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29/05/2006

Blog e giornalismo (millesimo post sull’argomento)

di Antonio Sofi, alle 19:35

Quanto all’incontro tenutosi venerdì scorso a Roma, nella miscelata sede della FNSI, segnalo un piccolo resoconto che ho scritto per Apogeonline, dal titolo marxiano o marxista “Un nuovo lettore si aggira per il web“. Un colpo alle citazioni dei relatori, uno al fil rouge della mattinata, il lettore che c’è e non c’è, brachettianamente scompare e torna produttore, poi financo editore – quando sovvenziona con l’attenzione le fonti di cui si fida e che sceglie.
Sull’incontro hanno scritto altri: Mantellini (1, 2), Granieri (1), Svaroschi (1), Smeerch (1). Forse qualcun’altro su Technorati.

Su Apogeonline, davvero da non perdere, l’intervista del diretur Sergio Maistrello a Vittorio Zambardino. Entrambi, va detto, in gran forma. Il titolo è un biglietto da visita, «Com’è all’antica questo blogger-columnist», i contenuti meriterebbero ben più spazio e commento di questa misera segnalazione. Non sono d’accordo su alcune delle cose su cui Zambardino insiste, una tra tutte la questione del media-watching, come fenomeno valutato in parte negativamente – specie se viene da livorosi blogger. Io vedo la bontà del processo, come d’altronde, con molte più credenziali di me, De Kerckhove: un attegiamento critico è primo inevitabile momento di scontro. Che spessp prelude ad un incontro.

Quando campi culturali definiti iniziano ad ampliarsi in qualche modo (per nuove tecnologie, per nuove professionalità, per nuovi metodi), all’inizio son quasi sempre botte da orbi. Chi fa capolino dal di fuori si fa portatore, a ragione o a torto, di istanze innovatrici. Io ho scritto, riprendendo le categorie concettuali di Bordieau, di “atteggiamento eretico” – in questo caso di alcuni blogger verso il giornalismo. E di speculare e contraria difesa “ortodossa”. Ma è tutto normale: non è (solo) invidia, o livore, o tradizionalismo, o, o, o. Ma, paradossalmente, il modo migliore per rinegoziare pubblicamente pratiche e logiche che, volenti o nolenti, non funzionano più al meglio perchè c’è in giro gente insoddisfatta.

Da tutta questa canea, ne esce vincente chi accetta di mettersi intorno ad un tavolo, da qualsiasi parte venga e qualsiasi cosa inizialmente creda sia giusta. Alla Fnsi l’hanno fatto, Maistrello e Zambardino lo fanno, e questo mi fa piacere.

[tags]FNSI, blog, giornalismo, lettore, Zambardino, Maistrello[/tags]


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  • 7 Commenti al post “Blog e giornalismo (millesimo post sull’argomento)”

    1. OrlandoFurioso
      maggio 29th, 2006 20:32
      1

      Antonio, cosa pensi della sentenza della Corte americana che equipara i giornalisti ai blogger che si occupano di giornalismo?
      Ad entrambi è stato infatti riconosciuto il diritto di mantenere segrete le loro fonti in base al primo emendamento.Pensi che grazie al processo di omogeneizzazione dei modelli di giornalismo si possa sperare che anche qui in Italia ci si possa quantomeno avvicinare al sistema statunitense?

    2. FermentiGattici.net » Blog Archive » Khalla khalla guagliò
      maggio 30th, 2006 07:55
      2

      […] Dopo l’informazione collaborativa e il giornalismo collaborativo (se n’è parlato qui, se ne parla qui, qui, qui e un po’ ovunque), ecco a voi l’immobiliarismo collaborativo. […]

    3. Zetavu
      maggio 30th, 2006 10:31
      3

      Mio Illustre Collega,
      io non ho dichiarato al Nostro Illustre Collega Maistrello che il Media Watching sia negativo. Ho anzi detto che è una funzione di democrazia e per esser tale NON dev’esser fatto da giornalisti.
      Manco me la sarei presa col livore: se il livore fosse equamente distribuito, tanto meglio. Ma non mi sta bene il livore a senso unico, verso una sola testata, le vendettine delle comari sull’errore del giornalista, insomma tutti i singulti del demi monde bloggarolo.
      Lo Zeitgeist ci vuole alti. Non serve.

    4. tereza e tomas
      maggio 30th, 2006 11:51
      4

      Vi segnaliamo il nostro blog
      Punta sulla bellezza e sull’ironia
      Tereza e Tomas

    5. Bernardo Parrella
      maggio 30th, 2006 17:18
      5

      sbagliero’, ma a me pare che il succo dell’intervista sia proprio quello di creare ulteriori divisioni e contrapposizioni nette, anziche’ “ricucire” strappi e collaborare — tra giornalisti doc “demi monde bloggarolo”, semplici “bloggher” e quant’altri;
      ha forse senso proseguire con le vendettine delle vendettine delle vendettine? impossible rimboccarsi le maniche collettivamente?

    6. Antonio Sofi
      maggio 30th, 2006 19:45
      6

      Grazie per la precisazione ZetaVu. Non a caso ho scritto “in parte”, e mi riferivo solo a quella rabbia/livore unilaterale che continui ad evocare come ulteriore chiave interpretativa. Io, sarò ingenuo, ma non vedo unilateralità nella blogosfera nel suo complesso (lasciamo stare i demi monde e i casi singoli). Al contrario, come scrivevo, una critica dell’esistente, anche aspra, è, all’interno di un campo culturale non cristallizzato, inevitabile momento della ridefinizione di nuove pratiche più soddisfacenti per tutti.

    7. Interceptor
      maggio 30th, 2006 22:32
      7

      Antonio, hai visto che sul sito dell’Espresso si possono commentare tutti gli articoli?

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