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Post scritti nel giugno, 2006

29/06/2006

Vuoi salvare? No.

di Santa Di Pierro, alle 11:22

foto di Strollers

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Tra me e lui c’è sempre stata la tecnologia di mezzo.
Ci siamo conosciuti tramite email, abbiamo socializzato grazie ai rispettivi computer, ci siamo organizzati grazie agli sms e ci siamo lasciati con l’instant messaging.
Il nostro primo incontro avvenne sul foglio bianco di una email condivisa con il resto della mailing list di quelli che sarebbero diventati, poi, i nostri amici. Nel reply o nel forward lui sembrava un disinibito sciupafemmine, uno di quelli che ti conquista con un link o con un jpg senza nemmeno il lume della candela.
Dopo numerose litigate pubbliche e virtuali, una sera ci trovammo casualmente sulla chat di un sito di frequentazione comune ad entrambe. Un repentino scambio di battute, un paio di invii e si scivolò verso la decisione di bere un bicchiere di vino per potersi conoscere davvero. Fu così che la nostra relazione cominciò.
Grazie alla tecnologia.

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27/06/2006

La città digitale è una rete sociale

di Antonio Sofi, alle 11:18

Webgol, con ogni probabilità, non verrà aggiornato fino alla fine di questa settimana (ho anche programmato, con la pubblicazione posticipata, un raccontino per giovedì, per chiudere il tema TecnoFobie che ci ha accompagnato per un bel po’ di settimane – ma ignoro se il meccanismo funzioni).

Avevo alcune segnalazioni sul groppone, casomai a qualcuno difetti roba da leggere (non succede mai). Me li tengo (sono link freddi, risorsa impagabile per il blogger con scarsità di tempo), tranne uno, chè merita lettura.

Da queste parti ci siamo spesso occupati di città: città perfette, città su fiumi, città non-luoghi, città in emergenza e emergenti, città viaggiate e città vissute. La città è il centro di gravità permanente attorno a cui fermenta la modernità, brulicano esistenze, si sperimentano modi attraverso cui declinare la qualità della vita di ognuno di noi. Su Apogeonline, Sergio Maistrello, scrive un gran bel pezzo dal titolo “Internet, la città, le reti sociali“, che fossi un amministratore cittadino leggerei con molta attenzione. Perchè l’innovazione vera è sempre cosa che riguarda i bisogni delle persone – anche di comunicare meglio tra loro.

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22/06/2006

Groove & Noir. Il mito attraverso un bicchiere.

di Enrico Bianda, alle 17:34

“Alla fine lo beccai, Abraham Trahearne: lo beccai che beveva birra in compagnia di un bulldog alcolizzato, tale Fireball Roberts, in una sgangherata bettola appena fuori Sonoma, California, intento a spremere anche le ultime gocce di un bel pomeriggio di primavera”.
James Crumley, L’ultimo vero bacio

Pillola numero tre (e quattro)

Groove & Noir
Groove & Noir
Il trio fantastico si conclude con la figura leggendaria di James Crumley, maestro di molti, guida spirituale e animatore di comunità di scrittori. Oggi. In passato, e forse ancora, animato da un’indiscutibile passione per il bicchiere, almeno così dice chi l’ha incontrato e ne ha scritto, come Antonio Monda su Repubblica qualche mese fa.
Di Crumley non si sa tantissimo, non che sia uno scrittore maledetto ed imprendibile, ma forse perché non ha molto interesse che cosa faccia e quando. Ha scritto qualche romanzo strepitoso, e ci basti.

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21/06/2006

Groove & Noir. Polvere e foreste per cuori solitari.

di Enrico Bianda, alle 18:10

Pillola numero tre (e quattro)

Groove & Noir
Groove & Noir
E’ un universo di perdenti, quello che solca le strade del noir silvestre, delle periferie, della polvere e delle foreste. La violenza esplode improvvisa, eppure c’è il tempo per la lentezza del pensiero, guardando gli alberi muoversi nel vento, ascoltando il rumore delle foglie. I personaggi che animano i romanzi di Sallis, di Crumley e di altri autori che compongono il quadro del noir contemporaneo scrivono nella tradizione del romanzo epico americano.
Alla ricerca del grande romanzo, intessendo vicende al limite del parossistico non dimenticando però mai la lezione della tradizione che parte da Faulkner, cui tutti sembrano guardare.
Sono romanzi sociali quelli che noi definiamo per comodità noir.
Lo sono gli scritti di James Sallis, che esce in questi giorni con Drive, un nuovo romanzo breve. Il profilo di questo straordinario scrittore nelle parole di Luca Conti.

