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16/10/2006

La porno pupa e il porno secchione

di Enrico Bianda, alle 23:35

Il porno è ingombro, straripante, di morte dei sentimenti.
Martin Amis

L’unico pericolo di guardare la pornografia e che potrebbe farti venire voglia di guardarne ancora.
Gore Vidal

La Pupa e il SecchioneIn questi giorni sono andato a vedere che cosa succedeva dalle parti di La pupa e il secchione. Ammetto che alimento da una vita un certo senso dell’estetica voyeurista, ed effettivamente il programma, felicemente definito da Edmondo Berselli irreality show (anche se io lo definirei iperreality show), aiuta a tener buona questa mia effervescenza.

Ho quasi sempre snobbato tutti i programmi del genere reality: se accadeva che mi fermassi era solo perché ero attratto dai rapporti che si venivano a creare tra rinchiusi. Rapporti che di disegnano nel racconto del reality seguendo le regole della seduzione de-eroticizzata della pornografia. La pupa e il secchione ripercorre fedelmente i topos della narrazione standard della pornografia, riprendendo caratteri e sublimazione delle pulsioni maschili, o machiste.

Sono entrato in questo mondo sguaiato dell’irreality show, ho seguito i dialoghi surreali e l’incantamento mostrato dai secchioni che sì, saranno impreparati sessualmente e di poca esperienza, ma hanno ormoni e naturali pulsioni sessuali, che si affacciano dietro gli occhi annacquati mentre ascoltano prendendo appunti su come si rimorchia in discoteca.

Ho ascoltato e soprattutto visto la messa in scena dell’ignoranza, e mi è sembrata una messa in scena funzionale alla pornografizzazione del cast e dei caratteri. Il corpo della donna deve essere solo corpo affinché possa svolgere la funzione sostitutiva propria della pornografia: il secchione è il ponte tra un corpo desiderante ed un corpo desiderato. Il primo è un complesso di desiderio e capacità narrativa, nel senso che stabilisce ruoli e svolgimento del racconto della seduzione, mentre il secondo deve restare solo corpo desiderato, vero e proprio oggetto di consumo, obiettivo necessario del consumo pornografico.

Il tutto che si vede nella pornografia non è che una scoria del reale. L’iperrealtà della produzione pornografica, l’ipervisione in primo piano degli organi genitali, la promiscuità dello sguardo ed il fascino del dettaglio hanno per funzione la restituzione integrale del reale ma un reale che esula dall’umanità, che meccanizza l’atto sessuale. E’ l’assenza spettacolare dell’amore e della tenerezza.

La pupa e il secchione mette mette in scena un preliminare iperreale dell’incapacità seduttiva dell’uomo, che cerca nella pornografia la realtà oltre la realtà: dare corpo alla fantasia sovrapponendosi/sostituendosi all’azione.

[tags]reality, reality show, la pupa e il secchione, porno, pornografia[/tags]


  • Pupe e Secchioni, siamesi saprofiti
  • Per favore non mordermi sul collo V. Il gonzo della politica.
  • (Ir)reality show. Il fascino discreto della bugia (e della verità)
  • Per favore non mordermi sul collo /4. Zora la vampira.

  • 13 Commenti al post “La porno pupa e il porno secchione”

    1. Soloparole racconti
      novembre 26th, 2006 20:53
      1

      Original post: La porno pupa e il porno secchione by at Google Blog Search: racconto porno Pages: Start

    2. Maxime
      ottobre 17th, 2006 14:12
      2

      Quindi in conclusione ci consigli di lasciare perdere e di mettere direttamente un dvd porno? :D

    3. ALe
      ottobre 17th, 2006 22:35
      3

      Perchè lo definisci un iperealityshow?
      Ale

    4. enrico
      ottobre 18th, 2006 09:57
      4

      mette in scena un preliminare iperreale dell’incapacità seduttiva dell’uomo…

    5. CiberGigi
      ottobre 19th, 2006 00:53
      5

      Oggi c’era anche Franco Califano che dava lezioni di corteggiamento.
      Ho capito che per dare un vero bacio devono vedersi “le fossette” sulle guance…

    6. Noantri
      ottobre 19th, 2006 14:29
      6

      Il problema è che il brain storming che ha portato, invece, all’ideazione de “La pupa e il secchione”, è stato un po’ più semplice di tutto questo. E, nello specifico: “Mettiamo un tot di fighe a contatto con un tot di sfigati e rendiamo concreti i sogni del 95% delle persone che guardano questo tipo di programmi”.
      [Ste]

    7. Simone Cosimi
      ottobre 21st, 2006 11:49
      7

      A me, piuttosto, tutta questa attenzione per quel programmaccio non va proprio giù.

      Più che altro, non capisco questa tensione a criticizzare in termini di sociologia massmediatica qualcosa che, davvero, non si presta.

