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09/06/2006

Addio Lugano bella

di Antonio Sofi, alle 22:17

Oggi Repubblica e L’Espresso pubblicano un audiolibro, il primo di una serie. Il maestro Camilleri letto da Fiorello. Il romanzo (godibilmente letto) è Un filo di fumo.

Ascanio CelestiniAscanio Celestini è uno dei più straordinari affabulatori che abbiamo oggi in Italia.
E’ tutta voce, è corpo narrante che si fa voce.

Credo di aver consigliato a chiunque un suo romanzo (con audiolibro, appunto) “Fabbrica“, la storia di una fabbrica italiana in forma di lettera scritta da un operaio in un altoforno a sua madre – che mi ha letteralmente ammaliato anche a teatro. Due ore di monologo ininterrotto, continuo, quasi immoto: e impossibile comunque staccargli le orecchie di dosso.

Una vera e propria imprudenza insomma provare a leggere un suo pezzo. Ma è un omaggio. A lui – al pezzo: di minima vita in più sul web. E alla città sguizzera, scoperta da poco tempo grazie ad Enrico, luganese d’adozione e d’elezione. E’, quello di Celestini, un piccolo racconto scovato per caso sull’ultima pagina di un inserto che, viaggiatore pigro quale sono, di solito getto via prima di essere arrivato a casa, nel primo cestino che trovo. Il raccontino si chiama “Addio Lugano bella“, pubblicato in Viaggi di Repubblica dell’8 giugno scorso.

Qui sotto, nel podcast, un estratto (la colonna sonora era obbligata, Lugano Addio di Ivan Graziani).

Scarica l’mp3 (934 kb ca., 3,59 minuti), sottoscrivi l’rss (o aggiungilo sul tuo itunes), oppure clicca sulla freccia per ascoltare

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[tags]Ascanio Celestini, Lugano, Audiolibri[/tags]


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  • Un commento al post “Addio Lugano bella”

    1. Corretta & Sfuggente
      giugno 10th, 2006 17:02
      1

      Nascere con un nome e cognome così vuol dire avere il destino segnato: Ascanio, figlio di Enea, il fondatore. La terra, dunque.
      E poi, Celestini, il cielo, l’aria, le nuvole. Con un nome così doveva per forza combinare qualcosa di bello…
      Complimenti per il post.
      C&S

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