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25/09/2006

“Mà, chiama che non c’ho soldi!”

di Diletta Parlangeli, alle 21:01

[Intanto che metto a punto – con la mia proverbiale lentezza – ulteriori approfondimenti e sorprese sul tema dello squillino, ricevo e pubblico con piacere il punto di vista di Diletta Parlangeli, che forte dello scarto generazionale con molti di noi, ne dà, da vera user, una lettura un po’ più articolata (e divertente) di quella proposta da me qualche giorno fa. as]

phoning di Lokomev http://www.flickr.com/photos/lomokev/Prendere su il telefono, sentire dall’altra parte solo un breve “tuuu” e poi riattaccare. Senza aspettare che l’altro risponda, e senza volergliene dare il tempo. Gli squillini, insomma.
Inutili? Tutt’altro.

Un solo squillo.
Ergo, dovrebbe esser semplice da interpretare.
Invece lo squillino è polisemantico, e nasconde decine di significati. Alcuni da interpretare con spontaneità e naturalezza. Altri invece da concordare a tempo debito.

Talvolta, per esempio nel caso in cui due persone non si sentano regolarmente, uno squillo vuol dire davvero “ti penso”. Questo meccanismo ha profondamente modificato le dinamiche relazionali uomo-donna (o meglio ragazzo-ragazza). Dopo le prime frequentazioni l’attesa era quella classica: la fatidica chiamata. Peraltro il costo emotivo connesso al chiamare (di persona! e parlando!) era già, di per sè, un segnale sufficientemente chiaro: il chiamante aveva vero interesse. Ora, invece, al posto della chiamata (o anche del più “economico” sms), potrebbe esserci qualche squillino.

Forse è una questione di scuse. Infatti lo squillino fa diminuire in maniera esponenziale la gamma di possibili scuse da utilizzare per chi vuole dileguarsi. “Vabbè che non ha tempo, ma almeno uno squillo lo poteva fare…”
Insomma, avere a disposizione un mezzo ancor più veloce ed economico di un sms e non usarlo, è una cosa difficile da perdonare (e impossibile da scusare).

Ma ci sono occasioni meno compromettenti per far uso dello squillino.
Ad esempio, è un ottimo modo per dare conferma.
Per esempio. Se due persone si stanno scambiando sms da un po’ di tempo, e uno dei due arriva a definire luogo e posto di un appuntamento, oppure rivolge all’altro una domanda che prevede anche un semplice “sì”, allora lo squillino è uno strumento perfetto.

“Allora passo da te alle 5, a dopo”
Squillo.

Oppure.
“Ma poi ieri l’hai comprato il cd?”
Squillo.

Semplice, efficace, diretto, economico.
Un po’ ermetico magari, ma ci si accontenta.

Per non parlare poi di situazioni estreme in cui si contatta un amico che sappiamo non avere abbastanza credito telefonico. (c’è per esempio chi esaurisce tutto il credito ma si lascia giusto quei 10 centesimi per lo squillo e con quelli assicura la sua possibilità di comunicare con il mondo per mesi).

In quel caso si lancia la sfida.
“Ciao, vieni allora? 1 squillo sì, 2 no”.

In queste situazione bisogna sperare nell’ottima coordinazione mnemonica/visivo/tattile dei due soggetti, onde evitare imbarazzanti bidoni. Se scappano due squilli non voluti, possono saltare intere serate. O se pensi sia solo uno squillo e invece erano due, capace che stai ad aspettare tutta la sera.

Un altro diffusissimo utilizzo del fatidico “tuu” è sfruttato dai figli con i genitori.
Uno squillo, in questo caso ha un significato inequivocabile. Inequivocabile e perentorio.
Vuol dire “chiama che non c’ho soldi”.

Polisemantico, appunto. Ma come capire con chi usarli? Se uno squillino viene capito come tale, o diventa una banale, spenta, sterile “chiamata non risposta”?
Facile.
Se facendone uno si riceve una telefonata dallo squillato, che esordisce con “Ciao, mi avevi chiamato?” beh, non c’è dubbio, bisognerà spiegargli tutto dall’inizio.

[Il titolo della foto in alto è Phoning, l’autore il bravo Lokomev]

[tags]telefonini, cellulari, italia, squillino[/tags]


  • Uno Yeti di nome Elvis. Cronache dall’Himalaya.
  • Bzaar Camp e un trilione di squillini
  • «Ci rimetto pure un sacco di soldi, sa?»
  • Il partito chiama e Zoro risponde.

  • 18 Commenti al post ““Mà, chiama che non c’ho soldi!””

