se mi ripeto, spesso passano ore a studiare materie assurde e completamente “INUTILI”. Mi dispiace ma non ci siamo, mi rendo amaramente conto che le cose non funzionano ma soprattutto non esiste il dialogo tra genitori e insegnanti e questo ci rende IMPOTENTI e SCONFORTATI.
Peccato che questo argomento sia movimentato solamente da qualche disperato……….
ottobre 6th, 2007 09:50
Si, sono troppi compiti per i ragazzi, che al posto di studiare e eseguire esercizi si divertono stando tutto il giorno davanti alla Playstation o al computer. E poi gli insegnanti si lamentano!? è TUTTA COLPA DEGLI INSEGNATI!!!Poi la gente si lamenta dei 5 in pagella… in che mondo siamo???
ottobre 20th, 2007 10:49
Si, è troppo difficile. Anch’io frequento un indirizzo Scientifico Tecnologico, ma in questo caso ci sta poca roba… ma è comunque stressante, e sono cavoli dei professori se non studio, poichè non sono EINSTEIN!!! Devono capirlo. Sono intelligente, ma a lungo andare mi rompo le scatole! Non me ne frega niente se mi mettono voti inferiori al 6, non sono affari miei, come ho già detto.
ottobre 24th, 2007 15:32
io faccio il secondo anno di liceo..e a mala pena riesco a finire alle 1 di notte i compiti..poi è vero ci sono quelli più dotati che in 3 ore ti fanno tutti i compiti della settimana..ma credetemi..sono una piccola percentuale rispetto a tutti quelli che si devono fare un mazzo per studiare..in media ho 2 o 3 interrogazioni al giorno e quiindi il giorno prima non devo solo studiare tutte le materie per il giorno dopo,ma ci sono anke tanti tanti tanti esercizi…io sinceramente sono già stanca..eppure la scuola è appena iniziata…
i professori se ne fregano,interrogano anke in tutte le loro ore giornaliere se vogliono..insomma…per me lo studio a casa è una cosa troppo pesante..non ti lascia il tempo x niente…arrivi a casa,mangi, studi fino alla sera e il giorno dopo si ricomincia
ottobre 26th, 2007 11:59
E’ possibile fare una petizione con una raccolta firme per sensibilizzare il ministro dell’istruzione per eliminare o diminuire i compiti a casa? Se si, come devo fare? Serve a qualcosa? Io ho tre figli, 1 in prima media, 1 in terza elementare e 1 che il prossimo anno va in prima elementare. Passano la giornata a scuola e quando vengono a casa non hanno neanche il tempo per fare merenda che devono fare i compiti, vi lascio immaginere il sabato e la domenica. Tra l’altro, la bimba che fa terza, quest’anno ha anche la comunione e quindi bisogna andare in chiesa tutte le domeniche mattina. Ma quando giocano?
novembre 13th, 2007 22:50
Finalmente trovo un posto per sfogarmi!! Sarà che non serve a niente, ma sono già contenta di sapere che c’è chi la pensa come me. Sono in Italia da 10 anni (sono tedesca) e ho il primo figlio nella terza elementare. “Purtroppo” sono laureata anch’io, ho studiato sia pedagogia che didattica per poter insegnare, ho dovuto fare tirocini e ho insegnato con l’assistenza di un tutor per due anni! Adesso ho a che fare con cosidette “brave maestre”, che lavorano come vogliono e che soprattutto non si possono “toccare”. Qui hanno un certo potere! Non c’è dialogo! Non è richiesto! Non è voluto! Si ha paura di discorsi e di eventuali critiche leggere. Non si fanno riunioni con l’obiettivo di informare i genitori o per dare la possibilità di fare delle domande che riguardano tutti. Dopo i miei primi fallimenti in incontri ho preferito lasciar stare! Dov’è l’aspetto pedagogico – didattico che uno si aspetta a una scuola elementare? E dov’è il dirigente??? Una buona parte di responsabilità ricade su di lui.
