home

Leggi gli aggiornamenti in home page

05/06/2006

La neutralità pop, e il sarchiapone frustrato

di Antonio Sofi, alle 18:59

Dopo la straordinaria scorpacciata pop del Bianda [cinque pillole in podcast: uno, due, tre, quattro, e cinque], in compagnia di Alberto Campo e Matteo B. Bianchi, torniamo alle TecnoFobie.

Mi corre il piacere (non certo l’obbligo) di segnalare, per chi l’avesse persa, una chiacchierata con Beppe Caravita, giornalista del Sole 24 Ore, e blogger della prima ora. E’ andata on line sabato per il risvolto di Quinta di Copertina, approfondimento sabatino della rassegna stampa tecnologica di Apogeonline, e il titolo che gli ho dato è, come spesso accade, una povera sintesi: “La neutralità come vantaggio condiviso“. I temi trattati ruotano tutti, più o meno, intorno ai risvolti possibili (e intricati) della questione ormai nota come Network Neutrality – dal blog a cipolla alle strategie di Telecom Italia, dalla coda lunga alla creatività, ai giochi a guadagno condiviso, che sono la vera chiave di volta dei solo apparenti nodi gordiani che le nuove tecnologie continuamente propongono. Io, personalmente, trovo la posizione di Beppe, e specie sullo specifico contesto italiano, assai feconda e per niente distruttiva – come dimostra pienamente, per esempio, questo suo post di qualche giorno fa.

Su Apogeonline, anche una recensione di Giuseppe Granieri del libro di Umberto Eco, Kant e l’ornitorinco: il titolo (che ho subito invidiato) è “Internet è un sarchiapone“. Più che una recensione, una scusa – per dire anche altro. Come spesso gli accade, Giuseppe dà il meglio di sè quando lascia libera la penna di evangelizzare random, senza troppo peritarsi della inattaccabilità del suo ragionamento. Per esempio questo passaggio è straordinario, parla de las malas tripas, la cattiveria semplicistica di certo media watching. Lo segnalo anche perchè in parte completa una discussione (la millesima) su blog e giornalismo di qualche giorno fa, dopo l’intervista di Sergio Maistrello a Vittorio Zambardino. Io ero arrivato a scrivere di “insoddisfazione” più o meno diffusa, come punto di partenza per descrivere un contesto che domanda a gran voce una rinegoziazione di alcune regole comuni… ma frustrazione è la parola giusta:

[E’] Una specie di ricordo ancestrale dell’impotenza di controllo su una delega, molto simile alla paura e alla reazione di sussulto se sentiamo un rumore alle spalle. Se io posso correggere un’informazione errata o potenzialmente errata, non posso certo farlo con la potenza di distribuzione di un grande quotidiano o di un telegiornale della sera. È frustrazione, in fondo. Ma dietro la frustrazione indagherei le cause. Che, appunto, risiedono in un calo della fiducia nella delega sulla fissazione dei riferimenti dell’essere. E quindi della nostra conoscenza.

[tags]Network Neutrality, Beppe Caravita, Sarchiapone, Giuseppe Granieri, Frustrazione[/tags]


  • Cultura pop e Anni ‘80. Popolare e di qualità.
  • Cultura pop e Anni ’80. I Prefab Sprout e il collocamento dell’indelebile
  • Cultura pop e Anni ’80. Morrissey e la precisione dalla cameretta
  • Cultura pop e Anni ’80. La realtà dell’effimero

  • Lascia un commento