    1. ninna_r
      settembre 26th, 2006 01:17
      1

      Beh, in effetti mia madre la chiamo così…con lo squillo…
      Mi tiene davvero troppo al telefono, meglio far pagare lei… ;)

    2. svaroschi
      settembre 26th, 2006 11:27
      2

      Ottimo approccio “scientifico”!!
      Molto esauriente…e veritiero!! :-)

      Se posso aggiungere una cosa, ecco l’esperienza di un’amica straniera, oggetto “del corteggiamento” (si dice ancora così?) da parte di un ragazzo italiano. Alla mia domanda sugli ultimi sviluppi, lei mi ha risposto che si stava svolgendo tra squilli e messaggi.
      “Ma gi squilli hanno un significato particolare?” mi ha poi chiesto perplessa.

      …rituali moderni (nostrani!) di corteggiamento?
      Quasi quasi le faccio leggere questo post! :)

    3. Tambu
      settembre 26th, 2006 11:48
      3

      c’è un piccolo problema tecnico. Al giorno d’oggi, con la personalizzazione delle suonerie, come fa il chiamante a sapere quanti squilli sta facendo? se si basa sul TUUU e dall’altra parte parte la canzone di GOLDRAKE, a che secondo della sigla si considera finito uno squillo? ;)

    4. Antonio Sofi
      settembre 26th, 2006 11:54
      4

      Forse a “va, distruggi il male e va”? :)
      Buon punto, dal lato chiamante non c’è problema, ma da quello ricevente, in effetti…
      Vediamo se qualcuno ne sa di più

    5. diletta
      settembre 26th, 2006 12:35
      5

      mmm… interessante quesito. Dal punto di vista del chiamante: quelle sorta di “segreterie delle suonerie”, che ti intrattengono mentre a te di sentire pollon comibina guai non te ne frega ninente, personalmente dopo il primo “tuu” aspetto pochissimo, tipo 2 secondi. Devo ammettere però che dei miei amici e conoscenti solo 1 utilizza quest’odiosa funzione perchè è stata incastrata dalla compagnia telefonica e non riesce a disattivarla.Dal punto di vista del ricevente (con suoneria specializzata):Le mie si sono sempre bloccate al punto giusto, anche se all’inizio qualche perplessità c’era. Tutto sta a capire…Esempio: per rotolando verso sud dei negrita, quando si tratta di uno squillo si fema prima che pau inizi a cantare. Alcune suonerie fanno le difficili, nel senso che continuano per un po’ dopo che il chiamante ha chiuso, ma è comunque un tempo minore rispetto alla chiamata vera e propria. spero di aver soddisfatto le curiosità e soprattutto di essermela cavata con antonio, che intendeva incastrarmi senza nemmeno che fosse merito suo :) ehheheh

    6. carnefresca
      settembre 26th, 2006 12:41
      6

      sciolgo il dubbio, il doppio squillo si fa a intermittenza anche perchè sennò il dubbio rovina la poesia:). comunque, per quello che mi riguarda, il doppio squillo è raro, in genere mi trovo a dovere spiegare perchè ‘no’, quindi chiamo o messaggio.
      la vera piaga dei tempi moderni è la mancanza di campo: l’unico silenzio che non significa niente, il peggiore di tutti!

    7. MondoBlog » Blog » Italia chiama Web - Num 2
      settembre 26th, 2006 15:53
      7

      […] “Mà, chiama che non c’ho soldi!” […]

    8. Sten
      settembre 26th, 2006 19:16
      8

      Si, in effetti è vero: per fare 2 squilli per rispondere no alla domanda di solito si fa uno squillo, si mette giù quindi dopo 2/3 sec. si fa un’altro squillo…

      Allora l’amico che ha soldi per i messaggi ne invierà uno del genere “ok capito, non importa sarà per un’altra sera ciao”

      O magari se la coordinazione mano/mente/orologio non è stata impeccabile si corre il rischio di dover rifare tutto in seguito ad un “Non ho capito… rifai”.

      Comunque molto bello il post, l’argomento è trattato in modo impeccabile, ci vorrebbe il punto di vista dei diretti interessati, ma per quello ci adattiamo a scrivere nei commenti!!=)

      Ciao

    9. maurogasparini
      settembre 28th, 2006 00:05
      9

      possibile significato alternativo dello squillino:
      «dobbiamo proprio sentirci, so che adesso hai da fare, ma chiama appena puoi»

      possibili risposte:
      1 squillo «se ci tieni, adesso va bene, ma chiama tu»
      2 squilli «ti richiamerei, ma hai sbagliato numero»
      3 squilli «vaffanculo»

    10. iri
      settembre 28th, 2006 19:06
      10

      tra l’altro penso che sia una cosa molto italiana, perché qui da me non ho ancora conosciuto nessun spagnolo che mi faccia squillini per dire ti penso, come va ecc.
      si usa molto l’sms e le parole sono ancora piu’ abbreviate e massacrate che in italia

    11. OrlandoFurioso
      settembre 28th, 2006 20:09
      11

      Professore Antonio Sofi, potrei sapere se per caso le è arrivata una mia e-mail spedita il 7 settembre?
      Mi scuso se ho usato questo spazio impropriamente, ma volevo prendere un appuntamento per parlare con lei e non so come contattarla.
      Ringraziandola in anticipo per l’attenzione le porgo i miei più distinti saluti.