In questo paese i bambini si stressano già nella prima elementare con 2 – 3 ore di compiti a casa, tipo “impara la poesia!”Se uno non sa ancora leggere, come fa ad imparare la poesia? Da solo! Certo che devono fare i compiti da soli” mi dice la maestra.”!”, “Colora!” (anche pagine fotocopiate più nere che bianche). “Enumera da 0 a 500 e da 500 a zero!” Certamente con tre colori diversi. E’ da impazzire! 28 addizioni in colonna con verifica in quattro colori come compito per un pomeriggio! All’incirca 150 cambi di penne a pagina (e in tutto avevamo 4 pagine!). Difficile non perdere completamente l’orientamento! Dov’è l’aspetto didattico? Qual’è lo scopo? Un altro scherzo: imparare il corsivo da soli durante le vacanze natalizie copiando testi con l’alfabetiere accanto!! A sei anni!!! E nessuno dice niente!! Tutti si lamentano, tutti colorano per i figli, c’è chi impara la calligrafia del figlio per poter aiutare nei momenti più disperati! Insegnanti (vi chiamano “equipe pedagogica”), non vi rendete conto? Se veramente vi piacciono i bambini – una cosa che posso soltanto sperare – fatevi documentare l’impegno giornaliero dei vs alunni se ne avete il coraggio! Studiare può essere bello veramente! Fatelo capire ai bambini con i metodi giusti! Non basta insegnare canzoni come ” Viva, viva la scuola, dove il tempo, il tempo vola…” (Poi mi chiedo: sono così pochi gli insegnanti che hanno figli con gli stessi problemi???)
Forse basta adesso, mi sono sfogata un poco. Se fosse per la scuola tornerei subito in Germania. Per il resto sto benissimo in questo paese! (Si, lo so, anche in D non è tutto oro…anche in Italia ci sono insegnanti im gamba…E’ chiaro!!! )
Una domanda che vorrei fare a chi mi legge: anche da voi non si usa uscire fuori per la ricreazione? Nella prima elementare si rimane addiritura seduti! E sui giornali leggiamo dell’importanza dello sport per i bambini sempre più obesi…..Da noi, quando si riesce, si cerca di evitare le ore di motoria. Si fanno progetti per il tennis per esempio. L’istruttore è un esterno, si paga un piccolo extra per le lezioni previste per legge per l’attività fisica…..
Giusto per finire: in Italia anche il catechismo dura troppi anni! Ogni settimana lezione e compiti e la chiesa la domenica. Com’è che anche questo impegno in altri paesi è ridotto a corsi di 5 o 6 mesi di preparazione?? Perchè?? La chiesa cattolica è sempre quella, o sbaglio?
dicembre 14th, 2007 16:16
allora. voglio descrivere una mia normalissima giornata. ore 6.30: sveglia. Ore 7.00: sn pronta e ripasso qualche lezione. ore 7.30: vado alla stazione per prendere il treno. ore 8.00: entro a scuola. fino alle 13-14.00: sto a scuola a fare il mio dovere. ore 14,15.00: prendo il treno e torno a casa. ore 14.30-15.30: ho finito di mangiare e comincio il (quotidiano)”everest” di compiti. ore 17.00: pausa di 10 minuti(ma non sempre). dalle 17 fino a orario indeterminato(record: 00.30) studio. Ditemi voi se questa non e una vita da bestie. FINE (corro a fare i compiti altrimenti oggi superero il mio record)
gennaio 8th, 2008 20:43
Care professoresse,
Ciò che è scritto sopra la pagina lo dicono
autorevoli esperti di metodologie didattiche, non certo i primi che passano per strada, no?
Anche io passo tutto il pomeriggio a studiare, 3/4/5 ore al giorno!!!!!!!!!!!!
Insomma BASTA!!!!!!!!!!!!!!!!!
Vorrei uscire di casa ogni tanto, andare al cinema e invece devo fare i compiti, se no mi becco un 2 sul registro del mio professore, capito?!
Comunque quello ch dite è ridicolo.
BASTA CON I COMPITI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
gennaio 29th, 2008 19:37
Ragazzi sapete che vi dico?? che e tutto inutile venire a lamentarci qui, perche tanto i prof non vengono a leggere le nostre lamentele e i nostri patimenti, e se anche fosse direbbero che i compiti sono necessari “per creare il senso di responsabilità e bla bla bla…” l’unica cosa che ci rimane da fare è studiare e sopportare crisi depressive, scoliosi e roba simile sperando di restare vivi!!!!
