14/03/2006
Incontro di boxe a porte chiuse (senza i-pod)
di Antonio Sofi, alle 10:04
Il duello “all’americana” di questa sera su Rai Uno dalle 21.00 alle 22.30 tra Berlusconi e Prodi è una botta di personalizzazione maggioritaria nel deserto del proporzionale “corretto” di questa tornata elettorale.
Personalizzazione che i media aspettavano come pioggia salvifica.
All’americana, poi, è più un modo per dire “non all’italiana” (ovvero non lasciata a derive guitte e caciaronesche) che un puntuale riferimento ai debate presidenziali – che infatti hanno format tutti diversi, anche se per dettagli. Un modo per dire, insomma, che ci sono delle regole minute e minutate di distribuzione della parola e delle domande.
Uno dei dettagli diversi è la mancanza di pubblico. Il format americano più vicino a questo di stasera – il primo, per capirci, delle due precedenti tornate presidenziali, ovvero 2000 e 2004 – prevedeva la presenza di pubblico che, però, tranne all’inizio e alla fine quando poteva applaudire, era tenuto al silenzio. Silenzio che rispettava (tranne, ma questa è un’altra storia, nelle rare risate: che quelle proprio non si possono moderare). Silenzio che forse, un pubblico italiano, seppur firmante e spergiurante, avrebbe fatto fatica a rispettare. Quindi niente pubblico, via la gente – il rischio è l’effetto “partita a porte chiuse“.
In generale regole più restrittive che nei tanto citati Stati Uniti – dal pubblico, appunto, a quei suggerimenti di regia (niente controcampi ecc. ecc.) che, come ricordava l’11 Marzo Christian “non-ho-i-permalink” Rocca, i network americani hanno in parte disatteso perchè non corispondevano agli “standard giornalistici”.
Il rischio è la noia, l’opportunità è esser chiari e pacati delle singole issues – con poco tempo ma senza timori di esser interrotti.
Per i media però, appunto, è una pacchia.Finalmente possono proporre quel bel coverage da incontro di boxe che tante soddisfazioni dà agli infografici.
Straordinaria la pagina di oggi sul Corriere (per fortuna riproposta anche sul web), in cui si scopre – informazioni essenziali per leggere al meglio il dibattito – che Berlusconi non porta il pigiama e suona il contrabbasso e che Prodi è stonato e gli piacciono i cappelletti.
Ah, dimenticavo, fondamentale: nè Prodi nè Berlusconi hanno l’I-pod.
Questa non me l’aspettavo. Due settantenni così giovanili.
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marzo 14th, 2006 23:09
Insomma, a meno di un mese dal voto, queste elezioni politiche sono solo uno scontro mediatico fra Berlusconi e Prodi, leader e non più simboli di partiti e/o coalizioni composti e/o rappresentati da futuri deputati e/o senatori. L’effetto diquesta personalizzazione è duplice: la quasi completa mancanza di appeal comunicativo del duello, ma soprattutto lo svuotamento del valore di tutte le altre funzioni della rappresentanza politica. I membri del Parlamento diventano un orpello, comparse prive di significato. A
marzo 14th, 2006 16:40
Ci manca solo la scritta “chi vuoi eliminare?” e ricalca perfettamente il meccanismo dei reality show(s?).
La domanda sull’ i-pod, poi, era assolutamente basilare per inquadrare il personaggio politico.
Struttura a matrioska: l’assurdità dentro l’assurdità dentro.
sigh.
marzo 15th, 2006 00:18
Il contrabbasso? con la scaletta, immagino.
marzo 15th, 2006 11:25
Il faccia a faccia è a questo link: http://www.media.rai.it/mpmedia/0,,News^2062,0.html
marzo 15th, 2006 11:49
come sempre non c’entra ma: hai ricevuto stavolta, ve’? :-*
marzo 17th, 2006 09:41
Antonio, ti segnalo che sul tema ci sono diversi articolo su politicaonline.it, anche un intevento di Paolo Natale
L’osservatorio che abbiamo messo su sta producento i risultati sperati
Saluti
ros
marzo 18th, 2006 15:21
Mi sembrava di aver lasciato un commento…mi sbaglio? :-(
marzo 18th, 2006 16:59
Il dibattito all’americana è stato per alcuni versi effettivamente noioso…soprattutto per un pubblico avezzo ormai alla lite e alla sceneggiata (vedi programmi mediaset e rai), ma anche illuminante per certi versi.Il premier e il suo avversario: due mondi diversi, due culture differenti…non voglio qui discutere su chi sia stato più convincente (sarei di parte!)…solo sottolineare come, con questo tipo di dibattito, si sia potuto allontanare l’istrionismo tipico di chi è abituato ai riflettori. Il nervosismo di Berlusconi era evidente: nelle parole, negli atteggiamenti corporei e nell’espressione del viso…ha provato a sorridere beffardo, ma nn gli è uscito fuori che una smorfia amara…gli mancava un uditorio adorante, la claque che lo anima e lo sostiene.Prodi aveva l’atteggiamento che tiene il professore in un’aula universitaria…troppo lenta la sua cadenza, irritante quasi, però…ad un certo punto si è animato…ha parlato di speranza e di dialogo e di concertazione…ha detto agli italiani che ci vogliono i sacrifici, ma che potremo farcela…sono chiacchiere elettorali certo, ma cosa crede berlusconi che vogliamo sentirci dire? Non è una sfilza di numeri a tranquillizzarci…né le parole ed i silenzi di Prodi lo sono state, però lo darei vincente per questa prima parte del dibattito…poi vedremo! :-)