    12. Antonio Sofi
      settembre 28th, 2006 21:05
      12

      per orlando: no,non mi è arrivata. ma non bastava rimandarla? :)
      —-

      Sten: mi piace molto come hai risolto tu: “coordinazione mano/mente/orologio” è proprio efficace

      Mauro: tu volevi fare una battuta ma mi dicono sia proprio così, cose da pazzi ;)

      Iri: ciao! mi manca il tempo di scriverne, invece pare che proprio in Spagna si sia /si stia diffondendo (evidentemente ancora non troppo)

    13. OrlandoFurioso
      settembre 28th, 2006 22:18
      13

      Professore Antonio Sofi, controlli la posta che adesso la mia e-mail dovrebbe essere arrivata :) (sempre che l’indirizzo antonio.sofi@webgol.it funzioni :P )

    14. diletta
      settembre 29th, 2006 14:57
      14

      caro STEN, ti ringrazio per aver trovato la mia descrizione efficace, comunque farei notare che faccio parte anch’io dei “diretti interessati”!!!! pensa che faccio pure la parte della “mamma” con un mio coetaneo che puntualmente vuole farsi richiamare e sa che sono troppo buona per dire di no….
      MAURO, la tua interpretazione dei 3 squilli mi è piaciuta e l’ho subito usata…….per quanto riguarda il 2 è esilerante!
      IRI, di Spagna me ne intendo poco, ma Antonio come vedki è riuscito ad arrivare anche lì, però alcune amiche americane un anno fa circa non sapevano minimamente di cosa stessi parlando…
      ANTONIO…”mi dicono che sia proprio così”…vabbè, ne parleremo davanti a un lampredotto.
      :)

    15. maurogasparini
      ottobre 1st, 2006 09:16
      15

      antonio: non volevo fare una battuta; vivo a nord-est, non sul set di Elisa di Rivasbronza.

      diletta: il mio agente ha già pronto il foglio SIAE sia per l’uso che per l’abuso.

    16. diletta
      ottobre 1st, 2006 16:21
      16

      Mauro: no, non fare così..sii magnanimo………
      x tutti: ho scoperto un altro punto di vista dello squillino. Un po’ meno “spontaneo”. Mi è stato riferito da una fidanzata gelosa che lo squillino è un ottimo test. OVVERO “fai lo squllino per vedere se le mani altrui sono libere. Se non risponde entro breve, vorrà dire che il soggetto è impegnato in altro” Ora: io la trovo una prova leggermente fuorviante, però dai, era simpatica.

    17. Webgol » Blog Archive » Un articolo, due vite, cinque punti, otto squillini
      ottobre 3rd, 2006 12:09
      17

      […] Il lettore (ovvero l’insieme dei lettori potenziali) ne sa, nella maggior parte dei casi, più di chi (da solo) scrive. Di questo bisogna farsene una ragione, stimolando e accogliendo i feedback migliorativi di chi legge. Con “approfondimento collaborativo” (spiegato un po’ meglio in questo saggio) voglio intendere la capacità (spesso solo potenziale) dei blog di produrre approfondimenti su un tema specifico, in stretta “collaborazione” con chi legge e commenta e chi, in altri blog, scrive e linka. Una tipologia di approfondimento che si sviluppa sia in orizzontale (allargando e ampliando i temi proposti attraverso i diversi punti di vista personali) sia in verticale (potendo produrre senza l’assillo di velocità o spazio limitato che hanno in genere le testate giornalistiche). In questo caso, quattro giorni dopo il primo post, viene pubblicato un secondo post che accoglie, sviluppa e mette in ordine le suggestioni raccolte nei vari commenti dei giorni precedenti. Alcune suggestioni, peraltro, erano di grande interesse: segnalavano che il fenomeno dello “squillino” era presente anche in altre nazioni europee (un dato, se pur vero, che la letteratura recente non ha fatto in tempo a riportare). […]

    18. urlosottovoce
      ottobre 4th, 2006 11:47
      18

      Dal basso della mia esperienza, attuale, erasmusiana il culto dello squillino, con il relativo significato recondito e/o polisemantico, è una peculiarità tutta italiana!
      Lo stesso si puo’ dire sul posseso plurimo di cellulari, ci sono ragazzi/e di altre nazioni che non ne possiedono alcuno! Personalmente ne ho 2…

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