gennaio 29th, 2008 19:55
ma poi guarda tu:i cari prof prima ci assegnano un mare di compiti che a volte comprendono centinaia di pagine da imparare, e poi il giorno dopo si lamentano se la nostra preparazione è “incompleta” o che non riusciamo a studiare una materia… e poi se ne escono sempre con frasi del tipo: “impara ad organizzarti” oppure ” quando hai un po di tempo libero anticipa i compiti per gli altri giorni” o addirittura “la verita e che hai poca voglia di studiare”.. certo, dopo che una si e fatta (scusate l’espressione) un mazzo tanto x studiare, magari svegliandosi alle 5 di mattina ti dicono pure che non hai voglia di studiare!! un’altra cosa. ai tempi dei miei genitori si passavano massimo 2-3 ore sui libri e inoltre c’era la famosa regola “niente compiti x il lunedi…” ora invece per il lunedi abbiamo il doppio dei compiti perche secondo loro abbiamo piu tempo per farli!!! e noi poveri giovani quand’e che possiamo impegnarci anche in altre attivita piu adatte alla nostra eta e ai nostri interessi?? e poi molti compiti non giovano nemeno ai ragazzi che sono piu lenti nell’apprendere: infatti sono costretti ad impegnare il pomeriggio a imparare sempre troppe cose nuove e a fare una marea di esercizi noiosi e ripetitivi, invece di consolidare le cose fatte in precedenza!!! io amo tantissimo andare a scuola, imparare cose nuove e stare con i miei amici, ma mi piacerebbe andarci con piu serenita e con la possibilita di avere anche altri interessi al di fuori di essa… comunque, in conclusione, per far si che le cose dette in questa pagina abbiano un senso bisognerebbe portarle all’attenzione dei media, altrimenti servono solo come uno sfogo. Ciao ciao… Saphira
gennaio 29th, 2008 20:00
hei, perche avete tolto l’altro commento??? cos’aveva di sbagliato?? che x caso ci sono dei prof che controllano questo sito???
febbraio 8th, 2008 18:59
Salve a tutti, argomento mai troppo affrontato per quanto importante questo dei compiti a casa… io forse, da giovanissimo insegnante, mi sento in una posizione privilegiata perché allo stesso tempo ricordo bene sia gli eccessivi e inutili carichi didattici relativi ai “compiti per casa” del tempo del liceo, sia, d’altra parte, mi rendo conto adesso di come si potrebbe ovviare a tale problema non solo riducendo i compiti assegnati ma soprattutto variando “la loro natura”. Mi spiego: se un insegnante intelligente e accorto riuscisse a imporre un carico di lavoro non tanto minore ma ben più piacevole otterrebbe dai ragazzi più motivazione e quindi più rendimento scolastico. La questione è complessa per dibatterla qui in poche parole ma faccio solo semplici esempi… i tempi sono cambiati e non esistono solo i libri ormai.. quindi perché ad esempio per una lezione di storia non far vedere un bel documentario storico, o un film e poi discuterne in classe (star davanti alla TV rispetto allo star sui libri può anche andar bene..dipende da cosa si guarda), o per una lezione di matematica farli partire dalla risoluzione di un problema concreto e magari quotidiano, per una lezione di musica l’ascolto di un concerto dal vivo (o anche di una canzone di madonna, si può dire comunque molto lo stesso…), o per italiano l’analisi e il commento di un articolo dalla propria rivista preferita.. qualsiasi sia.. Insomma, quello che manca a mio avviso nella scuola è “il collegamento diretto con la realtà” …la scuola della pura teoria nozionistica ed enciclopedica deve tramontare. Per quello bastano le sbirciatine su Wikipedia. Oltretutto appunto le concatenazioni di dati e nozioni vengono subito dimenticate mentre l’aggancio motivazionale con l’esperienza diretta resta saldo nella memoria, senza imparare niente “a mente”. Ricordo tanti miei esami all’università… il contenuto di tanti miei esami da 30 e lode “quasi” dimenticato dopo circa una settimana. Non che non sapessi studiare, ma facevo quello che mi veniva richiesto: memorizzare libri, e ci riuscivo bene a fronte di tanta fatica. Peccato sia inutile. Spero di aver reso l’idea. Per la cronaca io insegno educazione musicale ed ho 32 anni. Grazie a tutti voi e in bocca al lupo!
aprile 10th, 2008 21:13
odio sti ccompiti tt i giorni compiti mai una volta ke nn ce li diano pensa ke in inghilterra nn si danno + e xke qua si?
mi sto rompendo tra un po mi trasferisco in inghilterra e poi ste veriiche e poi le prof ti danno sempre la colpa e poi sei bociato cazzo…x colpa di sti compiti e scuola nn posso farmi mai i cazzi miei!!
mi ammazzerei mi scoccio a fare sempre i compiti io torno a casa e poi sto tt il giorno sui compiti… ma noi siamo nati x studiare o x divertirci ? adesso mi dovete risp!!
