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25/03/2006

Tentennamenti

di Antonio Sofi, alle 12:46

Paolo Gentiloni, braccio destro (o sinistro) di Rutelli e presidente della Commissione Bicamerale di Vigilanza sulla Rai, scrive sul suo (bel) blog alcune impressioni sulla campagna elettorale. Mi soffermo su questa, molto interessante:

[…] non tutto in questa nuova legge elettorale ├Ę negativo. La mancanza della competizione per le preferenze, infatti, se attenua l’impegno economico e propagandistico dei singoli candidati, favorisce l’impegno politico collettivo dei gruppi dirigenti dei partiti. Che sul territorio fanno squadra come non mai. Queste almeno sono le mie impressioni a oggi. E le vostre?

Ecco la mia modesta impressione, su questo punto per me centrale della legge elettorale (ognuno ha le sue fissazioni) – sul quale mi piacerebbe che nel centrosinistra non vi fossero tentennamenti di sorta.

La mancanza delle preferenze non dev’essere che residualmente un problema “economico e propagandistico” del soggetto politico. E’ invece, soprattutto, un problema di rappresentativit├á della rappresentanza politica – se mi si passa il gioco di parole – nonch├Ę di opportunit├á di scelta degli elettori. Dieci anni di maggioritario ci consegnano un elettorato abituato a eleggere direttamente il suo rappresentante, scegliendolo con il voto. E ci avrebbero dovuto consegnare anche un sistema partitico che non ha bisogno di una legge proporzionale senza preferenze per fare “gioco di squadra”. Inoltre, se vogliamo, il successo delle primarie ci racconta di un elettorato cui piacerebbe anche scegliere le candidature, e che, se due pi├╣ due fa quattro, non adora la delega in bianco ai partiti per la definizione di liste bloccate – ma questa ├Ę un’altra questione.

Ne faccio semplicemente (forse banalmente) un problema di priorità delle riflessioni su questa sciagurata legge proporzionale corretta. Pure ci facesse vincere, va cambiata.

Gentiloni, non tentenni!


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  • 2 Commenti al post “Tentennamenti”

    1. Charlie FermateLaPioggia
      marzo 25th, 2006 14:19
      1

      Si tratta di un passo indietro di stupefacente cecit├á! Come ├Ę possibile? La questione non solo della rappresentanza, ma quella della “responsabilit├á” dell’eletto verso il suo collegio, per non menzionare le istanze locali che potrebbero avere voce in parlamento e che oggi al contrario un candidato che non ha nulla a che fare con il collegio in cui si presenta, non solo non porter├á a Roma, ma di cui potrebbe del tutto ignorare.

      Assolutamente si tratta della prima legge da modificare.. e vediamo questa volta di approdare finalmente ad un maggioritario serio. (magari con la previsione di primarie all’americana.. chiss├á).

    2. mauro gasparini
      marzo 25th, 2006 18:28
      2

      Puoi sentire se Scalfarotto ha da fare nei prossimi 5 anni?

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