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04/09/2006

Genius loci (Firenze e Roma)

di Antonio Sofi, alle 22:20

Firenze
Per i non fiorentini (come me) che per√≤ (come me) ancora stupiscono di alcune fiorentinissime bizze, un mirabile pezzo di Giovanna (al secolo blog: visscontessa) uscito qualche giorno fa sul quotidiano Il Firenze, da poco sulle strade del capoluogo toscano. Ne riporto l’inizio e la fine.

Se le caratteristiche di ogni popolo sono spesso determinate dall’atteggiamento del medesimo assunto nel corso del suo difficile percorso nella storia, la caratteristica dei fiorentini √® proprio quella di aver attraversato la storia senza essersi mai trovati in grosse difficolt√†. Sar√† per questo che i fiorentini, solo marginalmente sfiorati dalle sventure toccate ad altre civilt√†, hanno potuto sviluppare quel senso dell’umorismo che sempre in bilico tra la sfrontatezza e l’irriverenza, viene facilmente scambiato per cinismo. […] E se ci√≤ pu√≤ lasciare sgomento chi, impreparato, si trova di fronte a tanta presunta insensibilit√†, aiuta invece altri a comprendere come i fiorentini possano essere tanto simpativi e tanto antipatici in egual misura. Qualche tempo fa un autista dell’Ataf di Trespiano apr√¨ le porte del suo autobus di fronte ad una signora molto anziana che probabilmente voleva tornare a casa dopo essere stata al cimitero a rendere omaggio ai suoi defunti. La osserv√≤ solo un attimo arrancare sui gradini che l’avrebbero condotta dentro al suo autobus e poi tranquillamente gli chiese “signora, ma che gli merita tornare indietro?”

Roma
Ho vissuto a Roma per quasi dieci anni.
Mamma Roma, città accogliente e materna Рquanto Firenze invece è amante altera ed esigente.
Roma per√≤, ispira serenate e scene madri (appunto), quanto Firenze furtivi tiepidi sorrisi e niente pi√Ļ.

Chi ama Roma, poi, la racconta – da questo non si scappa.
Per esempio. Il giudizio di Carlo ‘Brodo Primordiale’ sulla Roma targata Veltroni √® a dir poco impietoso.
Nei commenti non tutti sono d’accordo.

Io non so. Brodo dice: il centro fa schifo.
E’ che il centro, e non certo da ora, √® vuoto. Il centro si svuota. Il centro delle citt√† come Roma diventa un museo all’aria aperta, uno zoo per turisti. Svacantato di vita.

Ma è pure che a Roma ci sono (da sempre) le periferie Рa Firenze no, non ancora, non del tutto. Tentacoli urbani che alla capoccia de roma sono legati da ambivalenti emozioni: sono Roma e non la sono.

Io, i primi anni, ho vissuto in periferia, tra la Bufalotta e il Tufello, odoroso quartiere popolare dalle case basse e dai giardini interni, in cui ancora si poteva giocare. E raramente uscivo da l√¨, piccola citt√† (quasi) autosufficiente. Giallodivino, su queste pagine, un bel po’ di tempo fa, ha raccontato Purfina, l’isola che non c’√®, con un post straordinario, da rileggere.

Il centro √® sempre pi√Ļ vuoto. Il centro si √® espanso. Roma si √® espansa (qualche giorno fa, sono uscito a Roma Nord venendo da Firenze: a nemmeno due passi dal casello stradale c’√® un nuovo enorme quartiere in costruzione, “Alle porte di Roma” si chiama, come se ci fosse qualcosa di cui vantarsi), si √® mangiata i suoi prati esterni, i quartieri liminali eppur, in fondo, ancora Roma.

Forse a volere abbracciare tutto e troppo lontano si finisce con un vuoto. Proprio lì, nel centro.


  • Fumetti con il core in mano
  • I (discutibili) vantaggi di andare avanti e indietro
  • La sfilata di Firenze dopo Italia-Germania
  • Lampredotto reloaded. Un fotoracconto dalle strade di Firenze

  • 15 Commenti al post “Genius loci (Firenze e Roma)”

    1. carnefresca
      settembre 4th, 2006 22:30
      1

      lo conosco quell’autista! √® lo stesso che sul 14 per careggi, a una signora anziana con le stampelle che penava per salire ha detto “signoraaaaaa, no sull’ataf, per lei c’√® l’ambulanza!”.

    2. OrlandoFurioso
      settembre 5th, 2006 14:08
      2

      Vabb√®, se quella vecchina fosse stata mia nonna a quell’autista gli avrei tirato un pugno sul naso, per√≤ non credo che la cafonaggine sia una prerogativa fiorentina, anzi, magari c’√® molta pi√Ļ civilt√† che altrove.
      Antonio, Firenze non fa ridere ma perché è una cosa seria, da prendere con estremo riguardo e da maneggiare con cura. Firenze si potrebbe definire una libertina, una città che non potrebbe essere sposata se non accettandone la sua natura sorniona e ribelle.
      Firenze pretende maturità dai suoi figli perché non vuole perdere la sua femminilità, non vuole diventare solo una mamma, ma rimanere per sempre una donna, una femme fatal pronta non a far ridere, ma a far arrossire i suoi spasimanti.