POI LE PROF ci danno i compiti durante le vacanze ma allora che vacanze sn con i compiti ? e meil che stiamo a scuola tanto vale no… no!!
aprile 12th, 2008 16:08
Il problema è che i genitori hanno tante cose da fare il pomeriggio, che non hanno nessuna voglia di sedersi con i propri figli per supportarli e aiutarli: quando lo fanno sono così rustrati che i bambini lo avvertono e ritardano tutto ciò che possono. Risultato ore copn il libri aperti ma impegno e risultati zero. Un’insegnante di terza elementare e anche mamma-tiranna (o finisci in un’ora o chiudi i libri e domani te la vedi con le insegnanti – funziona!)
maggio 15th, 2008 15:52
basta con i compiti!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
maggio 15th, 2008 15:55
m le prof!!!! sn stufa di continuare a fare compiti e basta, niente sport!! =( diventerò 1a rammollita!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
maggio 15th, 2008 15:59
uffa sn proprio stufa!!!!!!!!!!!!!!!
giugno 5th, 2008 10:18
Ho una figlia che frequenta la IV elementare in una scuola del Trentino, il 10 di questo mese terminano le lezioni e x domani deve fare: verifica orale di geografia sulla storia della Val di non; interrogazione di scienze; portare i compiti svolti x casa di matematica (1a pagina intera di esercizi+2problemi, compiti assegnati martedì)oggi con la classe vanno 4 ore ad una festa dello sport…….voi cosa ne dite? Personalmente sono 4 anni che continuo a dire alle maestre di diminuire i compiti a casa ma pare che la cosa non interessi a nessuno. Ho anche provato a dire loro di informarsi quando le colleghe fanno una verifica in modo da non averene 2 o 3 in un giorno, ho anche proposto loro di organizzasri in maniera da non dare compiti a casa di 4 materie tutte insieme ma una alla volta, credete che abbiano raccolto il mio invito, neanche per sogno!!! Se vogliamo essere sinceri, sono l’unica della classe di mia figlia che le….rompe alle insegnanti, le altre madri si lamentano tra di loro ma non osano dire nulla a chi dovere perchè temono ritorsioni sui figli, in 4 anni di rompimenti da parte mia nessuno si è azzardato a comportarsi scorrettamente con la mia bambina, per fortuna ho a che fare con persone corrette e serie (compiti a parte).Se queste benedette maestre si parlassero e organizzassero in modo da “spalmare” meglio i compiti assegnati a casa forse saremmo tutti molto meno furiosi, a ben vedere, i compiti assegnati materia x materia non sono esagerati, solo che, guarda caso, si concentrano tutti ne primi 3 giorni della settimana, il che vuol dire passare il WE facendo compiti e non riposando affatto. Oltre al fatto che mia figlia va scuola dalle 8.00 alle 15.30 dal lunedì al vederdì e quando arriva a casa ha giusto il tempo di fare merenda guardare un po’ di “melevisione” e poi attaccare di nuovo a studiare; non ha ancora compiuto 10 anni e lavora + di un part-time!!! x fortuna martedì prossimo la scuola finisce….e non mi vengano a parlare di COMPITI X LE VACANZE!!! la vacanze si chiamano così x qualcosa o no??????
giugno 9th, 2008 10:19
Nelle vacanze, soprattutto quelle estive, dove per ben tre mesi ci potremmo rilassare, i proff., ci riempiono di compiti, dalla testa ai piedi.
Fortunatamente, ho cambiato scuola durante la 2°media, andando ad un’altra scuola, dove di compiti ne danno veramente pochi.
Ad es.: di aritmetica, mi hanno dato 15 es. facilissimi, anche se la proff. ha detto che sono diff., in italiano, 2 libri corti…..ecc.
Dò ragione a manurizzi, che la vacanza si chiama così per qualcosa o NO??????
I o le proff, se ne fregano altamente dei troppi compiti che ci vengono assegnati!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
giugno 11th, 2008 19:51
[...] di questi post tratta dei compiti a casa, e si intitola, appunto: Contro i troppi compiti a casa. E’ un post risalente a novembre 2006, che pian piano, in questi quasi due anni e [...]
agosto 25th, 2008 11:40
come studente (anche se non studente modello) penso che se dati in quantità giusta i compiti siano importanti, vero è che bisogna lasciarsi anche del tempo per svolgere le nostre attività pomeridiane, di qualunque tipo esse siano, ma non bisogna dimenticare che il sapere la conoscenza la ricchezza di informazioni che ci derivano dallo studio servono a capire e ad apprezzare in modo più approfondito ciò che ci circonda, organizzare la nostra giornata in base a gli impegni che abbiamo e trovare un posto a tutto, aiuta noi ragazzi a saperci organizzare anche nella vita futura.
Come nello sport l’esercizio è importante poichè un ballerino di danza classica se non si esercitasse anche a casa e continuamente probabilmente non diventerebbe mai un ballerino, e cosi la nostra mente se non viene comntinuamente stimolata continuamente arricchita… la possiamo definire mente?
settembre 1st, 2008 14:42
Io sono alessandro ho 12 anni e devo fare la seconda media mancano meno di 15 giorni all’inizio della scuola e io ho ancora 100 pagine di compiti da finire. Io sono uno scout e sono stato via 2 settimane e ora mi ritrovo nella merda spero che il munistro dell’educazione faccia qualcosa.
molte volte le prof. abusano del loro potere per caricarci di compiti.
