home

Leggi gli aggiornamenti in home page

06/09/2006

L’Italia vista dal pendolare

di Antonio Sofi, alle 19:42

where's my feetCome l’attento Cips, segnalo anche io il godurioso racconto di Tim Parks sull’italia pendolare e pendolante che viaggia sui treni, pubblicato sull’ultimo numero de Internazionale.

[Cips, peraltro, fa anche un’altra domanda da un milione di euro, in un post precedente. Segnalando la bella inchiesta di Fabrizio Gatti, sul lavoro – se si può chiamar tale, e non si può – nei campi pugliesi, annota a margine “le inchieste ormai le fanno solo i giornalisti freelance”. Un’affermazione e non una domanda, in effetti; anche se poi una risposta, e con argomenti condivisibili, la dà, in un post di Paolo. Peraltro, e chiudo la digressione, i commenti aperti sul sito de L’Espresso cominciano a funzionare. Anche troppo: più di 450 commenti ad oggi, e lo stesso autore, in un commento di oggi alle 18:43, dichiara la volonta di confrontarsi con questa mole di opinioni, anche su “come sia stato possibile realizzare l’inchiesta, raccogliere informazioni, scattare foto”. Bene. Da tener d’occhio.]

Tornando ai treni e al racconto di Tim Parks, se si sfugge la prima fastidiosa sensazione di essere sotto la graticola di uno sguardo impietoso seppure lucido (troppo lucido per non essere impietoso e viceversa), la lettura scivola via piacevole e ritmica, come accompagnata dal cioc delle giunture dele traversine. Ecco un passaggio che mi ha colpito (prendo spesso e volentieri il treno, anche se non ho mai fatto il pendolare vero e proprio). Scrive Parks, e comparativamente stupisce, della differenza tra i treni inglesi e quelli italiani (la tratta è Verona-Milano):

[…]Nessuno trova spazio per i bagagli. Peggio ancora, tutti parlano. Tutti sembrano conoscersi. Non ho mai visto niente di simile in Gran Bretagna. Lì, su un treno di pendolari, la maggior parte dei passeggeri resta chiusa in se stessa: è immersa in un giornale, in un libro, o tenta di prolungare i sogni di un’ora prima. Il viaggio è pervaso da una piacevole malinconia. Non sull’Interregionale per MIlano. Questi morti sono viventi. I pendolari sono vicini di casa a Brescia o colleghi di lavoro a Milano. Discutono animatamente lungo tutta la vettura. Alcuni gruppi ne conoscono altri e si aggrovigliano tra loro. […] In questi gruppi si instaura una strana consapevolezza collettiva, una sensazione fisica palpabile. Amano i loro corpi e i loro accessori, le borsette, i computer portatili, i cellulari e i minuscoli zainetti firmati. “Guarda cosa ho comprato, guarda qui”. Tastano il nuovo materiale, toccano il braccio dell’amico.

Peraltro il pezzo è corredato da quattro foto molto molto belle di Silvia Morara, di cui ho facilmente trovato il sito (la foto qui sopra, invece, è di Enrico Bianda).


  • Ça va sans dire
  • L’Italia è uno swing state (anomalo)
  • L’Italia sottosopra. L’emergenza della normalità (e viceversa).
  • L’Italia sottosopra. Il nuovo viaggio estivo di Rumiz.

  • 8 Commenti al post “L’Italia vista dal pendolare”

    1. Adgblog blog di Accademia Del Giglio Italian language courses and Art school Florence Italy
      settembre 18th, 2006 14:00
      1

      molto diversa da quella inglese. In Italia c’era il problema contrario che in Inghilterra: troppi italiani emigravano all’estero. Insomma un’analisi un pochino superficiale del problema. Forse l’ho preso un po’ storto questo articolo. Altri blog ne parlano in termini diversi. Mi pare, ma spero di sbagliarmi, che Mr Parks sia un po’ vittima della mentalità coloniale britannica, quella che porta gli inglesi a non integrarsi mai con l’ambiente in cui sono “ospitati” e li costringe ad

    2. Cips
      settembre 6th, 2006 20:28
      2

      Attento? Uhm… nessuno me lo aveva detto…
      ;-)

    3. Cips
      settembre 6th, 2006 20:29
      3

      Un popolo di pendolari…

      Oltre alla traduzione dell’ormai famosa inchiesta (?) dell’Economist su chi avrebbe ucciso i quotidiani, sull’ultimo nunmero di Internazionale suggerisco di leggere il bellissimo reportage di Tim Parks dedicata ai treni, al pendolarismo, e all’Ital…

    4. Antonio Sofi
      settembre 6th, 2006 20:43
      4

      Se non te l’ha detto nessuno, non erano attenti loro :)

      A ben pensarci, una chiusura del post poteva essere (ma mi è venuta solo ora, puro esprit d’escalier): le inchieste ormai le fanno solo i giornalisti freelance e gli scrittori. :)

    5. diletta
      settembre 6th, 2006 22:47
      5

      già…peccato

    6. Cips
      settembre 7th, 2006 12:17
      6

      Non è detto che sia un peccato, anzi…
      E non è detto che debbano per forza esistere quotidiani-omnibus.

    7. diletta
      settembre 9th, 2006 21:25
      7

      beh, non è neanche un piacere però a mio a vviso essere “costretti” a sacrificare tempo alle inchieste. per il semplice fatto che potremmo averne di più. tutto qui.
      per quanto riguarda i treni, sono posti da osservare con attenzione. alle volte, se ci si immerge troppo in altro, si rischia di perdere cose interessanti…

    8. PlacidaSignora
      settembre 11th, 2006 20:19
      8

      Grazie di avermi fatto scoprire la Morara, mi piace molto il suo sguardo fotografico :-*

    9. roberto
      ottobre 3rd, 2006 09:41
      9

      Io l’ho letto l’articolo di Parks sugli italiani e l’ho trovato veramente fastidioso. Su questo blog http://www.adgblog.it/2006/09/18/l%e2%80%99italia-vista-dal-treno-di-tim-parks/, se vi interessa, spiego meglio il mio punto di vista. Saluti a tutti. r.

    Lascia un commento