    3. contevico
      settembre 5th, 2006 15:25
      3

      Orlando, forse conosci Firenze (uso la forma dubitativa non condividendo ciò che scrivi della città e della sua anima) ma sembri non conoscere i Fiorentini (non ci perdi nulla, ovviamente).
      Quell’autista tutto ha espresso fuorch√® cafonaggine: ha manifestato l’insopprimibile voglia della battuta caustica,costi quel che costi, che la viscontessa ha sinteticamente illustrato in modo mirabile come prerogativa del fiorentino tipico.
      Quanto a Firenze a me sembra una città che pretende di andare avanti continuando a guardare indietro, con tutto quel che ne consegue in termini di capocciate contro i muri.
      Solo i fiorentini, come mi confermi, sembrano non accorgersene.

    4. OrlandoFurioso
      settembre 5th, 2006 17:12
      4

      Mah, la battuta caustica si fa ovunque, mica solo a Firenze. Io sono di Empoli, ma vivo a Firenze per buona parte della settimana. Il tuo atteggiamento negativo mi pare pi√Ļ uno stereotipo che una visione realistica della citt√†. Per fare un esempio sarebbe come dire che Roma √® una citt√† piena di tamarri e burini che non conoscono l’italiano, sporca e priva di senso civico. Noi toscani siamo insofferenti alle supponenze retoriche perch√© abbiamo una mentalit√† votata al libertarismo, una mentalit√† che esprime un netto individualismo che non √® altro che il riconoscersi come cittadini e non come sudditi. Tutto questo si acuisce a Firenze dove c’√® la consapevolezza della propria importanza culturale non soltanto in Italia, ma nel mondo.
      Infatti lo straniero che viene qui con il suo bagaglio di spaghetti e mandolino rischia di rimanerci male quando scopre a sue spese di doversi ricredere: spesso siamo noi a guardarlo con sufficienza se non è alla nostra altezza.
      Diciamo che i fiorentini e i toscani in genere sono simili (oddio che mi tocca scrivere…) ai francesi nel loro campanilismo, ma in una misura giusta e rispettosa degli altri, non come i bifolchi mangiarane (in qualche modo mi dovevo riscattare :) ).

    5. vis
      settembre 5th, 2006 18:13
      5

      Sono il risultato di un miscuglio di razze che pur avendo a Firenze parte della sua sede naturale, ha alimentato il mio sangue con una buona dose di quello francese. Mia nonna, nata a Parigi e vissuta a Firenze, mi ha tenuta quotidianamente informata sulle condizioni climatiche di Parigi e a sentir lei pareva che anche la pioggia di Parigi fosse pi√Ļ bagnata di quella nostrana.
      Eppure, nonostante ‚Äúla grandeur‚ÄĚ francese non abbia niente da invidiare alla presupponenza fiorentina, i francesi non sono certo dotati di quella causticit√† che ci contraddistingue ma che non deriva a mio avviso dalla consapevolezza del bagaglio culturale che ci portiamo dietro, ma forse proprio da quell’individualismo di cui parla Orlando che ci impedisce di essere sudditi persino della morte. Individualismo e libertarismo che nascono, come dicevo nel mio articolo, da una storia che in fondo ci ha voluto fin troppo bene favorendo la creativit√† pi√Ļ che la necessit√† di sopravvivere.

    6. OrlandoFurioso
      settembre 5th, 2006 20:16
      6

      Vis, sai cos’√® l’unica cosa che non condivido con te? Il fatto che tu adduca la nostra condizione solo alla fortuna: come scrive Machiavelli “La fortuna √® arbitra della met√† delle azioni nostre, ma lascia governare la met√†, o presso, a noi…”
      Insomma, mica è solo culo :)

    7. contevico
      settembre 5th, 2006 22:39
      7

      Orlando, quando sopra scrivevo che “forse” conosci Firenze, avrei voluto aggiungere che non mi sembravi fiorentino.
      Come vedo c’avevo azzeccato.
      Ma non è un gran merito, era troppo facile capirlo.
      C’√® infatti una sola categoria di gente che riesce a superare i fiorentini nei loro vizi ed √® la gente “contado”: quelli che avvertono il complesso di inferiorit√† di non essere “fiorentini” ed esasperano, come spesso accade, i vizi di coloro che si sforzano di imitare e che vorrebbero tanto essere.
      La tua descrizione di Firenze è, quella si, un susseguirsi di frasi fatte e stereotipate: è dai tempi dei Lorena (a voler esser generosi) o forse dal quattrocento (a voler essere realisti) che questa città non esprime nulla di notevole nel campo delle arti, della letteratura, della finanza, del commercio e via dicendo.
      Ma i Fiorentini, come tu stesso confermi, continuano a sentirsi superiori agli altri.
      E a non tenere in alcuna considerazione il resto del creato, Empoli compresa.