AIUTATECI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
settembre 26th, 2008 13:22
Sono la mamma di una bimba di 7 anni che frequenta la seconda (scuola primaria) e volevo sapere se fa parte dei nuovi metodi d’insegnamento mettere gli alunni fuori dalla porta invece che sgridarli per i loro comportamenti errati……non sarebbe più giusto fargli capire la gravità dei loro gesti in un altro modo?
E poi non parliamo di compiti …lo scorso anno davano più compiti un giorno per l’altro che nel week end!!! Volete sapere la risposta che le insegnanti mi hanno dato quando ho chiesto spiegazioni in merito? “Vi dovete adeguare.” Adeguare a cosa? Ad avere bimbi che non riescono a giocare, stare con i propri genitori, fare quelle attività sportive che la scuola non gli permette di fare perchè c’è sempre qualcosa di più importante?
Adesso provo la catra del dialogo con il dirigente scolastico, chissà se ottengo qualche risposta concreta.
Barbara
ottobre 30th, 2008 09:35
Ho letto molte opinioni sui compiti. La mia domanda , alla quale spero di avere una risposta psicopedagogica, è la seguente: è gisto dare i compiti a casa per punizione?
Io ritengo che dare i compiti non sia sbagliato (ovviamente in una quantità adeguata anche all’età) ma non ritengo che bisogna dare un alone negativo al compito a casa. spesso nella classe di mio figlio un’insegnante sta adottando questo metodo perchè non riesce a tenere a bada alcuni ragazzini che creano disordine in classe e per punire loro finisce per punire l’intera classe! Quando , dopo tanti mesi ho chiesto una spiegazione a tale motivo la sua risposta è che per lei sono tutti parte di un gruppo e ne pagano tutti le conseguenze.E’ vero, i bambini fanno parte di un gruppo, ma fino a quanto è lecito sempre punire il gruppo per l’azione sistematica di solo alcuni elementi negativi? L’ultima volta ho sentito sia mio figlio che altri due compagnetti rispondermi che non serve a niente comportarsi bene tanto alla fine vengono puniti lo stesso. Questo a mio parere è altamente deleterio,mi faccio in quattro a insegnare a mio figlio che se si comporta male ne subisce le conseguenze ma se si comporta bene, ottiene dei vantaggi come onore, rispetto, stima…e inoltre io gli insegno che lo studio, quindi anche i compiti, sono un piacevole strumento per conoscere sempre più argomenti nuovi, per sperimentare nuove situazioni, ecc… invece l’insegnante li sta trasformando in strumenti di punizioni! Io non dico che se mio figlio sbaglia o altri bambini sbagliano non devono essere diciamo così ” puniti”, ma non ci sarebbe un altro modo che non i compiti per punizione???
ottobre 30th, 2008 16:57
Per Barbara e Luisa:Se aveta letto il mio commento precedente sapete come la penso, aggiungo per Luisa che ritengo l’insegnate in questione un pessimo esempio per gli alunni e concordo pienamente con le sue idee, per Barbara invece direi sì, di provare con il dirigente, ma attenzione, i dirigenti vanno e vengono, gli insegnanti di solito restano!!! Anche io volevo provare a parlare col dirigente della scuola di mia figlia, ma ne ha cambiati 3 in 5 anni, l’ultimo, che mi ha fatto una buona impressione, è al primo incarico e non credo che intenda inimicarsi insegnanti che stanno lì da moooolto più tempo di lui!!! Se Barbara riesce a combinare qualche cosa di buono mi faccia sapere…magari provo anch’io! In bocca al lupo.
novembre 3rd, 2008 15:35
Io sono uno stdente di 2° superiore…e di questo articolo non ne ho mai sentito parlare. Ne dai professori tanto meno dalla preside……I compiti sono quelli e non ho mai notato variazioni.
novembre 14th, 2008 07:35
ciao sono maestra e parto da un principio che è stato omesso:
alle elementari i compiti non servono prettamente per ampliare un programma svolto in parte ma per permettere tempi di apprendimento diversi, modalità di studio personale e confronto con figure diverse (scusate parlo banalmente ma è per meglio far capire il mio pensiero)
Se a casa il compito non viene vissuto con ansia ma come un’occasione di valorizzazione delle proprie capacità ecco che tutto cambia: il bambino che fa vedere il suo elaborato alla mamma che lo loda comunque per l’impegno, indipendentemente dal risultato ed evita le critiche (grafia, errori, sintassi, etc) allora certamente il rinforzo sarà doppio: il contenuto appreso costituirà una abilità che si potrà padroneggiare in contesti diversi e l’autostima personale crescerà nella consapevolezza che il proprio lavoro ha ottenuto un riconoscimento.
