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16/08/2006

Rumizzeide. Alla ricerca di strade perdute.

di Antonella Sassone, alle 18:21

[Riceviamo e con piacere pubblichiamo un intervento di Antonella Sassone, che sta completando uno studio sul giornalismo viaggiante di Paolo Rumiz. Buona lettura. as]

Rumiz, appenniniPrima, come di solito, una sfogliata all’intero giornale. Se ci riesco. Se riesco cioè a tenere a bada per un po’ la mia curiosità. E se non ci riesco, allora, apro direttamente alla ricerca di quella pagina ormai familiare racchiusa tra quella dei giochi e la sezione dell’economia. Quella pagina che contiene un’altra puntata del viaggio di Rumiz sull’Appennino.

Leggo il titolo, il sommario, scorro i luoghi della tappa nel tondo che ne mostra la collocazione. Do un’occhiata alle foto. Poi basta. La lettura è un piacere che mi riservo per dopo. Dopo quando? Dopo aver letto qua e là qualche articolo del giornale, dopo aver consumato la mattinata, quindi magari anche nel pomeriggio.

La pagina di Rumiz non la leggo come le altre. Ho bisogno di calma, di lentezza. Una lentezza parallela a quella che il “maestro” usa nel suo viaggio. In fondo anche il mio è un viaggio, un viaggio nel viaggio di Rumiz. Ho bisogno magari di un tavolo, di una matita per sottolineare, per appuntare. Quasi a voler essere partecipe della scrittura e del racconto anche attraverso i segni del lapis. Non mi basta leggere per condividerli scrittura e racconto.

Il viaggio di Rumiz non vuole essere “rettilineo”, ma pieno di curve, salite, discese, di imprevisti e incidenti che sono la “benedizione del viaggiatore”. E allora niente città, niente pianure, niente autostrade e niente rettilinei. Un viaggio “fuori rotta” su una Topolino del ’53 sulla quale salgo anch’io per scorazzare sull’Appennino. Un Appennino di strade minori, di cellulari senza segnale. Un Appennino vivo, che ha un’anima, quella di chi lo abita, uomini, animali o paesaggi che siano. Un Appennino fatto di silenzi, di rumori, di memoria, di profumi, di racconti.

Seguendo la “carta delle meraviglie” di Rumiz scopro luoghi e uomini i cui nomi hanno sempre un significato segreto. Conosco storie ascoltando le voci dialettali più diverse.

La puntata del 14 agosto, “L’autostrada degli armenti“, mi ha commossa.

Tappa in Molise. Luoghi di mandriani che percorrono ancora i “tratturi”, le “autostrade degli armenti”. Commovente. Ho letto di uomini che “sgobbano anche di domenica”, che hanno le “mani grandi”, “l’orgoglio di un lavoro fatto bene”. Ho letto di vacche che non “tiene nessuno” quando arriva il momento del trasferimento per la transumanza. Di un’auto “che prende istintivamente la direzione degli armenti” come fosse anch’essa un essere vivente dotato di volontà e istinto. Ho letto di pastori che nel salutare lo fanno come se conoscessero da una vita chi sta andando via e lo accompagnano “c’o pensiero”. Ho letto una descrizione della “grande anima del Sud”.

Ed io starò ad aspettare la prossima tappa, per continuare il mio viaggio nel viaggio. Aspetto che Rumiz arrivi al capolinea, in Calabria. Il Capolinea di un’Italia che si allunga in un viaggio alla “ricerca di strade perdute” e perchĂŠ no, del tempo perduto…


  • Rumizzeide. Al capolinea (grazie del passaggio).
  • L’Italia sottosopra. L’emergenza della normalitĂ  (e viceversa).
  • E sport sia
  • Rumizzeide. Plurale di terra, singolare di viaggio

  • 10 Commenti al post “Rumizzeide. Alla ricerca di strade perdute.”

    1. Alberto Mucignat
      settembre 18th, 2006 18:20
      1

      di quei momenti dura tutt’ora: quel pomeriggio, quei pochi tornanti li posso ancora assaporare nella mia mente. Per capirci, l’idea piÚ vicina a questa senzazione me l’ha data il viaggio di Rumiz di quest’anno. Antonella Sassone su Webgol riassume bene quello che succede anche a me: La pagina di Rumiz non la leggo come le altre. Ho bisogno di calma, di lentezza. Una lentezza parallela a quella che il “maestro” usa nel suo viaggio.

    2. Cronache Maceratesi - Il blog-giornale della nostra provincia
      agosto 31st, 2006 20:16
      2

      tandem da Civitanova Marche a Muccia?. In sidecar da Porto Recanati al Monte Bove. In deltaplano dai Monti della Laga al Monte San Vicino? A dorso di mulo da Sefro a Sambucheto? In monopattino da Acquacanina a Potenza Picena? Fonte: Repubblica.it,Webgol

    3. Fabio dl
      agosto 19th, 2006 21:03
      3

      Appena tornato da un viaggio sulle orme del maestro (grecia e turchia) cercando quasi ossessivamente i luoghi e le persone da lui descritte, e a volte trovandoli pure.
      Alla fine ci ha detto la suora che ci ha opsitati ad Antiochia che anche noi eravamo sulla rotta di Paolo…

    4. Antonio Sofi
      agosto 22nd, 2006 20:17
      4

      racconta, Fabio, racconta! se vuoi anche all’indirizzo mail: antonio.sofi(at)webgol.it
      I fanatici di rumiz sono nostri amici di default :)

      tornato appena ora a casa base, pian piano rimettiamo in sesto il povero webgol, recuperiamo il tempo perduto, appunto… :)

    5. diletta
      agosto 22nd, 2006 22:04
      5

      eccolo di nuovo fra noi antonio… qualche breve comparsata in veste di commentatore…si è sentita l’assenza anche se Enrico Bianda è stato puntualissimo e molto bravo come sempre.

    6. sergio
      agosto 26th, 2006 22:02
      6

      assolutamente lo stesso approccio che ho io con la lettura degi resoconti del maestro…brava antonella hai reso molto bene l’idea.

    7. sergio
      settembre 10th, 2006 19:21
      7

      Ieri sono stato al festival di Mantova e ho avuto il modo di conoscere sia il maestro sia Vinicio Capossela.
      Bella la conferenza e bello anche il dopo con parecchia gente che si è intrattenuta con loro.
      Ho realizzato un sogno.

    8. antonio
      settembre 11th, 2006 11:38
      8

      Sergio, due piccioni con una fava, insomma :)
      ti va di raccontarcene?

    9. sergio
      settembre 11th, 2006 13:43
      9

      Dunque, la mia visita al festival è stata decisa all’ultimo momento, ci sono stato con moglie e figlia al seguito.
      Il mio giudizio su rumiz è senz’altro poco obiettivo considerato il mio entusiasmo per lui, fantastici i suoi racconti e i retroscena di alcuni viaggi, il suo ricordo di Tiziano Terzani, aneddoti sulle peregrinazioni balcaniche.
      Capossela è stato una scoperta…
      Anche de visu due persone molto alla mano.

    10. massimiliano f
      luglio 15th, 2007 17:21
      10

      Bell’intervento. Le cose vanno fatte per bene. In questo spesso sbaglio…

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