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29/08/2006

Il turista fotofago, e lo snobismo del viaggiatore

di Antonio Sofi, alle 12:40

Come a (simbolica, leggermente posticipata) chiusura del viaggio di Paolo Rumiz sull’Appennino, il Diario di Repubblica di oggi (√® anche on line, in pdf, lo sapevate?) dedica tre intere pagine all’arte del viaggiare, con articoli di Francesco Merlo, Guido Viale, e l’antropologo Marc Aug√®.
Merlo, con prosa brillante, spiega la mutazione genetica del viaggio moderno, e collegandosi alle recenti vicende di San Gimignano e il numero chiuso di ingressi e dello spopolamento di Venezia, argomenta con acutezza come sia probabilmente inevitabile la “pompeizzazione” delle citt√† meta di turismo:

Del resto, cosa ammalia un turista se non una bella rovina? Persino le agenzie di viaggio e gli autisti di pullman hanno ormai capito che quel che rende bello il panorama non √® la conservazione della sua architettura ma la sua rovina. […] E’ questa la forza-disgrazia del turismo: rendere eterna la rovina, mummificandola. Il turismo √® la rovina oltre la rovina. E’ la rovina della rovina.

I turisti, secondo Merlo, sono parassiti, che anzichè sangue e umori cadaverici, succhiano immagini dai luoghi ormai morti.

Turismo viene da “tour” – spiega Guido Viale. E’ la tradizione del Grand Tour, che molti bei libri hanno raccontato, tra cui quello di Marc Boyer. Il viaggio che i giovani aristocratici facevano un tempo per acculturarsi, quasi sempre in Italia, seguiti da stuoli di servi e cumuli di bauli. Viaggio di formazione, che con il tempo ha assunto nuove attribuzioni: viaggio d’affari, esotico, sanitario, religioso, sportivo, sessuale…

Marc Aug√®, antropologo famoso per aver “inventato” i non-luoghi, aggiunge un tassello importante, un po’ consolatorio, ma che √® anche una frecciata a molti di noi. Nel turista che sbrana le immagini dei luoghi morti, che “fugge la solitudine, si muove in gruppo e non vuole essere turbato da ci√≤ che incontra”, dall’incontro con l’altro, resiste per√≤, chiss√† quanto strenuamente, il ricordo lontano del viaggiatore che fu…

Anche il viaggio organizzato pi√Ļ banale pu√≤ sembrare un’avventura capace di procurare intense emozioni. La critica del turismo, quindi, non deve cadere nello snobismo, che, per inciso, caratterizza quei turisti che vorrebbero essere gli unici ad approfittare di un dato luogo. Costoro sono sempre i primi a criticare ferocemente gli altri turisti.

Che dire? Touchè.

[tags]Viaggio, Turismo, Marc Augè, Francesco Merlo, Guido Viale, La Repubblica[/tags]


  • Rumizzeide. Al capolinea (grazie del passaggio).
  • Crepuscolo orientale
  • Rumiz, la mappa distensiva e i boschi che passano
  • Addio Lugano bella

  • 8 Commenti al post “Il turista fotofago, e lo snobismo del viaggiatore”

    1. Blog Notes, weblog di Giuseppe Granieri
      agosto 30th, 2006 13:45
      1

      Sul tema del viaggio e delle fotografie il dottor Sofi trova spunto per una dotta (da par suo) dissertazione. Io qualche foto l’ho fatta e una su dieci l’ho condivisa. Ma c’√ɬ® una sensazione, la sensazione del posto in cui viaggi, che secondo me non √ɬ® fotografabile se non dai bravi fotografi (e non √ɬ® il mio caso). Ci sono molte immagini non impresse

    2. DottorTroy
      agosto 29th, 2006 15:48
      2

      Non posso che concordare pienamente con quanto espresso dai giornalisti di Repubblica.
      Sul mio blog ho riportato il comportamento dei turisti sull’Ilha do Sal (Repubblica di Capoverde) e ti assicuro che il loro comportamento non si discosta da quanto riportano Merlo & Co.

    3. antonio
      agosto 29th, 2006 18:26
      3

      Di aneddoti sul comportamento dei turisti all’estero (specie italiani) ne abbiamo, credo tutti. Ma forse per troppo snobismo, o perch√® la “cultura” del turismo, volente o nolente, ci ha influenzato tutti quando viaggiamo, √® illuminante (almeno per me √® cos√¨) guardare i turisti a casa nostra. Dpve si conosce meglio. A Firenze, questa piccola deliziosa bomboniera che in molte zone sta perdendo quasi del tutto anche un vago sentore di vita, per esempio, alcuni comportamenti turistici sono imbarazzanti. Grazie del commento.