I contenuti proposti nella scuola elementare non sempre riescono ad essere immediatamente fissati e interiorizzati per l’età e per i tempi di concentrazione di questa età. Ecco che interviene la collaborazione attiva a casa, non in nome di compiti punitivi, o di compiti per realizzare quel che non ha fatto la maestra, ma per recuperare, approfondire o rendere personale una modalità di scrittura appresa (volete mettere il piacere di scrivere una storia e dire “questo l’ho fatto io!” ???)
Certo che l’analisi di alcune persone prescinde da un fattore determinante, secondo me: un cambio nella società che non è ancora stato in grado di modificare strutture pubbliche, organizzative e di accoglienza: un tempo quasi tutte le mamme erano casalinghe, a casa c’era tempo per gioco libero e per studio. Oggi poche mamme fanno le casalinghe, tutti e due i genitori lavorano e spesso tornano tardi a casa, il tempo libero, poi, è impegnato in mille attività (non UNA come nei paesi anglosassoni) ed è logico pensare che il bambino non abbia più tempo per sè e per la sana noia; figuriamoci per i compiti!!!
E’ la scuola a dover cambiare, viste le richieste formative moderne (inglese, informatica, educazione alla salute,all’affettività,all’ambiente, alla cittadinanza, educazione stradale e tutto il resto) oppure come in Francia devo nascere supporti alle famiglie lavoratrici con incentivi per i figli che si traducono in ore di babysitteraggio, addetti della asl che controllano gli infanti, asili aperti e non sovraffollati in varie forme? Il tempo insieme a un figlio a quel punto diventerebbe di qualità e non tempo rubato agli impegni per stare davanti al televisore alla sera pur di fare presenza scenica o per i sensi di colpa per essere mancati durante la giornata (i bambini devono andare a letto alle 9….. ormai vanno alle 22-23-24 perchè vedono con i genitori i programmi fino a tardi, visto che i genitori durante il resto della giornata non li hanno visti e che non c’è stato comunque tempo di qualità con operatori…)
dicembre 29th, 2008 18:01
salve a tutti! ho 12 anni e sinceramente credo anche io che i compiti troppi dati a casa per il giorno dopo non servono a molto anche se in questi anni a passare dalle elementari alle medie mi sono resposabilizata molto grazie hai compiti ma e anche vero che a volte dopo cena devo ancora terminare i compiti perche’ sono troppi sapete ho notato uncosa che la maggir parte dei proffessori che danno i troppi compiti a casa sono quelli vecchi a mamma mia sono cosi antiopatici e in piu coi professori vecchi e anche difficile apprendere ad esempio la mia prof di lettere e mooolto givane e con lei si sta sereni invece coi proffessori vecchi no urlao e basta .
ma andimo dritti al punto I COMPITI DATI A CASA SONO TROOOOPI alcune volte penso che i proffessori diano i tanti comiti a casa perche non vogliono che siano svolti i classe per poi spiegari e rispiegarli se qualcuno non ha capito invece credo che loro pensin che se danno i compiti a casa dico lo dico una volta sola e poi non lo dico piu maddona poi vorrrei anche discutere sulla nuova legge che e’ uscita quest’anno che se uno a un’isufficenza in pagella non puo’ passare all’anno dopo io dico ma se uno non e tanto forte in qualche materia tra qualche anno vorranno persino che abbiamo tutti 10 in tuttele materie ma io dico ma stiamo scherzando? ciao
dicembre 29th, 2008 18:08
cara silvana io sono un genitori e in parti di genitori voglio dirle una cosa e non e solo da parte mia ma da tutti i genitori io sono un’operia di metameccanica e faccio un lavoro duro quando torno mia figlia non a ancora terminato i propi compiti e noi genitori li aiurtamo e le inoltre si permette di dire che non devono andare tardi a letto be incominciamo a dare meno compiti in questo modo il geniore avra’ piu’ tempo di parlare col proepio bambino e di chiedereli come e’ andata la girnata e questo e un messaggio anche per le prof delle medie a ragione “anonima 96″ per me
dicembre 29th, 2008 18:13
sono BB3B e in parte di genitore rispondo a elena elena lei e forse un genotore ? lavora? LEI DA UNA MANO AL PROPIO FIGLIO A FARE I COMPITI ? BE SA UNA COSA NON TUTTI I GENITORI HANNO IL LUSSO DI FARE LE CASALINGHE O DI AVERE UN PARTAIM COME LAVORO PER QUESTO SIAMO OCCUPATI PERCHE SIAMO A LACVORO MA CI SONO ANCHE PERSONE CHE PREFERISCONO ANDARE DAL PARRRUCHIERE O ANDARE A FARE SHOPPING INVECE DI STARE A CASA AD AIUTARE IL PRIOPIO BAMBINO
gennaio 16th, 2009 14:56
cara bb3b prima di tutto un pò di studio ci vorrebbe anche a te e poi un’altra cosa,fare la casalinga non è un lusso ma un lavoro vero e proprio.Prima di parlare usa il tuo cervellino se ce n’è un pochino in quella testa.