      Sapete cosa mi ricorda La Pupa e il Secchione?
      I film di Alvaro Vitali.

      E tutto sommato, se ci pensate bene, il titolo – della trasmissione – sarebbe stato adattissimo ad una di quelle sexy-commediacce all’italiana.

    8. POP LIFE
      ottobre 21st, 2006 13:15
      8

      “il secchione è il ponte tra un corpo desiderante ed un corpo desiderato”

      mio caro enrico / pensi davvero che la pornografia abbia a che fare con il desiderio? personalmente scinderei le pulsioni non elaborate e la compulsione quasi adolescenziale sollecitata ed esasperata dal contesto televisivo [dove il riscatto della crescita sessuale diventa elemento chiave di una competizione], da altre forme di attrazione, più profonde e sottili, che poco hanno a che fare con quell’agghiacciante irrealtà [ma sarà poi davvero così "irreality"?].desiderano davvero questi seduttori in erba, confusi e incessantemente mortificati nei loro tentativi di diventare oggetto di conquista più che conquistatori?
      naturalmente si tratta di un minuscolo dettaglio vizioso, all’interno del tuo discorso che condivido ed apprezzo per la consueta acutezza della visione e per l’eleganza del racconto.
      un saluto / POPLIFE [che vi legge sempre via mail]

    9. Webgol » Blog Archive » Pupe e Secchioni, siamesi saprofiti
      ottobre 24th, 2006 10:43
      9

      [...] Non già, infatti, cosa ne è stato di loro (funzione orfico-scopica? voyeurismo guardonesco? mimetismo da transfert sfigato dello spettatore medio alle prese con l’accumulo retinico di bellezze stratosferiche e intoccabili?): ma cosa ne sarà di loro, pòrelli. La parte onestamente più perdibile dei reality, fin dai primi esperimenti, è il post-reality. Con la scia bavosa del riciclo degli ex-partecipanti fino ad esaurimento-immagine (una emivita sempre più breve, ormai). Con i vari programmi di intrattenimento che penosamente provano a sfruttarne la flebile e caduca aura. Tutto fa presagire che anche le pupe e i secchioni ce li troveremo in giro per talk show (già qualcosa si è visto, nell’ultimo Buona Domenica, per esempio). [...]

    10. serena
      ottobre 27th, 2006 12:11
      10

      Secondo me non si tratta di consumo pornografico, ma di meccanismo della produzione pornografica… un meccanismo di copia e incolla che rende tutto più reale del reale e per questo iperreale… Tutto diventa osceno, supervisibile.
      Non so se vi capita ma a volte il mio sguardo viene istantaneamente assorbito dalle immagini ma allo stesso tempo sfugge vorrebbe evitarle. Mi sento in imbarazzo e cambio canale, inevitabilmente…
      I limiti di questo meccanismo sono personali, è ovvio. Sono super convinta che questo avvenga oggi in tutti i programmi della tv in particolare, va oltre il programma abominevole “La pupa e i secchione”. Tutto è puro trionfo del voyeurismo!!! E aggiungerei del Masochismo, perchè sono masochisti quei poveri ragazzi.
      Persino guardare la “papessa” Simona Ventura lo è (voyeuristico e masochistico intendo). :D

    11. enrico
      ottobre 27th, 2006 14:20
      11

      si la pornografia credo che abbia a che fare con il desiderio: in un vecchio saggio sul cinema pornografico di cui mi sfugge il titolo, si diceva che quello che spingeva o conduceva al consumo di pornografia (maschile sopratutto) fosse in parte il desiderio che la protagonista della scena fosse la propria partner. Non fisicamente ma che il desiderio sostituiva nella fantasia la propria partner o una donna desiderata.
      Alla base dunque, certo non unicamente e forse la stessa riflessione sconta qualche anno di troppo ed un’industria superata, vi sarebbe il desiderio (sostitutivo) dell’individuo.
      Esacerbando la questione mi spingo a definre il consumo di reality un consumo pornografico. E come tale sottoposto ad una buona dose di vergogna e rimozione. Fare – e guardare – ciò che si desidera fare, quello che vorremmo essere e le occasioni che non ci vengono concesse.
      Estremizzo, ̬ vero, ma credo davvero che Рproprio alla luce del contenuto intimamente narrativo di un reality Рil consumo di questo genere di televisione sia da considerare frutto di un,forse poco conosciuto, desiderio.

    12. serena
      ottobre 27th, 2006 16:31
      12

      Il reality, come consumo pornografico, si sostituisce alle “rappresentazioni” del nostro immaginario. Quindi ci affidiamo ad essi nella proiezione delle nostre fantasie e dei nostri desideri, facilitandoci il “compito” in un certo senso..

    13. giovanni
      maggio 8th, 2009 15:54
      13

      chi ha scritto cuesto racconto e il migliore e gli faccio i miei complimenti

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