    4. Noantri
      agosto 31st, 2006 12:06
      4

      Mi riconosco moltissimo nel turista definito SNOB. Io critico ferocemente gli altri turisti; lo faccio perch√© viaggio e aspramente mi scaglio contro chi non riesce a diventare parte del luogo che sta visitando. Ce l’ho a morte con i tedeschi e le loro birkenstock indossate col calzino fino a met√† stinco; ce l’ho a morte con gli inglesi e gli americani che tagliano gli spaghetti con il coltello; ce l’ho a morte con i cinesi che visitano le citt√† pi√Ļ belle del mondo solo al fine di fare shopping; ce l’ho con gli olandesi, interessati solo al turismo sessuale.

      Sono cliché, me ne rendo conto. Ma mi piace lottarli strenuamente e quindi mi sento in DIRITTO di criticarli snobisticamente. Ormai il turista medio è un lobotomizzato da low cost.
      [Ste]

    5. Antonio Sofi
      agosto 31st, 2006 12:30
      5

      touchè da due parti :)
      Sarà grave?

    6. laura gemini
      dicembre 20th, 2007 17:57
      6

      Continuo a trovare nella definizione di Edgar Morin, degli anni ’60 e perci√≤ in pieno sviluppo del famigerato turismo di massa, un principio che dovrebbe liberare il campo dalle teorie critiche e dallo snobismo.
      Vacanza e viaggio sono le porte di accesso al regno magico dell’immaginario, e lo sono state per tutti coloro che nella societ√† stratificata (quella del Grand Tour) non avrebbero avuto nemmeno il diritto di sognare l’altrove. Ora si pu√≤ e si possono apprendere anche comportamenti di consumo turistico pi√Ļ rispettosi.

    7. Tra Cielo e Mandarini: Il turista fotofago
      maggio 9th, 2008 14:38
      7

      […] Il turista fotofago, e lo snobismo del viaggiatoreIl Diario di Repubblica dedica un servizo all’arte del viaggiare, con interventi di Francesco Merlo, Guido Viale, e l’antropologo Marc Aug√ɬ®. Merlo spiega la mutazione genetica del viaggio moderno e il numero chiuso di ingressi e dello spopolamento di Venezia, argomenta con acutezza come sia probabilmente inevitabile la “pompeizzazione” delle citt√ɬ† meta di turismo:Del resto, cosa ammalia un turista se non una bella rovina? Persino le agenzie di viaggio e gli autisti di pullman hanno ormai capito che quel che rende bello il panorama non √ɬ® la conservazione della sua architettura ma la sua rovina. […] E’ questa la forza-disgrazia del turismo: rendere eterna la rovina, mummificandola. Il turismo √ɬ® la rovina oltre la rovina. E’ la rovina della rovina.I turisti, secondo Merlo, sono parassiti, che anzich√ɬ® sangue e umori cadaverici, succhiano immagini dai luoghi ormai morti.Turismo viene da “tour” – spiega Guido Viale. E’ la tradizione del Grand Tour, che molti bei libri hanno raccontato. Il viaggio che i giovani aristocratici facevano un tempo per acculturarsi, quasi sempre in Italia, seguiti da stuoli di servi e cumuli di bauli. Viaggio di formazione, che con il tempo ha assunto nuove attribuzioni: viaggio d’affari, esotico, sanitario, religioso, sportivo, sessuale…Marc Aug√ɬ®, antropologo famoso per aver “inventato” i non-luoghi, aggiunge un tassello importante, un po’ consolatorio, ma che √ɬ® anche una frecciata a molti di noi. Nel turista che sbrana le immagini dei luoghi morti, che “fugge la solitudine, si muove in gruppo e non vuole essere turbato da ci√ɬ≤ che incontra”, dall’incontro con l’altro, resiste per√ɬ≤, chiss√ɬ† quanto strenuamente, il ricordo lontano del viaggiatore che fu…Anche il viaggio organizzato pi√ɬĻ banale pu√ɬ≤ sembrare un’avventura capace di procurare intense emozioni. La critica del turismo, quindi, non deve cadere nello snobismo, che, per inciso, caratterizza quei turisti che vorrebbero essere gli unici ad approfittare di un dato luogo. Costoro sono sempre i primi a criticare ferocemente gli altri turisti.Che dire? Touch√ɬ®. Pubblicato da giuseppe a 15.36 […]

    8. NewsLand - Re: Turista o viaggiatore?
      luglio 7th, 2008 12:15
      8

      […] Alcuni di questa seconda categoria sono spesso turisti fotofagi travestiti da viaggiatori ( http://www.webgol.it/2006/08/29/il-turista-fotofago-e-lo-snobismo-del-viaggiatore/ ) , magari puntano a mete molto esotiche…lo capisci da interminabili e splendide foto a rovine, […]

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