gennaio 21st, 2009 13:10
Ciao a tutti eccomi di ritorno dopo qualche mese x fare il punto della situazione…. sono tante le parole che sono state sprecate su questo blog sul tema compiti, ma purtroppo nemmeno un provvedimento è stato preso per porvi rimedio! i prof continuano ad esercitare la loro tirannia e noi poveri studenti dobbiamo sgobbare ore e ore su carichi assurdi di esercizi inutili e centinaia di pagine da imparare….e inoltre anche se il nostro è praticamente un lavoro a tutti gli effetti (non retribuito…) non abbiamo alcun diritto e veniamo a scuola pure a rischio della vita!! (vedi il crollo della scuola a Palermo e del soffitto che ha provocato la morte di uno studente).Insomma: CHE QUALCUNO PORTI QUESTE DISCUSSIONI ALL’ATTENZIONE PUBBLICA, E SPERIAMO CHE UN GIORNO SI POSSA DARE UNA SVOLTA A QUESTA INGIUSTIZIA!!!!!!!!!!!!
saluti……….. SAPHIRA
gennaio 28th, 2009 22:28
io odio i compiti a casa non dovrebbero mai darli infatti anche secondo me non conta il fatto dei compiti a casa e dell’apprendimento scolastico … spero che i compiti diminuiscano ……saluti
marzo 13th, 2009 17:07
La cosa che a me fa saltare i nervi è che sto tutta la giornata a studiare, finisco alle 22 a volte anche alle 23 e quando vengo interrogato non mii ricordo più niente.secondo me mi succede perchè assegnano troppo.a volte i compiti diventano troppi perchè ci sono più materie per un giorno e altre volte per una materia che assegna troppo.io odio il martedì perchè è il giorno in cui assegnano più compiti.di solito per il martedì ho 20 pagine da imparare di geografia (incluse cartine e ricerche da studiare), 5 pagine di scienze,2 pagine da studiare di storia,traduzione di francese che di solito ci fa fare stronzate varie per farci perdere tempo tipo:disegna un cuore per san valentino , oppure:disegna asterix e obelix. ma che cacchio centra san valentino oppure asterix e obelix con il francese??a volte mi sembra che lo facciano apposta. e poi geografia si lamenta del perchè il martedì nessuno viene a scuola e quelli che ci vanno non sanno niente.non è ovvio? secondo me sono anche i libri la causa dei troppi compiti perchè approfondiscono troppo le cose.
marzo 13th, 2009 17:16
raga voglio anche dire che io imparo molto di più con la tecnologia. non riesco a concentrarmi sui libri nn ci capisco un cacchio sui libri.come hanno detto prima si impara molto di più facendo vedere un documentario che con i libri.per esempio io sto imparando l’astronomia semplicemente vedendo i documentari su youtube e nessuno me lo ha imposto lo voglio fare e basta.comunque impareremmo di più usando pc e televisioni a scuola e poi commentare tutto in classe.cacchio perchè ci hanno tolto il prof giovane?lui si che sapeva come farci capire.
aprile 7th, 2009 23:38
[...] dirlo una quindicina d’anni fa no? Antonio Sofi e i compiti a [...]
aprile 10th, 2009 11:45
Molti insegnanti dicono:” ma si dai vi ho dato “solo” una decina di esercizi, il problema è che non c’è solo una materia, ma molte altre, più o meno stressanti ed impegnative, delle quali danno anche “solo” 10 esercizi.
Rimanendo in tema, almeno 4 insegnanti al giorno, 10 esercizi per ogni insegnante =
4*10=40 esercizi al giorno più lo studio, ed il tutto almeno 4/5 ore le porta via
aprile 19th, 2009 00:56
la mia prof di mate la tadiotto ci riempie di compiti,questo sito diventerà famoso all’astori hihihihih
ottobre 10th, 2009 16:04
Compiti a casa.