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20/06/2006

Groove & Noir. A mezzo miglio di distanza.

di Enrico Bianda, alle 20:45

“Udii la jeep a mezzo miglio di distanza. Risaliva attorno al lago, e quando imboccò la curva gli uccelli si levarono in volo. Dapprima verso l’alto, schizzando fuori dagli alberi come un getto d’acqua bollente; poi, come colti dal vento, con una brusca sterzata sulla destra, in formazione compatta. Gran parte di quegli alberi era lì da quaranta o cinquant’ anni. Gran parte di quegli uccelli era lì da neanche un anno, e non vi sarebbe rimasta a lungo. La mia, invece, era una situazione di mezzo”.

James Sallis, Cypress Grove Blues, Giano 2004

Premessa
Giravo per la radio con una pila di romanzi tra le braccia, con qualche titolo tra quelli di James Sallis, qualcosa di James Crumley e Cristopher Cook. Sono in mezzo ad una settimana tutta dedicata a questi scrittori, alle loro storie e ai loro uomini. E poi la musica: country, blues, rock sudista, tradizione e kitsch folk.

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17/06/2006

Situazione secondi: un secondo (più un sospiro)

di Antonio Sofi, alle 15:12

In qualche modo, forse spostando l’asse terrestre a testate (l’ispirazione è una battuta di Antonio Dipollina su Repubblica), a Sky erano riusciti a ridurre il tempo di differita delle partite trasmesse sul satellite rispetto a quelle della Rai – fino a tre. Ma tre secondi son comunque tanti (unooooo, duuuuue, treeeee) e la prima partita dell’Italia ai Mondiali di Germania (stante la prossimità comunicativa dei balconi aperti dei vicini) ha provocato varie reazioni – che sono andate dal vaffa al ritorno alla grigia e non digitale mamma Rai.

Oggi la seconda partita dell’Italia, contro gli Stati Uniti (link al tag di Moltomondiale).
Oggi, l’annuncio: da tre ad uno (unooooo). Scrive lo stesso Dipollina su La Repubblica:

Situazione secondi. Sky ha messo al lavoro una squadra di tecnici che hanno operato sulla “compressione del segnale”, qualunque cosa sia. In pratica, dall’altra sera, il ritardo dalle immagini Rai è stato portato da 3 a un secondo, forse un secondo più un sospiro. La promessa è di mantenere la distanza ridotta anche per stasera, limitando così i danni.

[tags]Mondiali, Sky, Rai, Televisione, Differita[/tags]

13/06/2006

Molto mondiale (in leggera differita)

di Antonio Sofi, alle 11:35

Festeggiamenti al gol di Pirlo, Italia - Ghana 2 a0
Festeggiamenti al gol di Pirlo, Italia - Ghana 2 a0
Tra la telecronaca Rai e quella Sky ci sono (almeno) 3 secondi di differenza. Una leggerissima differita, a vantaggio della prima.

La questione, apparentemente futile, assume importanza decisiva se tu stai guardando la partita dell’Italia su Sky, e intorno a te c’è un numero imprecisato di balconi aperti oltre i quali brillano in sincronica danza luminescente le immagini messe in onda da Mamma Rai.

L’effetto generale è di dissonanza spazio-temporale, con frustrazione per i differiti. Mentre su Sky Pirlo prende la mira, sulla Rai è già sommerso dai compagni che festeggiavano il gol – e chi vedeva la Rai ha già consumato una bomboletta intera per festeggiare. La bomboletta si spegne esausta, e su Sky, Pirlo segna. Il pallone rotola in porta, portando con sè le ragnatele del già-successo, segnando un gol che sa di vecchio. L’unica è tornare al grigio smorto della Rai (o insonorizzare la stanza e morir di caldo).

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12/06/2006

L’uomo al centro della Rete

di Antonio Sofi, alle 14:45

Per tutti i torinesi e dintorni (molto meglio se di sponda granata, peraltro freschi di promozione), segnalo un incontro che si svolgerà il 15 giugno prossimo, alle 17.30, a Torino, all’Atrium di webdaysiana memoria.

L’incontro è il terzo della serie “blog” del progetto “@domani“, ben curato da Ars Media e dall’Osservatorio Scrittura Mutante della Biblioteca Civica Multimediale della Città di Settimo Torinese. L’incontro ha un bel titolo: L’uomo al centro della rete. Ovvero: tra individualità e costruzione di network sociali. La blogosfera, rete di testi, relazioni e rimandi reciproci, propone un nuovo modello di produzione culturale basato sulla condivisione dei contenuti, sullo scambio e il confronto orizzontale.

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09/06/2006

Addio Lugano bella

di Antonio Sofi, alle 22:17

Oggi Repubblica e L’Espresso pubblicano un audiolibro, il primo di una serie. Il maestro Camilleri letto da Fiorello. Il romanzo (godibilmente letto) è Un filo di fumo.

