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27/06/2006

La città digitale è una rete sociale

di Antonio Sofi, alle 11:18

Webgol, con ogni probabilità, non verrà aggiornato fino alla fine di questa settimana (ho anche programmato, con la pubblicazione posticipata, un raccontino per giovedì, per chiudere il tema TecnoFobie che ci ha accompagnato per un bel po’ di settimane – ma ignoro se il meccanismo funzioni).

Avevo alcune segnalazioni sul groppone, casomai a qualcuno difetti roba da leggere (non succede mai). Me li tengo (sono link freddi, risorsa impagabile per il blogger con scarsità di tempo), tranne uno, chè merita lettura.

Da queste parti ci siamo spesso occupati di città: città perfette, città su fiumi, città non-luoghi, città in emergenza e emergenti, città viaggiate e città vissute. La città è il centro di gravità permanente attorno a cui fermenta la modernità, brulicano esistenze, si sperimentano modi attraverso cui declinare la qualità della vita di ognuno di noi. Su Apogeonline, Sergio Maistrello, scrive un gran bel pezzo dal titolo “Internet, la città, le reti sociali“, che fossi un amministratore cittadino leggerei con molta attenzione. Perchè l’innovazione vera è sempre cosa che riguarda i bisogni delle persone – anche di comunicare meglio tra loro. Scrive Sergio, rivolgendosi ad un illuminato amministratore (e io sottoscrivo):

Metti progressivamente tutti i tuoi cittadini su un social network cittadino, lasciali esprimere, stimolali a costruire punti di presenza personali, promuovi la creazione di reti di identità e di comunità di interesse, invitali a spendere il loro capitale sociale nelle cause che stanno loro a cuore: avrai uno strumento inaudito di interpretazione del territorio. Tutto ciò richiede evidentemente una profonda rivisitazione dei ruoli: l’amministrazione, in una logica reticolare, non è più il centro ma uno dei nodi della rete senza ragno, un hub di hub, il primo tra i pari. Se la città è l’insieme di tante visioni del mondo quanti sono i suoi cittadini, chi la governa è il nodo deputato alla sintesi di questo flusso di comunicazione che prorompe dal basso. La rappresentanza non è più soltanto un voto quinquennale, ma l’interpretazione costante del racconto della realtà di ciascun nodo, corrisponda esso a un cittadino, a un’associazione, a un’istituzione o a una realtà produttiva. Chi interpreta meglio, governa meglio.


  • La fotografia digitale e il continuum creativo
  • La vignetta di Mak. Poltiglia sarai te.
  • Venice Sessions. Il futuro dei media (ma meglio puntare al viceversa)
  • Ona Italia. Giornalismo digitale (iper)locale.

  • 2 Commenti al post “La città digitale è una rete sociale”

    1. Daniele
      giugno 29th, 2006 01:32
      1

      Neanche a farlo apposta, l’inneffabile Rodotà su “La Repubblica” di oggi (ormai ieri 28/6) ci ripropone una versione addomesticata di democrazia digitale, mediata, guarda il caso, da urbanissime Reti Civiche, dipendenti ovviamente da istituzioni e politica locale. Bella garanzia contro i “poteri forti” paventati dall’inneffabile!
      D’accordissimo sulla difesa della Privacy, ma da proteggere la Privacy del cittadino a stimolarne l’intelligenza politica ce ne corre …
      Daniele

    2. ira
      ottobre 13th, 2006 11:25
      2

      ke figata questo blog…mi piace ..il linguaggio è giovanile, una sorta di pidgin on web.
      Mi interessano tematiche attuali come la commistione tra teknologico e organico e sono finita in questa blog, continuate ad osservare con occhio ironico e storico il panorama multivisuale in progress perke sono convinta ci sara da preoccuparsi ancora di più per il futuro!

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