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19/04/2006

Ça va sans dire

di Enrico Bianda, alle 09:35

Passata come nulla fosse, senza clamore, con i TG impegnati a dirci dove passavano pasquetta gli italiani, e quanto tirasse la montagna il lago il mare la campagna e la città… d’arte s’intende.

La cronaca italiana è tutto un ça va sans dire. E’ quasi imbarazzante. Eppure mi pare di vivere in un paese che non capisco. Io non lo capisco. Ci provo, ma non riesco ad uscire da questa situazione di stallo, un romanzo di Saramago sarebbe meno criptico. Avrei voluto passare questa Pasqua non dovendo chiedere a tutti quelli che passavano per casa mia lumi, indizi, voci.

Qualcuno ha provato per caso a dire, da qualche parte, che è andata proprio male, che quantomeno le cose ci sono sfuggite di mano, che qualcuno ha sbagliato. Che le cose erano messe proprio male e che forse ha ragione Moretti quando dice che Berlusconi ha già vinto, tanti anni fa?

Se è fuori luogo questo pessimismo qualcuno mi dica allora come stanno le cose e che cosa è successo una settimana fa (nonchè cos’è cambiato dallo stallo di una settimana fa).


  • Il viaggio, la montagna, i moleskine
  • La diretta dell’insediamento di Obama
  • Wikileaks e la trasparenza. Ovvero la politica che deve dir grazie ad Assange
  • Dal Nimby alla Banana. Nè nel mio cortile, nè altrove.

  • 3 Commenti al post “Ça va sans dire”

    1. Tiziano S.
      aprile 20th, 2006 10:53
      1

      Non è successo niente.

    2. lumachine - Pagina 10 - Baltazar.it
      aprile 11th, 2008 14:54
      2

      […] a crudo lamelle di pistacchio. Stupore. Meraviglia. Costata. Scaloppata. Oak smoked salt. Ça va sans dire. Rossa? Barolo Rocche del Falletto Riserva 1996 – Bruno Giacosa […]

    3. Etimologia ed Errore. Seconda parte « The Social Mirror
      marzo 11th, 2011 18:20
      3

      […] all’assillante prurito, all’insopportabile pizzicorio, lasciato dal morso d’insetto. Ça va sans dire senza voler scadere in pruriginose (e’ proprio il caso di dirlo) discettazioni, che […]

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