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08/06/2006

E’ il web 2.0, bellezza

di Antonio Sofi, alle 18:39

Stamp R Sist di Google Spreadsheet
Stamp R Sist di Google Spreadsheet
Alcuni giorni fa, la società di Page e Brin, annuncia Google Spreadsheet, una applicazione excel-like che permetterà di far di calcolo sul web. Con qualcosa in più: condivisione e collaborazione tra utenti. Il foglio di calcolo di Google fa scalpore, scrive Federico Fasce, che segnala anche alcune opinioni sull’argomento – per cui non mi dilungo sulle spiegazioni del servizio.
Recentemente Google aveva acquisito Writely, un web word processor.
Io lo avevo provato quasi subito, e già funzionava molto bene. Scrissi anche una mail ai tipi di Writely chiedendo se e quando avessero intenzione di implementare un foglio di calcolo (al più presto, mi dissero, e Google era ancora di là da venire).

E’ il web 2.0, bellezza: anche cioè una lenta e apparentemente inarrestabile migrazione dei software sul web. I servizi (i processi comunicativi, mi verrebbe da scrivere) si aprono alla condivisione.

Nessuna controindicazione? Già all’epoca della primissima beta di Writely, in una mailing list, esposi i miei dubbi: ma se inserisco dati personali, nel mio documento word, sarò tutelato al meglio? O più di quanto sono se uso un bel software installato nel mio pc (proprietario e non)? Per questo trovo molto interessanti e condivisibili i dubbi di Alberto Berretti, ospitato da Zambardino. Da leggere.

Ma c’è anche il bicchiere mezzo pieno. Anche a me piace da impazzire ragionare in modalità chiodo-scaccia-chiodo. Chiodo-nuovo scaccia chiodo-vecchio. Scurdammoce ‘o passato. Poi, però, le pratiche sottendono a dei bisogni precisi – e i bisogni, al contrario dei chiodi, vanno per il sottile. Distinguono. Sono precisi, puntigliosi, focalizzati: sono chiodi di seconda generazione.

Alla fine, nel mio piccolo per esempio, Writely non l’ho usato per condividere con altre persone la mia lista di indirizzi con tanto di numeri di telefono; ma per definire, in collaborazione con altri, la scaletta di un incontro pubblico. Google Spreadsheet, anche se funzionerà bene come sembra – e se, facile previsione, avrà dignitosi meccanismi di protezione – non verrà usato per calcolare i pagamenti dei dipendenti. Per quello, probabilmente, si continuerà ad usare Excel, o simili.

E’ che la condivisione è anche qualcosa altro – non solo service puro. E’ anche catalizzatore di creatività. Fattore diretto di creatività emergenti, peraltro non controllabili o prevedibili a priori. Le cose emergono, come funghi (organicamente direi), dalla semplice possibilità che possano emergere. Puff. Concime per una massa finalmente critica (in tutte e due i sensi) di persone. Concime, per cosa non si sa, e non importa. Sposti una applicazione dal desktop alla Rete e qualcosa di solito accade – spesso, vivaddio, ci si gioca e basta.

Ecco cosa mi ha colpito quando, ieri, praticamente il giorno dopo l’annuncio di Google Spreadsheet, ho letto un post di Giovy (e quello di Gianni Amato) dal titolo Segui i Mondiali con Google Spreadsheet: il foglio di calcolo, condiviso con altri utenti, è strutturato in modo da fornire in tempo reale la situazione dei diversi gironi del Mondiale, con classifiche e avanzamenti alle fasi successive.

Inutile quanto vuoi, ma mi ha colpito.

[tags]Google Spreadsheet, Web 2.0, Google, Software[/tags]


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  • 2 Commenti al post “E’ il web 2.0, bellezza”

    1. diletta
      giugno 9th, 2006 10:34
      1

      Insomma, un altra “scusa” per creare ambiti di condivisione?

    2. Alex
      giugno 29th, 2006 16:32
      2

      Chissà se conosci Mooffanka (www.mooffanka.org).
      Io lo sto usando come utente poiché il sito della società per cui lavoro è fatto con Mooffanka. La cosa strana è che seppure sia un CMS (ma dire CMS è poco) geniale e innovativo non è diffuso per niente perché l’autore, un italiano, lo ha tirato come open source ma non ha tempo per aggiungere documentazione ed altro. E poi si dice che il genio è sempre oltreoceano…

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