    8. OrlandoFurioso
      settembre 5th, 2006 23:57
      8

      Il Re: “Ho notato che molti dei miei sudditi mi guardano con odio. E forse che li odio, io?”. Regina: “Dev’essere solo invidia”. Il Re: “E nemmeno li invidio, io” :)

    9. antonio
      settembre 6th, 2006 12:22
      9

      Un alto e molto interessante esempio di toscanit√† in dialogo :) Mi sono seduto e ho ascoltato, grazie. Alla sim-patia con i francesi non avevo mai pensato, “non essere sudditi persino della morte” mi piace e mi convince, a me dichiaratamente non fiorentino.
      Forse il punto √® anche che questo fantomatico genius loci, lo spirito di un popolo, √® stato, chiss√† quanto definitivamente, spazzato via dalla modernit√† che viaggia, si sposta, si trasferisce, ecc. E rimane forse solo in comunit√† piccole e coese. Forse, ancora, da qualche parte (Roma, per esempio) hai quanto l’impressione, anche sbagliando, di coglierla un po’; in altri (Firenze?) non ce l’hai nemmeno, quell’impressione, quello spirito, ti sfugge sempre dalle mani… Grazie di nuovo per i commenti.

    10. diletta
      settembre 6th, 2006 14:40
      10

      Seguo da ieri la datriba e mi sono divertita e allo stesso tempo infervorata. Vivo a Firenze da 15 anni e il mio accento risente di “c” aspirate e “t” che vacillano, ma non riesco e non voglio sentirmi fiorentina. Per carit√†, non si pu√≤ fare di tutta l’erba un fascio, ma la mia esperienza con gli abitanti della culla del Rinascimento non √® stata sempre positiva. Anzi, le eccezioni si contano sulle dita di una mano. E per quanto rigurada il campanilismo, beh, non si pu√≤ proprio negare che esista. Sul sarcasmo dei fiorentini posso solo dire che quando non cade nella volgarit√† pu√≤ essere piacevole, ma dovrebbe essere accompagnato da un maggior dose di autoironia. Comunque, come scrisse Montanelli dei fiorentini, “piangono con un occhio solo”….
      (mi riservo di riportare per intero la descrizione, appena la ritrovo)

    11. Kekule
      settembre 6th, 2006 17:40
      11

      Nulla a che vedere con viss, beniamina nostra alla quale auguriamo ogni bene e qualche sostanzioso extra.

      Ma “Il Firenze” venne fatto uscire in fretta e furia, quando evidentemente il progetto era oramai impossibilitato a rientrare, dopo la celebre puntata di Report che svelava il perch√© di questi fogli quotidiani e gratuiti.
      Ecco perch√© non sopporto “Il Firenze”! E davvero vorrei andare a leggere le firme dei 3 politici 3 necessarie ad innescare questo furto ai danni della cittadinanza!

      Va’, la presenza di viss frena la mia rabbia, tutto pi√≤ essere, tutto. Chiss√†…

    12. Antonio Sofi
      settembre 6th, 2006 20:01
      12

      Diletta, non √® forse l’autoironia il contrario del sarcasmo? Mi domando, eh, non lo so mica :)

      Kekule, se ti dico che ci scrivo pure io, la rabbia diminuisce un altro po’? :)
      A parte gli scherzi, e a parte il fatto che non vedo cosa c’entri con la nascita o la non nascita del giornale, ho visto e ricordo bene il reportage di Report (Il finanziamento quotidiano), un piccolo capolavoro firmato da Bernardo Iovene, a mio giudizio il mio miglior interprete della faccia-da-finto-tonto del giornalismo d’inchiesta televisivo italiano (e lasciamo perdere il fatto che non ci sia poi cos√¨ grande concorrenza). Da notare che l√¨ non si parlava di free press, che hanno comunque un modello di business chiaro e finanziato dalla pubblicit√†, ma al massimo di quotidiani “normali” (politici, o finto-politici) che utilizzavano la distribuzione “gratuita” (copie vicino al metr√≤)… E che la cosa √® davvero, tranne rari casi, generalizzata, nelle testate medio-piccole. Io, per esempio, ma magari ne parliamo meglio e pi√Ļ diffusamente in un altro post che ho intenzione di scrivere, sarei per ridurre al minimo questo tipo di aiuti – che sopravviva quello che si vende. Ma √® appunto, una altra questione rispetto a quello di cui si stava discutendo :) salutoni.

    13. Antonio
      settembre 6th, 2006 22:33
      13

      Giusto per precisare che Il Firenze non √® nato “in fretta e furia”: fa parte di un progetto pi√Ļ ampio che porter√† il gruppo Epolis ad aprire redazione (il 28 settembre) a Milano e Roma. E poi a Bologna e Napoli. E – sottolineo – senza alcun finanziamento pubblico. I giornali del gruppo – e io ci lavoro – vivono di sola pubblicit√†.
      Antonio Montanaro

    14. Kekule
      settembre 7th, 2006 11:29
      14

      Aaahh! Ma allora gli √® proprio un’altra cosa, nessun finanziamento di quel genere, ma stessa formula per l’utente finale.
      Questo è davvero interessante.

    15. Citazioni per E visse felice e scontenta » Statistiche dei blog italiani
      gennaio 7th, 2007 20:34
      15

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