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17/07/2006

Polaroid d’estate. La sposa, i mondiali e il maxischermo.

di Enrico Bianda, alle 14:35

polaroiddestate.jpgIn una delle tante inutili note dei GR estivi, ieri nel pomeriggio è passata un’intervista al segretario del sindacato gestori stazioni balneari. Domanda fondamentale del giornalista, quali fossero le mode e le curiosità della stagione in corso.

Il segretario del sindacato di cui sopra non ha avuto dubbi: gli schermi giganti in spiaggia, che dope le notti mondiali resistono con il Moto GP che appassiona tanto i nostri bagnanti. Schermi giganti in spiaggia, volume gigante in spiaggia. Corpi sudati e lucidi su poltroncine a succhiare un ghiacciolo al limone con stecco alla liquirizia. Occhiali da sole visiera brillanti e sorrisi, muscoli e bikini davanti allo schermo gigante.

Riporto allora un paio di annotazioni di Gianpasquale Santomassimo, ieri sul manifesto (si, quanto a me promuovo la lettura, visto che pare si promuova molto il giornale che ha raggiunto e superato il milione di sottocrizioni ma si vende poco o meno o comunque non di più), con un saggetto intitolato “La nuova italianità vista da un mondo a parte”.

Dice Santomassimo che “Sono i maxischermi i nuovi luoghi in cui si proietta la memoria collettiva, specialmente quelli che sono ripresi dalle televisioni prima e dopo la partita”, e ancora “Abbiamo assistito a una duplice disfatta in quindici giorni della Lega Nord, sconfitta il 25 giugno sul piano sostanziale e il 9 luglio sul terreno simbolico”.

Il 9 luglio, la domenica della finale ero invitato ad un matrimonio.
Splendida villa sulle colline di Prato, giornata indimenticabile, luna piena, quasi, vento fresco, serata magica, e certo, anche l’Italia campione del mondo.

Ho mangiato in un salone, nessuno si filava gli sposi, in silenzio, al tavolo centrale a rispondere a qualche incerto “Viva gli sposi”. Sulle due pareti del grande salone priettavano la partita: surreale silenzio, spaccato dal grido al gol di Materazzi.
“Viva gli sposi”.
Tonfo di paura alla parate di Buffon.

“Viva gli sposi”, no, Del Piero no. Il rigore no.
Abbiamo vinto.
Ho mangiato al tavolo Inzaghi.
Almeno non mi sono annoiato.


  • Il cielo sopra Berlino è azzurro
  • Polaroid d’estate. Pintor che dice “carino”.
  • Polaroid d’estate. The Smiths is (not) dead
  • Il multititolismo. Ovvero Queneau sarebbe contento

  • 6 Commenti al post “Polaroid d’estate. La sposa, i mondiali e il maxischermo.”

    1. Antonio Sofi
      luglio 17th, 2006 17:33
      1

      Inevitabile una piccola attribuzione di copyright (tra virgolette per caritĂ ) ad Aldo Grasso, su questa storia dei maxischermi. Il fenomeno non è certo di oggi, ma la fruizione del mondiale l’ha resa piĂą eclatante. Popolo dei maxischermi scriveva lui, subito dopo la finale, e senza saper della tua sposa. :)

      Interessante come lo facesse derivare da un (sottile? inconscio?) disamoramento del piccolo schermo – della nostra stantìa televisione casalinga. Se lo trovo in giro posto il pezzullo qui sotto, c’è di sicuro un quinta di copertina sull’argomento, ovvero questa. :)

    2. Antonio Sofi
      luglio 17th, 2006 17:36
      2

      Più facile del previsto. Ecco il giusto omaggio a Grasso, il pezzo è del 10 luglio sul Corriere della Sera:

      “L’Italia ha vinto, l’Italia ha scoperto una nuova forma di stare insieme, il maxischermo. Ieri sera il nostro Paese era tutto un maxischermo, da Aosta a Palermo. Il maxischermo è un modo nuovo di essere nazione, di socializzare, di celebrare una cerimonia pubblica. Germania 2006 sarĂ  ricordata come il Mondiale del maxischermo, fresco segno distintivo dell’evento mediatico ma anche furbo stratagemma collettivo per fuggire la bolsa retorica del piccolo schermo. Ieri sera è morto il vecchio televisore, quello quadrato, con gli angoli arrotondati ma non è morto il vecchio modo di fare televisione. La lunga trasmissione di Raiuno che ha preceduto la partita è stata una summa di banalitĂ , di frasi fatte, di luoghi comuni, di piccole esibizioni provinciali che ha trascinato nel gorgo del mediocre persino un grande attore come Luca Zingaretti. Quando l’insulsaggine dei Mazzocchi, dei Galeazzi, dei Goria cresce al punto di costituire non tanto la nostra condizione di spettatori quando la nostra unica fede (nell’Italia, come squadra, come patria), diventiamo saltimbanchi al traino di una circostanza piĂą grande di noi. Abbiamo bisogno di un maxischermo per nascondere la pochezza della nostra tv, l’agonia di RaiSport, l’affanno degli inviati. Per mascherare il piccolo schermo che è dentro di noi.”

    3. diletta
      luglio 17th, 2006 20:22
      3

      Ops…devo aver mascherato anch’ io il piccolo schermo che è dentro di me…
      ho seguito, eccetto la prima, tutte le partite davanti al maxischermo. Ho persino orientato le mie preferentee scgliendone uno in particolare. Dopo italia-usa vista a Piazzale Michelangelo, mi sono spostata a San Niccolò…
      Si, un modo per sentirsi uniti, per festeggiare in compagnia, per aggregare lo spirito sportivo, ma soprattutto nazionale.
      Ho abbracciato persone che non rivedrò più, parlato con altre senza conoscerne il nome. A parte per la sottoscritta, che socializzerebbe anche con un muro,era più facile per tutti ritrovarsi, comunicare.
      bello, davvero bello.
      viva gli sposi, comunque.

    4. Santa
      luglio 18th, 2006 09:55
      4

      Che il maxischermo riproduca l’effetto magico del cinema, di quando davanti allo schermo ci sentiamo piccoli piccoli come quando eravamo bambini?

      viva gli sposi, certo.
      Al Sud girano filmini amatoriali di matrimoni degli anni 80 in cui la sposa, infiocchettata in abiti meringati in pieno stile di quegli anni, guarda sconfitta il suo novello sposo che con gli amici segue la partita in una saletta accanto a quella ufficiale della festa. Tutti gli uomini davanti ad una piccola tv. 1982. Alcune cose non cambiano mai, altre sì: i pollici, per esempio.
      :)

    5. Antonio Sofi
      luglio 19th, 2006 19:59
      5

      “socializzerebbe anche con un muro” non mi si addice, ma mi piace molto (negli altri), è una immagine deliziosa :)
      Cinema, giusto, e quel filmino… meriterebbe la ribalta!

    6. diletta
      luglio 25th, 2006 17:30
      6

      eheheh, si, la uso spesso per descrivermi… però non vuol dire che sono una di quelle persone” amiche di tutti” e quindi, a mio avviso, amiche di nessuno…è per indicare la mia tendenza al piacere di conoscere persone nuove e diverse.
      Non ci avevop pensato Santa ad una probabile sindrome di Peter Pan…:) interessante…

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