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30/05/2006

Cultura pop e Anni ’80. Morrissey e la precisione dalla cameretta

di Enrico Bianda, alle 17:07

cultura pop e anni '80
cultura pop e anni '80
Una settimana dedicata alla cultura pop guardando agli anni 80. Facile. Difficile. Romantico. Retorico. Passatista. Inutile. Utile. Tenero. Divertente. Allegro. Feticista. Quattro nomi: Morrissey, Paul Weller, Paddy McAloon e David Byrne. In ordine sparso. E Arbitrario. Chi prima chi a seguire. Poi: Jay McInerney, Brett Eston Ellis e David Leawitt. Da noi PV Tondelli. E le voci in diretta di Matteo B. Bianchi e Alberto Campo. Si prova a far passare un’emozione, e anche a capire che cosa è restato. In origine, e fino a venerdì di mattina presto, sulla Rtsi. Più sotto una pillola in podcast.

Pillola numero uno.
[…] e allora si parte con una conversazione con Matteo B. Bianchi che oltre ad essere l’autore di una delle più belle trasmissioni radiofoniche ascoltabili, Dispenser, è soprattutto scrittore di alcuni libri. Tra questi, l’ultimo, “Esperimenti provvisori di felicità“[…] e un “Mi ricordo” di perechiana memoria. Insomma con lui abbiamo chiacchierato di molte cose, tra queste, ad esempio, l’impressione che la pop culture – e la pop music – fossero uno strumento per mettere in scena la dimensione privata dell’individuo.

(in sottofondo, “The Boy With The Thorn In His Side” – The Smiths)
Scarica l’mp3 (900 kb ca., 1,55 minuti), sottoscrivi l’rss (o aggiungilo sul tuo itunes), oppure clicca sulla freccia per ascoltare

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[tags]Pop, music, anni ’80, B. Bianchi, Morrissey, The Smiths[/tags]


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  • 7 Commenti al post “Cultura pop e Anni ’80. Morrissey e la precisione dalla cameretta”

    1. Interceptor
      maggio 30th, 2006 22:34
      1

      Manca una esse… :)

      http://en.wikipedia.org/wiki/Morrissey

    2. Antonio Sofi
      maggio 31st, 2006 07:29
      2

      grazie per il debug! onta su di me, mozziano di ferro da sempre, non potrò mai perdonarmelo… ;)

    3. diletta
      maggio 31st, 2006 17:27
      3

      ecco il nuovo header…cosa resterà di questi anni ottanta…
      mi ero affezionata alla tastiera del cellulare, non so perchè mi piaceva molto.
      ma è distrutta. e se non si distrugge non si crea no? :)

    4. enrico
      maggio 31st, 2006 18:50
      4

      questo header è un colpaccio di antonio, mi prende sul filo dei sentimenti: ormai sono votato a questa immagine perfetta per il mio viaggio musicale. ma è meglio non dire di chi è il volto ritratto e frammentato da antonio in una furia iconoclasta puramente pop! viva….

    5. diletta
      giugno 1st, 2006 01:06
      5

      mmm…curiosità. chissà se il furioso distruttore svelarà il segreto.

    6. Webgol » Blog Archive » Cultura pop e Anni ‘80. I Prefab Sprout e il collocamento dell’indelebile
      giugno 3rd, 2006 11:01
      6

      […] Pillola numero cinque. Manca un artista alla mia personale – che so condivisa – classifica di quanto di meglio si produceva in quegli anni. Abbiamo detto degli Smiths e di Morrissey, dei Talking Heads e di Paul Weller: restano i Prefab Sprout di Paddy McAloon tra Cole Porter, Burt Bacarach, e in generale tutto ciò che, dotato di genio consapevole, s’iscrive alle liste di collocamento dell’indelebile, ha scritto qualcuno che non ricordo… L’opinione di Alberto Campo […]

    7. Webgol » Blog Archive » La neutralità pop, e il sarchiapone frustrato
      giugno 5th, 2006 18:59
      7

      […] Dopo la straordinaria scorpacciata pop del Bianda [cinque pillole in podcast: uno, due, tre, quattro, e cinque], in compagnia di Alberto Campo e Matteo B. Bianchi, torniamo alle tecnofobie. […]

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