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25/03/2006

Sei miliardi di blog

di Antonio Sofi, alle 19:12

Nel numero di oggi, Io Donna, settimanale femminile del Corriere della Sera, festeggia i dieci anni di vita con piacevoli retrospettive su reportage fotografici, copertine, saluti e articoli vip, ecc. Auguri.
Curiosamente vi si parla molto di blog. Malino ma tant’è.

Il primo è di Claudio Sabelli Fioretti che scrive di tic linguistici e concettuali del decennio scavallante tra due secoli:

Alla fine sono arrivati i blog a pareggiare i conti fra le generazioni. Facilissimi e velocissimi da creare e gestire, completamente gratuiti, i blog sono stati la vera rivoluzione democratica di internet. Padri e figli, ricchi e poveri, geni e truzzi si sono trovati finalmente sullo stesso piano tanto che quando si entra in qualche blog non si sa mai se si è entrati in contatto con Rita Levi Montalcini o con il ministro Giovanardi. […] Anche io ho messo su un blog. Anzi dieci blog. Perchè il blog è una malattia degenerativa del proprio ego. Se ne hai uno sei bravo. Se ne hai cinque sei fico. (Se ne hai venti sei pirla).

Quasi risponde Gianni Riotta che a pagina 101 scrive di un dialogo immaginario tra Pollyanna e Tartufo, e a quest’ultimo fa dire:

Lei si collega con internet e le spara grosse, come i blog: presto ce ne saranno sei miliardi, uno per ogni essere umano, ognuno scriverà quel che pensa del mondo da sè ma avrà solo se stesso come lettore. Bel progesso, bel dibattito!

Chissà che cosa ne pensa Fiorenza Vallino, la direttrice del megazine, che, intervistata dal fido Beppe Severgnini, ad una sua domanda su cosa vorrebbe per il futuro di Io Donna risponde:

Accellerare lo sbarco di Io Donna sul web. E magari in tv e in radio. La carta stampata non basta più.

Commentare con “meglio tardi che mai” è troppo banale?


  • Le vignette di Mak. Alitalia, rivoluzione francese in che senso?
  • Google si distrae un po’ e perde in Borsa e, tacchete!, spunta Yahoosoft
  • Due, tre, otto, dieci cose da fare (o non fare) sui media sociali
  • Come Ponzio Pilato

  • 9 Commenti al post “Sei miliardi di blog”

    1. Blog Margo » Spunti dalla blogosfera, Lunedì 27 Marzo
      marzo 27th, 2006 07:48
      1

      […] Blog Notes / Zeta vu La mente sociale della rete e l’auto-organizzazione, Audience got voice? Dialoghi divergenti. Re: Audience Got Voice Dialoghi divergenti – Audience Got Voice Webgol Il blog, uno strumento di sempre maggio attrattiva, soprattutto per l’editoria tradizionale. Sei miliardi di blog. Technorati Tags: Stampa l’articolo Fatti informare della pubblicazione di nuovi articoli […]

    2. observer
      marzo 27th, 2006 10:34
      2

      LA rivoluzione dei blog…ho fatto una tesi sull’argomento. Tra le argomentazioni contro il fenomeno c’era una schiera di giornalisti che dicevano di tutto e di più, dimostrando di non conoscere affatto quale sia l’impatto che aprire e curare sistematicamente un blog produca sulla vita affettiva, emotiva e intellettiva delle persone.Personalemnte ne ho tre…uno di questi è un multiblog. Mi è servito a monitorare le dinamiche emozionali che si creano all’interno di una piccola comunità di rete…quindi richiamaerei i giornalisti ad infdagare da dentro il fenomeno prima di scrivere di cose che nn conoscono proprio!

    3. vis
      marzo 27th, 2006 16:20
      3

      Non so, ma ho la sensazione che nonostante tutto questo passaggio dalla carta stampata al web sia prematuro. Troppo spesso chi si occupa di carta stampata non sa cosa siano i blog, basta leggere tutti gli articoli che si riferiscono alla blogsfera per scoprire che fin troppo spesso trattano l’argomento con superficialità.
      Perchè alla fine il blog ha dinamiche molto particolari che come dice observer, nessuno si prende la briga di approfondire.
      E poi, sarò sincera, sono un po’ stufa di leggere articoli che parlando delle immense possibilità della blogsfera, fanno sempre riferimento ai soliti due o tre nomi, ogni giorno aprono centinaia di blog nuovi e nessuno che si prenda la briga di leggerli.

    4. santa
      marzo 27th, 2006 16:39
      4

      diciamo che il blog – per chi ha sempre fatto la carta stampata – è un punto d’arrivo.
      Per chi è stanco della carta stampata e il metodo “frontale”- io insegno, tu impari. Io scrivo, tu leggi e non intervieni- è un punto di inizio. Finchè i primi raggiungeranno i secondi…uff..aivoglia, sarà sempre troppo tardi!

    5. Maurizio Bianchi
      aprile 27th, 2006 14:29
      5

      Sono Maurizio Bianchi, uno studente di Media e Giornalismo. Sto facendo lo stage in una ditta di Firenze e sto curando la loro newsletter. Nel prossimo “numero” ci sarà un riferimento ai blog, nella sezione dedicata alle news. Vorrei quindi segnalare un articolo interessante dal sito di repubblica (http://www.repubblica.it/2005/b/rubriche/scenedigitali/mondo-blog/mondo-blog.html) e mettere magari il link a questo post su Webgol. Anche perche’ non si puo’ continuare a trascurare un fenomeno in evidente crescita di diffusione e importanza. Saluti Maurizio

    6. antonio
      aprile 27th, 2006 14:55
      6

      fai pure maurizio, mandami pure (se in formato elettronico) la newsletter, mi farà piacere dargli un’occhiata

    7. :: Mash-ups in italy ::
      agosto 2nd, 2006 20:00
      7

      Siamo blogger (uomini) o giornalisti (caporali)?…

      E POI NON SI DICA che Gianni Riotta (1), (2), (3), (4), (5) -link + interessanti della saga- non aveva ragione!
      I?m highlighting this because there are still an awful lot of people out there who have a stereotypical view of blogs – that they?re a……

    8. :: Mash-ups in italy ::
      agosto 2nd, 2006 23:28
      8

      Articoli storici #1…

      (Historical Articles #1)

      In journalism since the mid-ninetheenth century, barriers to entry have been high. With the weblog, barriers to entry are low: a computer, a Net connection, and a software program like Blogger or Movable Type gets you there. M…

    9. Lollo
      ottobre 20th, 2006 18:42
      9

      L’ alunna Michela A**** si trucca durante la lezione, inoltre insulta la proff. dopo essere stata richiamata e esce dalla classe senza chuedere il permesso sbattendo la porta.

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