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06/03/2006

Non ci sono più i manifesti di una volta

di Antonio Sofi, alle 20:58

votate per il socialismo
votate per il socialismo

Manifesto del Partito Socialista di Unità Proletaria, 1946 – Istituto Campano per la Storia dela Resistenza, Napoli. (cfr. Mostra La rinascita del Parlamento)

Una straordinaria crasi ideologico-affissionistica, un tentativo di kirchheimeriano pigliatutto tra posizioni opposte, il furbo nascondimento di loghi o partiti come a farne un monito universale, il sol che diventa una soffusa alba dell’avvenire, – e quelle fabbriche sullo sfondo. Altri tempi.

elezioni-roma.jpg
50 anni dopo, tra posizioni dirimenti c’è la stessa sim-patia comune.
Quest’anno si voterà anche per il rinnovo dell’amministrazione comunale di Roma.
Si presenta Veltroni, ovviamente, e contro di lui, le tre puntarelle alla romana del centrodestra: gli ex ministri Baccini ed Alemanno, nonchè Antoniozzi di FI.
Due gli obiettivi: primo contarsi e secondo portare il sindaco uscente al secondo turno.
Come da immagine di sopra (lo scopro grazie a macchianera e roma2011), le due campagne di Veltroni e di Baccini condividono lo stesso claim: tre milioni di primi cittadini.
Quella di Veltroni è stilisticamente risolta meglio – con una serie di manifesti sul tema. Quella del ministro uscente dell’Udc con un unico manifesto. Chi ha copiato chi?


  • Manifesti animati
  • Più Berlusconi meno Veltroni, ma viceversa per i partiti
  • La tag cloud del discorso di Veltroni. Noità e lavoro (supersintesi)
  • Political divide, Facebook e gli sposta-voti

  • 7 Commenti al post “Non ci sono più i manifesti di una volta”

    1. Matteo
      marzo 7th, 2006 09:58
      1

      E’ il tema, che ti segnalavo coi cartelloni mobili, della totale complementarietà e sovrapponibilità (qui plagiante) dei messaggi politico-elettorali dei due schieramenti.

      Da questa prospettiva “chi ha copiato chi” è meno preoccupante della stessa possibilità di convergere verso un messaggio unico.

    2. Webgol » Blog Archive » Manifesti animati
      marzo 7th, 2006 12:16
      2

      […] A proposito di sovrapposizioni di manifesti segnalo una riflessione di Matteo Pelliti sul tema – il riferimento è a quei manifesti “animati” con le listelle che scorrono, sfumano da un messaggio all’altro e, a suo parere, mandano un messaggio di sostanziale equivalenza, contiguità, complementarietà dei diversi messaggi politici dei due schieramenti. Le strisce ruotano rapidamente, ogni 20 secondi circa, lati di tanti triangoli che ricompongono di volta in volta i tre messaggi, nell’ordine: Forza Italia- Margherita- UDC, ad libitum. Nelle principali rotatorie di snodo del traffico urbano. Tutto il giorno. Tutti i giorni. C’è un momento, che l’occhio non coglie – ma che alla coscienza e alla “coscienza” della macchina fotografica non sfugge – nel quale l’incompleta rotazione delle strisce crea un effetto di reale sovrapposizione dei messaggi. O forse si tratta di un unico messaggio così composto: Più tasse sui tuoi risparmi? No grazie – Sei pronto ad uscire? – Più sostegno alla famiglia – Io c’entro. […]

    3. Antonio Sofi
      marzo 7th, 2006 12:17
      3

      esatto, matteo, mica mi ero dimenticato della tua segnalazione, e avevo appunto preparato un post al volo e al riguardo prima di uscir di casa ;)

    4. santa
      marzo 7th, 2006 13:04
      4

      A proposito di manifesti, pare che il primo “manifesto” politico della storia d’Italia risalga al XIII secolo, un affresco che raffigura il monito da parte dei Guelfi su quello che sarebbe potuto accadere se i Ghibellini avessero governato la città. L’affresco è molto simbolico così come simbolici sono i manifesti “di una volta” di cui parli tu, Antonio. Quelli moderni invece sono sintetici e diretti e addirittura mobili, veloci, forse perchè il messaggio non deve far rflettere ma essere una specie di spinta all’ acquisto d’impulso.
      E infine, poi, perchè rinunciare a “copiarsi”? In tutto questo marasma l’elettore indeciso ha più alte possibilità di confondersi e votare l’altro!
      :-)

    5. Corrado
      marzo 7th, 2006 16:52
      5

      Prima di quello di Baccini, c’è stato anche il plagio di Alemanno ai manifesti elettorali nazionali DS. Questi ultimi hanno lo slogan “oggi sfiga, domani tutto bene, seguito da Domani è un “Altra” Italia. Alemanno ha copiato pure nella grafica, con “Domani è un’Altra Roma”. In questo caso, mi è sembrata proprio e semplicemente una scelta bassina per plagiare e generare confusione.
      Poi, certo che i manifesti elettorali sono in genere banalotti e sovrapponibili. Servono per una comunicazione immediata, mica per fare discorsi profondi e complessi. Per esserci, mica per fare. E non è una novità…

    6. Lizaveta
      marzo 7th, 2006 20:51
      6

      […]ma che alla coscienza e alla “coscienza” della macchina fotografica non sfugge[…]

      dalla coscienza all’incoscienza, direi piuttosto.
      Forse l’unico modo per esprimere un voto, ormai.

    7. pluto
      marzo 8th, 2006 07:52
      7

      ke tristezza! ke senso ha kopiare! ci perdono entrambi i kandidati! ma ke razza di consiglieri e pubblicitari hanno kuesti!

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