Ascanio CelestiniAscanio Celestini è uno dei più straordinari affabulatori che abbiamo oggi in Italia.
E’ tutta voce, è corpo narrante che si fa voce.

Credo di aver consigliato a chiunque un suo romanzo (con audiolibro, appunto) “Fabbrica“, la storia di una fabbrica italiana in forma di lettera scritta da un operaio in un altoforno a sua madre – che mi ha letteralmente ammaliato anche a teatro. Due ore di monologo ininterrotto, continuo, quasi immoto: e impossibile comunque staccargli le orecchie di dosso.

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08/06/2006

E’ il web 2.0, bellezza

di Antonio Sofi, alle 18:39

Stamp R Sist di Google Spreadsheet
Stamp R Sist di Google Spreadsheet
Alcuni giorni fa, la società di Page e Brin, annuncia Google Spreadsheet, una applicazione excel-like che permetterà di far di calcolo sul web. Con qualcosa in più: condivisione e collaborazione tra utenti. Il foglio di calcolo di Google fa scalpore, scrive Federico Fasce, che segnala anche alcune opinioni sull’argomento – per cui non mi dilungo sulle spiegazioni del servizio.
Recentemente Google aveva acquisito Writely, un web word processor.
Io lo avevo provato quasi subito, e già funzionava molto bene. Scrissi anche una mail ai tipi di Writely chiedendo se e quando avessero intenzione di implementare un foglio di calcolo (al più presto, mi dissero, e Google era ancora di là da venire).

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05/06/2006

La neutralità pop, e il sarchiapone frustrato

di Antonio Sofi, alle 18:59

Dopo la straordinaria scorpacciata pop del Bianda [cinque pillole in podcast: uno, due, tre, quattro, e cinque], in compagnia di Alberto Campo e Matteo B. Bianchi, torniamo alle TecnoFobie.

Mi corre il piacere (non certo l’obbligo) di segnalare, per chi l’avesse persa, una chiacchierata con Beppe Caravita, giornalista del Sole 24 Ore, e blogger della prima ora. E’ andata on line sabato per il risvolto di Quinta di Copertina, approfondimento sabatino della rassegna stampa tecnologica di Apogeonline, e il titolo che gli ho dato è, come spesso accade, una povera sintesi: “La neutralità come vantaggio condiviso“. I temi trattati ruotano tutti, più o meno, intorno ai risvolti possibili (e intricati) della questione ormai nota come Network Neutrality – dal blog a cipolla alle strategie di Telecom Italia, dalla coda lunga alla creatività, ai giochi a guadagno condiviso, che sono la vera chiave di volta dei solo apparenti nodi gordiani che le nuove tecnologie continuamente propongono.

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03/06/2006

Cultura pop e Anni ’80. I Prefab Sprout e il collocamento dell’indelebile

di Enrico Bianda, alle 07:30

cultura pop e anni '80
cultura pop e anni '80
Una settimana dedicata alla cultura pop guardando agli anni 80. Facile. Difficile. Romantico. Retorico. Passatista. Inutile. Utile. Tenero. Divertente. Allegro. Feticista. […] Si prova a far passare un’emozione, e anche a capire che cosa è restato. In origine sulla Rtsi. Più sotto (l’ultima) una pillola in podcast.

Pillola numero cinque.
Manca un artista alla mia personale – che so condivisa – classifica di quanto di meglio si produceva in quegli anni.

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02/06/2006

Cultura pop e Anni ’80. La realtà dell’effimero

di Enrico Bianda, alle 09:19

cultura pop e anni '80
cultura pop e anni '80
Una settimana dedicata alla cultura pop guardando agli anni 80. Facile. Difficile. Romantico. Retorico. Passatista. Inutile. Utile. Tenero. Divertente. Allegro. Feticista. […] Si prova a far passare un’emozione, e anche a capire che cosa è restato. In origine, e fino a venerdì di mattina presto, sulla Rtsi. Più sotto una pillola in podcast.

Pillola numero quattro.
Siamo quasi alla fine e mi pare di non aver fatto nulla. Ed è vero.

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01/06/2006

Cultura pop e Anni ‘80. Paul Weller, snob il giusto

di Enrico Bianda, alle 07:17

cultura pop e anni '80
cultura pop e anni '80
Una settimana dedicata alla cultura pop guardando agli anni 80. Facile. Difficile. Romantico. Retorico. Passatista. Inutile. Utile. Tenero. Divertente. Allegro. Feticista. […] Si prova a far passare un’emozione, e anche a capire che cosa è restato. In origine, e fino a venerdì di mattina presto, sulla Rtsi. Più sotto una pillola in podcast.

Pillola numero tre.
[…]Questa volta davvero per questioni puramente affettive, ho messo nella quartina di principi musicali degli anni 80 anche Paul Weller:

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