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08/10/2006

Aprire gli archivi, ripensare il blogroll, (video)giocare a scuola

di Antonio Sofi, alle 12:53

Carlo Felice Dalla Pasqua, nel suo informatissimo Reporters segnala un bel pezzo di Doc Searls, con dieci consigli al “Quotidiano 2.0”. Tra questi c’è una parte dedicata all’apertura degli archivi storici. Il titolo del (primo) punto non potrebbe essere più chiaro nel sottolineare un’apparente contraddizione in termini: smettetela di “regalare” le notizie nuove e far pagare quelle vecchie. Il ragionamento merita di essere riportato integralmente.

[…] Okay, give away the news, if you have to, on your website. There’s advertising money there. But please, open up the archives. Stop putting tomorrow’s fishwrap behind paywalls. Writers hate it. Readers hate it. Worst of all, Google and Yahoo and Technorati and Icerocket and all your other search engines ignore it. Today we see the networked world through search engines. Hiding your archives behind a paywall makes your part of the world completely invisible. If you open the archives, and make them crawlable by search engine spiders, your authority in your commmunity will increase immeasurably. Plus, you’ll open all that inventory to advertising possibilities. And I’ll betcha you’ll make more money with advertising than you ever made selling stale editorial to readers who hate paying for it. (And please, let’s not talk about Times Select. Your paper’s not the NY Times, and the jury is waaay out on that thing.)

A mio parere non fa una piega che è una. E in tutti e due gli aspetti: quello “comunitario”, e quello “pubblicitario”.
E, seppur arrivandoci da un altro punto di vista, l’apertura degli archivi era tra le (inevitabili) conclusioni del case study degli squillini.
Ci sono anche esempi, a volerli studiare. Il Guardian per esempio lo ha fatto da tempo, e su ogni pagina “liberata” dall’archivio ci mette su i suoi bei (per modo di dire) banner pubblicitari, guadagnandoci. Non è l’aspetto più importante, a mio parere, come dice anche Doc Searls, ma visto che è anche un guadagno potenziale di soldi, non faccio fatica a considerarlo un caso di straordinaria cecità degli editori.

Federico Fasce ripensa il blogroll. Nel pieno rispetto di un equilibrio virtuoso tra bonding e bridging, la sua soluzione è: selezione casuale di link in home page, tutto il blogroll in pagina separata. Io ci aggiungo anche una sezione permanente dei (pochi) blog che visito di più via web e non via feed – perchè, banalmente, li uso prima di tutto io. Seguirò i suoi consigli, non appena trovo un javascript che mi faccia la selezione random (consigli?).

– Segnalo la quinta puntata di “Web Docet”, rassegna stampa e web in podcast che curo sui temi della scuola e delle nuove tecnologie su Edupodcast.it. E’ una specie di piccola monografia su un tema affascinante: come usare i giochi e i videogiochi nella didattica, con esperienze concrete e riflessioni di metodo. La puntata si intitola “Giochi d’istruzione di massa“, riprendendo il bel titolo di un articolo di Luca Tremolada uscito su Nòva del giugno scorso, e ripreso da Nòva Review, promettente bimestrale del Sole 24 Ore sull’innovazione che ha debuttato in edicola in questi giorni. Sarà contento quel World of Warcraft’s evangelist d’un gg, che da mesi cerca di convincermi a fare parte della sua turpe gilda di masnadieri, che non si capisce bene cosa facciano ma di sicuro cose da cui è meglio stare alla larga.

Volendo (una piccola eccezione) la puntata si può sentire dal player qui sotto. Su Edupodcast ci sono però tutti i riferimenti e i link.

Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser.


  • Ho il blogroll posseduto dal demonio
  • Qdc live. Lunedì tecnologico.
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  • 2 Commenti al post “Aprire gli archivi, ripensare il blogroll, (video)giocare a scuola”

    1. Federico Fasce
      ottobre 8th, 2006 19:24
      1

      Come vedi, le idee sul blogroll sono una specie di vaso di Pandora che ho incautamente scoperchiato :)
      Io davvero non avevo pensato minimamente al PageRank, ma soltanto a come vincere l’overload informativo di blogroll troppo nutriti.
      Per quanto riguarda la scelta casuale di un certo numero di link, ho utilizzato un semplice codice di wordpress, vale a dire:

      ‘, ”,
      ”, FALSE, ‘rand’, FALSE,FALSE, 10, FALSE, TRUE); ?>

      Dove al posto del 10 puoi mettere il numero di link che vuoi visualizzare.
      Se serve una mano, fai un fischio via mail ;)

    2. Federico Fasce
      ottobre 8th, 2006 19:25
      2

      Oh, dannazione. Il codice non si vede correttamente, avrei dovuto pensarci. Mando via mail…

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