Quando sono troppi e difficilmente affrontabili dai ragazzi in autonomia, sono discriminanti nei confronti delle famiglie che non hanno possibilità, che siano esse culturali o economiche.
Dare per scontato l’intervento dei genitori è ancora più grave considerando che viene meno lo scopo primario dei compiti stessi, ovvero lo sviluppo da parte dei ragazzi di autonomia operativa.
I compiti dovrebbero essere :
1) pochi.
2) facili per permettere a tutti i ragazzi di svolgerli in autonomia e senza l’aiuto dei genitori.
3) personalizzati per i ragazzi che hanno qualche difficoltà in più.
Questi tre semplici, evidenti ed inconfutabili punti vengono rispettati purtroppo molto raramente.
Lo stress da compiti colpisce ragazzi e famiglie minando i rapporti spesso già difficili.
I risultati di questo scriteriato metodo sono sotto gli occhi di tutti.
Eravamo dei leoni e oggi siamo il fanalido di coda europeo in termini di qualità formativa, di un europa che il problema dei compiti non ce l’ha perchè i docenti invece di incancrenirsi su concetti obsolescenti hanno studiato e si sono aggiornati assieme a tutta la struttura scolastica, materiale ed umana.
Il punto è questo: sono i docenti che dovrebbero fare più compiti a casa e soprattutto farli meglio. E’ un lavoro molto faticoso e di grandissima responsabilità non sempre svolto come tale.
Ho dedicato la mia vita alla formazione, con ottimi risultati, dai tempi in cui insegnavo matematica, alle superiori a oggi che sono docente presso la facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Firenze.
@anonima96
Sai qual’è il problema ?
Tante persone si scordano di essere stati bambini, ragazzi ed allora il rapporto diventa difficile se non impossibile.
Chi insegna dovrebbe rimanere sempre un po bambino dentro per poter essere sempre vicino a voi che siete stupendi.
In questo modo si ottengono dei risultati incredibili.
Un consiglio: ricordati sempre questi insegnanti che detesti e … cerca di non diventare mai come loro.
dicembre 31st, 2009 12:57
Allora, vorrei precisare che durante queste “vacanze” di Natale ci hanno assegnato troppi compiti. Si, so che devo fare la 3a Media, però non è giusto! Oggi mi sono svegliata alle 8:00 e ho incominciato a fare i compiti subito x essere libera nei prossimi giorni. Ma guardando le pagine di diario stracolme, mi viene da pensare che non ce la farò mai. Poi la mia prof di italiano storia e geografia dice che sono pochi e quindi ce ne ha assegnati di +. Io dico : nella mia classe ci sono persone che non li fanno, allora perchè punisce anche chi li fa?
E poi l’estate…che ne parliamo a fare!!! 400 esercizi di matematica, storia ripassare tutto il libro (anche geografia), italiano un libro delle vacanze…uff!!! Non se ne può più!
Vorrei che si diminuissero le ore di studio così potrei uscire in libertà ed andare in vacanza!
gennaio 5th, 2010 19:37
Sono una studente abruzzese delle scuole superiori. Ho sempre avuto ottimi voti a scuola che sono stati sicuramente i frutti dell’impegno per lo studio a casa. Non ho mai sopportato però i compiti fasulli e abbondanti. Infatti spesso mi limito a fare il giusto necessario, e noto che conseguo lo stesso ottimi risultati. La cosa che più mi da ai nervi è che quando proviamo a parlare ai professori di quest’argomento, loro o in un modo o in un altro devono sempre avere ragione e, anzi, per ripicca a volte ne assegnano ancora di più dei soliti.
E’ un problema che affronto da quando facevo le scuole elementari, e se devo essere sincera il periodo più pesante per gli studi è stato quello alle scuole medie. In questi anni i compiti non sono stati un problema solo mio, ma hanno influito anche sulla situazione famigliare, in cui spesso o i miei genitori o i miei fratelli hanno dovuto spendere del tempo per aiutarmi, anche fino a tardi. Naturalmente dato che adesso frequento una scuola secondaria di secondo grado, i compiti sono necessari per assimilare meglio alcuni concetti.
Devo ammettere però…purtroppo…che anche adesso mi ritrovo alcune volte a fare compiti che si addicono a bambini delle elementari e che portano solo via del tempo che potrei sfruttare più utilmente. Stò passando le vacanze di natale sopra i libri… Vi pare possibile??? Non dico che i professori non devono assegnare compiti, anzi, ma se li dessero in maniera più equilibrata e se si rendessero conto che non dobbiamo svolgere solo i compiti della loro materia, sarebbe più facile svolgerli tutti e godersi la VACANZA!
Melissa